Archivio per tag: Luca Zaia

Categorie: Politica

Eminenza Azzurra in declino

Mercoledi 3 Febbraio 2010 alle 17:29

Lia SartoriCi ha sempre un po' stupito, di Lia Sartori, il suo contegno da impassibile sfinge. Sulla stampa, articoli su articoli - anche nostri - che la identificavano come il braccio destro dell'ex governatore veneto Giancarlo Galan, che non ha fatto mistero di averla al suo fianco come consigliere speciale soprattutto per gli affari riguardanti la sanità (non dimentichiamo che il compagno di Lia era lo scomparso Vittorio Altieri, titolare dell'omonimo studio d'architettura di Thiene, attivissimo negli appalti ospedalieri).

Nel mondo della politica, invece, solo due sono stati gli avversari che hanno osato attaccarla frontalmente sul suo ruolo informale di deus ex machina delle nomine di primari e direttori generali Asl: uno esterno, il democratico Claudio Rizzato, e uno interno, l'ex compagno di partito Raffaele Grazia, oggi in campo per le regionali con enormi cartelloni sotto il simbolo dell'Udc (e dalla signora forzista, per questo, si è beccato una querela). 

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Categorie: Politica

Bortolussi, liste di disturbo e Ancien Regime

Sabato 30 Gennaio 2010 alle 13:47

Roberto Ciambetti

Ciambetti (Lega): "Bortolussi padrino delle liste di disturbo uomo dell'Ancien Régime"

 

"Bertolussi come prima cosa a Vicenza fa da padrino ad una lista di disturbo, quasi una dichiarazione, un manifesto, del proprio ruolo e della propria dimensione: far da padrino a delle imitazioni è dimostrare i limiti se non la totale assenza di un vero progetto politico". Non usa mezzi termini il presidente del gruppo consiliare regionale leghista Roberto Ciambetti nel commentare nell'arzignanese, durante un incontro con imprenditori locali, la prima uscita pubblica nel Vicentino del candidato della sinistra contro Luca Zaia per le prossime regionali. "Scegliere una lista di disturbo - ha spiegato Ciambetti - per presentarsi è un fatto significativo: le liste di disturbo nascono per sottrarre voti gabbando i cittadini: sono partiti-imitazione, dei falsi, senza requisiti di qualità, che non possono nemmeno essere considerati dei surrogati. Il candidato anti-Zaia fatto scendere in campo dalla sinistra, facendo da padrino a liste che vogliono essere una imitazione della Lega, manifesta innanzitutto un modo di far politica che appartiene al passato". L'esponente leghista quindi rincara la dose. "Che Bertolussi sia uomo dell'Ancien Régime lo dimostra poi nelle sue dichiarazioni, quando dice che il Veneto deve scegliere tra il crescere e il chiudersi - ha sottolineato Ciambetti - a parte evidenti limiti di fantasia, visto che questa frase rimbalza sulle bocche degli antileghisti di destra come di sinistra dall'estate scorsa, sarebbe interessante capire perché votando Lega, cioè votando per il federalismo, per tenere i soldi a casa nostra, per dare autonomia vera alla nostra terra, i veneti si isolerebbero in un provincialismo chiuso. Mi sembra che grandi nazioni-regioni d'Europa, la Scozia, la Catalunya, la Baviera, la stessa Slovenia, non siano esattamente dei nanetti isolati, chiusi in un gretto provincialismo. Persino il Galles, che vanta un numero più elevato di dirigenti apicali, cioè gente che decide, nella burocrazia dell'Unione Europea rispetto alla stessa Italia, dimostra che una piccola regione ma con le idee chiare, la giusta autonomia e una forte dose di intelligenza può rivestire un ruolo anche internazionale. Barcellona, Edimburgo, Monaco, sono grandi capitali europee e Venezia ha tutte le carte in regola per stare alla pari con queste realtà. Piuttosto, diciamo che si resta chiusi nel gretto provincialismo se rimaniamo ancorati all'Ancien Régime di Bortolussi e soci. Quello che proponiamo noi, come Lega, per il Veneto è ben altro: una strategia verso il futuro; Bortolussi è l'alfiere del vecchio, e non a caso ha scelto un modo vecchio di far politica per presentarsi ai vicentini nella sua prima comparsata. Il Veneto ha bisogno di aria nuova - ha continuato Ciambetti - ha bisogno di far spazio ai giovani nella politica come nella società: se vogliamo attrarre intelligenze, capitali, saperi e fare del Veneto la terra della green economy applicata, nel rispetto dell'ambiente e dei diritti dei cittadini, rilanciando Università e centri studi collegati con le nostre imprese dobbiamo puntare su Luca Zaia: surrogati, imitazioni, falsi, non servono a gran ché in politica come nell'economia la qualità paga. E la qualità ha un solo nome, Luca Zaia"

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Categorie: Politica

Zaia e Galan, amici ... nemici

Domenica 24 Gennaio 2010 alle 01:13

Redazione di VicenzaPiù   

Zaia: ''Il Veneto sarà il laboratorio del federalismo fiscale''
Galan: ''Lascio un Veneto di imprenditori coraggiosi e sindaci non conformisti''

Doppio e quasi contemporaneo intervento ieri, sabato a Venezia e a Tessera del precedente Governatore e del contrastato candidato del centro destra.
Ecco i contenuti, in sintesi, dei 2 interventi.

Luca ZaiaLuca Zaia, il ministro dell'Agricoltura ed esponente della Lega Nord, candidato Governatore del Veneto dal centrodestra, ieri, in occasione della presentazione del candidato sindaco di Venezia, il collega di governo Renato Brunetta (Pdl) ha dichiarato:

"Lo slogan 'prima il Veneto' significa che questa regione dovrà essere la prima sul fronte del federalismo fiscale, dovrà diventare il laboratorio del federalismo nel nostro Paese", aggiungendo che "prima il Veneto vuol dire applicare subito i decreti sul federalismo fiscale. Ma dire che prima vengono i veneti è scritto nella Costituzione non è lo 'Zaia pensiero' e non prevede discriminazioni, sta a dire che i cittadini veneti, anche gli immigrati regolari che hanno la cittadinanza italiana, avranno tutti gli stessi diritti e gli stessi servizi. Noi siamo per l'integrazione degli immigrati in regola", quasi a voler smorzare le polemiche seguite a sue prevedenti dichiarazioni in cui si poteva supporre una componente discriminatoria nei confronti dei 'non veneti' in senso più lato.

 

Giancarlo GalanL'attuale governatore del Veneto, Giancarlo Galan (Pdl), al convegno organizzato all'Alenia di Tessera da Confindustria Venezia e Unindustria Treviso sul futuro dei mercati nel 2010 ha, quasi in contemporanea stilato, dopo aver rinunciato a malincuore alla nuova candidatura e sia pure con la promessa da parte di Silvio Berlusconi di un importante ruolo ministeriale dopo le regionali, un quasi ‘testamento' politico della sua azione da Governatore della regione per 3 mandati consecutivi: "Il Veneto che verrà non potrà che essere il Veneto dell'innovazione continua, dei cambiamenti, di coloro che sanno di essere degli apripista, degli sperimentatori a tutto campo e questo a loro rischio e pericolo ...Il Veneto che lascio da presidente della Regione è il Veneto degli imprenditori coraggiosi e dei sindaci non conformisti ... Il Veneto degli imprenditori capaci di far compiere balzi in avanti sul piano culturale alle proprie aziende e quindi forti al punto di poter vincere le sfide dell'economia globalizzata. E accanto a questo Veneto, c'e' quello di tanti giovani politici e amministratori che non si limitano a coltivare il proprio orticello - ha aggiunto Galan con qualche chiaro sottinteso -, ma che, nel rompere le regole, sanno guardare 'oltre il giardino', oltre i limiti del più pericoloso e ottuso localismo. Questo Veneto, tra l'altro avra' sempre più bisogno di fare affidamento sulla cultura, su tutto ciò che può favorire e aumentare le possibilità di confrontarsi con le avanguardie creative, tecnologiche, produttive più che avanzate sugli scenari internazionali ... Il Veneto che verrà non potra' che essere il Veneto dell'innovazione continua, dei cambiamenti, di coloro che sanno di essere degli apripista, degli sperimentatori a tutto campo e questo a loro rischio e pericolo - ha concluso Galan -. Rischi e pericoli che a volte ti costringono a fermarti, a prendere fiato, non di sicuro a bloccarti per sempre, perché sarà talmente elevata la tensione raggiunta, sarà talmente forte il sapere accumulato, l'esperienza acquisita, che il cambiamento non potrà che esserci e dare i propri frutti. Tutto cambierà ancora e di più nel prossimo decennio, che vorremmo si concludesse con l'assegnazione a Venezia e al Veneto delle Olimpiadi, a suggello di una delle più straordinarie trasformazioni economiche, sociali e culturali vissute in Europa".

 

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Categorie: Politica

Galan con Zaia se difenderà integrità veneta

Venerdi 22 Gennaio 2010 alle 20:52
Redazione di VicenzaPiù     

 

Luca Zaia e Giancarlo GalanGiancarlo Galan, presidente ‘uscente' della Regione Veneto, ha dichiarato in un'intervista alla Tv Rete Veneta: "Darò volentieri il mio voto a Luca Zaia ma vorrei una garanzia: che difenda l'integrità del Veneto dalla secessione dei Comuni di confine ... Sono molto interessato a sapere se nel programma della prossima maggioranza c'è qualcosa che somiglia alla tutela del territorio veneto, cioè alla difesa dell'integrità. Voglio capire - spiega Galan - se favoriremo la secessione di alcuni Comuni verso i privilegi del Trentino e dell'Alto Adige o se combattiamo la battaglia per un federalismo serio che copre le differenze ... Se sarò nominato ministro, continuerò la battaglia sacrosanta contro i privilegi delle Province di Trento e di Bolzano, battaglia che tutti dovrebbero fare, anche se c'e' il rischio di perderla, ma per il solo fatto che è giusta".

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Categorie: Politica, Immigrazione

Ciambetti polemizza con De Poli su Zaia

Domenica 10 Gennaio 2010 alle 20:14
Roberto Ciambetti

 

Robero Ciambetti, presidente gruppo Lega Nord alla Regione Veneto"Sull'agricoltura nel Meridione, l'eredità della DC sono i fatti di Rosarno"

Dopo le dichiarazioni dell'on. De Poli nei confronti del Ministro Zaia il presidente del gruppo regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti dichiara : "Sull'agricoltura nel Meridione, l'eredità della DC sono i fatti di Rosarno"
"Quanto esploso in questi giorni è il risultato di un "caporalato" mai estirpato"

 

Roberto Ciambetti, capogruppo regionale del Carroccio veneto, interviene sulle dichiarazioni dell'esponente dell'Udc:

"L'onorevole De Poli appartiene ad una storia politica, quella della Democrazia Cristiana, che per Antonio De Poli (Deputato Udc, in corsa per il Veneto)sessanta anni ha tollerato una gestione illegale dell'agricoltura nel Sud Italia; non di meno il suo attuale partito è fortemente radicato nel Sud".

 

"Il ‘caporalato' del Meridione è un male antico, che gli uomini della ‘Balena Bianca' non hanno avuto la forza ed il coraggio di estirpare ed ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti nei fatti di Rosarno - ha commentato Ciambetti - . Mi chiedo dunque con quale coraggio l'uomo democristiano abbia il coraggio di attaccare l'attuale Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, che deve fronteggiare una eredità che ora non è più affare solo della politica, ma anche delle Forze dell'Ordine".


Ha proseguito il leghista berico:

Luca Zaia (Ministro dell'Agricoltura e candidato Governatore del Veneto)"Se le stesse leggi del Secondo Dopoguerra hanno funzionato al Nord, lo si deve unicamente proprio alla cultura ed allo spirito di sacrificio della gente che lo abita: al Sud, purtroppo, la popolazione è rimasta a coltivare una ‘terra di nessuno' tollerata proprio dagli uomini d'oro della DC".

 

"Gli esempi concreti sono dati - per esempio - dalla distribuzione dei voucher per la vendemmia, distribuiti in tutte le regioni del Nord, Emilia Romagna compresa, in maniera capillare e trasparente, mentre al Sud ciò non avviene. E' il sistema meridionale ad essere malato, mentre lungo la "via del Po'" assistiamo ad ottimi esempi di agricoltura ed integrazione, come nel caso della comunità indiana di Mantova che si occupa della mungitura delle mucche da latte"

 

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Categorie: Politica

Galan su Zaia: errori da matita rossa e blu

Sabato 9 Gennaio 2010 alle 22:15

Roberto Ciambetti     

"Galan, dichiarazioni su Zaia con errori da matita rossa e blu, ma le sue parole son solo molto rumor per nulla"

"Se veramente il presidente Galan avesse detto che Luca Zaia è troppo altezzoso, un maestro d'altri tempi avrebbe sottolineato questo aggettivo con una matita rossa: errore grave, perché se c'è una caratteristica di Zaia è proprio la sua capacità d'essere alla mano e disponibile con tutti ".

Il presidente del gruppo consiliare regionale leghista Roberto Ciambetti commenta così le dichiarazioni rilasciate a Chioggia dal governatore Giancarlo Galan, che non ha perso tempo per attaccare gli alleati leghisti "Sempre il maestro d'altri tempi - ha continuato Ciambetti - sottolineerebbe poi con una bella matita rossa altri passaggi del nostro governatore: quando ad esempio dice di non aver sbagliato di molto nel fare previsioni elettorali, visto che i candidati che lui ha voluto "consigliare" con fare profetico e messianico sono stati puntualmente sbaragliati pur in realtà come Vicenza e Bassano dove l'elettorato è dichiaratamente di centro-destra; più che doti profetiche direi doti jellatorie" ha rimarcato Ciambetti che poi continua "altro passaggio da matita rossa è quello riguardate la Sironi a Verona: la Sironi scese in campo proprio contro il candidato imposto, con le note doti profetico-jellatorie, da Galan, che s'era prodigato in maniera indicibile per emarginare la sua compagna di partito - ha ricordato Ciambetti - per cui il parallelo potrebbe apparire alquanto inopportuno. Per quando concerne l'inadeguatezza della cultura generale che circonda Zaia e che, sempre stando a Galan, costituisce pesante opzione sulle sue effettive capacità di governo, l'affermazione è talmente ridicola da smentirsi da sola: decine di sindaci, presidenti di Provincia, della Lega nel veneto hanno dimostrato una straordinaria cultura di governo, capacità decisionale, conquista del consenso attraverso fatti concreti. Lo stesso accade a Roma con i nostri ministri, lo stesso è accaduto a Venezia. Se tutto ciò non bastasse, a proposito di cultura generale all'altezza dei tempi, il governatore farebbe bene a leggere il nostro documento programmatico - ha rimarcato Ciambetti - per i prossimi anni di governo in Regione. Con larghissimo anticipo rispetto anche a Giuseppe Bortolussi, indicato da Cacciari come papabile per il centrosinistra, proprio il gruppo consiliare regionale leghista ha presentato un programma dove i punti definiti caratterizzanti nel possibile programma dal candidato sostenuto da Cacciari, appunto Bortolussi, sono già stati tutti elencati e approfonditi: li abbiamo già individuati con larghissimo anticipo. Noi non ci sogniamo di dire che Bortolussi li ha copiati da noi; potrei chiedermi, piuttosto, se che il clima culturale che circonda Bortolussi - ha concluso Ciambetti - non sia, per dirla con le parole del profeta-jellatore Galan, inadeguato per affrontare le sfide del futuro. In realtà, le dichiarazioni di Galan vanno prese per quelle che sono nella tragicommedia della politica: ‘much ado about nothing', molto rumor per nulla"

 

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Categorie: Politica

Paolo Franco: Il centrosinistra e le regionali

Sabato 9 Gennaio 2010 alle 15:40

Paolo Franco    

Veneto, regionali: Paolo Franco (LN), nel centrosinistra dei due forni si annaspa
"Finché si trattava di pontificare sulla scelta dell'alleanza Lega-PdL tra Zaia e Galan, gli esponenti regionali di PD, UDC e cespugli vari, si sbizzarrivano in consigli e sentenze draconiane, prodighi di indicazioni indispensabili alla salubrità sociale e politica del Veneto, soprattutto in chiave anti-Lega. Ora, Filippin, De Poli, Calearo & C., alle prese con la ricerca di una condivisa e seria proposta politica da presentare al popolo del centrosinistra Veneto, annaspano senza idee né candidati".
Così il segretario provinciale di Vicenza della Lega Nord-Liga Veneta sen. Paolo Franco secondo il quale in questo "centrosinistra dei due forni, questi cosiddetti politici si seppelliscono l'un l'altro esclusivamente accomunati dal livore anti leghista. La strada di un'altra loro sonora sconfitta - rileva il sen. Paolo Franco - è proprio scritta! Prevedo che il loro elettorato, di fronte a questo vuoto, preferirà indirizzarsi verso le grandi capacità che Luca Zaia ha dimostrato negli anni di lavoro politico a favore della propria gente".

 

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Categorie: Politica, Immigrazione

Ma ai Veneti conviene il Veneto di Zaia?

Sabato 9 Gennaio 2010 alle 13:54
Circolo Nessuno Escluso Vicenza    

 

Con lo slogan "I veneti prima degli altri" Zaia vorrebbe promettere maggiori opportunità alla nostra regione. Ma basta poco per capire che il "privilegio" promesso dal candidato leghista non conviene affatto ai cittadini del Veneto.

Il principio di responsabilità dovrebbe essere un cardine dell'impegno politico. Responsabilità significa "rispondere delle proprie azioni", e in politica anche delle proprie dichiarazioni, rifuggendo l'interesse immediato, l'opportunismo del momento, il facile consenso. Significa, perciò, cercare di essere consapevoli dell'intera catena di conseguenze che le azioni possono generare. In questa ottica, le esternazioni dell'on. Zaia sulla "priorità ai Veneti" per ogni carica o servizio in Veneto, sono da guardare con seria preoccupazione. Zaia non è nuovo a prese di posizione populistiche e di facile presa. Le sue dichiarazioni non usano i toni forti di Gentilini o Borghezio, e, viste in superficie, possono anche sembrare ragionevoli. In realtà, queste proposte di Zaia implicherebbero conseguenze molto negative per tutti. Cosa penseremmo se alla nostra domanda per partecipare ad un concorso in un'amministrazione di un'altra regione, ci venisse risposto che, indipendentemente dalle nostre capacità, saremmo comunque messi dietro ai cittadini locali? Cosa penseremmo se poi questo trattamento venisse riservato anche ai nostri figli per iscriversi ad un corso a numero chiuso all'Università di un'altra regione, oppure all'impresa per cui lavoriamo nel partecipare ad un appalto per lavori pubblici?
Inoltre, i comportamenti discriminatori non sono soltanto ingiusti, ma si ritorcono anche sulla società che discrimina. Per quale ragione in Veneto dovremmo rinunciare ad avere nei nostri ospedali i medici più preparati - o i migliori ingegneri nei nostri uffici tecnici, o i docenti più bravi nelle nostre scuole e nelle nostre Università, o le imprese più efficienti per realizzare le nostre opere pubbliche - anteponendo il criterio di nascita o di residenza a quello del merito?

Con queste dichiarazioni Zaia delinea il disegno autarchico che ha in mente per il Veneto: una regione arroccata in se stessa, che rinuncia alle opportunità offerte dall'economia e dalla società aperta, per rinchiudersi nella sicurezza solo apparente di un angusto fortino sotto assedio. Una regione che, alla fine, ridurrebbe le opportunità di vita e sviluppo per tutti i veneti.

Circolo Nessuno Escluso Vicenza

Invitiamo tutti i cittadini che si riconoscono in questo scritto a manifestare la loro adesione sottoscrivendolo inviando mail con la dicitura "sottoscrivo" al sito www.nessunoescluso.wordpress.com o email [email protected]

 

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Categorie: Politica, Immigrazione

Immigrazione, accoglienza e Luca Zaia

Giovedi 31 Dicembre 2009 alle 08:38
Roberto Ciambetti  

 

Riflessioni di Ciambetti sul fenomeno migratorio e le politiche di accoglienza
«Mi auguro che il 2010 porti le riforme di cui abbiamo bisogno»
«La scelta di Luca Zaia come candidato governatore è un segnale di speranza»

Roberto Ciambetti«Il 2010 sarà un anno difficile, di svolta, da affrontare con coraggio e ottimismo».
Roberto Ciambetti, presidente del gruppo consiliare regionale della Lega Nord - Liga veneta, incontrando delle famiglie rumene residenti nel vicentino, ha festeggiato l'inizio del nuovo anno con l'augurio che il 2010 «possa portare quelle riforme di cui abbiamo bisogno».
L'esponente leghista ha sottolineato che «la comunità rumena in Veneto si è integrata, lavora e non va confusa con gruppi di malviventi o con nomadi. Dobbiamo porre un freno al fenomeno migratorio, distinguendo tra lavoratori onesti, sempre bene accolti, e chi delinque o fa il mendicante e sfrutta minori mandandoli a rubare nelle case altrui».
Notando come la Cdu in Germania abbia proposto un blocco ai flussi migratori, Ciambetti ha rimarcato che «mettere un freno all'immigrazione extracomunitaria non è razzismo ma un ragionato provvedimento, teso ad assicurare a quanti vivono onestamente in Italia garanzie sociali. Evitiamo che la situazione diventi difficile anche in Veneto: una riflessione sulle politiche di accoglienza va fatta. Dobbiamo fare i conti con le risorse reali e la necessità di dare sostegno innanzitutto ai nostri cittadini, creando opportunità di lavoro per i giovani».
Luca Zaia, ministro dell'agricoltrura, candidato Presidenza Regione Veneto«Dalla Romania giungono segnali preoccupanti - ha spiegato Ciambetti - con fortissime tensioni sociali, né più né meno di quanto sta accadendo in Grecia, perciò una ragionata prudenza nel guardare al domani è necessaria. La prospettiva per la quale paesi in grave crisi siano tentati di uscire dalla zona Ue, indebitandosi per poter usufruire di deficit maggiori da quelli consentiti da Maastricht, è un'ipotesi da tenere in considerazione. Se ciò dovesse accadere l'intero edificio comunitario andrebbe rivisto. La crisi economica mette in luce le contraddizioni e le illusioni del recente passato, accelerando processi di riforma che sono necessari in quegli stati europei come l'Italia che sono attardati e appesantiti da meccanismi burocratici tipici di uno stato centralizzato: le forti resistenze alle riforme possono diventare deleterie e pericolosissime proprio in questi momenti di riorganizzazione socio-economica di grande scala. Bisogna impedire che lo stato centralizzato e un'idea anacronistica di unità diventino una zavorra mortale per le regioni e le aree produttive del paese, che vogliono invece rimanere saldamente ancorati all'Europa avanzata. Il Veneto deve giocare la sua carta e la candidatura di Luca Zaia proposta dalla Lega Nord è rinfrancante: Zaia è uomo giovane, sicuramente radicato nella nostra realtà, ma anche una figura capace di dialogare e ragionare su scala internazionale. Il 2010 - ha concluso Ciambetti - può essere l'anno della svolta, una svolta che segnerà veramente il futuro dei veneti e di chi ha scelto di vivere onestamente, del proprio lavoro, in questa nostra terra».

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Categorie: Politica

Il Pnv e la finta guerra fra alleati

Lunedi 28 Dicembre 2009 alle 14:09

Pnv, Partito Nasional Veneto    
   

Mozzarelle e Bufale di fine anno nulla possono contro l'indipendenza

 

Pnv, Partito Nasional VenetoLa finta guerra tra alleati rafforza il PNV, unico voto utile per dare una svolta in Veneto

Dopo le strenne natalizie già si intravedono le prime mosse dei partiti italiani in vista delle prossime elezioni regionali del 2010 in Veneto.
Chi temeva o sperava in cambiamenti epocali, o nella creazione di un improbabile laboratorio politico veneto da parte della coalizione destra-leghista o di quella centro-comunista è rimasto deluso. Le logiche della politica italiana sono sempre ed unicamente improntate al trasformismo, ma mai al cambiamento.
Ha fatto quindi bene il PNV a tenere ben dritta la barra sull'indipendenza e ad indicare l'unica alternativa politica ai Veneti per non precipitare nel baratro italiano del più disastrato stato del mondo occidentale.
Un gigante marcio con i piedi di argilla malfermi che ora si ripromette di rubare i nostri pochi soldi nei conti correnti bancari per finanziare il proprio indebitamento parassitario.
Per distrarci da tutto ciò, è partita alla grande la bufala di una presunta guerra fratricida lega-pdl, o di una pseudo-rivalità zaia-galan, con il supergel governatore in pectore a simulare una "dura" campagna elettorale per prendere più voti dei cugini di governo. Dall'altra parte il pdl gioca a "specchietto" con i leghisti additandoli come ignoranti buzzurri da controllare tenendoli minoritari nella coalizione. I loro sparring partner dell'opposizione a Roma qui in Veneto poi contano come il due di picche e a nulla vale parlarne.
La strategia italiana per addomesticare il Veneto appare però un pò debole e non tiene conto dei problemi sociali che stanno mietendo nuove vittime economiche in Veneto. Molti artigiani e commercianti hanno già deciso infatti di non aprire i battenti a gennaio. La disoccupazione sta toccando duramente il cuore produttivo del Veneto, come mai prima, almeno dal dopoguerra. Interi settori industriali storici in Veneto si interrogano sulle prospettive future quanto meno dubbie.

Cosa possono dunque fare i Veneti per dare un forte segnale politico?

Votare pdl o lega serve a poco, dato che hanno già vinto le elezioni con il 60-70% e dunque un voto in più o in meno dato a loro è un voto inutile, a parte decidere le cordate degli appalti regionali, cosa che interessa solo ai galoppini di partito. Votare a sinistra o ad altri sterili raggruppamenti di centro poi è ancora più assurdo, dato che costoro in Veneto perdono sempre per definizione.

L'unica reale possibilità che resta ai Veneti per dare un forte segnale di cambiamento è quindi votare PNV, votare per l'indipendenza del Veneto.

Solo così si otterrà un duplice risultato:

Si farà entrare con forza nell'agenda politica il tema della nostra indipendenza;
Si stimoleranno e si rafforzeranno le componenti riformiste moderate e più sane della coalizione che vincerà le elezioni.
L'unico voto utile il 28 e 29 marzo 2010 è il voto dato al PNV. Tutto il resto è fatica sprecata, un voto buttato nel macero dei giochi già fatti e del tradimento degli interessi veneti.

Henetoi

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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