Spegnere un’ora prima i lampioni delle città? Ciambetti: sindaci veneti già costretti...
Venerdi 18 Dicembre 2015 alle 11:16
Riceviamo da Roberto Ciambetti, presidente Consiglio regionale Veneto e pubblichiamo Matteo Renzi: “Quando arrivò il commissario Cottarelli, come prima decisione per risparmiare mi propose di spegnere un’ora prima i lampioni delle città . Una follia. È importante tagliare, ma con intelligenzaâ€. Purtroppo per  diminuire il costo della bolletta energetica tanti sindaci veneti erano già stati costretti a diminuire l’illuminazione pubblica.
Continua a leggereRenzi ha chiesto di ridiscutere le sanzioni alla Russia, imprese venete sperano
Giovedi 10 Dicembre 2015 alle 23:14
Tra il politico e l’economico, il ‘blocco’ imposto dall’Italia all’estensione automatica delle sanzioni alla Russia suscita il plauso della Confartigianato del Veneto. «Il nostro è un Paese davvero strano. C’è una notizia positiva, una presa di posizione decisa e coraggiosa che potrebbe avere conseguenze molto importanti per tutta l’economia italiana e veneta in particolare e nessuno (o pochi) se la fila» ha dichiarato oggi Luigi Curto, presidente di Confartigianato Veneto.
Rolando ha dubbi sul precedente aumento di capitale BPVi. Noi sull'azione dei politici. E sul foglio del presidente confindustriale, l'etico Zigliotto. Giudichino gli azionisti lettori
Martedi 8 Dicembre 2015 alle 23:40
«I problemi delle banche non si limitano alle quattro (Banca Marche, CariFerrara, CariChieti e Banca Etruria) appena salvate - dice Giovanni Rolando, determinante con la sua lista a determinare l'elezione di Enrico Peroni alla segreteria cittadina del PD - non solo con i fondi degli altri Istituti (che verseranno, con qualche dubbio sulla volontarietà dell'operazione altrimenti proibita dalla BCE, due miliardi di euro come quota di 500 milioni del 2015 e come anticipo delle quote di 500 milioni annuali dovute nel prossimo triennio al cosiddetto Fondo di Risoluzione, lo strumento che operativamente realizzerà il salvataggio) ma dal "sangue" degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate dei suoi clienti».
Continua a leggereTac/Tav, Simonaggio della Cgil: "quali bisogni reali e prospettive?"
Lunedi 7 Dicembre 2015 alle 17:23
Riceviamo da Ilario Simonaggio, CGIL Veneto, e pubblichiamo
Confindustria Veneto, in questi giorni, ha scritto al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tutte le sue preoccupazioni sui tempi di slittamento di un anno del cronoprogramma realizzativo (nodo di Brescia slittamento al 31.12.2017) e definanziamento dell’opera AC AV Milano Venezia per 50 milioni di euro (proposta di Legge di stabilità 2016), rispetto ai 100 milioni della Legge di Stabilità 2015. Continua a leggereDamian e la Tac - Tav: fa ridere Zuccato che dà ordini a Renzi. No a case abbattute, sì a stop di treni veloci nella stazione di Vicenza
Domenica 6 Dicembre 2015 alle 16:12
Luigi Damian risponde a Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, che sul tema dell'AV/AC ha sollecitato con forza il primo ministro, Matteo Renzi, a trovare e sbloccare i fondi necessari alla sua realizzazione in base alle esigenze per Vicenza che corrisponderebbero agli interessi della categoria degli industriali che lui rappresenta e non a quelli più generali della città .
Egregio Direttore, se non fosse che il problema coinvolge drammaticamente tutti i vicentini, interessati o meno dall'abbattimento della casa, ci sarebbe da ridere a crepapelle.
Continua a leggerePopolare di Vicenza e Veneto Banca, Zaia scrive a Renzi, Padoan, Visco e Draghi: "indispensabile intervento forte"
Sabato 5 Dicembre 2015 alle 13:26
Regione Veneto In relazione alla situazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha scritto ieri una lettera (clicca qui per visualizzarla) al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, al Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e al Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi. Continua a leggere
Banche‬, Busin‬: decreto truffa, Renzi tutela papà Boschi
Martedi 1 Dicembre 2015 alle 23:29
Nota di Filippo Busin, capogruppo della Lega Nord in commissione Finanze "Il decreto salva-banche è una truffa, uno strumento che il governo usa per sparare su cittadini inermi sottraendo loro i risparmi di una vita e per salvare gli amici degli amici. Uno schiaffo alla morale, all'etica e all'onestà : Renzi tutela dirigenti strapagati, presidenti e membri dei consigli di amministratori, fra i quali il padre della Ministra Boschi".
Continua a leggereIl Veneto perde pezzi: azzoppate le banche. Dietro crisi BPVi e VB ci sono la BCE tedesca, Zaia forte, Renzi lontano. E localismo a vapore
Martedi 1 Dicembre 2015 alle 00:50
L'immagine e la forza del Veneto stanno perdendo colpi con l'attacco frontale alle sue banche, la Banca Popolare di Vicenza e la Veneto Banca, gli ultimi suoi baluardi e puntelli finanziari dopo la lontana "delocalizzazione" della Banca Cattolica del Veneto, nata a Vicenza e confluita nell'Ambrosiana, poi Ambroveneto, quindi attuale big Intesa S. Paolo, e la più recente sparizione della Cariverona (ex Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno) confluita a passi sucessivi nel secondo player italiano in Europa, l'Unicredit.
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Centrodestra in piazza, il grido di Ciambetti e Bizzotto: "liberiamoci di Renzi"
Domenica 8 Novembre 2015 alle 19:09
In mezzo alla folta delegazione veneta, una delle più numerose presenti a Bologna e individuabile per la storica bandiera del Leone di San Marco, per la manifestazione lanciata da Matteo Salvini con il centrodestra unito oggi, domenica 8 novembre, a Bologna, c'erano anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti e l’europarlamentare Mara Bizzotto, vicino a quasi tutti gli esponenti leghisti del Consiglio Regionale (nelle foto: Roberto Ciambetti, Silvia Rizzotto, Francesco Calzavara, Marino Finozzi, Fabrizio Boron, Franco Gidoni, Gabriele Michieletto).Â
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Marino eletto ma "cacciato" senza voto in aula: è ancora colpo di Stato dopo il Parlamento incostituzionale e la serie di Premier non eletti
Venerdi 30 Ottobre 2015 alle 23:30
In questa sede non entriamo nel merito di chi e come abbia portato alle dimissioni e poi alla cacciata di Ignazio Marino dal Campidoglio dopo una serie di quelle che oggi appaiono soprattutto debolezze e ingenuità , ingigantite dalla discesa in campo addirittura di papa Francesco contro chi, come lui, aveva "benedetto" le unioni gay e magari non aveva accolto a braccia aperte l'annuncio di un Giubileo che arriva in un momento non proprio ideale per l'accoglienza logistica, infrastrutturale ed economica della città .
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