Pfas, Luca Zaia striglia i "soggetti istituzionalmente competenti"
Raccontano che il governatore Luca Zaia fosse furibondo e deciso ad avere sul suo tavolo nomi e cognomi dei colpevoli. «Perché non ne sapevo nulla? Perché non sono stato immediatamente informato?». Bersaglio della strigliata, ieri, durante la riunione della giunta, gli assessori Luca Coletto (Sanità ), Gianpaolo Bottacin (Ambiente) e Giuseppe Pan (Agricoltura) che il 17 novembre scorso ricevettero dal segretario della Sanità Domenico Mantoan l’ormai celeberrima relazione relativa all’incontro della commissione tecnica sulle Pfas del 21 ottobre, incontro in cui furono discussi il dossier dell’Arpav, lo studio del Registro nascite-malattie rare e l’analisi del Servizio epidemiologico. Continua a leggere
È una tartaruga di due metri l’ultimo pasto di uno squalo gigante del Mesozoico studiato da un team di ricercatori dell’Università di Padova
Appartiene al raro genere Cretodus e misurava oltre 7,5 metri di lunghezza lo squalo fossile gigante  studiato da un team di paleontologi delle Università di Padova e di Ferrara, del CNR di Padova e della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, grazie anche alla collaborazione delle Soprintendenze di Verona e di Padova, del Museo di Storia Naturale di Verona e del Museo di Sant'Anna di Alfaedo (VR). Di questo genere di squalo, estinto da 80 milioni di anni, si conoscevano finora solo i denti - già rinvenuti in Europa, negli USA, in Africa e in Asia - oggi, grazie allo studio pubblicato sulla rivista "Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology" si possono approfondire le conoscenze sul suo apparato dentale (oltre 120 denti), la sua struttura attraverso i frammenti di cartilagine calcificata e di gran parte della colonna vertebrale e il suo aspetto esteriore grazie ai piccoli denticoli che ricoprivano la sua pelle. Continua a leggere
Marlane Marzotto: nuove indagini del Noe su tonnellate di rifiuti tossici. Per i 107 morti chieste intanto in appello 9 assoluzioni tra cui quella di Pietro Marzotto e 3 condanne: 4 anni per Ernesto Favrin e 3 per Attilio Rausse
Praia a Mare. In una fredda mattinata, quella di oggi, lunedì 16 gennaio 2016, si è forse aperto un nuovo capitolo nella vicenda relativa all'area industriale di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, dismessa nel 2004 dal Gruppo Marzotto. Da anni si sospetta che nei terreni che circondano la fabbrica della Marlane Marzotto per diversi ettari di superficie siano state interrate tonnellate di rifiuti tossici provenienti dagli scarti di lavorazione della fabbrica tessile. Lavorazioni che inoltre, secondo l'originaria ipotesi d'accusa della locale procura, essendo svolte in un regime di omissione dei necessari dispositivi per la sicurezza sui luoghi di lavoro (reato che intanto è andato in prescrizione, ndr), avrebbero ucciso 107 operai e fatto ammalare di tumori molte altre tute blu.
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Praia a Mare, accertamenti in corso nell'area Marlane Marzotto
Praia a Mare. Nuovi accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Paola nei terreni dell'ex area industriale Marlane Marzotto di Praia a Mare. Sul posto ci sono i carabinieri del Nucleo operativo ecologico calabrese e vigili del fuoco. Gli accertamenti sono in corso in questi istanti nell'ex area industriale Marlane Marzotto di Praia a Mare. Al momento null'altro trapela sulla vicenda. Da quanto è a nostra conoscenza, delle indagini sarebbe stato incaricato il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri presente sul posto in qualità di polizia giudiziaria. Oltre agli uomini del Noe calabrese, sono presenti i carabinieri della stazione di Praia a Mare, i vigili del fuoco, la polizia locale e personale comunale.
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Caccia, Berlato (FdI): "stesse multe di chi impedisce caccia e pesca anche a chi spara vicino alle abitazioni"
Pronto un Progetto di legge, che verrà presentato nei prossimi giorni in Consiglio regionale del Veneto da Sergio Berlato, presidente della terza Commissione permanente del Consiglio regionale e Coordinatore regionale di Fratelli d'Italia-AN, che prevede le stesse sanzioni amministrative ( da 600 a 3.600 euro ) per i bracconieri che sparano nelle vicinanze delle abitazioni, equiparando queste sanzioni a quelle appena approvate dal Consiglio regionale del Veneto per chi vuole impedire intenzionalmente l'esercizio della caccia e della pesca. La legge statale 157/92 prevede il divieto per il cacciatore di esercitare l'attività venatoria ad una distanza inferiore a cento metri dalle abitazioni. Dal momento che ci sono alcuni bracconieri che, non rispettando la legge, si permettono di andare a sparare nelle vicinanze delle abitazioni, azione che non è solo illegale ma che produce anche un impatto fortemente negativo per l'opinione pubblica, riteniamo di doverli sanzionare pesantemente e nello stesso modo in cui abbiamo appena deciso di sanzionare coloro che vogliono intenzionalmente impedire l'esercizio di attività lecite come la caccia e la pesca.
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Pfas, l'ad Miteni Antonio Nardone: sì a tavolo tecnico di confronto
"Concordiamo pienamente con quanti chiedono un tavolo tecnico di confronto sul tema dei Pfas - dice l’amministratore delegato di Miteni Antonio Nardone- Siamo pronti a partecipare con il nostro bagaglio di conoscenza tecnica". "Stiamo assistendo allo stillicidio di indagini sanitarie parziali, per esplicita affermazione di chi le ha condotte, e contraddittorie tra loro, in contrasto con i più significativi studi svolti in tutto il mondo. Alle legittime preoccupazioni di chi abita in questo territorio, tra cui ci siamo anche noi tutti di Miteni, va risposto con chiarezza e serietà e non con polemiche politiche".
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Pfas, sindacati vicentini: "Regione prenda le sue responsabilità per guidare l'emergenza"
Cgil, Cisl e Uil di Vicenza e provincia sono preoccupate non solo per l'inquinamento ambientale e per la salute dei cittadini, ma anche per la salute dei lavoratori che operano e che hanno operato all'interno del sito oggi della Miteni in cui si producono i PFAS, fonte di inquinamento. I segretari generali di CGIL e UIL, Giampaolo Zanni e Grazia Chisin, e il segretario CISL Riccardo Camporese due giorni fa hanno reiterato la richiesta fatta a fine luglio 2016 alla Regione: "Da allora a nome dei lavoratori", sottolinea Giampaolo Zanni (Cgil), "abbiamo sollecitato l'incontro chiesto finalizzato a trovarci ad un tavolo con azienda, Regione ed enti preposti ai controlli (Arpav, ma anche Conferenze dei sindaci e Province) per giungere ad un protocollo d'intesa finalizzato a capire come muoversi in modo coordinato per affrontare il problema e nel lungo termine risolverlo!"
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Pfas, Berti e Brusco (M5S): "in pericolo 350mila veneti soprattutto nella zona di Lonigo e Sarego"
Jacopo Berti, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale, denuncia come "la Regione Veneto, rimanendo inerte rispetto all'emergenza Pfas, stia mettendo a rischio la salute di 350mila propri cittadini, che abitano in 78 comuni, di cui i più colpiti dalle emissioni nocive delle sostanze perfluoroalchiliche sono Lonigo e Sarego, in provincia di Vicenza. Trovo scandaloso - afferma Berti - che la Regione per anni abbia negato o minimizzato un problema invece assolutamente reale e grave, come quello rappresentato dai Pfas, addirittura minacciando il nostro Movimento di fomentare un ingiustificato allarme sociale, quando invece ora la relazione della Commissione tecnica regionale sui Pfas ha fatto emergere come la Regione Abbia commissionato uno ‘Studio sugli esiti materni e neonatali in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche', concluso alla fine dello scorso settembre. Nella relazione tecnica, firmata dal dott. Domenico Mantoan, presidente della Commissione e Direttore generale dell'Area Sanità e Sociale in Regione, in cui vengono analizzati gli esiti dello studio scientifico, emerge quanto noi andiamo denunciando almeno dal 2013, ovvero che l'inquinamento da Pfas provoca gravi danni alla salute delle persone, determinando un aumento di circa il 25% dell'incidenza di malattie cardiovascolari e di patologie neonatali su feti, donne in gravidanza e bambini".
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Protezione Civile: "allerta ghiaccio e neve stanotte a Vicenza"
La protezione civile comunale informa che nelle prossime ore Vicenza potrebbe essere interessata da nuove precipitazioni nevose, non consistenti dal punto di vista della quantità , ma particolarmente insidiose per il rischio di successive gelate. A questo scopo in serata riprenderanno le salature delle strade previste dal piano neve affidato ad AIM Amcps. Gli interventi proseguiranno, se necessario, per tutta la notte e la giornata di domani, con particolare attenzione ai punti critici della città , come ponti, sottopassi, salite, strade collinari.La protezione civile raccomanda comunque ai cittadini massima attenzione nell'affrontare le strade perché le previsioni del tempo inducono a prevedere il rischio di ghiacciate per tutto il fine settimana.
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Polveri sottili oltre il limite, non resta che la danza della pioggia
Piove, anzi nevica, ma il livello di pm 10 e pm 2.5 nell'aria resta al di sopra del limite. Quelli bravi, l'hanno chiamata "freezing rain", ma rispetto alla pioggia normale, quella tradizionale che obbliga ad aprire l'ombrello, la precipitazione caduta su Vicenza martedì è "servita" solo a mandare in tilt il traffico cittadino. La coltre composta di polveri sottili che soffoca l'intera pianura Padana rimane al suo posto, senza che nulla possa scalfirla. Mercoledì, dopo una breve pausa dovuta alla spruzzata di neve, il livello di polveri sottili registrato dalle centraline di rilevazioni era infatti schizzato ben oltre il limite. (Quella del Quartiere Italia ha registrato 58 µg/m3,e quella di via Baracca 53 µg/m3), Situazione analoga anche negli altri centri della provincia.
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