Bitcoin, Il Fatto: di tutto, di più sulla criptomoneta e sulla criptorete
Mercoledi 27 Dicembre 2017 alle 10:22
"Bitcoin, c'è una miniera d'oro nel deserto industriale bulgaro. Dove c'erano le industrie oggi si "fabbricano" criptovalute: scaffali pieni di computer e "minatori" davanti agli schermi. Si producono qui, vicino sofia, perché l'energia costa un terzo":in questo servizio con quello successivo a cui viene affiancato un glosssario Virginia Della Sala, inviata a Sofia da Il Fatto Quotidiano, spiega, quasi, tutto sui Bitcoin, sulla criptomonete e sulla criptorete oltre che sul loro complesso meccanismo di "emissione" e "valorizzazione" nelle more di un mondo che è sempre più finanza e sempre meno economia, con i rischi connessi sempre più noti a tutti, ma corsi da un maggior numero di persone che pensano, sperano, di essere più furbi o più fortunati di altri. Leggete e ragionate dopo essere stati informati. Il direttore
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Oltre Maria Elena Boschi, Giorgio Meletti su Il Fatto: Padoan, Visco, Vegas sono le magagne scoperte dalla commissione
Domenica 24 Dicembre 2017 alle 09:57
Osservatori distratti o in malafede raccontano una storia fantasiosa: la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla crisi bancaria non si sarebbe occupata dei "problemi veri" per dedicarsi a scrutare "dal buco della serratura" (Gianni Dal Moro, commissario Pd) gli affari privati di Maria Elena Boschi. La verità è che, su oltre 200 ore di audizioni, la commissione si è occupata del conflitto d'interessi del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per non più di cinque o sei ore in tutto in tre audizioni (anche se, poi, proprio l'interesse dei media si è concentrato su quelle cinque o sei ora", ndr).
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Massoni in Banca d'Italia? Il Fatto: non ci sono per Barbagallo che in commissione fa infuriare i parlamentari negando le pressioni per consegnare Banca Etruria a Gianni Zonin
Mercoledi 13 Dicembre 2017 alle 10:18
A metà delle sue sette ore di audizione, Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza della Banca d'Italia, regala alla commissione d'inchiesta parlamentare sulle banche una perla a futura memoria: è il primo dirigente a negare che in Via Nazionale ci possano essere dei massoni. L'uscita lenirà i dolori delle migliaia di truffati a cui in questi anni di crac bancari non è rimasto che pensare che le troppe amnesie della vigilanza e le lentezze di certe Procure si spiegassero solo con storie di grembiulini. Questione di dettagli.
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Filippomaria Pontani su Il Fatto Quotidiano ricorda le battaglie di VicenzaPiù e Giovanni Coviello "intimidito da Zonin" per la Roi: "Anatomia di un crac, la peste di Vicenza"
Martedi 12 Dicembre 2017 alle 02:05
di Filippomaria Pontani, da Il Fatto Quotidiano.
Nato a Castelfranco Veneto (TV) il 10 marzo 1976, Filippomaria Pontani è professore associato di Letteratura greca e Filologia classica all'Università Ca' Foscari di Venezia. Oltre a vari contributi di filologia greca, latina e bizantina, ha prodotto un'edizione degli epigrammi greci di Angelo Polizia no (Roma 2002) e si è occupato della tradizione esegetica greca all'OdisseaÂ
Richiamo in prima pagina: "Vicenza, città col buco, processa la sua banca. Andava bene un tempo che politica, impresa, associazioni, istituzioni, giornali e istituti di credito viaggiassero a braccetto. Ora, con la crisi del pilastro economico, sta venendo giù pure tutto il resto".
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Filippomaria Pontani su Il Fatto Quotidiano ricorda le battaglie di VicenzaPiù e Giovanni Coviello "intimidito da Zonin" per la Roi: "Anatomia di un crac, la peste di Vicenza"
Martedi 12 Dicembre 2017 alle 02:05
di Filippomaria Pontani, da Il Fatto Quotidiano.
Nato a Castelfranco Veneto (TV) il 10 marzo 1976, Filippomaria Pontani è professore associato di Letteratura greca e Filologia classica all'Università Ca' Foscari di Venezia. Oltre a vari contributi di filologia greca, latina e bizantina, ha prodotto un'edizione degli epigrammi greci di Angelo Polizia no (Roma 2002) e si è occupato della tradizione esegetica greca all'OdisseaÂ
Richiamo in prima pagina: "Vicenza, città col buco, processa la sua banca. Andava bene un tempo che politica, impresa, associazioni, istituzioni, giornali e istituti di credito viaggiassero a braccetto. Ora, con la crisi del pilastro economico, sta venendo giù pure tutto il resto".
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Assoluzione di Mussari (MPS), Giorgio Meletti: riscritta la crisi bancaria, Bankitalia sapeva del derivato Alexandria
Domenica 10 Dicembre 2017 alle 10:11
Giuseppe Mussari non ha dunque colpe nel disastro del Monte dei Paschi di Siena? Non esageriamo. La sentenza della Corte d'appello di Firenze che l'ha assolto dall'accusa di ostacolo alla vigilanza va presa per quello che dice. Visto che la Commissione parlamentare d'inchiesta, inquinata dalle strumentalizzazioni politiche, non aiuta quanto potrebbe, chi vuol capire deve tenere il timone fermo sulla rotta indicata dai fatti. I quali pongono tre questioni. La prima è che dieci anni fa Mussari ha investito 17 miliardi per comprare la banca Antonveneta che ne valeva 3.
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Al via il 12 il processo BPVi, Il Fatto: migliaia le parti civili contro Gianni Zonin & c. VicenzaPiù: Comune di Vicenza si costituirà sul filo di lana a rinvio a giudizio effettuato
Domenica 10 Dicembre 2017 alle 09:58
Udienza dei record in arrivo a Vicenza: è quella che vedrà migliaia di ex risparmiatori della Banca Popolare cittadina costituirsi come parti civili al processo contro Gianni Zonin e gli altri ex vertici dell'istituto finito in default, che inizierà martedì 12 dicembre (il Comune di Vicenza aspetterà , ancora, lo ha detto Achille Variati, l'udienza post rinvio a giudizio, ndr). Un tempismo quasi perfetto con l'altra inchiesta portata avanti dalla Commissione parlamentare guidata da Pierferdinando Casini, che riprenderà le audizioni a Roma lunedì 11 dicembre sentendo Angelo Apponi, dg Consob.
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Palazzo Koch nega di aver scritto una lettera a Consob consegnata alla commissione, Il Fatto: Bankitalia nei guai sui pasticci fatti per coprire Gianni Zonin
Venerdi 17 Novembre 2017 alle 09:48
In apparenza si tratta del solito pasticcio tra burocrati della Consob e della Bankitalia, risalente a otto anni fa. Eppure il giallo dello scambio di lettere tra le due vigilanze dell'ottobre 2009 peserà molto nella risposta alla madre di tutte le domande: sulla Banca Popolare di Vicenza, che il presidente Gianni Zonin guidava verso il baratro, la vigilanza è stata solo distratta o era ispirata dalla precisa volontà di non disturbare il banchiere amico? Nelle ultime due sedute della Commissione parlamentare d'inchiesta la questione è stata al centro di una schermaglia tra il senatore Andrea Augello e il presidente Pier Ferdinando Casini.
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Il komplotto dell'Europa e di Bankitalia contro Matteo Renzi: l'antefatto è quello contro Silvio Berlusconi, la conseguenza è la loro allenza
Giovedi 16 Novembre 2017 alle 00:06
Pubblicato il 15 alle 18.55, aggiornato il 16 alle 00.06. Premetto che quello che leggerete è frutto di mie considerazioni che si basano su alcuni fatti, abbastanza per scrivere e riflettere sull'ipotesi di cui al titolo, ma troppo pochi per avere certezza che la mia valutazione sia riscontrabile con certezza. Detto questo è noto a tutti come il "sistema" finanziario che regola a suo ignoto piacimento il mondo di oggi, sempre meno fatto di volti noti e sempre di più popolato di trust, fondi e finanziarie, nel 2011 decise che era finto il tempo di Silvo Berlusconi.
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"Consob non informata" da Barbagallo che dice: "su Zonin facevamo solo brevi sintesi". Il Fatto: La Caporetto di Bankitalia
Venerdi 10 Novembre 2017 alle 10:14
La confessione - Barbagallo si arrende: "su Zonin facevamo solo brevi sintesi". Casini: "il confronto con Apponi non serve più". L'uomo di Vegas: "non ci davano le ispezioni". La difesa: "per agevolarli"A cento anni dall'originale la Banca d'Italia ha avuto ieri la sua Caporetto e il capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo è stato il suo Cadorna (qui il video e la cronaca dell'audizione-testimoninza di ieri, 9 novembre, ndr). Dopo mesi di sprezzante rivendicazione dell'infallibilità della Banca d'Italia, di ostinata derubricazione a "polemica giornalistica" di ogni critica, di assimilazione di qualsiasi dubbio ad aggressione in malafede alla sacra indipendenza di Palazzo Koch, la verità è emersa oltre ogni ragionevole dubbio. Il governatore Ignazio Visco ha ripetuto per anni il mantra "daremo conto nelle sedi opportune".
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