Aumento furti nel Vicentino
Mercoledi 27 Gennaio 2010 alle 20:10
«Lotta senza quartiere alla delinquenza»
«Basta con i falsi pudori e con le scuse»
«L'ondata di furti nel Vicentino conferma la necessità di una svolta durissima nei confronti della malavita locale e importata». A margine della seduta del Consiglio regionale, il Presidente del gruppo consiliare leghista in Regione, il vicentino Roberto Ciambetti, ha sottolineato che «il benessere è una condizione particolare: non c'è benessere se le nostre case non sono sicure, se ladri razziano persino armi o se sbandati senza fissa dimora possono violentare una bambina di 13 anni. La tensione nella cittadinanza sta salendo soprattutto a causa della consistente presenza sul territorio di stranieri che non hanno lavoro nè reddito», ha proseguito l'esponente del Carroccio.
«La strada è una sola: - ha concluso Ciambetti - una ferrea opera di prevenzione e una lotta senza quartiere, senza falsi pudori, per contribuire a soddisfare la domanda di sicurezza della nostra società . Ad essere vittime della delinquenza, spesso, sono cittadini non particolarmente abbienti o facoltosi, per i quali il danno subito risulta devastante. Le forze dell'ordine faranno del loro meglio per affrontare il problema».
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I delinquenti sono altri, non le camicie verdi
Domenica 24 Gennaio 2010 alle 17:27
Ciambetti (Lega): "I delinquenti veri sono ben altri, altro che le camice verdi e non è un caso se l'ex camicia verde Maroni oggi sta guidando lo stato nella lotta alle mafie"
"Camice verdi a giudizio? Colpisce la tempestività della macchina della Giustizia, che solo oggi, proprio quando sono in vista le elezioni regionali dove candidato forte in Veneto sarà un leghista, porta a conclusione una inchiesta nata tanti anni fa".
Il presidente del gruppo consiliare regionale leghista, il vicentino Roberto Ciambetti, è intervenuto nelle polemiche sull'inchiesta sulle camice verdi.
"Tra i primi indagati di quella inchiesta vi fu, oltre a Bossi, anche Roberto Maroni che rimase ferito nell'assalto fatto dalla polizia che voleva perquisire la sede della Lega in via Bellerio a Milano il 18 settembre del 1996 - ha detto Ciambetti - Si tratta dello stesso Roberto Maroni che oggi sta guidando il Viminale in uno dei momenti più alti e duri dello scontro tra stato di diritto e 'ndrangheta, mafia, camorra. Mai come oggi lo stato ha dimostrato che sotto la guida energica e precisa di un uomo dal grande rigore morale come Maroni è possibile colpire le organizzazioni
malavitose, arrestandone i principali esponenti, sequestrando beni e proprietà frutto di illeciti e delinquenza. Chi conosce uomini come Maroni o Gian Paolo Gobbo, ad esempio, sa bene il loro livello morale e la loro cristallinità , sa bene che non hanno solo le mani pulite, ma di pulito anche la coscienza e il cuore. Altro da aggiungere non c'è, se non ribadire l'impegno che da sempre la Lega Nord ha posto nella lotta alla, vera, delinquenza, locale, come le nostre mafie, o importata grazie a politiche scellerate"
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Il digitale terrestre in Veneto per Ciambetti
Venerdi 22 Gennaio 2010 alle 17:22
Digitale Terrestre banco di prova per la tutela del consumatore e la difesa del pluralismo dell'informazione: il Veneto non deve attendere
Nel secondo semestre dell'anno il Veneto passerà al Digitale terrestre e per vedere le trasmissioni televisive di qualunque emittente, gratuita o a pagamento, i cittadini dovranno essere muniti di decoder e di una antenna ricevente puntata correttamente verso la fonte del segnale digitale e soprattutto in perfetta efficienza, perché il segnale digitale non ammette interferenze.
Numerose iniziative sono state attivate dal gruppo consiliare della Lega Nord-Liga Veneta anche attraverso interrogazioni presentate alla Giunta, chiedendo tutela per i consumatori, perché in commercio ci sono diverse tipologie di decoder o di televisioni munite di decoder interno, ma solo alcuni permettono di vedere tutti i canali gratuiti, di accedere ai contenuti a pagamento e ai servizi interattivi, senza problemi. Si tratta degli impianti garantiti dal Bollino Blu (per i decoder) o Bianco (per le televisioni munite di decoder interno) DGTVI, marchio di garanzia per il consumatore dato dall'associazione delle televisioni italiane, che ha il compito di promuovere la diffusione del digitale terrestre, composto da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Dfree, Frt,
Aeranti-Corallo. In pratica tutte le emittenti, pubbliche come private, garantiscono la qualità del servizio attraverso i ricevitori dotati di questo marchio di qualità ; questi impianti non subiscono, di norma, i disguidi sofferti da strumentazioni che, per caratteristiche tecniche, nelle Regioni in cui è già stato avviato il passaggio al digitale, devono essere costantemente riprogrammate, con non pochi disagi per l'utenza. E' da sottolineare che gli impianti certificati hanno un costo maggiore rispetto ai modelli più semplici e che è necessario utilizzare un decoder per ogni televisore che si possiede.
Detto questo, il gruppo consiliare della Lega Nord-Liga Veneta invita le amministrazioni locali ad informarsi per verificare il grado di copertura nel proprio territorio locale dei segnali digitali mentre invita i cittadini a verificare con attenzione la qualità della strumentazione di ricezione, decoder o televisori di ultima generazione, da acquistare. Il Gruppo consiliare si fa promotore di una serie di iniziative tese ad informare correttamente i cittadini, con particolare riguardo alle categorie più svantaggiate, anziani o persone con scarsa dimestichezza nell'uso delle tecnologie, e propone anche alle associazioni di categoria interessate, mondo del commercio come artigiani antennisti, l'avvio di corsi di aggiornamento per i tecnici e la stipula di un accordo su base regionale per giungere alla fornitura di servizi alla cittadinanza, per la verifica o sistemazione delle antenne, a prezzi calmierati.
Chiediamo inoltre al governo di ampliare le agevolazioni per l'acquisto dei decoder, prevedendo l'aiuto anche per le riceventi non interattive, nonché invitiamo le forze politiche, l'Agcom, le rappresentanze sindacali delle emittenti, a giungere ad un accordo per la soluzione del cosiddetto nodo Lcn (logical channel numbering), funzione che assegna automaticamente ad ogni servizio televisivo una posizione nella lista (in pratica, il numero del canale da digitare nel telecomando) e che non deve in alcun modo penalizzare le emittenti locali private, le quali svolgono nei fatti un servizio di rilevanza pubblica di area circoscritta, che non può essere svolto dalla grande emittenza nazionale. Rammentiamo che le emittenti private sono parte essenziale del pluralismo dell'informazione e che con la loro attività riescono a bilanciare un duopolio che nel campo televisivo caratterizza in maniera negativa il sistema italiano.
Roberto Ciambetti
Capogruppo Liga Veneta - Lega Nord
Consiglio Regionale Veneto
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Inciviltà, integrazione, Rosarno ...
Lunedi 11 Gennaio 2010 alle 20:05Roberto Ciambetti
Inciviltà è termine strettamente connesso all'idea di città : incivilis, in latino, è colui che non è cittadino, non usa modi urbani. L'inciviltà mette a rischio la convivenza garantita nella città dal rispetto di regole condivise. Il senso di insicurezza nasce da una serie di comportamenti, talvolta non necessariamente illegali o illeciti, che vengono interpretati dai cittadini come un segno dell'indebolimento dell'ordine sociale e dell'assenza di controllo delle istituzioni.
Ecco che la cura degli spazi urbani e il rispetto delle regole del vivere quotidiano diventano un momento qualificante, perché la rigenerazione delle comunità locali, la loro rivitalizzazione e attivazione, sono i grandi strumenti per prevenire il crimine e ridurre la paura del crimine. Solo all'interno di contesti solidi, vivibili di giorno come di notte, sicuri, il cittadino costruisce quel tessuto fatto di relazioni, rapporti, affetti, sentimenti che costituisce la vera materia di cui sono fatte le nostre città . Per questo diciamo che la sicurezza non è faccenda che riguarda solo le strutture deputate, Forze dell'Ordine e magistrati, ma riguarda noi tutti ed esige rigore: bisogna essere intolleranti, cioè chiedere, esigere, il rispetto delle regole, di tutte le regole, a partire da quelle minute, le più banali.
Come si vede, l'intolleranza verso ogni forma di devianza incivile è cosa ben diversa, profondamente diversa, dallo spaesamento o stress culturale che si vive nel confronto con culture, modi di vita, abitudini diverse dalle nostre. Questa distinzione è ben conosciuta in Veneto, dove i terzo o quarto mondisti, gli immigrati di qualunque etnia o fede, sono non solo bene integrati ma in numero ben superiore a quello di altre aree del Paese che solo oggi, e solo sotto la spinta di fatti di cronaca delittuosa, comprendono come non si possa liquidare con poche irrisorie battute problematiche i temi che da anni la Lega pone come prioritari: quando dicevamo che la clandestinità era un serbatoio per la malavita organizzata come per la delinquenza terroristica, venivamo puntualmente irrisi o criticati pesantemente, fino ad essere bollati per razzisti. Si pensi anche solo alla violenza con cui furono bollate le iniziative di pattugliamento delle frontiere marine nella scorsa estate. Oggi, davanti ad una emergenza drammatica come quella emersa in Calabria, dove è chiaro il ruolo svolto dalla ‘ndrangheta nella rivolta di poveri disperati (che, si badi, non si sono rivoltati contro i loro aguzzini-schiavisti), parte della politica trova ulteriore occasione di scontro con dichiarazioni dure contro il governo e finanche con manifestazioni e cortei antigovernativi organizzati dalla sinistra.
Anche così si è incivili, ci si pone fuori dalle norme della città , le quali dicono che davanti ai grandi problemi che angustiano una società , bisogna saper dare una risposta comune. In caso contrario c'è da chiedersi a chi giovi veramente questa situazione: la cultura di una malintesa tolleranza ha spianato la strada all'indebolimento dell'ordine pubblico. Riscoprire l'intolleranza, cioè pretendere il rispetto delle norme comuni, far rispettare queste norme e applicare le giuste sanzioni per chi infrange la regola, non è un passo indietro, ma una conquista. Nè è faccenda di destra o di sinistra, ma di intelligenza e di diritto. E' la conquista della civiltà , la differenza tra il vivere nella città del diritto o nella foresta dove vige la legge del più forte.
Roberto Ciambetti
Capogruppo regionale
Liga Veneta - Lega Nord
Ciambetti polemizza con De Poli su Zaia
Domenica 10 Gennaio 2010 alle 20:14
"Sull'agricoltura nel Meridione, l'eredità della DC sono i fatti di Rosarno"
Dopo le dichiarazioni dell'on. De Poli nei confronti del Ministro Zaia il presidente del gruppo regionale della Lega Nord Roberto Ciambetti dichiara : "Sull'agricoltura nel Meridione, l'eredità della DC sono i fatti di Rosarno"
"Quanto esploso in questi giorni è il risultato di un "caporalato" mai estirpato"
Roberto Ciambetti, capogruppo regionale del Carroccio veneto, interviene sulle dichiarazioni dell'esponente dell'Udc:
"L'onorevole De Poli appartiene ad una storia politica, quella della Democrazia Cristiana, che per
sessanta anni ha tollerato una gestione illegale dell'agricoltura nel Sud Italia; non di meno il suo attuale partito è fortemente radicato nel Sud".
"Il ‘caporalato' del Meridione è un male antico, che gli uomini della ‘Balena Bianca' non hanno avuto la forza ed il coraggio di estirpare ed ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti nei fatti di Rosarno - ha commentato Ciambetti - . Mi chiedo dunque con quale coraggio l'uomo democristiano abbia il coraggio di attaccare l'attuale Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia, che deve fronteggiare una eredità che ora non è più affare solo della politica, ma anche delle Forze dell'Ordine".
Ha proseguito il leghista berico:
"Se le stesse leggi del Secondo Dopoguerra hanno funzionato al Nord, lo si deve unicamente proprio alla cultura ed allo spirito di sacrificio della gente che lo abita: al Sud, purtroppo, la popolazione è rimasta a coltivare una ‘terra di nessuno' tollerata proprio dagli uomini d'oro della DC".
"Gli esempi concreti sono dati - per esempio - dalla distribuzione dei voucher per la vendemmia, distribuiti in tutte le regioni del Nord, Emilia Romagna compresa, in maniera capillare e trasparente, mentre al Sud ciò non avviene. E' il sistema meridionale ad essere malato, mentre lungo la "via del Po'" assistiamo ad ottimi esempi di agricoltura ed integrazione, come nel caso della comunità indiana di Mantova che si occupa della mungitura delle mucche da latte"
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Galan su Zaia: errori da matita rossa e blu
Sabato 9 Gennaio 2010 alle 22:15Roberto Ciambetti    Â
"Galan, dichiarazioni su Zaia con errori da matita rossa e blu, ma le sue parole son solo molto rumor per nulla"
"Se veramente il presidente Galan avesse detto che Luca Zaia è troppo altezzoso, un maestro d'altri tempi avrebbe sottolineato questo aggettivo con una matita rossa: errore grave, perché se c'è una caratteristica di Zaia è proprio la sua capacità d'essere alla mano e disponibile con tutti ".
Il presidente del gruppo consiliare regionale leghista Roberto Ciambetti commenta così le dichiarazioni rilasciate a Chioggia dal governatore Giancarlo Galan, che non ha perso tempo per attaccare gli alleati leghisti "Sempre il maestro d'altri tempi - ha continuato Ciambetti - sottolineerebbe poi con una bella matita rossa altri passaggi del nostro governatore: quando ad esempio dice di non aver sbagliato di molto nel fare previsioni elettorali, visto che i candidati che lui ha voluto "consigliare" con fare profetico e messianico sono stati puntualmente sbaragliati pur in realtà come Vicenza e Bassano dove l'elettorato è dichiaratamente di centro-destra; più che doti profetiche direi doti jellatorie" ha rimarcato Ciambetti che poi continua "altro passaggio da matita rossa è quello riguardate la Sironi a Verona: la Sironi scese in campo proprio contro il candidato imposto, con le note doti profetico-jellatorie, da Galan, che s'era prodigato in maniera indicibile per emarginare la sua compagna di partito - ha ricordato Ciambetti - per cui il parallelo potrebbe apparire alquanto inopportuno. Per quando concerne l'inadeguatezza della cultura generale che circonda Zaia e che, sempre stando a Galan, costituisce pesante opzione sulle sue effettive capacità di governo, l'affermazione è talmente ridicola da smentirsi da sola: decine di sindaci, presidenti di Provincia, della Lega nel veneto hanno dimostrato una straordinaria cultura di governo, capacità decisionale, conquista del consenso attraverso fatti concreti. Lo stesso accade a Roma con i nostri ministri, lo stesso è accaduto a Venezia. Se tutto ciò non bastasse, a proposito di cultura generale all'altezza dei tempi, il governatore farebbe bene a leggere il nostro documento programmatico - ha rimarcato Ciambetti - per i prossimi anni di governo in Regione. Con larghissimo anticipo rispetto anche a Giuseppe Bortolussi, indicato da Cacciari come papabile per il centrosinistra, proprio il gruppo consiliare regionale leghista ha presentato un programma dove i punti definiti caratterizzanti nel possibile programma dal candidato sostenuto da Cacciari, appunto Bortolussi, sono già stati tutti elencati e approfonditi: li abbiamo già individuati con larghissimo anticipo. Noi non ci sogniamo di dire che Bortolussi li ha copiati da noi; potrei chiedermi, piuttosto, se che il clima culturale che circonda Bortolussi - ha concluso Ciambetti - non sia, per dirla con le parole del profeta-jellatore Galan, inadeguato per affrontare le sfide del futuro. In realtà , le dichiarazioni di Galan vanno prese per quelle che sono nella tragicommedia della politica: ‘much ado about nothing', molto rumor per nulla"
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Rosarno: ci si arricchisce con gli irregolari
Sabato 9 Gennaio 2010 alle 17:54
"Chi ha sempre criticato le politiche sui respingimenti dei clandestini deve ricredersi: con l'immigrazione clandestina c'è chi si è' arricchito a danno di tutti"
"La rivolta degli extracomunitari in Calabria porta alla luce molte contraddizioni: chi oggi critica il ministro Maroni, il quale ha rimarcato come punto chiave delle problematiche dell'immigrazione sia il fenomeno della clandestinità , sono le stesse persone che contestavano nell'estate scorsa le politiche di controllo e pattugliamento delle frontiere marittime con le azioni di contrasto contro il traffico di clandestini dalle coste africane".
Il presidente del gruppo regionale della Lega Nord-Liga Veneta, Roberto Ciambetti, incontrando dei lavoratori in cassa integrazione dell'arzignanese ha notato poi "l'incongruenza della incredibile presenza di centinaia di lavoratori clandestini - ha detto Ciambetti - impiegati in agricoltura in una terra dove la disoccupazione, non solo giovanile, appare endemica: è un controsenso mantenere migliaia di lavoratori magari in cassa integrazione o assicurare assistenza grazie alla rete del welfare nazionale e poi scoprire che l'agricoltura locale e i proprietari terrieri sfruttano in maniera abnorme centinaia di disperati stranieri".
L'esponente leghista poi ha rammentato come " per anni noi della Lega abbiamo messo sull'avviso dei rischi dati da frontiere groviera e non si tratta di giocare allo scaricabarile, come dice Bersani: c'è chi sulle spalle degli immigrati si è arricchito e non mi riferisco solo alla ‘ndrangheta calabrese o a chi controlla il caporalato in Campania, in Sicilia o in Puglia. C'è chi ha fatto lauti profitti e ha scaricato nella collettività i costi di una politica dell'accoglienza che in realtà fa l'interresse di pochi a danno di tutti. Trovo inquietante, infine, che sia proprio la Calabria, la terra dove la ‘ndrangheta ha sfidato proprio in questi giorni lo stato ricevendo una durissima risposta dal governo, dalla magistratura e dalle forze dell'ordine e anche dalla popolazione - ha concluso Ciambetti - a conoscere questa rivolta di immigrati: non dico che questa rivolta sia stata una prova di forza manovrata da chi è stato colpito duramente dall'azione del ministro Maroni, che ha colpito in maniera durissima la malavita organizzata con arresti eccellenti e con il sequestri di beni di malavitosi per centinaia e centinaia di milioni di Euro; dico che la disperazione di tanti clandestini può giungere utile chiunque abbia fini eversivi. E anche di questo devono rendersi conto i troppi che, alcuni di certo per malinteso senso di solidarietà , altri invece per preciso calcolo politico-economico, nella speranza magari di precostituirsi una futura base elettorale e di consenso persa oggi tra i lavoratori, hanno creato queste sacche di disperazione sia impedendo e criticando aprioristicamente una politica dura di respingimenti, controlli e repressione della clandestinità , sia favorendo una politica dell'accoglienza di manodopera anche in zone del Paese dove la disoccupazione è una piaga sociale"
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Ciambetti e dibattito iniziato su Sud e tasse
Domenica 3 Gennaio 2010 alle 21:30Riceviamo la risposta di Roberto Ciambetti, Capogruppo Regionale della Liga Venta-Lega Nord, alle nostre note al suo precedente intervento, che meritano di essere ulteriormente approfondite, anche con commenti degli utenti e lettori, come suggerisce lo stesso Ciambetti, che ringraziamo.
Giovanni Coviello
Ringrazio per lo spazio che abitualmente, e da tempo, concedete ai miei comunicati ed interventi.
Che l'incremento dei redditi nel Mezzogiorno sia dovuto all'emersione dell'evasione fiscale è detto dalla stessa Agenzia delle entrate.
Anzi, in maniera ben più decisa di quanto detto da me, i tecnici ministeriali sostengono che parte di questa evasione fiscale sia riconducibile a settori di liberi professionisti, mentre elevatissima rimane ancora l'evasione nell'Italia Meridionale nel commercio, nell'artigianato e nella piccola e impresa.
Grave, sempre secondo dati Agenzia delle Entrate, il dato del lavoro in nero, che sottrae risorse all'Inps e agli istituti previdenziali, con lavoratori che non sono tutelati.
L'analisi, che ho proposto sul Mezzogiorno, nasce inoltre da dati di Bankitalia e di vari centri studi: che si tratti di chiavi di lettura discutibili e da sottoporre al vaglio anche della critica non lo nego.
Dico che per anni abbiamo sentito ben altre storie e che forse è giunto il momento di
farla finita: e non si tratta di una lettura di parte o strumentale, visto che per primo ho detto che tanti lavoratori onesti del Sud sono stati costretti ad emigrare.
Saluti
Roberto Ciambetti
Ciambetti sui redditi da evasori del Sud (?)
Domenica 3 Gennaio 2010 alle 18:01
Riceviamo e pubblichiamo con note di Giovanni Coviello Â
Ciambetti (lega): "I redditi dichiarati nel Sud Italia aumentano in maniera incredibile nonostante la crisi: si rovescia lo stereotipo che vuole i Veneti grandi evasori fiscali"
"I dati emersi nell'incremento medio tra i redditi dichiarati tra il Sud Italia, cresciuti ben oltre la media nazionale, e l'area padano-veneta, dove i redditi nel 2008 hanno avuto un incremento contenuto, sono l'ulteriore riprova di una lettura distorta e spesso strumentale della situazione del Mezzogiorno".
Lo ha detto il presidente del gruppo consiliare regionale leghista Roberto Ciambetti durante un incontro con militanti leghisti a Vicenza commentando i dati diffusi dall'Agenzia per le Entrate relativamente alle dichiarazioni del 2009.
"In Calabria, stando ai dati ufficiali, l'incremento del reddito dichiarato è stato del 6,4%: si è passati infatti dai 13.080 euro del 2007 ai 13.920 del 2008 - ha continuato Ciambetti - In Molise l'aumento è stato del 5,1%, in Campania del 5%, in Sicilia del 4,8%, in Sardegna del 4,5% e questo incremento contrasta nettamente con i dati relativi al Prodotto interno lordo che nel Mezzogiorno è calato dell'1,5 per cento, contro uno meno 0,8 per cento del Nord. E' chiaro che l'incremento del reddito dichiarato nel mezzogiorno riguarda quote di guadagni che in passato non venivano dichiarate, insomma emerge l'evasione fiscale che nel sud è molto più ampia, diffusa e di non poco conto: si rovescia lo stereotipo che vuole il Nord, e il Veneto in special modo, come terra di evasori fiscali e scommetto - ha proseguito Ciambetti - che se si facesse una analisi approfondita in alcuni settori, penso al bollo auto o al canone televisivo, scopriremo altri dati molto interessanti"
L'esponente leghista vicentino ha poi invitato alla prudenza nell'analisi statistica: " Bisogna fare attenzione a interpretare gli studi e le statistiche - ha detto Ciambetti - se analizziamo il dato sulla povertà partendo come base dall'effettivo costo della vita dei capoluoghi italiani scopriremo che il rischio povertà è ben maggiore al Nord ed è al nord che bisogna mettere assieme almeno due redditi di lavoratori per avere livelli minimi di potere d'acquisto".
Interrogato da un iscritto leghista napoletano Ciambetti ha precisato che "non dico che nel Mezzogiorno ‘i pianse el morto...', anche se talvolta viene da pensarlo. A fianco di sacche di povertà e situazioni veramente difficili che hanno costretto una grande quantità di onesti lavoratori meridionali a cercare fortuna altrove, nel Nord Italia come all'estero - ha sottolineato Ciambetti - coesistono anche altre situazioni dall'assistenzialismo ormai cronicizzato quanto ingiustificato sino a quanti strumentalizzano difficoltà e povertà evidenti per celare ricchezze o garantirsi rendite sconosciute al fisco. C'è nel Mezzogiorno una cultura dell'illegalità che giustifica anche l'evasione fiscale, che giustifica il mancato pagamento di tasse e imposte, che giustifica il totale disinteresse verso l'obbligo sociale che tutti i cittadini hanno e anche in questo è chiaro il divario esistente tra il Sud Italia e l'area padana ed è chiara la necessità di dare, al più presto, alle nostre regioni strumenti diversi di governo, perché dobbiamo fronteggiare situazioni e culture diverse"
Roberto Ciambetti
Nostre note sulle dichiarazioni di Roberto Ciambetti
Riportiamo, come sempre, i pareri di tutti (e spessissimo pubblichiamo pareri e comunicati di Roberto Ciambetti) ma per onestà ci piacerebbe capire come un aumento "del reddito dichiarato nel mezzogiorno" debba con certezza riguardare "quote di guadagni che in passato non venivano dichiarate", e come, quindi, da quell'incremento di dichiarazione di reddito emerga "l'evasione fiscale che nel sud è molto più ampia, diffusa e di non poco conto...".
Non contestiamo, certo, l'esistenza di persone (anche non poche) disoneste nel sud (così come, purtroppo, in tutta l'Italia, per non parlare del mondo intero) ma come si fa ad accettare l'equazione "dichiarazione di maggior reddito = ammissione di evasione", per giunta ghettizzando il sud per redditi di persone fisiche dimenticando che gran parte dell'evasione (dovunque) riguarda le aziende e i loro titolari?
Sembrerebbe, questo, un invito implicito di Ciambetti a non dichiarare redditi maggiori per non essere inseriti nella lista dei cattivi, mentre dichiarare il vero dovrebbe essere un attestato o di miglioramento di condizioni o di emersione del nero e dell'evasione.
Per essere chiari, siccome, ad esempio, per effetto dei rialzi in Borsa, il patrimonio dei super ricchi d'Italia (i miliardari in euro sono passati da 11 a 14 nel 2009 nonostante la crisi abbia fatto perdere almeno 500.000 posti di lavoro, nel nord, al centro e nel sud) è cresciuto da gennaio a dicembre 2009 di 13 miliardi di euro, cioè di 2,5 milioni di euro al giorno a testa, Ciambetti ne deduce che sono evasori imprenditori come la famiglia Rocca, il cui patrimonio è cresciuto del 107% pur avendo il suo gruppo dell'acciaio, la Tenaris, annunciato il taglio di mille lavoratori su 2.800?
E, visto che "il podio dei maggiori investitori azionari italiani - La Repubblica, i quotidiani e la Borsa del 2 gennaio - è monopolio del Nord Est", imprenditori come Leonardo Del Vecchio (+37%) e come Benetton (+34%) sono per Ciambetti evasori dichiarati solo perché hanno ufficialmente qualche spicciolo (in miliardi) in più nel loro portafoglio anche borsistico?
Ed evasore lo è anche il premier Berlusconi (+35%) che è più ricco o meno povero del 2008?
Bastano, infine, a Roberto Ciambetti i dati dello Scudo fiscale con la massa immane di denaro rientrato dall'estero e sicuramente occultato da aziende e imprenditori? Del Sud? ... Mah!
L'evasione è un male da estirpare ma la demagogia ... anche.
Parliamo del problema ma non a senso unico e predeterminato!
Grazie, Roberto Ciambetti.
Redazione VicenzaPiù
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Immigrazione, accoglienza e Luca Zaia
Giovedi 31 Dicembre 2009 alle 08:38
Riflessioni di Ciambetti sul fenomeno migratorio e le politiche di accoglienza
«Mi auguro che il 2010 porti le riforme di cui abbiamo bisogno»
«La scelta di Luca Zaia come candidato governatore è un segnale di speranza»
«Il 2010 sarà un anno difficile, di svolta, da affrontare con coraggio e ottimismo».
Roberto Ciambetti, presidente del gruppo consiliare regionale della Lega Nord - Liga veneta, incontrando delle famiglie rumene residenti nel vicentino, ha festeggiato l'inizio del nuovo anno con l'augurio che il 2010 «possa portare quelle riforme di cui abbiamo bisogno».
L'esponente leghista ha sottolineato che «la comunità rumena in Veneto si è integrata, lavora e non va confusa con gruppi di malviventi o con nomadi. Dobbiamo porre un freno al fenomeno migratorio, distinguendo tra lavoratori onesti, sempre bene accolti, e chi delinque o fa il mendicante e sfrutta minori mandandoli a rubare nelle case altrui».
Notando come la Cdu in Germania abbia proposto un blocco ai flussi migratori, Ciambetti ha rimarcato che «mettere un freno all'immigrazione extracomunitaria non è razzismo ma un ragionato provvedimento, teso ad assicurare a quanti vivono onestamente in Italia garanzie sociali. Evitiamo che la situazione diventi difficile anche in Veneto: una riflessione sulle politiche di accoglienza va fatta. Dobbiamo fare i conti con le risorse reali e la necessità di dare sostegno innanzitutto ai nostri cittadini, creando opportunità di lavoro per i giovani».
«Dalla Romania giungono segnali preoccupanti - ha spiegato Ciambetti - con fortissime tensioni sociali, né più né meno di quanto sta accadendo in Grecia, perciò una ragionata prudenza nel guardare al domani è necessaria. La prospettiva per la quale paesi in grave crisi siano tentati di uscire dalla zona Ue, indebitandosi per poter usufruire di deficit maggiori da quelli consentiti da Maastricht, è un'ipotesi da tenere in considerazione. Se ciò dovesse accadere l'intero edificio comunitario andrebbe rivisto. La crisi economica mette in luce le contraddizioni e le illusioni del recente passato, accelerando processi di riforma che sono necessari in quegli stati europei come l'Italia che sono attardati e appesantiti da meccanismi burocratici tipici di uno stato centralizzato: le forti resistenze alle riforme possono diventare deleterie e pericolosissime proprio in questi momenti di riorganizzazione socio-economica di grande scala. Bisogna impedire che lo stato centralizzato e un'idea anacronistica di unità diventino una zavorra mortale per le regioni e le aree produttive del paese, che vogliono invece rimanere saldamente ancorati all'Europa avanzata. Il Veneto deve giocare la sua carta e la candidatura di Luca Zaia proposta dalla Lega Nord è rinfrancante: Zaia è uomo giovane, sicuramente radicato nella nostra realtà , ma anche una figura capace di dialogare e ragionare su scala internazionale. Il 2010 - ha concluso Ciambetti - può essere l'anno della svolta, una svolta che segnerà veramente il futuro dei veneti e di chi ha scelto di vivere onestamente, del proprio lavoro, in questa nostra terra».

