BPVi: dopo il flop dei titoli per 118.000 soci 3.000 di loro ai tavoli di confronto. La Banca si concentra sull'aumento
Popolare di Vicenza, riguarda quasi tremila soci l’apertura dei tavoli di confronto annunciata in assemblea. Mentre la partita in banca si sposta già sull’aumento di capitale. Ha già voltato pagina Bpvi, all’indomani dell’assemblea dei soci che sabato ha dato il via libera, con oltre l’80% dei voti, a trasformazione in spa, aumento di capitale da un miliardo e mezzo e quotazione in Borsa a metà aprile. Una corsa contro il tempo, per cui resta a questo punto un mese.
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BPVi, la trasformazione in Spa fa schizzare le obbligazioni a 87 centesimi
Vi proponiamo un estratto dell'articolo apparso su Corriere Economia a firma di Stefano Righi, autore del libro inchiesta "Il grande imbroglio" (delle banche, ndr) di recente apparso nelle librerie.
La decisione dei 117 mila soci della Banca Popolare di Vicenza, che sabato scorso hanno votato la trasformazione in società per azioni, l’aumento di capitale da 1,763 miliardi di euro e la contemporanea quotazione in Borsa, ha avuto ieri la piena approvazione dei mercati. Se il titolo della banca guidata da Francesco Iorio non è (ancora) quotato a Piazza Affari, lo sono invece alcune obbligazioni emesse dalla banca vicentina. In particolare alcune emissioni subordinate, che le regole europee avvicinano molto alle azioni, specie nel caso del temutissimo bail-in.
Continua a leggereBPVi: incontro in settimana per decidere aumento e Ipo
All’indomani dell’assemblea di dicembre, i vertici di Veneto Banca si erano presentati in Banca d’Italia per analizzare il voto e studiare le tappe successive. Non così per la (ex) popolare vicentina; l’incontro con la Vigilanza avverrà non prima di metà settimana, i tempi stringono e l’attenzione si è subito concentrata sul percorso che aspetta la banca dopo il voto di sabato: aumento e Ipo (offerta pubblica iniziale, ndr), al centro di una call conference che ieri alle 11 ha visto impegnato il ceo Francesco Iorio, alcuni manager, analisti e advisor.
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Caso BPVI - Fondazione Roi: dopo VicenzaPiù se ne accorgono tanti. Comune non può non sapere ma fondamentali sono risposte di Iorio
Le rivelazioni di VicenzaPiù ("Gianni Zonin e la Fondazione Roi, ora è un caso: dopo le "puntate" flop su azioni BPVI la triangolazione per comprare l'ex Cinema Corso. Di mezzo Berlusconi, Unicredit, Intesa e... il Multisala Roma. In città c'è Rai Report") sugli acquisti di azioni BPVi per 29.000.000 di euro, ora di fatto azzerati, e dei costosi locali dell'ex Cinema Corso accompagnati da una storia a dir poco nebulosa, acquisti probabilmente illeciti oltre che "fallimentari" per la Fondazione Roi, che dovrebbe occuparsi per statuto solo di attività culturali e presieduta da Gianni Zonin, con accanto un Cda di nomina per la maggior parte della Popolare di Vicenza ma con un componente che risponde al Comune di Vicenza, hanno fatto seguito all'interrogazione comunale del M5S.
Continua a leggereBen 110 poltrone da tagliare nelle banche, l'autore de "Il grande imbroglio" Stefano Righi su Il CorSera: cosa guardava il Cda della BPVi?
Vi proponiamo un estratto dell'articolo apparso su Corriere Economia a firma di Stefano Righi, autore del libro inchiesta "Il grande imbroglio" (delle banche, ndr) di recente apparso nelle librerie.
Aumenti di capitale? Scelta della sede sociale? Autonomia territoriale? Cosa sta ancora bloccando la complessa opera di consolidamento del sistema bancario italiano da più parti invocato? Nulla di tutto questo. Il vero nodo che tiene tutto ancorato allo status quo , confessa un top manager alle prese con una delle fusioni più attese del momento, sono le poltrone. Le cadreghe, per dirla con Aldo, Giovanni e Giacomo...
Continua a leggerePrestiti: i primi dati di Istat portano il segno positivo, ma i vicentini forse sono al top della classifica per il flop delle loro azioni BPVi
A far pensare che la crisi svanisca non sono i luoghi comuni, come i ristoranti sempre pieni, ma i dati dell'Istat che dichiarano che gli italiani hanno rotto gli indugi verso uan maggiore propensione alla spesa già durante il 2015, alzando anche la percentuale di richieste di credito, per lo più per beni durevoli. Gli ultimi tre mesi del 2015 sono stati, infatti, assieme ai primi mesi del 2016, i più profiqui in particolare per quanto riguarda i prestiti finalizzati.I dati nazionali che nel 2016 inziano con il segno positivo - +11,7% per la domanda di prestiti e +13,5% per l'importo medio richiesto, come documenta il sistema di informazioni creditizie Crif - si differenziano tra piccoli centri, dove le richieste sono più animate, e capoluoghi più vasti, dove le domande restano al di sotto della media.
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Work for Life: evento sulle banche per informare e consapevolizzare i cittadini
Work for LifeUn vero peccato per chi non ha potuto presenziare alla serata di venerdì 4 marzo “Banche, che fare?â€, organizzata ad Altavilla Vicentina dall’Associazione no profit Work for Life. Non è stata sicuramente una delle solite assemblee in cui i relatori si limitano ad inveire contro le banche al grido di “la banca è disonesta, facciamole causa!â€. Piuttosto si è trattato di un’informazione imparziale, fornita sia dal dottor Gianello, il quale si è limitato a dare precise definizioni dei reati di anatocismo e di usura, che dagli avvocati Castelli e Corato, i quali sono stati ben esaurienti nello sviscerare diverse possibili casistiche di rapporti non paritari fra clienti e istituti di credito. Continua a leggere
Assemblea BPVi: il sì è arrivato, ma tra lacrime e rabbia
L’alfa è Andrea Arman, presidente dell’Associazione azionisti Banca Popolare di Vicenza, arroccato sul «no». L’omega è Silvio Fortuna, leader di Futuro 150, proiettato sul «sì». Ma fra il principio e la fine scorrono tre ore e mezza di sfogatoio che più che con la pazienza divina hanno a che fare con la rabbia umana. Perché da quest’ultima assemblea con voto capitario alla fine emerge una certezza: che vogliano mandare tutto all’aria, o che cerchino di salvare il salvabile, gli 11.999 presenti in corpo e in delega a Gambellara sono tutti furiosi.
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Banca Popolare di Vicenza Spa dovrà subito superare incroci pericolosi: Zonin, Marzotto, Fiera di Vicenza, Fondazione Roi, Cattolica... E non bastano più Paolo Rossi e Paolo Scaroni
La nuova Banca Popolare di Vicenza spa è nata sabato 5 marzo (passando) sulle spoglie di circa 118.000 soci soci che vedranno crollare il valore delle azioni che avevano dai 62,50 euro, che erano sicuri che valessero in base a documenti ufficiali firmati dall'ex presidente Gianni Zonin & c., all'euro o giù (difficile su) di lì che avranno alla quotazione in Borsa. Quelli che, per conservare almeno quell'euro, hanno dovuto votare Sì alla loro stessa eutanasia a Napoli li definirebbero "cornuti e mazziati", Giovanni Boccaccio li avrebbe chiamati "becchi e bastonati", mentre "battus et contents" li avrebbe apostrofati Jean de La Fontaine, tanto per rimanere... dentro la grande Europa della BCE a trazione Merkel col paggetto Hollande e col battitore libero Cameron.
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Assenti all'assembea BPVi 13 membri ben pagati del Cda tra cui Giuseppe Zigliotto, Matteo Marzotto, Marino Breganze: in Giappone si "inchinerebbero" ai soci truffati
Lo segnala oggi anche Il Corriere del Veneto (a seguire il pezzo*, ndr), l'avevamo segnalato ieri, subito, in cronaca diretta, che all'assemblea della Banca Popolare di Vicenza per sostenere il peso del confronto con gli azionisti beffati erano presenti del Cda, oltre all'Ad Francesco iorio e al presidente Stefano Dolcetta, solo Paolo Angius, Giorgio Colutta e Alessandro Pansa mentre brillavano per assenza e coraggio Giuseppe Zigliotto, Matteo Marzotto, Marino Breganze e atri 10 altrettanto ben pagati suoi membri. "Dovrebbero vergognarsi", dicevano molti fra i tra i soci presenti derubati anche grazle alle loro decisioni o alle loro "accondiscenze" a quella che il Procuratore Capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, ipotizzando a suo carico i reati di associazione per delinquere e di falso in bilancio, definisce "una struttura deviata interna all'istituto, gerarchica e ben organizzata".
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