Governo e Cassa Depositi e Prestiti "azionano" una SGR per salvare anche BPVi. De Francisco rivaluterà ora Variati nel Cda della Cdp?
Sabato 9 Aprile 2016 alle 10:45
Il meccanismo di intervento a sostegno degli aumenti di capitale delle banche e dello "smaltimento" delle loro sofferenze individuato dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp)e dal governo per risolvere i problemi del comparto bancario ha acceso il listino di Piazza Affari. E fa capire l'importanza della nomina di Achille Variati nel Cda della Cassa. del cui scarso "potere" si prendeva una volta gioco il vice direttore generale della nuova (?) BPVi, Iacopo De Francisco, che già allora, anticipando la brutta figura della banca con Report, ci chiedeva di non trasmetetre un'intervista. Di seguito Andrea Greco di Repubblica spiega come una Sgr (Società di Gestione del Risparmio), il veicolo che, appunto, verrà attivato dalle decisioni del Governo e della Cdp, aiuterà la Banca Popolare di Vicenza e Veneto banca a salvarsi dal crack, sia pure a prezzo di ulteriori, grossi sacrifici sul valore delle loro azioni in Borsa.
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Unicredit conferma estensione della garanzia al 10 maggio per BPVi, Ghizzoni: sono fiducioso
Venerdi 8 Aprile 2016 alle 09:19
Palazzo Chigi ordina, Unicredit esegue: l’istituto di piazza Gae Aulenti ha esteso al 10 maggio (dal 30 aprile) la garanzia totale all’aumento di capitale da 1,5 miliardi di Pop Vicenza. Ieri è arrivato l’ok del cda in una riunione non proprio serena. L’assist è arrivato dal Tesoro pronto ad annunciare il nuovo veicolo salva banche “privatoâ€, ma con Cassa Depositi e Prestiti, già la prossima settimana. Breve riassunto. L’istituto veneto ha promesso alla Bce di chiedere al mercato 1,75 miliardi di nuovo capitale per rattoppare i disastri della gestione Zonin. L’aumento sarà contestuale alla quotazione in Borsa e dovrebbe partire il 18 aprile, dopo l’ok della Consob, previsto per la fine della prossima settimana.
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Veneto Banca, composizione del nuovo Cda: si profila uno scontro diretto Bolla-azionisti
Giovedi 7 Aprile 2016 alle 09:55
Popolare di Vicenza, Unicredit estende a maggio la garanzia sull’aumento di capitale, che a questo punto può partire. Mentre in Veneto Banca il rinnovo del cda si farà con una corsa serrata tra due liste, dopo la decisione dei grandi soci di correre da soli, in tandem con l’associazione di Schiavon. Si naviga giorno per giorno, nel mare della messa in sicurezza delle due ex popolari venete, con gli aumenti di capitale per 2,5 miliardi totali e le quotazioni in Borsa da giocare entro giugno in condizioni di mercato impossibili.
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BPVi, Unicredit estende la garanzia e Iorio incontra il Cda. Zanetti: facciamo lavorare i tecnici
Giovedi 7 Aprile 2016 alle 09:36
«Gli incontri che si stanno succedendo con il ministro Padoan e il presidente del Consiglio sono finalizzati a trovare una soluzione il più possibile di sistema». Parola del viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti, che ha chiarito ieri come, dopo il summit fra i numeri uno (il premier Matteo Renzi, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nonchè gli ad delle tre maggiori banche italiane, i vertici di Cdp e il presidente dell’Acri) il compito di arrivare al dettaglio delle soluzioni concrete spetti ai tecnici e i lavori siano in corso. «Facciamoli adesso lavorare» è dunque il consiglio del vice ministro.
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Aumento capitale BPVi: in Borsa varrebbe 1,3 miliardi, meno dell'aumento stesso
Giovedi 7 Aprile 2016 alle 09:36
È in dirittura d’arrivo l’aumento di capitale da 1,5 miliardi della Popolare di Vicenza, nonostante le condizioni di mercato non facili in particolare per le banche. Unicredit, unico garante dell’operazione, avrebbe infine sciolto le riserve sul collocamento. Tecnicamente ciò è avvenuto con l’estensione della garanzia sull’inoptato dal 30 aprile a metà maggio. Il 18 aprile dovrebbe esserci l’avvio del collocamento, una volta ottenuto l’ok Consob al prospetto, con la quotazione il 3 maggio.
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Don Marco Bedin a Zonin sul foglio parrocchiale: "Restituisca i soldi, prenda esempio da Zaccheo nel Vangelo"
Mercoledi 6 Aprile 2016 alle 09:26
«Caro Gianni Zonin, prenda esempio da Zaccheo nel Vangelo: restituisca un po’ dei suoi soldi a chi ne ha persi tanti per colpa sua». Con una lunga lettera sul bollettino parrocchiale, il parroco di Ospedaletto don Marco Bedin nei giorni scorsi si è rivolto all’ex presidente di Banca Popolare di Vicenza, e prendendo spunto dal racconto evangelico in cui Zaccheo, su invito di Gesù, donà metà dei suoi averi ai poveri, il parroco ha apertamente chiesto all’ex banchiere di fare altrettanto.
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Padoan incontra Banca d'Italia, Unicredit e Intesa per decidere come salvare BPVi, Veneto Banca, Carige e Monte Paschi
Mercoledi 6 Aprile 2016 alle 09:24
Tutti puntuali alle 9 di mattina si sono presentati a Palazzo Chigi. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, i vertici di Cassa depositi e prestiti Claudio Costamagna e Fabio Gallia, i capi delle due maggiori banche italiane Federico Ghizzoni (Unicredit) e Carlo Messina (Intesa Sanpaolo), il presidente dell’associazione delle Fondazioni bancarie Giuseppe Guzzetti, l’ad di Mediobanca Alberto Nagel e Victor Massiah, ceo di Ubi Banca, la popolare bergamasca al centro del risiko bankario. Matteo Renzi li ha intrattenuti per qualche minuto all’inizio, poi a portare la croce è rimasto solo Padoan.
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Azione di responsabilità contro il Cda BPVi: un lettore la chiede ora anche per Iorio & c.
Martedi 5 Aprile 2016 alle 11:00
Mentre crescono i timori intorno alla Banca Popolare di Vicenza (Unicredit "aborre" l'aumento di capitale e la Consob "interroga" Iorio e Docetta mentre BPVi dà in pegno azioni Cattolica per avere liquidità ,...), un lettore, nel "suggerirci" un articolo ulteriore per la nostra rassegna stampa quotidiana*, "firma" una provocatoria richiesta di azione di reponsabilità , questa volta non solo contro il vecchio Cda, già e per ora almeno graziato dai soci facendo montare ire e sberleffi generali verso i "becchi e contenti", ma anche contro quello attuale accusato di... Leggete la lettera firmata.
"Egregio direttore, una diversa e nuova azione di responsabilità andrebbe proposta nei confronti del nuovo cda. Con il tergiversare con la azione di responsabilità verso i vecchi amministratori ha creato un enorme danno di immagine e conseguentemente di fiducia nella banca. Prova ne siano gli 8 miliardi di raccolta fuggiti a dicembre (un quarto del totale, è stato detto) e le difficoltà circa l’aumento...".
Continua a leggereBPVi dà in pegno 15% di Cattolica Assicurazioni a un altro istituto di credito
Martedi 5 Aprile 2016 alle 09:42
C’è un elemento ulteriore che potrebbe risultare utile a comprendere tutte le ragioni che hanno portato Consob a chiedere lumi sulla quota detenuta da Popolare Vicenza in Cattolica: il fatto che quel pacchetto non è più nella piena disponibilità dell’istituto. Il 15,07% della compagnia assicurativa è infatti stato dato in pegno ad un altro istituto di credito. La garanzia è stata concessa a fronte del ricevimento di un finanziamento. Difficile ricostruire altri dettagli in merito. Va ricordato, piuttosto, che la Commissione, che ha condotto una specifica ispezione il 19 gennaio scorso, ha sollecitato Vicenza a chiarire i motivi per cui la banca tiene iscritta a bilancio la quota a un valore di 394,7 milioni contro i circa 150 milioni che vale il pacchetto a Piazza Affari.
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Veneto Banca: contrapposti Cda uscente, criticato dai soci, e azionisti pronti al ruolo attivo
Martedi 5 Aprile 2016 alle 09:31
Manca un mese esatto all’assemblea degli azionisti di Veneto Banca e il clima, questa volta nella contrapposizione fra gli amministratori uscenti e le due associazioni di azionisti intenzionate a mettere piede e giocare un ruolo attivo nella governance dell’istituto, è già decisamente oltre la temperatura di guardia. Giovanni Schiavon, l’ex magistrato che è leader dell’Associazione azionisti di Veneto Banca, cioè quella dei «piccoli» soci che insieme aggregano poco meno del 3% del capitale, con una lettera aperta ha invitato ieri i presidenti di Bce, Bankitalia e Abi a «verificare il ruolo poliedrico di alcuni membri del Cda di Montebelluna, che hanno moltiplicato per sé e per qualche loro amico, gli incarichi ed i relativi compensi nell’ambito delle società del gruppo».
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