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Porte aperte in Cisl Vicenza: sul caso Bonanni e sulle super pensioni di alcuni sindacalisti?

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 19 Ottobre 2014 alle 15:38 | 0 commenti

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Se per Matto Renzi ogni giorno, ultimamente, è "Jobs Act Day", la Cisl berica di Gianfranco Refosco ha risposto ieri, sabato 18 ottobre, con il "Job Day" organizzato più "casalingamente" nella sede vicentina di Via carducci della Cisl invece che in una delle 100 piazze che aveva promesso (minacciato?) la neo segretaria Furlan, che da poco, a sorpresa e con sorprendente velocità è subentrata al segretario nazionale Bonanni, ricordando, almeno per la velocità, il caso vicentino della sostituzioe di Gigi Copiello proprio con Gianfranco Refosco.

L'appuntamento di sabato ha aperto le porte dalle ore 10 alle 13, come recitava il comunicato di annuncio e come fanno le concessionarie per vendere sempre più faticosamente le loro auto, a iscritti e lavoratori per, aveva detto e ha fatto Refosco con gli altri rappresentanti sindacali della Cisl, «approfondire e discutere le questioni più attuali - ammortizzatori sociali, tutele, formazione, lotta alla precarietà,... - , ma anche conoscere le opportunità di riqualificazione, i progetti di politiche attive per il lavoro, e ancora le capillari azioni di contrattazione condotte sul territorio».
Chissà se in questa occasione è stato anche spiegato quale sarebbe stato il vero motivo delle dimissioni improvvise del segretario nazionale Raffaele Bonanni. Ufficialmente, lo ha dichiarato lui con grande eco sui media, il gesto non previsto e stranamente repentino sarebbe stato generato dalla voglia di rinnovare con Annamaria Furlan a riceverne il testimone con almeno sei mesi di anticipo sulla data di scadenza del mandato dell'ex segretario in sella dal 2006. Ma alcuni media, tra cui i prestigiosi Il Messaggero e 'Huffington Post di Lucia Annunziata, hanno lanciato una notizia che stupisce per la sostanza ma anche per l'oblio in cui è subito caduta.
Ecco quanto scriveva ad esempio l'Huffington Post il 29 settembre «...Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, a spingere Bonanni a lasciare sarebbe stata la fuoriuscita del suo estratto conto di pensionato, fatta filtrare dall'Inps ai membri del direttivo e, per conoscenza, a Palazzo Chigi. Nel documento, con tanto di firma di un dirigente Inps, figurerebbero numeri relativi a retribuzione, montante contributivo, prestazione pensionistica e contributi figurativi. Un dossier dai contenuti piuttosto scomodi per un sindacalista...».
Se le dimissioni dell'ex segretario nazionale Cisl, secondo le stesse voci irrinunciabili vista la delicatezza della questione, hanno ridato il lavoro, e che lavoro!, a un pensionato, il vicentino Tiziano Treu, issato sul posto di comando dell'Inps a cui, udite udite, aspirava lo stesso... "dimissionato", siamo sicuri che Gianfanco Refosco e i suoi collaboratori ieri abbiamo discusso, confermando o smentendo ma in entrambi i casi esibendo prove certe, con i loro iscritti, occupati a rischio, precari, disoccupati e pensionati da poche centinaia di euro, anche l'ipotesi che Raffaele Bonanni "si sia costruito" una  pensione da 7.000 euro lordi e 4.800 netti, grazie al "gonfiamento" degli stipendi dell'ultimo periodo, su cui si basa per i sindacalisti la pensione, prassi a dir poco non inconsueta per i sindacalisti a vari livelli, e non solo quelli apicali, che vanno in quiescenza come denunciato anche recentemente da Striscia la Notizia e da Dagospia.
Vorremmo essere sicuri della buona fede dei sindacalisti di Cgil, Cisl , Uil, Ugl, Cisal... anche se il collega Stefano Livadiotti punta il dito contro questa, costosissima, casta formata da 700.000 "rappresentanti" con tanti, troppi privilegi, che Matteo Renzi, gliene diamo atto sta provando a scalfire cominciando dal taglio degli abusati permessi sindacali.

Se Ganfranco Refosco, Marina Bergamin, Grazia Grisin & C. cominceranno ad aprirsi al confronto sull'argomento e alla lotta agli abusi di alcuni di loro, comunque sempre troppi considerato il ruolo sociale che hanno, saremo i primi a proclamare la ritrovata fiducia nel ruolo fondamentale dei sindacati concerttivi, finora degenerati come quasi tutta l'Italia e ridotti troppo spesso a difendere sostanzialmente i propri interessi facendosi scudo con quelli dei lavoratori, dei disoccupati, dei sotto occupati, dei pensionati e non ergendosi a loro scudo.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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