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Variati quasi peggio di Zonin: entrambi hanno impoverito Vicenza ma l'ex presidente della BPVi ha lasciato ai figli il suo patrimonio, il sindaco uscente nulla al suo delfino Bulgarini

Di Pietro Cotròn Lunedi 4 Dicembre 2017 alle 22:16 | 1 commenti

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Gianni Zonin e la sua presidenza ventennale, con 16 anni precedenti da membro del Cda della Banca Popolare di Vicenza, hanno portato a quello che tutti sanno e moltissimi portano e porteranno come un peso terribile sulle proprie spalle di risparmiatori: il vuoto delle loro tasche in cui, invece che azioni e  obbligazioni monetizzabili, hanno solo carta straccia. Il vignaiuolo di Gambellara famoso in mezzo mondo, dalla Sicilia alla Colombia, gonfiata la banca di sportelli e costi, gli amici di prebende e incarichi e i nemici di accuse e anatemi di Bankitalia, attuata la manovra dilatoria con Stefano Dolcetta presidente per meno di una stagione ha lasciato a 110.000 soci della BPVi e all'erede nella Fondazione Roi i suoi buchi e agli eredi di sangue i suoi lucrosi beni.

Intatti e intangibili, magistratura vicentina docet come la Cassazione ha appena sentenziato bocciando (senza conseguenze?) il procuratore Antonino Cappelleri sui mancati sequestri di beni disposti dal Gip, anche se non diretti ma solo correlati alla gestione del Cavaliere, che, pur con un bel po' di immobili intestati almeno fino alla nostra ultima visura, datata luglio 2017, di Badia srl con sede in Strada Marosticana 6/8 (gli uffici di Adacta), nessuno osa toccare diversamente da Vincenzo Consoli, il nemico da sempre, la cui villa è bella che pignorata da tempo dalla più solerte 8forse anche troppo) Procura di Roma insieme ai suoi denari e alla sua pensione.

Il parallelo uomo di riguardo di Vicenza Achille Variati, prima di vari mandati in regione e poi del suo ritorno decennale al vertice di Palazzo Trissino, diventa sindaco di Vicenza per la prima volta nel 1990, lo stesso anno in cui Zonin siede, per la prima volta, nel cda della fu Popolare.

Cosa ha lasciato ai vicentini, figli a parte, Gianni Zonin, che aveva ricevuto in dote una banca, locale e con pochi sportelli ma sana, lo sapete e noi ve lo stavamo predicendo dal 13 agosto 2010, quando nessuno, cronista o uomo/donna di potere, faceva altro che inchinarsi al gambellarese.

Fra poco a tutti sarà chiaro cosa stia lasciando ai vicentini Achille Variati, che avevamo votato nel 2008 (chiediamo scusa), di cui dopo poco abbiamo iniziato a denunciare le derive rispetto alle promesse e che aveva trovato costruito almeno un teatro e impostato il restauro della Basilica Palladiana; che aveva urlato durante le elezioni contro la seconda base Usa ma che nulla poi ha fatto per temperarne gli effetti ambientali ottenendo in cambio solo i costi del megalomane Parco della Pace e blaterando di tangenziali e chissà cos'altro; che ha permesso che lo scempio di Borgo Berga proseguisse e si ampliasse; che ha promosso il passaggio dei nuovi binari dell'Alta capacità, per giunta inizialmente spacciati per Tav, dentro la città, che ne rimarrà sventrata per un decennio senza neanche avere la certezza che da qui arriveranno e partiranno i veri collegamenti veloci; che ha ceduto la testa e la maggioranza assoluta della Fiera di Vicenza piena di debiti e derivati (ci tornermo presto su questo "dettaglio") a quella di Rimini avvantaggiando di fatto solo il condannato in primo grado presidente Matteo Marzotto e il suo dg Corrado Facco; che ha provato a cedere il gruppo Aim, ben valutato, dice, ma in minoranza, alla municipalizzata di Verona, che per fortuna, caduto l'amico Flavio Tosi, traccheggia nel closing; che non ha visto o non ha voluto o non ha saputo vedere e, quindi, ha reso più realizzabili i disegni di Zonin; che nella Roi gli ha spianato la strada con un Giovanni Villa accondiscendente e spinto nel suo Cda senza averne titolo; che, che... e che ora sta provando a  cedere di tutta fretta e con un progetto fumoso e senza una piena valutazione urbanistica una decina di palazzi in centro tra cui buona parte del simbolo della Civis, palazzo Trissino, a un fondo immobilare gestito dalla discussa, tanto per cambiare, Investire Sgr.

Tutto questo Variati, novello Attila, ha tolto o sta estirpando alla città ma, a differenza di Gianni Zonin, che i figli li lascia ricchi, nulla lascia neanche al suo delfino, Jacopo Bulgarini d'Elci, portato improvvidamente e follemennte dall'ambizione del padre politico, a candidarsi alla primarie per poi subire una bocciatura così umiliante che neanche noi, che ne siamo da tempo tenaci detrattori, gli avremmo augurato.

Oggi, 4 dicembre, Santa Barbara e giorno della conferma dei risultati esplosivi delle primarie ignobilmente contestati dai residui e ancora collosi portavoce del sistema, ci fa tenerezza Jacopo e il suo affetto da figlio, vero o sciocco lui solo lo sa, che si asssume ogni responabilità del flop e, forse, anche lui capirà ora quanto sia stato cinico il padre da immolarlo sull'altare di un obiettivo irrangiungibile per Bulgarini ma disperato per Variati: prolungare il tempo.

Il suo è finito, storicamente, nel peggiore dei modi, senza che nessuno, in sincerità, possa rimpiangerlo, lacchè di turno a parte in trepida e smarrita attesa di possibili reincarnazioni da emulo locale del Caimano nazionale, che oggi è ancora lì pronto a far danni e che ancora più ne farà lasciando in eredità non solo i suoi errori ma il suo modo di fare, eretto a sistema.

Vero Giacomo Possamai, che pur di non perdere, il tuo Enrico Letta non l'avrebbe fatto, ti sei adeguato a cattivi consiglieri?


Commenti

Inviato Martedi 5 Dicembre 2017 alle 06:32

Di Variati: sic transit!
Resterà solo il ritratto d'obbligo per gli ex sindaci di Vicenza, e un sacco di problemi a partire dal parco della pace.
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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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