Archivio per tag: Roberto Ciambetti

Categorie: Politica

Bortolussi scelto dai veneti, Lega è lombarda

Lunedi 22 Febbraio 2010 alle 19:51

Partito Democratico Veneto   

 

Filippin replica a Ciambetti: "Bortolussi scelto dai veneti. Nella Lega comandano solo i lombardi"

"In Veneto il candidato del centrosinistra è stato scelto dai veneti, ed è quindi naturale che ci sia una campagna del Pd nazionale con il segretario Bersani parallelamente ad una del Pd veneto a sostegno di Bortolussi. La Lega non ha questi problemi: decidono tutto a Roma e Milano, anche per il Veneto, e quindi non hanno bisogno di due manifesti, perché è sempre la Lega Lombarda a comandare, come dimostra il timbro con la scritta "Bossi" sul simbolo della Lega".
Così il segretario regionale del Partito Democratico Rosanna Filippin risponde alle critiche del leghista Ciambetti sui manifesti di Bersani e di Bortolussi in Veneto.
"Assieme alla risposta, rivolgo anche una domanda a Ciambetti - conclude Rosanna Filippin -. Chi comanderà in Veneto in caso di vittoria della Lega? La faccia pulita e patinata da pagine e pagine di spot elettorali travestiti da interviste su pubblicazioni pagate dai contribuenti del candidato-ministro Zaia, oppure la Lega di Gentilini e Borghezio che ogni giorno minacciano pulizie etniche contro chi non la pensa come loro?".

 

 

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Categorie: Politica

E' Bortolussi o Bersani il candidato Pd?

Lunedi 22 Febbraio 2010 alle 11:02

Roberto Ciambetti       

Il Capogruppo Ciambetti commenta la campagna elettorale del Pd
«E' BERSANI IL CANDIDATO PD DEL VENETO?»
«Si faccia un po' di chiarezza per l'elettore»

«Ci piacerebbe capire l'imbarazzante e alquanto atipica campagna elettorale del Partito Democratico». Roberto Ciambetti, presidente del gruppo consiliare regionale della Lega Nord, si interroga sulla strategia comunicativa del Pd.

«Il faccione del segretario nazionale del Pd - ha detto Ciambetti - troneggia su tutto il territorio veneto, ora incollato ai muri, ora sospeso a mezz'aria. Come mai? Forse è a lui che l'elettore deve guardare per le elezioni regionali di fine marzo? E' Bersani il candidato per il Veneto? O forse - chiude l'esponente del Carroccio - si tratta di una sorta di boicottaggio perpetrato nei confronti di Giuseppe Bortolussi, candidato alla presidenza della Regione non esattamente allineato con la coalizione di centro sinistra che lo dovrebbe sostenere? Ai posteri l'ardua sentenza».

 

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Categorie: Politica

Sacconi teme Zaia, cioè il Pdl la Lega

Domenica 21 Febbraio 2010 alle 17:40
Roberto Ciambetti  

 

Ciambetti (Lega): "Sacconi ha paura: ma chi è causa del suo mal, pianga sé stesso"
I ministri veneti, Maurizio Sacconi e Luca Zaia, amici-nemici in casa (foto gazzettino.it)"Più che la politica mi sembra che certe dichiarazioni in questa fase pre-elettorale, dovrebbero interessare la psicanalisi. Guardate Sacconi: più che la logica sembra l'irrazionalità ad emergere manifestando una paura inconscia che è interessantissima non solo, ovviamente, per lo psicanalista".

Roberto Ciambetti, presidente del gruppo consigliare regionale della Lega Nord -Liga Veneta ad un incontro con il mondo del volontariato nel Bassanese replica alle "ennesime e reiterate dichiarazioni del ministro Sacconi che continua da giorni con un ritornello ormai noioso - ha detto Ciambetti - quello per cui, secondo lui, Zaia dovrà essere una sorta di primus inter pares: ma Zaia mette per prima il Veneto, prima gli interessi del nostro popolo e poi, molto poi, gli interessi dei partiti. In realtà Sacconi ha paura: è la paura di chi, da uomo intelligente, sa di trovarsi davanti a situazioni e scenari nuovi, perché Luca Zaia, se verrà eletto, uscirà dalla banalità, dallo scontato, segnerà un cambiamento epocale. Sacconi sa che il cambiamento è necessario e cerca di mettere la mani avanti così le sue dichiarazioni sembrano voler essere una sorta di profezia che si auto-adempie. Insomma potremmo essere davanti ad una applicazione del Teorema di Thomas, ma la società veneta, e il mondo della solidarietà e del volontariato oggi qui presente lo dimostrano, vuole da noi un segnale di forte discontinuità".

L'esponente leghista poi avanza un'altra chiave di lettura delle tensioni in casa Pdl: "Sacconi vuole poi mascherare le lacerazioni, violente, che si registrano in casa sua, dove sta scoppiando una guerra interna senza precedenti: non sono affari nostri, ma è evidente che il Pdl è più che diviso. Poi, è interessante vedere l'insistenza con cui Sacconi parla della leadership di Galan presentandola come ben diversa da quella che dovrà caratterizzare Zaia - ha proseguito Ciambetti - Sacconi dipinge un Galan decisionista, accentratore, padre-padrone, mentre Zaia dovrebbe essere molto più rispettoso degli alleati: Galan ha fatto quello che voleva, Zaia, secondo il ministro del lavoro, deve essere un pari tra pari. In verità, la Lega è sempre stata leale ha sempre rispettato non solo gli alleati ma anche le altrui opinioni; altri non possono dire altrettanto ed ecco, allora, che qualcuno teme di essere ripagato con la stessa moneta con cui, in un passato non lontano, aveva trattato i suoi, leali, compagni di viaggio. Ed anche questa è una paura che emerge in maniera esemplare in Sacconi. Che dire? Chi è causa del suo mal, piange sé stesso"

 

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Categorie: Politica, Eventi, Musica, Televisione

Sanremo fischia anche Emanuele di Savoia

Domenica 21 Febbraio 2010 alle 02:29
Redazione di VicenzaPiù e Adnkronos      

 

Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia, Luca Canonici a Sanremo (foto da magazine.ciaopeople.com)Serata bollente o, meglio, assordante quella della chiusura del Festival di Sanremo, diventato un misto tra kitsch (cattivo gusto, in italiano, n.d.r.), trash (spazzatura, n.d.r.)) e talk show (programma di parole, n.d.r.) all'italiana, con urla e strepiti su tutto e per tutto, in quel perfetto stile, dispiace dirlo, italiota, che ormai, da tempo e senza apparenti vie d'uscita dobbiamo subire in mille trasmissioni Tv, pubbliche e private che siano.


Alla polemica per la qualificazione alla Finale e, poi, per il secondo posto del trio con Emanuele Filiberto di Savoia (abbiamo pubblicato oggi un intervento premonitore di Roberto Ciambetti, n.d.r.), oltre che per il lato B della Cuccarini, si sono aggiunte quelle scatenate, intorno all'intervento di Maurizio Costanzo, per i problemi ben più gravi dei lavoratori di Termini Imerese e non solo.
Per maggiori informazioni clicca qui

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Categorie: Politica, Musica

Savoia, Italia, Sanremo e canzonette

Sabato 20 Febbraio 2010 alle 18:46
Roberto Ciambetti   

 

Riceviamo e pubblichiamo

Di Roberto Ciambetti

Pupo, Emanuele Filiberto di Savoia, Luca Canonici a Sanremo (foto da magazine.ciaopeople.com)Ci furono case regnanti che, dopo aver perso il trono, videro i propri esponenti perdere vuoi la testa, vuoi la faccia: tra i primi i Borbone di Francia che affrontarono il pubblico assiepato in quella che oggi è Place de la Concorde a Parigi; tra i secondi i Savoia, che meno stoicamente,da ultimo salgono sul palco dell'Ariston di Sanremo in una esibizione che rimarrà negli annali del kitsch, ma che spiega molto della nostra realtà.

Come diceva Milan Kundera " il Kitsch non può dipendere da una situazione insolita, ma è collegato invece alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nella memoria": nella memoria di tanti italiani il solo nome Savoia evoca immagini di lutti, dolori, scarsa coerenza, e anche solo riandando a cronache recenti fatti incresciosi e vergognosi.

Paradossalmente mentre una parte dell'intellighenzia italiana tenta di rilanciare il dibattito sui 150 anni dell'Unità d'Italia, basta una canzonetta (il cui testo e musica fan sembrare la Marcia Reale del Gabetti un capolavoro) per fare impallidire ogni eventuale nostalgico sentimento patriottico: se qualcuno si interrogava sul perché dello scarso entusiasmo suscitato dall'anniversario del 1861, ha trovato la risposta nella performance canora del principino sabaudo, il quale non sembra interessato al Risorgimento quanto attratto dal Risarcimento, appunto una novantina di milioni chiesti per un esilio da lui considerato ingiusto.
Oggi, la stessa persona, canta il suo amore viscerale per l'Italia ... C'è chi davanti a tanta arroganza e sfrontatezza ha provato vergogna; personalmente mi sono sentito, invece, fiero, fiero d'essere Veneto, di quella terra che fu annessa dai Savoia attraverso un referendum farsa: oggi il referendum si fa con gli sms e un plebiscito sulla cui correttezza, al pari di quanto accadde nel 1866 in Veneto, in ben pochi credono ha salvato il principino rilanciandolo: siamo di nuovo alla comica visto che, al di là della scarsa qualità del trio trash, il ripescaggio sanremese puzza di strategia di marketing.

In realtà, se la conta dei voti avviene secondo le regole, il principino finisce trombato, come accadde alle Europee dello scorso anno quando il Savoia trovò ostello nell'Udc di Casini ma non ottenne i voti (veri non sms) necessari per essere eletto.
Ciò non di meno un personaggio che altrove sarebbe finito nella spazzatura della storia oggi furoreggia, ammiccando a quell'Italietta tutta mafia, spaghetti,mandolini, corruzione e inefficienza, che, non a caso, nacque e si sviluppò attorno alla casa reale sabauda: è quella l'Italia, in cui è difficile riconoscersi, ma così amata da Emanuele Umberto Reza Cirò René Maria Filiberto di Savoia detto l'Ultimo.

Ultimo in tutti i sensi, s'intende.

Roberto Ciambetti

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Categorie: Politica

Pedemontana e nucleare, la replica di Ciambetti

Giovedi 18 Febbraio 2010 alle 20:13

riceviamo e pubblichiamo

Roberto Ciambetti (Lega Nord)Rispondo alla nota che Luca Matteazzi mi ha riservato nell'articolo "La Coerenza non è più una virtù", dove vengo preso come spunto per una serie di considerazioni sulle contraddizioni che caratterizzano parte del mondo politico vicentino. Il tema meriterebbe, per altro, maggiori approfondimenti. Un conto è il trasformismo che non mi riguarda: nella politica Vicentina ci sono casi emblematici che meriterebbero una analisi, diciamo a 360 gradi. Un altro conto, e anche questo non mi riguarda, è il maturare una nuova posizione e, di conseguenza, mutare idea: percorso più che legittimo. Un'altra possibilità è il restare saldamente coerenti alle proprie idee mentre la maggioranza della propria area politica sceglie un candidato fotocopia a quello dell'area avversa fregandosene altamente di coerenza, idee e progetti: Balzi potrebbe tenere una lezione. In tema di coerenza, dunque, non sarei solo, come del resto Matteazzi aveva fatto notare con onestà intellettuale, ma non sarei nemmeno il caso più eclatante e dirompente. Tuttavia le obiezioni che mi vengono mosse necessitano di precisazioni. Nucleare: ho detto, ripeto e ribadisco, che per quanto mi riguarda il Veneto non ha bisogno di centrali nucleari, sia perché, con la riconversione a carbone pulito della Centrale di Porto Tolle (che noi vogliamo), saremo autonomi nella produzione di energia elettrica e, di conseguenza, l'eventuale energia prodotta con il nucleare andrebbe esportata altrove con tutte le problematiche aggiuntive date dagli elettrodotti; da tempo sostegno la necessità di varare un piano energetico per il Veneto, dando spazio a forme di produzione integrative, come il fotovoltaico, o di generazione da biomasse, nonché attivando un percorso formativo e informativo nella cittadinanza sul risparmio energetico.

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Categorie: Politica, Famiglia

Ciambetti su aumento rette Ipab Vicenza

Lunedi 15 Febbraio 2010 alle 19:44
Robero Ciambetti  

 

"Aumenti immotivati. Chiedo spiegazioni"
"I famigliari degli anziani hanno diritto ad avere una risposta"

Roberto Ciambetti"E' necessario capire che cosa è successo e dare una risposta alle tante famiglie che si trovano a dover sostenere un aumento inaccettabile delle rette dell'Ipab dell'1,25 per cento".
Così Roberto Ciambetti, presidente del Gruppo consiliare regionale leghista, sul caso dell'aumento delle rette dell'Istituto di Vicenza che mette a disposizione strutture e residenze per anziani.
"I famigliari degli anziani si sono già attivati per una raccolta firme volta a chiedere spiegazioni sugli aumenti - ha detto Ciambetti -. Infatti, tali aumenti sono del tutto immotivati se si considera che i servizi offerti dall'istituto non sono adeguati alla cifra da pagare richiesta: ci sono stanze che non rispettano gli standard regionali e perfino le attività di animazione per gli ospiti lasciano a desiderare. Vista la situazione, e considerato il fatto che molte famiglie in questo periodo si trovano in condizioni di enorme difficoltà economica dovuta in particolare alla crisi occupazionale, ho sottoposto alla Giunta regionale una interrogazione a risposta immediata* - ha concluso l'esponente del Carroccio - per sapere quali azioni intende mettere in atto nei confronti dell'Ipab di Vicenza".


*INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

IPAB DI VICENZA: AUMENTO INACCETTABILE DELLE RETTE.

presentata il 15 febbraio 2010 dal consigliere Roberto Ciambetti

 

APPRESO che:

- l'IPAB di Vicenza con propria deliberazione n. 7 del 1° febbraio 2010 ha aumentato, di circa l'1,25%, le rette degli utenti autosufficienti e non autosufficienti accolti nelle varie residenze dell'Ente per l'anno 2010, con effetti retroattivi al 1° gennaio u.s.,

- tale aumento appare ingiustificato, immotivato e penalizzante per le famiglie degli ospiti dell'IPAB tenuto conto anche delle direttive della Regione che invita i presidenti dei vari istituti a non chiedere ulteriori sacrifici ai parenti degli ospiti poiché è stato aumentato di 15 milioni di euro il fondo destinato al bilancio socio-sanitario;

CONSIDERATO che molte famiglie in questo periodo si trovano in condizioni di enorme difficoltà economica dovuta in particolare alla crisi occupazionale;

CONSIDERATO infine che i servizi dell'Istituto in questione non sono affatto adeguati agli standard regionali;


tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale,


interroga la Giunta regionale

per conoscere:

1) quali azioni intende mettere in atto nei confronti dell'IPAB di Vicenza per la decisione di aumentare le rette degli ospiti dell'Istituto, come indicato in premessa.

 

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Categorie: Politica

Salviamo il soldato Luca Balzi

Venerdi 12 Febbraio 2010 alle 18:30

Roberto Ciambetti    

Luca Balzi (Consigliere Pd)Salviamo il soldato Luca Balzi: mutuo, ma con segno decisamente opposto, l'immagine che nell'estate scorsa il commissario costruttore di caserme Costa aveva usato per Giancarlo Galan. Costa, come sappiamo, tendeva a mantenere une equilibrio di interessi forti dei quali era espressione e che una candidatura leghista per il governo in Veneto avrebbe pregiudicato.
Io, invece, più semplicemente chiedo di salvare il soldato Balzi per manifestare solidarietà verso un esponente politico dal quale quasi tutto mi divide, ma con il quale condivido l'esigenza di una svolta e l'aspirazione per una politica che sia frutto di idee e al servizio del cittadino e non già figlia di interessi e dipendente da lobby e apparati, funzionale a speculatori privi di etica così ammanigliati con le nomenclature di partito. Salviamo il soldato Luca Balzi e chiunque creda nella necessità di un cambiamento. Salviamo il soldato Balzi e chiunque chieda pulizia e trasparenza.
Roberto Ciambetti (Capogruppo Lega Nord Regione Veneto)Abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente che porti ad un rinnovamento della politica sottratta agli apparati, alle burocrazie, alle grigie nomenclature di partito: uomini come Luca Zaia o Flavio Tosi dimostrano che questo cambiamento è possibile e può avvenire senza lacerazioni e con esiti positivi.
La tensione rinnovatrice, che emerge anche in una parte significativa della destra conservatrice come di cultura liberale, inizia a farsi viva anche nella sinistra: io interpreto in questo modo la posizione, per molti aspetti coraggiosa e straordinaria, di Luca Balzi, giovane consigliere comunale del Pd a Vicenza che ha scelto la strada delle idee rispetto a quella della convenienza, criticando il proprio partito per la candidatura anomala di Bortolussi come anti-Zaia. La cosa per altro è ben presente, nel dibattito interno, allo schieramento anti-Zaia (chissà perché sanno essere solo ANTI?). Ma questa tensione, espressa appunto da Balzi a Vicenza, non è la stessa che sembra animare il dibattito nel Pd in altre regioni, come il caso pugliese ha fatto affiorare nelle scorse settimane?
Ecco, io penso che la politica, da destra a sinistra, sia ad una svolta, una svolta, un cambiamento, che taluni possono contrastare, avversare anche con argomentazioni strumentali o interpretazioni a dir poco capziose della realtà, ma che è imposta dalla storia: la grande crisi economica sta mutando completamente gli scenari ed essa ha reso obsoleti vecchi strumenti e apparati, ha messo in crisi modelli che non possono funzionare per la nuova realtà: non c'è solo la crisi dello stato-nazione nato nell'Ottocento; non c'è solo la crisi dei modelli di welfare che non possono, né devono, essere scambiati con l'assistenzialismo spensierato e sprecone. Non c'è più spazio per lo yuppismo e per la classe politica che ne fu figlia e interprete. Jay McInerney aveva già descritto la fine del sogno, e dell'illusione, del consumismo esasperato e dell'arricchimento facile quasi a prevedere la fine di un modello che negli ultimi suoi anni aveva imboccato percorsi privi di etica e irresponsabili al punto tale da spingere il mondo verso una crisi di proporzioni incredibili. Non c'è più spazio per yuppie, per finanza facile, per la politica del disimpegno e del laissez faire e il modello politico che governò e interpretò quella fase è giunto al capolinea e deve lasciare spazio a nuovi protagonisti: il soldato Luca Balzi potrebbe, un giorno, essere fra questi nuovi protagonisti, vedremo come andrà avanti, al pari di tanti, a destra come a sinistra, che scommettono sulla forza delle idee, sulla coerenza di comportamenti, su una politica che non sia al servizio di gruppi di potere che agiscono nell'ombra, dietro le quinte, come sapienti burattinai.
Roberto Ciambetti - Capogruppo regionale -Liga Veneta - Lega Nord

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Categorie: Politica

Ciambetti su sindacati polizia

Mercoledi 10 Febbraio 2010 alle 22:07

 On. Roberto Ciambetti

Ciambetti su protesta sindacati di polizia
«BISOGNA COINVOLGERE IL MINISTRO ALFANO SUL CASO VICENZA»

 

«La protesta di Luca Prioli, segretario regionale del Coisp, non deve finire inosservata e per questo chiedo ai parlamentari vicentini di coinvolgere il ministro Alfano». Così il presidente del gruppo consiliare regionale leghista, Roberto Ciambetti, interviene sulla protesta dei sindacati di polizia e sulla situazione vicentina.
«Intendo avvertire innanzitutto il segretario provinciale, il senatore Paolo Franco, di questa mia iniziativa per la quale chiedo il massimo sostegno da parte di chi siede in Parlamento - ha detto Ciambetti -, perché da una parte c'è la giusta esigenza di tutelare e valorizzare gli uomini e le donne della Polizia, che svolgono un compito straordinario in condizioni difficili, con una professionalità che è giusto riconoscere anche economicamente; dall'altro c'è la situazione abnorme del Vicentino, già in passato terra di confino per esponenti di mafia, camorra e ‘ndrangheta con danni incalcolabili per il tessuto locale, ed oggi divenuta anche area di protezione di nuclei di collaboratori di giustizia che comportano altri gravi problemi, alcuni dei quali appunto denunciati con efficacia da Prioli». Ciambetti, in occasione dei sopralluoghi organizzati dal Gruppo Lega Nord nelle carceri venete, non mancò di rilevare situazioni complesse: «E' chiaro che la Polizia operante in Veneto agisce in condizioni di estrema difficoltà, una difficoltà accentuata dalla scarsa visibilità della mole di lavoro svolto: un numero sottodimensionato di agenti, chiamati ad operare anche con scarsi mezzi, riesce a controllare un territorio articolato dove è presente una malavita agguerrita, dove operano bande di extracomunitari e clandestini, dove bisogna agire con determinazione e intelligenza; penso anche alle guardie carcerarie, che operano con una professionalità straordinaria in una situazione al limite. Io credo - ha concluso Ciambetti -che la questione sicurezza in Veneto, e in special modo nel Vicentino, debba essere ridiscussa dando le massime garanzie agli agenti, a chi rischia la vita in un lavoro spesso sconosciuto nella sua complessità, come appunto le note diffuse da Luca Prioli fanno intendere».

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Categorie: Politica

Mancata votazione su pdl di modifiche Via

Mercoledi 10 Febbraio 2010 alle 20:13

Roberto Ciambetti     

Ciambetti su mancata votazione proposta di legge per modificare procedure Via
«LA MASCHERA DEL PD E' CADUTA: SOLO IPOCRISIA»
«I giochetti del centro sinistra penalizzano le nostre aziende»

«D'accordo, è Carnevale e a Venezia è d'obbligo portare la maschera: ma in Consiglio regionale le maschere sono cadute, svelando l' ipocrisia di chi pubblicamente dice di essere dalla parte delle aziende ma poi, quando bisogna approvare provvedimenti che agevolano veramente le nostre imprese, si comporta in maniera opposta». E' quanto afferma il presidente del gruppo consiliare leghista in Regione, Roberto Ciambetti, dopo aver visto decadere per mancanza del numero legale, ieri al termine della 227a seduta del Consiglio regionale, la proposta di legge per semplificare le procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) a favore delle aziende, come disposto dalla normativa vigente che demandava questo possibile sgravio alle Regioni.
«In commissione - ha spiegato Ciambetti - la mia proposta, fatta propria anche dalla Giunta regionale, ottenne l'unanimità dei voti, perché tutte le forze politiche avevano compreso l'importanza di abbattere tempi e procedure, nonché costi vivi, per le nostre imprese: con tempi di crisi, anche riuscire a far risparmiare qualche migliaio di Euro sarebbe stato un risultato importante. Ma nell'ultima seduta del Consiglio regionale - ha continuato Ciambetti -, quando si è trattato di approvare definitivamente queste norme, nove articoli (ultimo atto del Consiglio), il centro-sinistra di Bortolussi, quello che va in giro a parlare di economia e diritti delle aziende, si è defilato (ad esclusione del consigliere Pettenò), facendo venir meno il numero legale, che non era garantito a causa dell'assenza di buona parte dei consiglieri del Pdl. La Lega era presente in massa, ma come già accaduto in passato, ciò non è bastato. Trovo vergognoso - ha concluso Ciambetti - che questi giochetti abbiano penalizzato le nostre aziende, i piccoli e medi imprenditori, gli artigiani, ed è giusto far capire ai cittadini che un conto è il dibattito, lo scontro, la polemica politica, un altro conto è agire per il bene delle nostre imprese, per il bene di chi produce ricchezza e mantiene i posti di lavoro».

 

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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