Rebesani:Consiglio di Stato, Vicenza e Bassano. Immigrati come veneti per bandi casa pubblica
Venerdi 27 Agosto 2010 alle 13:58
Sui giornali mai più "Vù cumprà"
Domenica 14 Marzo 2010 alle 22:34Ordine dei Giornalisti del Veneto    Â
Informazione rispettosa degli stranieri: sui giornali mai più "Vù cumprà "
Sono stati i giornalisti a inventarsi l'espressione vù cumprà , poi è sparita dal linguaggio, segno che qualcosa sta maturando nella lotta agli stereotipi: può essere questa la sintesi della ricerca presentata venerdì a Torino su mass-media e intercultura che ha analizzato il linguaggio di 1.852 articoli e 3.412.339 parole mettendo in luce che ostilità e diffidenze, paure e intolleranze passano proprio attraverso le parole.
A proporla è stato Sergio Miravalle, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte tra i finanziatori della ricerca.
Promosso dall'Istituto Paralleli e condotta da tre ricercatori dell'Università di Torino (Marinella Belluati, Cristopher Cepernich e Michelangelo Conoscenti) lo studio fa emergere che immigrati, extracomunitari, rifugiati, stranieri, clandestini, sono termini sinonimi.
Ma il messaggio - hanno spiegato i docenti - passa attraverso l'associazione, costantemente ripetuta, di alcune parole, quali i binomi ridondanti quali problema, sicurezza, lavoro, organi di polizia. Finisce che s'identifica sempre il male con l'illegalità e l'illegalità con la devianza e la criminalità . "Siamo noi responsabili della formazione dell'opinione pubblica - ha osservato Miravalle - e se abbiamo come Ordine regionale finanziato questa ricerca è per avere un ruolo di affermazione di una cultura libera da pregiudizi, di una coscienza critica che deve trovare nel giornalismo una delle sue forze principali". Dalla ricerca si nota la crescita di una barriera tra italiani e immigrati da cui traspare - notano i ricercatori - la preoccupazione dei primi a non perdere o a ridefinire la propria identità .
Perciò di immigrati si scrive non soltanto quando sono coinvolti nella cronaca nera, ma anche in relazione ad alcune tematiche ricorrenti, come la scuola e la religione.
La scuola però quasi mai è considerata un ambiente di integrazione, anzi i mezzi d'informazione ridimensionano questo essere luogo d'incontro fra bambini, ragazzi che spesso, invece, non hanno i pregiudizi degli adulti e sono più disponibili a conoscersi.
Anche la religione è una tematica ricorrente ma è intesa non tanto come promotrice di solidarietà , se non nella stampa d'ispirazione religiosa o in alcuni articoli isolati, ma come una difficoltà all' integrazione.
Dall'analisi si evidenzia, anche, che i più attenti all'intercultura sono i media locali, in particolare televisioni e radio, molti dei quali, in sintonia con i tempi, hanno attivato programmi per i migranti e in diverse lingue.
La strada dell'intercultura - concludono i ricercatori - è però ancora lunga, anche perché sono ancora pochi i giornalisti stranieri all'interno delle redazioni.
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Montecchio: il 22 Cgil-Cisl-Uil su immigrati
Domenica 21 Febbraio 2010 alle 16:31
Domani lunedì 22/02 ore 12 CGIL-CISL-UIL su caso immigrati a MONTECCHIO Maggiore e presentazione iniziative
Per presentare le iniziative unitarie che CGIL-CISL-UIL di Vicenza e provincia organizzano per sensibilizzare sul caso di Montecchio Maggiore relativamente alla condizione degli immigrati che abitano nel comune e alle normative "impossibili" messe in atto dall'amministrazione locale, è indetta una conferenza stampa in sede della CGIL di Vicenza (Via Vaccari, 128) alle ore 12.
Saranno presenti Fabiola Carletto (CGIL), Pederzolli (CISL) e Biasin (UIL).
Per approfondire:
http://www.cgilvicenza.it/index.php?m=art&id=1342
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Da Rosarno a Vicenza, il seme della paura
Mercoledi 27 Gennaio 2010 alle 18:32Articolo pubblicato sul numero 179 di VicenzaPiù, in edicola da sabato a 1 euro, disponibile nei punti di distribuzione in città (l'elenco dei principali è nel box in basso a destra) oppure scaricabile da oggi in formato pdf dallo stesso box
Non ci sono state reazioni ufficiali o manifestazioni di solidarietà ,
ma quanto avvenuto in Calabria ha scosso le comunità immigrate del vicentino
Perché è il sintomo di un clima sempre più intollerante. E del crescere della paura
Così lontani, così vicini. I fatti di Rosarno, con i lavoratori migranti prima sfruttati fino all'esasperazione poi scacciati, sono distanti centinaia di chilometri dal vicentino, ma toccano nel vivo le varie comunità straniere presenti nella nostra provincia. Perché battono su un tasto dolente, quello della paura e del timore che, un passo alla volta, intolleranza e razzismo prendano piede anche qui. E che basti poco per perdere tutto quello che è stato costruito in anni di fatica e lavoro. Si spiega anche così il silenzio che ha accompagnato la vicenda calabrese: da parte delle migliaia di stranieri presenti nel territorio sono arrivati pochi commenti ufficiali (con qualche eccezione, come l'appello della Rete Migranti che abbiamo pubblicato) e nessuna manifestazione pubblica di solidarietà . Ma, lontano dai riflettori e dai microfoni, se n'è parlato. Eccome.
Non c'è integrazione senza uguaglianza
Lunedi 11 Gennaio 2010 alle 18:48SUNIA Vicenza
NON C'E' INTEGRAZIONE SENZA UGUAGLIANZA E GIUSTIZIA SOCIALE - intervento di Fulvio Rebesani, segretario generale del SUNIA di Vicenza
E' violento chi compie violenza o chi crea le condizioni perché essa esploda?
Scriveva Paolo VI nella Populorum Progressio: "La regola che valeva un tempo in favore dei più vicini deve essere applicata oggi alla totalità dei bisognosi del mondo. I ricchi saranno del resto i primi ad esserne avvantaggiati. Diversamente, ostinandosi nella loro avarizia, non potranno che suscitare il giudizio di Dio e la collera dei poveri, con conseguenze imprevedibili."
A Rosarno é esplosa "la collera dei poveri" .
Le condizioni c'erano tutte: sfruttamento del lavoro, paga irrisoria e spesso negata, violenze su chi reclamava i propri diritti, condizioni di vita inumane, costrizione entro spazi da lager, mancanza di acqua servizi igienici possibilità di pulizia personale, isolamento entro questa situazione che veniva a costituire un muro invalicabile.
Tutti sapevano.
Anzitutto i cittadini di Rosarno che, con la loro omertà , sono corresponsabili di questa vergognosa disumanità . Non una manifestazione di protesta perché il loro benessere é, in parte, dovuto a questo sfruttamento che quindi doveva proseguire. Omertà perché essi sapevano bene che la ‘ndrangheta, cioè i delinquenti organizzati, presiedevano a tutto. Quindi per il loro benessere essi ben accettavano la schiavizzazione di esseri umani ed il governo della malavita. A ciò porta la caduta dei valori di democrazia, di uguaglianza, di giustizia sociale.
Quanto alle istituzioni verrebbe da seppellirle, a cominciare da Cgil Cisl Uil. I loro rappresentanti locali sapevano ma hanno taciuto, non hanno reagito, non hanno fatto diventare quello scandalo cosmico una caso politico sociale di prima grandezza, quale esso oggettivamente é.
Appare agghiacciante poi che in uno stato di negazione totale di ogni diritto la Regione si sia limitata a pensare ad uno stanziamento per fornire un po' di dotazioni per l'igiene; come le madri che, per consentire ai genitori di vivere senza lavorare, spingono le figlie a prostituirsi raccomandando però loro di "stare attente".
Ma il peggiore é il ministro Maroni, un monomaniaco delle espulsioni, che nemmeno parla di sfruttamento (lo ha fatto perfino il card. Bertone), non dispone accertamenti di carabinieri, polizia, guardia di finanza, sul lavoro nero, sul mancato pagamento dei miseri salari, sulle botte a chi protestava, su chi ha permesso quelle condizioni inumane di vita ma se la prende solo con gli immigrati prendendo contro di loro la "solita" misura dell'espulsione.
Una situazione simile é già esplosa a Castelvolturno (Canpania) e potrebbe esserlo a Cerignola (Puglia) e Casal di Principe. Maroni che fa per eliminare le cause, cioè le condizioni di vita e di lavoro presenti in queste zone come a Rosarno?
Invece, la pulizia etnica iniziata dagli abitanti di Rosarno assieme alla malavita prosegue con l'intervento delle forze dell'ordine e di Maroni che deporta le vittime e lascia intatti i carnefici.
Li hanno allontanati per proteggerli: é il massimo della crudeltà e dell'ipocrisia, come quanto si giustificava la conquistava delle colonie anche con lo scopo di favorire la conversione dei "selvaggi" alla vera religione.
Perché siamo arrivati a tanto? Pochi lo hanno detto pubblicamente.
I produttori di agrumi subiscono i prezzi iugulatori imposti dalle grosse catene dei supermercati che pagano 0,5 €/Kg e ce li vendono a dieci volte tanto guadagnando oltre 9 €/kg. Però ci guadagniamo anche noi che troviamo un prezzo abbastanza basso.
Questo girare di merci e soldi é possibile proprio per lo sfruttamento inumano degli immigrati, per le retribuzioni irrisorie non sempre pagate, per l'evasione del fisco e degli oneri sociali, per la presenza della delinquenza organizzata che fungeva da "polizia" contro le proteste, come in effetti ha fatto sparando con varie armi e con grande esperienza: ferite non gravi per dare una lezione..
Rosarno non é nel lontano sud ma anche da noi perché per il benessere accettiamo il mercato senza regole e diamo il nostro consenso a chi garantisce questo stato di cose.
Fulvio Rebesani, segretario provinciale SUNIA Vicenza
Continua a leggereImmigrati nel vicentino e in Calabria
Domenica 10 Gennaio 2010 alle 14:07
Il PSI e SEL della provincia di Vicenza esprimono solidarietà agli immigrati del vicentino e preoccupazione per quanto è accaduto e sta accadendo in Calabria ai lavoratori immigrati in quella regione. La Calabria, come il Veneto, è terra di migranti. Dispiace e stupisce dover constatare come nei luoghi in cui la Magna Grecia si sviluppò e fiorì, non si sappia comprendere e stimolare quella enorme ricchezza culturale ed economica rappresentata dall'immigrazione.
Gli immigrati che lavorano nella prospera ma mal utilizzata regione calabrese, purtroppo dominata dalla ‘ndrangheta, spesso vivono in condizioni di grande disagio. In case di cartone, in tende da campeggio, senza acqua, senza luce, senza riscaldamento o bagni. Gli immigrati sopportano queste condizioni per una manciata di euro al giorno, la paghetta settimanale di uno dei nostri figli.
PSI, SEL Vicenza auspicano che al più presto, in Calabria torni quella serenità necessaria ad una serena e costruttiva convivenza tra simili.
La tolleranza, nell'accezione volteriana del termine, è il segnale di quell'evoluzione a cui tutti gli uomini veri guardano come ad un obiettivo esistenziale da conquistare. Non c'è cultura dove non c'è tolleranza e non esiste vera ricchezza dove non c'è cultura.
Anche a fronte di quanto sta accadendo in alcuni comuni del vicentino, che non deve essere sottovalutato, lanciamo un appello a questa tolleranza, affinchè mai venga a mancare il rispetto verso gli altri in quanto manifestazione vivente di un agire, di un vivere, di un esistere degno di essere condiviso.
Luca Fantò
Segretario provinciale PSI Vicenza
Tomaso Rebesani
"Sinistra Ecologia e Libertà " Coordinamento provinciale di Vicenza
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Stranieri, diritti a metà
Martedi 22 Dicembre 2009 alle 12:00Alloggi Erp, assegni di maternità , disoccupazione, voto, cittadinanza
Ecco cosa possono e cosa non possono fare le migliaia di stranieri
residenti nel vicentino. Con alcune situazioni paradossali
Qualche settimana fa un lettore - Alex Cioni, esponente del Pdl vicentino - scriveva una lettera a "Vicenza Più" sul tema della proposta di legge del voto agli stranieri, depositata in Parlamento. Della missiva ("Voto agli stranieri, patacca o buon senso?", 25 novembre), ci interessa trattare in questo articolo la parte in cui si lamentano i "diritti negati" agli italiani, e "presi" per sé dai "foresti", extracomunitari e non, presenti su suolo italiano e vicentino. In particolare si denunciano corsie preferenziali negli alloggi Erp, ma non solo. Scrive infatti Cioni: "Basterebbe entrare in una sede di qualche sindacato italiano per vedere con i propri occhi di come e quanto oggi gli immigrati siano sindacalizzati quasi più di noi italiani; basterebbe lavorarci assieme per capire di come e quanto bene conoscono le normative per l'ottenimento di bonus o di sussidi sociali; basterebbe sfogliare le graduatorie comunali per le richieste degli alloggi di edilizia residenziale pubblica per avere anche qui sott'occhio la prova provata che questi stranieri tutto sommato non sono poi trattati così male come qualcuno vorrebbe farci credere. I fatti parlano chiaro, altro che diritti negati agli stranieri, caso mai esiste un problema contrario: vale a dire i diritti negati agli italiani, ai nativi italiani, che si vedono portare via da sotto il naso ciò che spetterebbe prima di tutto a loro". E ancora, nel corso di uno scambio di battute, scritto, con la redazione: "In Italia i cittadini stranieri possono già votare alle elezioni amministrative e possono ottenere la cittadinanza dopo 4 anni purché siano comunitari". Su questi passaggi, sugli alloggi Erp e sui vantaggi e possibilità degli stranieri in Italia, abbiamo condotto una piccola indagine su scala vicentina: per chiarire una volta per tutte cosa è vero e cosa no circa i "diritti negati" che gli immigrati avrebbero preso agli italiani.
Arrestato senegalese e fermato ghanese
Sabato 3 Ottobre 2009 alle 12:42
Pubblichiamo per dovere di informazione il seguente comunicato premettendo questa nostra doverosa nota di redazione inviata al Comune di Montecchio Maggiore:
Da oggi in poi attendiamo dal Comune di Montecchio Maggiore comunicati su arresti e fermi di chiunque, straniero o italiano che sia. Grazie. Redazione di VicenzaPiù
Segue comunicato
Arresto straniero senegalese per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e fermo giovane ghanese in possesso di hashish
Nei giorni scorsi a Montecchio Maggiore durante i normali controlli della Polizia Locale
Gli agenti della Polizia Locale del Consorzio "Dei Castelli" hanno arrestato ieri (2/10/09) pomeriggio a Montecchio Maggiore uno straniero di origine senegalese, che individuato davanti al Supermercato Tosano di Viale Trieste mentre vendeva merce contraffatta, ha tentato di scappare, ma raggiunto dagli agenti si è scagliato contro di essi insultandoli e picchiandoli.
Joussou Thiaw, classe 1972, residente a Montecchio Maggiore dal 2004 in via Brenta 2, è ora in carcere a Vicenza.
Le accuse nei suoi confronti sono le seguenti: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ricettazione, vendita di prodotti contraffatti, assenza di documenti di identificazione.
I due agenti sono stati aggrediti dallo straniero dopo che questi, intercettato mentre stava vendendo la merce contraffatta, è scappato, e dopo essere stato raggiunto dagli agenti si è scagliato contro di essi prendendoli a calci e pugni.
I due agenti sono stati dichiarati guaribili in tre giorni; la merce contraffatta (cinture, borse, un portamonete e scarpe) è stata posta sotto sequestro.
Joussou Thiaw ha a suo carico altre due denunce, entrambe per vendita di materiale contraffatto: la prima da parte della Polizia Locale di Thiene datata ottobre 2004, e la seconda da parte dei Carabinieri di Chioggia dello scorso 9 luglio 2009.
L'altro ieri (1/10/09) gli agenti della Polizia Locale hanno fermato a Montecchio Maggiore un ghanese di 23 anni (D.K.A.), in Italia con regolare permesso di soggiorno, perché in possesso di sostanze stupefacenti.
L'accertamento è stato eseguito in via Madonnetta nel corso dei consueti controlli sul territorio.
La sostanza (4 grammi di hashish) è stata posta sotto sequestro.
Il giovane sosterrà a breve un colloquio con il Prefetto.
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Vigili di quartiere immigrati
Lunedi 21 Settembre 2009 alle 17:15Mattia Pilan
Sui diritti di cittadinanza e di voto agli immigrati e sul vigile di quartiere immigrato
La città di Vicenza si colloca a livello nazionale tra i capoluoghi di provincia che registrano il maggior numero di immigrati residenti, e deve costituire interesse prioritario della Amministrazione Comunale di Vicenza che la compresenza di cittadini stranieri e vicentini si svolga nel quadro di una quotidiana integrazione, e che agli immigrati siano riconosciuti in modo assolutamente egualitario il complesso dei diritti e dei doveri contemplati dal nostro ordinamento democratico. Appare necessario avviare anche a Vicenza una politica verso i migranti che identifichi come valore essenziale lo scambio positivo fra culture differenti piuttosto che la semplice convivenza non conflittuale, fondandosi su principi di base quali l'apertura, la partecipazione, la responsabilità . Non ci puo' essere sviluppo di una società multietnica equilibrata, senza coinvolgimento dei diretti interessati mediante l'individuazione di nuovi modelli di condivisione delle responsabilità e delle scelte che consentano agli immigrati di partecipare ai meccanismi decisionali, onde pervenire al conseguimento di traguardi comuni, non conflittuali e responsabili. Allargare i diritti di cittadinanza e di voto significa quindi aumentare anche i doveri, significa porre basi solide per il rispetto delle regole e della legalità .
Negli anni scorsi avevamo proposto al precedente Consiglio Comunale e nelle Circoscrizioni di istituire, come da anni viene fatto in altre città ( prima tra tutte Roma), la figura del consigliere aggiunto in rappresentanza degli immigrati all'interno dell'amministrazione, figura intesa come espressione di garanzia del carattere multietnico e delle diversità culturali presenti nella comunità cittadina e come veicolo fondamentale per il pieno esercizio dei diritti di partecipazione da parte degli stranieri e per la tutela dei diritti civici degli stessi.
Pur trattandosi solo di un primo parziale passo verso l'estensione dei diritti di cittadinanza, la precedente amministrazione comunale di centrodestra non ne aveva voluto sapere. Nella nostra regione alcuni sindaci della Lega hanno emanato le ordinanze piu' fantasiose e strampalate per vietare la residenza agli stranieri, per impedirgli di accedere alle graduatorie per le case popolari, per negare borse di studio ai loro figli e aiuti economici ai lavoratori colpiti dalla crisi economica. Oggi il dibattito sull'estensione del diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati non comunitari residenti, torna di attualità attraverso le proposte in tal senso avanzate anche da uomini politici di destra, e ci spinge a chiedere anche all'Amministrazione Comunale di Vicenza e al Sindaco Variati di allargare la partecipazione alla vita democratica, sociale e culturale dei tanti "migranti" residenti a Vicenza. Un segno tangibile in tale direzione sarebbe la presenza di immigrati nella polizia locale della nostra città , e l'occasione si presenta in questi giorni per l'indizione di un bando per assunzioni nella polizia municipale. La nuova Amministrazione Comunale di Vicenza dovrebbe cogliere questa opportunità per creare delle nuove figure di "ausiliari" della polizia locale aperte agli immigrati residenti nel Comune: oltre a lanciare un forte segnale verso la loro piena integrazione nella vita sociale della nostra città , il loro ingresso nella polizia locale porterebbe dei sicuri benefici in termini di dialogo e collaborazione con le comunità di migranti presenti nel nostro territorio.
Vicenza 21.09.09
Mattia Pilan
Sinistra e Libertà di Vicenza
Lettera Ambasciate per rientro disoccupati
Lunedi 10 Agosto 2009 alle 10:31
Sindaco e Assessore richiamano la Convenzione di Vienna
Sono partite oggi (10/08/2009) dagli Uffici della Segreteria del Sindaco le cinque richieste alle Ambasciate del Bangadesh, Serbia, Ghana, Albania e India, con le quali l'Amministrazione Comunale richiama il dovere di questi Paesi di fornire assistenza ai propri connazionali in Italia, secondo quanto stabilito dalla Convenzione di Vienna, ratificata dall'Italia nel febbraio 1972 .
Il Sindaco Milena Cecchetto e l'Assessore ai Servizi Sociali Livio Merlo spiegano nella lettera: "L'art.5 della parte riguardante le funzioni consolari della Convenzione di Vienna, al punto e, impegna i Paesi aderenti a "prestare soccorso e assistenza ai cittadini, siano questi persone fisiche oppure giuridiche, dello Stato d'invio". La severa e perdurante crisi economica ed occupazionale che ha colpito molti Paesi, tra i quali l'Italia e naturalmente anche la città di Montecchio Maggiore, ha provocato la perdita di molti posti di lavoro e un forte aumento del tasso di disoccupazione. In qualità di Amministratori locali siamo preoccupati per il costante aumento del numero di persone e di famiglie, tra i quali figurano molti cittadini provenienti dal Suo Paese, che si rivolgono ai nostri servizi sociali per chiedere un sostegno economico in quanto rimasti privi di mezzi di sostentamento. Dato che il numero di risorse che il Comune può mettere a disposizione risultano limitate e comunque insufficienti rispetto al progressivo e costante aumento delle richieste, chiediamo l'attivazione da parte della struttura consolare competente di avviare i meccanismi di soccorso ed assistenza economica previsti dalla Convenzione, nonché l'organizzazione di un piano di rientro per le persone che, a seguito della perdita del posto di lavoro, risultano prive di ogni mezzo di sostentamento".
La medesima iniziativa è stata attuata nei giorni scorsi anche dal Sindaco di Piovene Rocchette Maurizio Colman.
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