AAA Vendonsi obbligazioni subordinate BPVi e Veneto Banca: ma a rischio è l'intero settore
Non è un corsa agli sportelli classica, ma il risultato è lo stesso: i "piccoli investitori" si stanno precipitando in filiale dagli intermediari finanziari chiedendo di vendere le obbligazioni subordinate su cui hanno investito i risparmi. Questo è lo scenario a cui stanno assistendo i trader da venerdì scorso. Con un primo effetto: gli investitori "istituzionali", i fondi di investimento, non aprono il portafogli, nessuno è interessato a comprare e quindi i prezzi stanno crollando. "Non c'è domanda per loro", spiegava due giorni fa alla Reuters Giuseppe Sersale, gestore del fondo Anthilia Capital. È il classico "verdetto del mercato", solo che stavolta l'oggetto è anche la tenuta nel medio periodo di un bel mucchio di istituti di credito.
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Parla Ciambetti: banche salvate, banchieri salvati, risparmiatori affossati?
Riceviamo da Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, e pubblichiamo
Nella vicenda della Banche Popolari da che parte sta il governo? Tutti siamo in attesa delle norme salva-risparmiatori annunciate da Padoan sulle quali l'Unione Europea sembra aver aperto uno spiraglio operativo in grado per lo meno di salvaguardare quanti sono stati raggirati e convinti ad acquistare titoli tossici spacciati come investimenti sicuri. Risparmiatori truffati, raggirati, costretti a sottoscrivere azioni della banca per poter accedere a mutui o fidi: lo scenario si fa inquietante ed è diritto dei cittadini avere giustizia.
Continua a leggereW Zonin: brindiamo al suo fattore C... o alla sua pigrizia. E W Serracchiani e ΛΛ Zaia?
Tramite una lettera alla stampa l'ex Ad di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, dà la sua interpretazione sui problemi che hanno colpito le Banche Popolari, in particolare la sua ex "creatura", quella di Montebelluna, e l'amica nemica di sempre, la "nostra" Banca Popolare di Vicenza. In estrema sintesi dice Consoli, e quello che afferma non è tutto, ma fa parte del quadro complessivo, il flop dell due popolari venete nasce dai nuovi e più stringenti parametri imposti dalla BCE, dalla normativa di trasformazione rapida in Spa decisa da Renzi e dalle loro concessioni di credito, maggiori rispetto ad altre aree del paese e dell'Europa, a famiglie e imprenditori, che, se da un lato, hanno reso meno dura la crisi generale, poi hanno pesato sulla gestione dei due istituti quando hanno generato difficoltà di rientro o, peggio, sofferenze.
Continua a leggereI bancari BPVi indagati a Prato, la protesta dei sindacati: si colpiscano Cda e vertici
Abbiamo appena pubblicato un articolo del nostro Giancarlo Marcotti sulle ripercussioni delle recenti crisi delle banche italiane, qui da noi delle due Popolari, quella di Vicenza e Veneto Bancaa, anche sui bancari, che, scrive Marcotti, «sono stati senza dubbio "spinti" a far sottoscrivere alla clientela azioni ed obbligazioni della Banca e nella stragrande maggioranza dei casi sono stati anche "spinti" ad acquistarle personalmente ed oggi stanno vivendo una situazione doppiamente tragica. Da un lato, come tutti gli altri creditori, hanno perso tutto il loro investimento... dall'altro stanno vivendo sulla loro pelle l'ira dei clienti che si sentono "truffati" ed identificano nel bancario, ossia colui che gli ha proposto l'investimento, il "colpevole" dei suoi mali».
Continua a leggereSalvabanche è un dramma. Anche per bancari che hanno venduto e sottoscritto titoli fasulli
Penso che di questi tempi la Ministra Maria Elena Boschi, preferisca passare i suoi week end a Roma anziché tornare nella natia Arezzo, i suoi concittadini, infatti, non stanno passando giorni sereni dopo che il Governo ha "salvato" le Banche, e tra queste c'era la Banca d'Etruria e del Lazio, della quale il suo papà è, o era (non sono aggiornato), il Vice-presidente (e che, per uno strano caso?, stava per finire in pancia alla nostra Banca Popolare di Vicenza insieme ad altre due delle tre "salvate": la Carife e la Cassa di Risparmio delle Marche, ndr). Ebbene il decreto del Governo, più che salva-banche avrebbe dovuto esser chiamato salva-banchieri, al momento gli unici che escono indenni, da questo sfacelo, per gli altri "attori" della vicenda, invece, non c'è stato scampo.
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Fondazione Cassa di Risparmio, quattro le candidature per il Consiglio Generale
Comune di VicenzaSono quattro le candidature pervenute a palazzo Trissino, entro il termine del 9 dicembre scorso, per la designazione di tre nominativi utili alla nomina del rappresentante del Comune di Vicenza per il consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona. Si tratta di Sara Baldinato, Elio Mercanzin, Vincenzo Riboni e Stefano Tolio. I curricula dei candidati sono depositati in pubblica visione nella segreteria generale di palazzo Trissino in corso Palladio 98. Continua a leggere
Torna l’appuntamento di UniCredit con la solidarietà. 37 Onlus vicentine in gara per “Un voto, 200.000 aiuti concreti”
Unicredit
Per l’edizione natalizia 2015 della campagna di sensibilizzazione dedicata al Non Profit, UniCredit mette a disposizione 200mila euro, a titolo di donazione, da distribuire tra le Organizzazioni Non Profit aderenti al portale IlMioDono.it. Torna l’appuntamento con la speciale “competizione†che accende i riflettori sul grande lavoro che svolgono le associazioni e i volontari impegnati nel Non Profit. Un impegno che UniCredit premia anche quest’anno mettendo a disposizione 200mila euro del fondo Carta Etica, il fondo destinato ad iniziative di solidarietà sul Territorio che si alimenta con una percentuale di ogni spesa effettuata con la carta di credito UniCreditCard Flexia Classic E (cd Carta Etica), senza costi aggiuntivi per il titolare.
Continua a leggereBanca Popolare di Vicenza: Serracchiani sente in Friuli i vertici, che a gennaio vedranno Zaia
Osservato da qui, sembra un inaspettato sorpasso a destra. Scrutata da lì, pare invece una regolare manovra di superamento a sinistra. Questione di punti di vista. Comunque sia il dato certo è che, nella corsa al sostegno dei risparmiatori, il Friuli Venezia Giulia batte sul tempo il Veneto, con la governatrice Debora Serracchiani che ieri ha convocato a Udine le associazioni di categoria, per sentire dalla viva voce dei vertici della Banca Popolare di Vicenza cosa sta succedendo. «Anch'io incontrerò i presidenti di Bpvi e Veneto Banca», rilancia però il governatore Luca Zaia, col quale l'appuntamento era già in agenda a fine novembre, ma è stato rinviato per sopraggiunti impegni.
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Il punto sui rischi di azionisti, obbligazionisti e correntisti di BPVi, Veneto Banca e di tutte le banche: allarme se il rosso sale a 114 miliardi
Mentre governo, banchieri, risparmiatori, funzionari si accapigliano su salvataggi e interventi più e meno "umanitari" per gli obbligazionisti annichiliti dai salvataggi di quattro piccole banche, una domanda sale. Ma depositi e investimenti dei correntisti italiani sono al sicuro? Non c'è risposta assoluta: il concetto di sicurezza muta dal 1° gennaio, con la direttiva Brrd che imputa ad azioni, bond e depositi oltre 100mila euro la copertura preliminare delle perdite bancarie. Ma un esame dei dati elaborati per Repubblica dalla società di consulenza Prometeia fa capire dove siamo e quanto effettivamente tranquilli si possa dormire.
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Rolando ha dubbi sul precedente aumento di capitale BPVi. Noi sull'azione dei politici. E sul foglio del presidente confindustriale, l'etico Zigliotto. Giudichino gli azionisti lettori
«I problemi delle banche non si limitano alle quattro (Banca Marche, CariFerrara, CariChieti e Banca Etruria) appena salvate - dice Giovanni Rolando, determinante con la sua lista a determinare l'elezione di Enrico Peroni alla segreteria cittadina del PD - non solo con i fondi degli altri Istituti (che verseranno, con qualche dubbio sulla volontarietà dell'operazione altrimenti proibita dalla BCE, due miliardi di euro come quota di 500 milioni del 2015 e come anticipo delle quote di 500 milioni annuali dovute nel prossimo triennio al cosiddetto Fondo di Risoluzione, lo strumento che operativamente realizzerà il salvataggio) ma dal "sangue" degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate dei suoi clienti».
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