Utente: Alessio Mannino (a.mannino)

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Ultimi commenti di Alessio Mannino (a.mannino)

Inviato Lunedi 27 Dicembre 2010 alle 15:28

Nessun astio. E' che mi riesce incomprensibile la posizione di chi giustifica un Cicero nel centrosinistra vicentino e contemporaneamente stigmatizza i "traditori" socialisti passati nella destra berlusconiana. Siccome sono d'accordo con lei nel definirli tali, lei dovrebbe essere d'accordo con me nel considerare altrettale il fascista antropologico Cicero. Invece no.
ps: il plurale "i Fantò" voleva significare che volevo astrarre la polemica dalla sua persona e che faccio riferimento a tutti coloro, nella cosiddetta sinistra, col vizio di essere accomodanti coi voltagabbana che passano dalla propria parte e integerrimi inquisitori con quelli che vanno dall'altra. Il solito, cinico doppiopesismo.
Inviato Lunedi 27 Dicembre 2010 alle 10:36

Traditore? Chi? Ah, forse Cicero... o forse voi tutti i centrosinistra. Pace e bene.
Inviato Sabato 25 Dicembre 2010 alle 11:29

Chissà se le parti fossero invertite e un esponente di spicco da sempre nel centrosinistra fosse passato armi, bagagli e delega nel centrodestra cosa avrebbero detto i Fantò che si proclamano di sinistra senza aggiunte e trattini. Avrebbero lo stesso riposto la propria fiducia nello spirito santo che converte per mistero divino? Laicamente ne dubitiamo.
Auguri di buon Natale (Giorno del Sole Invitto).
Inviato Venerdi 23 Aprile 2010 alle 19:57

Io, sono allegrissimo. Forse lo sono meno i passatisti di professione, sempre sul chi va là a strumentalizzare ogni minima, scusi il termine, cazzata.
Inviato Giovedi 22 Aprile 2010 alle 10:11

Pffff, ogni anno la solita storia: Resistenza sì, Resistenza no, i valori dell'antifascismo, ora pure le canzonette sacre. Ma basta, non se ne può più delle polemiche tombali! Pensiamo all'oggi e guardiamo al domani, che ne abbiamo più bisogno!
Inviato Mercoledi 7 Aprile 2010 alle 17:38

Berlusconi come Mussolini? Ma su, non diciamo corbellerie. Lo psiconano. Testa d?asfalto. Il Banana. Il Caimano. Berluskaz, Berluskaiser o il mafioso di Arcore (queste ultime simpatiche definizioni del Bossi dei tempi d?oro, 1995-1996). In molti modi è stato o è chiamato Silvio Berlusconi. Sarcastici, velenosi, satirici, diffamatori ma legittimi, essendo espressioni di critica politica. Paragonarlo a Mussolini, però, questo no. Ci tireremmo dietro il sospetto del solito antifascista in servizio permanente effettivo, ma ce ne freghiamo e tiriamo diritto (ops, ci è scappata la citazione dal Ventennio).
Il berlusconismo è altro dal fascismo, così come Berlusconi è diverso da Mussolini. Il regimetto berlusconiano, telecratico, ad personam, fondato su un partito-dependance artefatto dal marketing, tutto interessi privati e vizi sfacciatamente pubblici, ha in comune con quello mussoliniano l?impulso all?illegalità, l?aggressione alle istituzioni, lo strabordante spirito di fazione. Ma il metodo criminoso, nel fascismo, era al servizio della conquista del potere totale (seppur coi noti compromessi con Monarchia, grande industria e Chiesa) ed era praticato a suon di manganellate e omicidi. Era una violenza brutale, ma i suoi autori, gli squadristi, quanto meno rischiavano la pelle o, in misura minore, la galera. Una volta al governo, la fascistizzazione dello Stato fu un?opera costruita secondo il tatticismo tipico di Mussolini ma che mirava a crearne uno, tragicamente e grottescamente totalitario finché si vuole, eppure idealmente ambizioso ed eticamente forte. Oggi, i gerarchetti della corte di Silvio e il suo popolo adorante non rischiano proprio un bel niente, sono una massa di illusi lobotomizzati dalla fobia di comunisti che non ci sono più, e rincitrulliti da trent?anni di ideologia consumistica. Il diluvio di leggi personali, infine, ha l?unico scopo di evitare al dittatorello aziendalista il banale, terrificante carcere. L?idea che anima il berlusconismo non ha nessuna tensione ideale, ma si riduce alla rincorsa al ?benessere? materiale (il denaro, il successo) e alla ?libertà? di fare quel che mi pare senza l?intralcio di quella fastidiosa cosa chiamata legge.
Se questo è fascismo, se fossi fascista andrei a dare una lezione a questi usurpatori del nome. Perché, per quanto liberticida e ributtante per il clima da carnevalata staraciana, il regime fascista aveva una sua nera grandezza. Qui siamo alla miseria umana di un imprenditore abbondantemente aiutato dalla politica (Craxi), che oberato di debiti e nel mirino dei magistrati s?inventa un partito di plastica e usa il suo impero mediatico per salvarsi e diventare l?uomo più potente d?Italia, tutto concentrato a soddisfare il proprio puerile e smisurato ego. La Buonanima, i Santoro li faceva bastonare, licenziare e mandare al confino o dietro le sbarre. Questo suo presunto epigono brianzolo si affanna a fare telefonate su telefonate a lacchè, garanti, persino a generali di carabinieri e neppure riesce a far chiudere la trasmissione che l?ossessiona più ancora del penoso declino cui è avviato. Deve ricorrere ad una norma cervellotica e ridicola, la par condicio, in origine redatta dai suoi avversari di sinistra per limitare il suo stesso strapotere televisivo. Questo non è un regime serio, è solo una volgare, arrogante, ignobile buffonata.

Alessio Mannino
Inviato Domenica 7 Marzo 2010 alle 15:22

Care pirla e cari pirla che avete consumato diottrie a studiarvi le norme elettorali fino all?ultimo codicillo in corpo 2, avete consumato scarpe andando in giro a raccogliere firme regolari, vi siete congelati stazionando per ore ai banchetti per convincere i passanti a sottoscrivere le liste, avete rinunciato al tempo libero per inseguire gli autenticatori in capo al mondo e vi siete svegliati alle
tre del mattino per presentarvi per tempo agli uffici elettorali, questo discorso a reti unificate è dedicato a voi imbecilli ancora convinti di vivere in uno Stato di diritto, in una democrazia fondata su elezioni regolari, cioè conformi alle leggi vigenti. Spiacente di informarvi, casomai non ve ne foste ancora accorti, che viviamo in un regime fondato sulla legge del più ricco e del più forte, di chi grida e minaccia di più. Una legge che varia a seconda delle esigenze del più prepotente. Se, puta caso, costui viola la legge, non ha sbagliato lui: è sbagliata la legge, che viene cambiata su
due piedi. Se poi, puta caso, la Costituzione non lo consente, non è sbagliata la nuova legge: è sbagliata la Costituzione. Che si può cambiare come un calzino s p o rc o . Se penso che da cinquant?anni mi chiamano ?il figlio del re? per la mia somiglianza con Umberto II, mi scompiscio. Hanno sbagliato re: io sono l?erede di Vittorio Emanuele III, quello che nel 1922 non mosse
un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 se ne fuggì a Brindisi. Sempre di notte. Infatti quando ho firmato il decreto salva-Banana? Di notte. Del resto chi sono io per respingere una legge con messaggio motivato alle Camere come previsto dall?articolo 74 della Costituzione? Mica sono il garante della Costituzione. L?ho già detto per lo scudo fiscale: se non firmo, quelli mi
rimandano indietro la stessa legge e poi devo firmarla comunque. Tanto vale farlo subito. A chi mi prospetta le dimissioni, rispondo che non conosco questa parola: sono in Parlamento dal 1953, figuriamoci. E in vita mia ho fatto ben di peggio che firmare leggi illegali: ho plaudito all?i nva s i o n e sovietica dell?Ungheria, ho attaccato Berlinguer che evocava la questione morale, ero amico di Craxi, ho scritto pure alla vedova che il marito corrotto era un per seguitato. Conosco l?obiezione: non c?è elezione senza qualche lista esclusa per ritardi o irregolarità. In Molise nel 2000 aveva vinto la sinistra con Giovanni Di Stasi, poi la destra di Michele Iorio fece ricorso contro alcune
liste irregolari, Tar e Consiglio di Stato lo accolsero, si rifecero le elezioni e vinse Iorio che ancora governa. E il governo D?Alema non ci pensò neppure di fare un decreto per legalizzare le illegalità: peggio per lui, poi dicono che è intelligente. Del resto al Quirinale c?era ancora Ciampi, mica io. Due anni fa invece c?ero già io, quando alle Provinciali in Trentino venne esclusa, dopo i ricorsi di Lega e Pdl, la lista Udc alleata della sinistra. Nemmeno allora l?Unione pensò di salvare
l?alleato con un decreto interpretativo: peggio per loro, pirla.Ecco, care pirla e cari pirla: la prossima volta, anziché prendere sul serio la legge e rischiare l?a s s i d e ra m e n t o per raccogliere le firme e presentarle in tempo utile, fate come me: statevene a casetta vostra davanti al caminetto, con la vestaglia di lana e le babbucce di velluto. Poi fate come i bananieri: all?ultima ora dell?ultimo giorno vi presentate in Corte d?Ap p e l l o con le firme tarocche di Romolo Augustolo, George Clooney, Giovanni Rana e soprattutto Gambadilegno,magari vi fate pure un panino e una pennica per non arrivare proprio in orario, poi minacciate la marcia su
Roma, portate in piazza una dozzina di esaltati, mi urlate ?buh? sotto le finestre del Quirinale, mi fate sparare dai vostri giornali e io vi firmo la qualsiasi. Anche la lista della spesa, il menu del ristorante, la ricevuta del parrucchiere, lo scontrino dell?intimissimo. Tanto Santoro l?hanno chiuso e per un mese non rompe con le sue notizie: fa tutto Minzolini, che sta dalla parte del Banana, cioè dalla mia. Statemi allegri. Il vostro presidente della Repubblica. Vostro, si fa per dire.

Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano, 7 marzo 2010
Inviato Sabato 13 Febbraio 2010 alle 18:23

Mi dispiace, caro Appoggi, ma negando di fare delle retorica lei ne fa eccome. Se dopo 150 anni di unità l'Italia ha bisogno di riscoprire (io dico: di scoprire) i perchè che la tengono malamente unita, significa che l'operazione è fallita. E' così terribile prenderne atto e, invece di seguire un sogno impossibile (ma anche qui io dico: un mezzo incubo, comunque a conti fatti un errore), metterci a pensare ad un sistema istituzionale diverso? Questo non toglie nulla, al contrario di quanto mi attribuisce lei, agli sforzi e ai sacrifici dei patrioti idealisti del Risorgimento: onore a loro, che in molti morirono per un ideale. Sa, Appoggi, sto rileggendo proprio in questi giorni il volume della Storia d'Italia di Montanelli dedicato proprio al periodo risorgimentale. Ebbene, l'ultimo grande intellettuale della Destra storica - non un localista come me - giudicava l'Unità un insuccesso, perchè privo di un diffuso appoggio popolare e ostaggio della realpolitik cavouriana. Perchè non essere onesti e lucidi come lui, che pure la Patria la scrisse sempre con la lettera maiuscola? Un'ultima considerazione, infine. E' significativo che nella sua urbana ma appassionata difesa manchi l'elemento che, a mio parere, dovrebbe caratterizzare un genuino attaccamento alla patria: il senso di comunità. Per stimolarlo ci vuole una pedagogia civile, dice lei. Ma basata su cosa? Se la società è disgregata, se non ci sono più costumi condivisi e tradizioni rispettate, se gli ideali comuni sono moneta senza più mercato, se la lingua viene erosa dall'idioma anglofono obbligatorio, se non c'è più argine alla globalizzazione degli stili di vita, se la Costituzione viene considerata carta straccia dagli stessi governanti, se insomma questa Italia non merita più di vivere, perchè, perchè insistere nel volerla tenere in vita, cercando l'eccitazione negli odori dell'imbalsamazione? Questo sì che è autolesionismo.
In ogni caso, la ringrazio della risposta, che sento sincera. Sicuramente più dell'intemerata del Presidente della Repubblica, questo anziano comunista che per tutta la vita ha creduto nell'internazionalismo marxista e oggi viene a fare la predica a chi critica l'agiografia patriottarda. Che si vergogni.

PS: io, a differenza di Balzi, non voterò Zaia. Lo preciso perchè ci sarà il solito scemo che mi darà del leghista. Sono solo uno che tenta di ragionare in base ai fatti, senza preconcetti e senza tabù.
Inviato Venerdi 5 Febbraio 2010 alle 16:49

Certo che far inaugurare la campagna elettorale da Fassino rende perfettamente lo stato in cui versa il Pd: tendente all'invisibilità. E con Bortolussi che copia Galan, quasi quasi viene voglia di votare Zaia, se votare avesse un senso (nelle elezioni locali può averlo, sempre che salti fuori qualche outsider non allineato a destra e sinistra). Ma andate a scopare il mare.
Inviato Mercoledi 20 Gennaio 2010 alle 20:22

Intanto le dico cosa penso io, caro Zanella: che i morti, di ogni colore politico siano, dovrebbero essere lasciati in pace, e che fare questioni politiche sulle targhe è il miglior modo per parlare di tutto fuorchè dei problemi veri, ATTUALI, della gente. Basta, sant'iddio, con queste polemiche catacombali.




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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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