Il Giornale, Giuseppe Guzzetti su Fondo Atlante: "avrei fatto meglio a non partecipare"
I problemi degli istituti veneti potrebbero riverberarsi sull'intero comparto bancario italiano. L'impietosa disamina è del presidente dell'Acri e di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. «Atlante? È uno strumento buono lasciato al suo destino, non è stato un fallimento perché ha permesso il salvataggio di Veneto Banca e Popolare Vicenza, ma è costato 2 miliardi e non so se bastano», ha dichiarato a margine della presentazione dell'Indagine sul risparmio. Guzzetti, ricordando che il sistema delle Fondazioni ha investito 536 milioni nel Fondo Atlante, ha manifestato una sorta di pentimento. Continua a leggere
Il Sole 24 Ore: Veneto Banca e BPVi, incontro al vertice per la fusione
I due presidenti della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca e l’azionista unico delle due banche, Alessandro Penati, numero uno del Fondo Atlante, si incontrano oggi a Milano per fare il punto sulla possibile fusione tra le due realtà . Un incontro giudicato «esplorativo» da chi è a stretto contatto con il dossier, ma che potrebbe rappresentare a tutti gli effetti il calcio d’avvio della partita dell’aggregazione. L’appuntamento dovrebbe servire anzitutto a incardinare l’operazione di consolidamento e a concordarne la road map.In linea di massima, i prossimi due mesi potrebbero essere utilizzati per stilare due piani d’azione coerenti tra loro e sinergici. Anche perchè l’obiettivo finale, se tutto filasse liscio, sarebbe quello di poter mettere in cantiere la fusione nel 2017, forse già nel primo semestre.
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La Repubblica: Fondo Atlante 2? Pochi soldi e molti guai
Il Sole 24 Ore, Gianni Mion: "Esuberi BPVi, non sarà possibile gestirli soltanto con i fondi per gli stati di crisi"
Esuberi quantificati in un numero compreso tra i 1.300 e i 1.500 (quando ne erano stati preventivati 550). Su un totale di circa 5.500 dipendenti. La “doccia fredda†che ieri mattina è arrivata con le parole del presidente della Banca Popolare di Vicenza Gianni Mion conferma le voci che circolavano già da qualche settimana. L’istituto vicentino scopre le carte sul suo futuro occupazionale e lo fa con crudezza: «Non si tratta di una soluzione temporanea – ha detto Mion -. È un numero importante e strutturale. Forse abbiamo commesso l’errore di non dirlo subito, ma ora non siamo in condizione di aspettare.
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Esuberi BPVi, Federico Ginato del Pd: "puntiamo a stanziamento 600 mln in 3 anni"
A seguito dell’annuncio da parte del presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Mion, di una stima di 1300-1500 esuberi, il deputato del Pd Federico Ginato, membro della Commissione Finanze alla Camera, ricorda gli impegni che il Parlamento sta mettendo in campo sul temaGià da tempo il Parlamento sta lavorando sul problema degli esuberi bancari. Nell’ultimo decreto ‘Salva banche’ abbiamo già allungato da 5 a 7 anni la possibilità dei prepensionamenti, ora con la nuova Finanziaria è previsto uno stanziamento ad hoc per la gestione degli esuberi. Continua a leggere
Nozze riparatrici tra Veneto Banca e BPVi, Occhio di lince: non le celebreranno i "divisi" Mion e Iorio e servono 2,5 miliardi di euro... almeno
Su Lettera 43 a firma di Occhio di lince c'è un interessante articolo sulle due ex Popolari Venete che vi proponiamo di seguito e che ha un titolo illuminante: "Veneto Banca e BPVi, le difficili nozze riparatrici. La Bce spinge per la fusione Veneto Banca-BpVi. Ma non mancano gli ostacoli: esuberi, cessione dei Npl, ricerca di investitori". Ma fusione o non fusione, resta la questione che queste due banche sembrano non avere alcun futuro, né da sole né tantomeno assieme. Difficile, se non impossibile, appare, infatti, trovare qualcuno che ci voglia mettere dei quattrini magari a sconto con azioni emesse a 0,05 euro, metà del valore attuale di ognuna, perchè quello in effetti sarebbe il valore oggi. E magari non per ognuna di esse per l'accoppiata... se la BCE farà meglio i conti visto che per Danièle Nouy servirebbero almeno 2,5 mld di euro, ma per noi, immodestamente, ne mancano già altrettanti solo per la Banca Popolare di Vicenza.
Continua a leggereIpotesi di conciliazioni con i vecchi soci BPVi travolti dal Vajont del risparmio: Codacons scrive a [email protected]
Ecco altre informazioni utili ai soci traditi dalla Banca Popolare di Vicenza che ci possono scrivere per chiarimenti e consigli a cui risponderemo direttamente o pubblicando qui, sul nostro quotidiano web www.vicenzapiu.com, le risposte per i casi più generali e di interesse comune e mantenendo, se richiesto, un totale anonimato. Ecco, quindi, le informazioni odierne curate oggi da Codacons Veneto
1) Ipotesi di conciliazioni con i vecchi soci. I tavoli dovrebbero essere attivati a settimane! La soluzione potrebbe tradursi in un'offerta secca di risarcimento, più articolata e attenta per le fasce più deboli dei soci, tra dimensione dell'investimento e condizioni sociali. L'obiettivo generale sarebbe di costruire una proposta, che permetta di ridurre la perdita sulle azioni a livelli inferiori di quelli patiti dagli azionisti delle grandi banche quotate nell'ultimo anno.
Continua a leggereLuca Canale scrive a Matteo Renzi: "Giovedì a Vicenza incontri i risparmiatori azzerati"
Riceviamo da Luca Canale e pubblichiamo Signor Presidente, Le scrivo a nome di un gruppo di risparmiatori azzerati dal crollo di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. Data la scarsa rilevanza mediatica data alla vicenda, rispetto ai casi MPS, Banca Etruria etc., Le riporto a seguire alcune cifre relative a BPVI, tratti dai bilanci 2015 e 2016: - Valore delle quote crollato da 62,5 euro a 10 centesimi (-99,84%); - 6,5 miliardi di capitalizzazione persi; - Quasi 9 miliardi di depositi in meno (2015 - 2016); - Quasi 10 miliardi di debiti verso altre banche; - 119 mila soci coinvolti, dei quali 18 mila Enti ed aziende. Altri 4 miliardi di capitale sono sfumati nell'analogo crack di Veneto Banca, coinvolgendo altri 88 mila soci. Continua a leggere
CorVeneto: Ex Popolari, prove tecniche di fusione doppio Cda in vista del faccia a faccia
Dicono che prima di convolare a nozze occorra un fidanzamento. Così i (potenziali) promessi sposi si incontreranno venerdì a Milano, un primo appuntamento per iniziare a conoscersi, in modo da arrivare un giorno a capire se sono fatti per stare insieme, oppure no. Ma che i due intendano fare sul serio, in questa fase di corteggiamento a distanza, lo dimostrano i preparativi in corso nelle rispettive famiglie: ieri la convocazione del Consiglio di amministrazione di Veneto Banca, oggi quella della Popolare di Vicenza, per affrontare questioni analoghe come i tavoli di conciliazione.
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