Necrologio Mussolini su GdV: no alle confusioni
Federazione della Sinistra, Prc, PdCi Vicenza (ricevuto alle 14.28)
Oggi è l'anniversario della liberazione di Vicenza.
Sessantacinque anni fa numerosi partigiani vennero uccisi dai nazi-fascisti in fuga.
Ricordiamo un episodio tra tutti: l'eccidio di Monte Crocetta, avvenuto nella tarda mattinata del 28 aprile 1945.
Ma oggi sul Giornale di Vicenza (a pag.63, nella foto) viene pubblicato un necrologio che recita: "Nel sessantacinquesimo anniversario della sua morte - Onore al Duce d'Italia cav. Benito Mussolini - Ucciso per mano partigiana".
Piccola vergogna nazionale, a Bocchetta Campiglia
Lucio Panozzo - Era una vita che non mi recavo a Bocchetta Campiglia. Passando domenica ad un tiro di schioppo, ho deciso, all'altezza di Ponte Verde, di deviare dalla strada del Passo Pian delle Fugazze e percorrere il breve tratto che fa da raccordo con Passo Xomo. Da lì a Bocchetta Campiglia il passo è breve. Credo che non siano necessarie spiegazioni per gli alpinisti vicentini, ma se per qualcuno le mie parole fossero oscure, lo consiglio di munirsi di una semplice carta stradale che comprenda la zona tra Schio e Rovereto. Continua a leggere
Ancora 25 aprile: ai vecchi cosa è successo?
25 aprile: ma ai vecchi cosa è successo? Mi hanno chiesto a scuola i ragazzi delle medie di Monteviale.
Ne abbiamo parlato a lungo: dell'ultima guerra, degli italiani alleati dei tedeschi, del drammatico rovesciamento del regime fascista e della rottura di quella infame alleanza, dei 20 mesi di paure ma anche di rivolta sotterranea contro il nazifascismo e poi delle festose giornate della liberazione ma anche delle carneficine seguite a quei giorni a Monteviale come sul vicino monte Crocetta e più a nord a Pedescala.
Continua a leggereVicenza:il 25 aprile con Variati,Cacciari e "Bella ciao"
Achille Variati, Massimo Cacciari - Variati: "Con la Resistenza riguadagnammo la dignità di uomini liberi". Cacciari: "Costituzione miglior frutto della Resistenza, i suoi custodi siamo tutti noi" Da una piazza dei Signori affollata di cittadini e di bandiere arriva la difesa e l'esaltazione del 25 aprile e della Resistenza, dopo giorni segnati dalle polemiche nazionali sul significato della festa della Liberazione. Sulle note di "Bella ciao", rivendicata orgogliosamente dal sindaco di Vicenza Achille Variati come simbolo di valori e di un'identità vivi, ed eseguita in apertura e chiusura della manifestazione. E nell'applauditissimo discorso, quasi una lezione, di Massimo Cacciari, oratore ufficiale delle celebrazione vicentina, che ha esaltato la Costituzione "frutto migliore della Resistenza".
Continua a leggereDonazzan a messa per caduti 'non risconosciuti'
Elena Donazzan - Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro, ha preso parte oggi, domenica 25 aprile, alla tradizionale commemorazione nel ricordo di tutti i caduti che l'ufficialità non riconosce, e lo ha fatto - come di consueto, partecipando alla messa in onore di queste vittime sulla Foiba "Bus de la Spaluga", in località Monte Corno nel comune di Lusiana (Vi) alle ore 11.30 (nella foto la celebrazione nel 2005, n.d.r.).
Continua a leggereI servi sciocchi dei "No Dal Molin"
Movimento Sociale Fiamma Tricolore - È veramente paradossale vedere "festeggiare" il 25 aprile dagli attivisti del No Dal Molin soliti a sollevare forti proteste contro la costruzione della base NATO per ospitare chi oggi festeggiano come "liberatori".
Evidentemente la crisi a sinistra e il crollo della professione dell'antifascimo militante hanno generato una sorta di nuova sindrome di "assuefazione alla resistenza" che spesso si manifesta in forma sclerotica, come gran parte della politica che rappresentano.
Nel giorno di San Marco esporre il vessillo marciano
Roberto Ciambetti, Lega Nord - Credo sia giusto e doveroso omaggio alla storia della nostra terra esporre nel giorno di San Marco il vessillo marciano, che è bandiera del popolo e della Regione del Veneto. Questo Gonfalone per secoli fu simbolo della Repubblica Serenissima per ritornare in auge nei giorni dell'insurrezione di Manin nel 1848: con la legge n. 56 del 20 maggio 1975, dunque 35 anni or sono, la Regione del Veneto decise di riappropriarsi di questo emblema e scelse di raffigurare il Leone di San Marco in primo piano e sullo sfondo mare, pianura e monti del Veneto, sette fiamme, al posto delle sei della tradizione veneziana, per rappresentare le nostre sette province. Continua a leggere
25 aprile, l'equidistante è dalla parte del fascismo
Giorgio Langella, Federazione della sinistra - Con un comunicato, "Giovane Italia, movimento giovanile del PdL" di Vicenza ci dice alcune cose sul "suo" 25 aprile. I giovani del PdL, "lorsignorini", affermano che non esiste differenza alcuna tra chi ha liberato l'Italia dal nazi-fascismo e coloro che, come recita il comunicato in questione, "sono caduti combattendo con lealtà e fedeltà nella Repubblica Sociale Italiana". In altra parte dello stesso scritto affermano che "Non è possibile che nelle nostre piazze sventolino bandiere di partiti e sindacati molto spesso rosse, durante le commemorazioni ufficiali, come se queste appartengano solo ad alcuni".
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25 aprile, messa per tutte le vittime guerra civile
Giovane Italia Vicenza, Movimento Giovanile PdL - Sono passati più di sessant'anni dalla fine della guerra civile 1943-45 eppure, in Italia, persiste la discutibile divisione tra "martiri della libertà " e "morti dalla parte sbagliata". Il 25 aprile dovrebbe simboleggiare la fine di un conflitto, il termine di una lunga e drammatica guerra sfociata purtroppo, nei suoi ultimi mesi, in uno scontro fratricida. Una Nazione e un popolo che si autodefiniscono democratici e civili non possono continuare ad impedire il ricordo di coloro che sono caduti combattendo con lealtà e fedeltà nella Repubblica Sociale Italiana. La loro dignità non può definirsi inferiore a quella dei partigiani ed entrambi meritano il giusto rispetto.
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25 aprile, Bella ciao o La canzone del Piave?
Giorgio Langella - Dai giornali: Giovanni Azzolini, sindaco leghista di Mogliano Veneto (comune del trevigiano), ha dato disposizioni affinché il 25 aprile la banda comunale non suoni la classica canzone partigiana "Bella ciao". Al suo posto, per festeggiare la Liberazione, il sindaco ha richiesto l'esecuzione de "La canzone del Piave", canto patriottico risalente alla Prima Guerra Mondiale.
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