Nelle concerie di Arzignano il modello Fiat invece del modello Unico?
Sabato 22 Gennaio 2011 alle 10:32
Giorgio Langella, PdCI, FdS - Su "Il Giornale di Vicenza" di ieri 21 gennaio, a pagina 34, si può leggere l'articolo "Concia, dimezzati i licenziamenti. Ora il modello Fiat". Un articolo "istruttivo" che spiega come i "padroni della concia" vogliano affrontare il rinnovo del contratto (foto Corriere vicentino). E a chi vogliono far pagare la crisi. L'Unic (unione nazionale industria conciaria) afferma "Perché la ripresa sia effettiva e sostanziosa anche i lavoratori devono fare la loro parte quanto a disponibilità e flessibilità ", e prosegue Valter Peretti (presidente del settore concia di Confindustria Vicenza) "c'è bisogno di elasticità ... il sistema delle relazioni sindacali va ripensato. Fiat docet".
Continua a leggereNovant'anni fa nasceva il PCI
Sabato 22 Gennaio 2011 alle 10:05
Giorgio Langella, PdCI, FdS - Il 21 gennaio del 1921, a Livorno, nasceva il Partito Comunista (nella foto l'opera di Guttuso sui funerali di Togliatti in cui si riconoscono, fra gli altri, Longo e berlinguer). Iniziava una lunga storia di lotte per i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Una storia di sacrifici e di scelta di parte. Il Partito Comunista in Italia (quello che fu di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer) è stato fondamentale per la conquista della libertà dal nazifascismo, la costruzione di uno stato democratico fondato su una Costituzione che è tra le più belle del mondo, le conquiste dei lavoratori in termini di diritti e migliori condizioni di vita e lavoro. Un grande partito.
Continua a leggere
Crisi di aziende e lavoratori a Vicenza: dati preoccupanti
Giovedi 20 Gennaio 2011 alle 09:43
Riceviamo da Giorgio Langella (FdS) e pubblichiamo ricordando che chiunque può inviarci scritti con opinioni e segnalazioni personali a [email protected] , l'indirizzo per i Citizen Writers, quelli più vicini alla vita e alle notizie.
di Giorgio Langella
Mentre il primo ministro (e tutto il governo) è impegnato nei suoi guai giudiziari e promette di punire i magistrati, il lavoro è ancora l'emergenza italiana. La nostra provincia non è esente.
Risposta lavoratori al ricatto di Marchionne. Sciopero indetto dalla Fiom il 28 gennaio
Domenica 16 Gennaio 2011 alle 14:12
Giorgio Langella, PdCI, FdS - E così, il ricatto di Marchionne ha ottenuto una esigua maggioranza di SI da parte dei lavoratori di Mirafiori. Il 54% dei lavoratori di Mirafiori, infatti, ha approvato l'accordo del 23 dicembre scorso. Anzi, ha subito le decisioni altrui. Marchionne l'aveva detto, governo e Lega l'avevano confermato, i sindacati firmatari dell'accordo (FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC, UGL) l'avevano accettato senza dir nulla, gran parte dei dirigenti del PD lo aveva sottoscritto: o vincevano i si o Mirafiori sarebbe stata chiusa. Quando si dice un "voto libero e democratico". Ma la "vittoria" è stata risicata, molto di più di quanto si aspettavano lorsignori.
Continua a leggereLangella a Sbrollini: vittoria Sì nel voto ricatto non è un bene. Bisogna decidere con chi stare
Sabato 15 Gennaio 2011 alle 23:17
Giorgio Langella (PdCI, FdS) ci invia una replica all'onorevole Daniela Sbrollini (Pd), che pubblichiamo.
Ho letto l'intervento dell'on. Sbrollini sul risultato del referendum di Mirafiori. Non sono assolutamente d'accordo con quanto afferma. La vittoria del si a un referendum che era un ricatto non è un "bene".
Continua a leggereLangella, FdS: Si, 54% al ricatto Marchionne. No da operai in catena montaggio e lastratura
Sabato 15 Gennaio 2011 alle 11:51
Giorgio langella, PdCI, FdS - E così, il ricatto di Marchionne ha ottenuto una esigua maggioranza di SI da parte dei lavoratori di Mirafiori (foto Ansa.it). Il 54% dei lavoratori di Mirafiori, infatti, ha approvato l'accordo del 23 dicembre scorso. Anzi, ha subito le decisioni altrui. Marchionne l'aveva detto, governo e Lega l'avevano confermato, i sindacati firmatari dell'accordo (FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC, UGL) l'avevano accettato senza dir nulla, gran parte dei dirigenti del PD lo aveva sottoscritto: o vincevano i si o Mirafiori sarebbe stata chiusa. Quando si dice un "voto libero e democratico".
Continua a leggere
Referendum Mirafiori, ai primi No commento di Langella per PdCi e FdS: schiena dritta
Sabato 15 Gennaio 2011 alle 01:45
Giorgio Langella, PdCI, FdSÂ -Â Le notizie Ansa al momento: "Dopo lo scrutinio dei primi tre seggi allo stabilimento di Mirafiori e 2.180 schede esaminate il no prevale con il 52,43% e 1.143 voti. I si hanno raggiunto quota 1.011 voti con il 52,43%. Le schede bianche o nulle sono 26 par all'1,19%". Gli operai del montaggio, quelli che lavorano alla catena, quelli che vedono peggiorate le condizioni di lavoro da un accordo indecente e illegittimo, non hanno paura.
Continua a leggereComunque vada (a Mirafiori)
Venerdi 14 Gennaio 2011 alle 10:43
Giorgio Langella, PdCI, FdS -   Mirafiori è iniziato il referendum (illegittimo) dei lavoratori. Lo chiamano referendum ma è un ricatto bello e buono. Anzi cattivo. Marchionne ha detto chiaramente che o vince il si all'accordo che ha imposto o la Fiat va da un'altra parte. Dichiarazioni ammissibili da parte di un manager che prende decine di milioni di euro non da come va la fabbrica ma da come va la borsa, ma che dovrebbero suscitare una reazione da parte dei partiti politici che siedono in parlamento.
Continua a leggereLangella (FdS): Smantellato il legittimo impedimento. E adesso B. farà l'indifferente?
Giovedi 13 Gennaio 2011 alle 21:17
Giorgio Langella, PdCI, FdS - La consulta ha giudicato incostituzionale la norma principale della legge sul "legittimo impedimento". Quella norma, che permetteva al primo ministro di "autocertificare" il proprio "impedimento" per un periodo di sei mesi, è stata giudicata in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione.
Continua a leggere
Langella, sul referendum Fiat: lavoratori convocati dai "capi"
Mercoledi 12 Gennaio 2011 alle 18:50
Giorgio Langella, FdSÂ -Â La Fiat sta condizionando il voto del referendum sull'accordo per Mirafiori. A quanto riferiscono le agenzie di stampa, i lavoratori vengono convocati a gruppi dai "capi" che danno loro le indicazioni di come e cosa votare. Per fare queste "assemblee" l'azienda sospende la produzione per tutto il tempo necessario.
Continua a leggere

