Rassegna stampa
Categorie: Banche
«L'uscita. Il capo della seconda banca italiana rimette il suo mandato. Pesa la maldestra operazione veneta, ma anche le difficoltà del gruppo. Scelte sbagliate ereditate dall'espansione dell'era profumo». In quessto sommario dell'interessante articolo di Stefano Feltri e Salvatore Gaziano sul Il Fatto Quotidiano è sintetizzata l'ipotesi sommessamente avanzata su questo mezzo: il Fondo Atlante è stato messo su, in fretta e furia, dal sistema Italia (leggasi Governo e vertici finanziari) non per salvare la Banca Popolare di Vicenza, che altrimenti sarebbe stata lasciata al suo destino o a una fine peggiore dell'attuale, ma per evitare che nel gorgo finisse Unicredit, che ha usato la "leva" del possibile default (ora lo chiamano "risoluzione") della BPVi per convincere chi di dovere al grande passo.
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Atlante e la "fortuna" della Banca Popolare di Vicenza: senza la crisi di Unicredit non sarebbe nato, paga Federico Ghizzoni
Mercoledi 25 Maggio 2016 alle 07:18
«L'uscita. Il capo della seconda banca italiana rimette il suo mandato. Pesa la maldestra operazione veneta, ma anche le difficoltà del gruppo. Scelte sbagliate ereditate dall'espansione dell'era profumo». In quessto sommario dell'interessante articolo di Stefano Feltri e Salvatore Gaziano sul Il Fatto Quotidiano è sintetizzata l'ipotesi sommessamente avanzata su questo mezzo: il Fondo Atlante è stato messo su, in fretta e furia, dal sistema Italia (leggasi Governo e vertici finanziari) non per salvare la Banca Popolare di Vicenza, che altrimenti sarebbe stata lasciata al suo destino o a una fine peggiore dell'attuale, ma per evitare che nel gorgo finisse Unicredit, che ha usato la "leva" del possibile default (ora lo chiamano "risoluzione") della BPVi per convincere chi di dovere al grande passo.
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Categorie: Banche
Veneto Banca, il cda conferma il progetto Serenissima nelle mani di Carrus e fa partire le conciliazioni. E da Banca Apulia torna con i gradi di vicedirettore Dario Accetta. Cda-fiume ieri a Montebelluna, partito alle 11 e chiuso dopo le 20, per sciogliere una serie di nodi decisivi. A partire dall’assetto di vertice, dopo il cambio del cda e la conferma dell’Ad uscente Cristiano Carrus come direttore generale, che siede però pur sempre in cda da consigliere di minoranza. A chiedere chiarezza è stata ancora una volta la Bce, con una lettera giunta nel fine settimana.
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Veneto Banca: partono le conciliazioni, confermato Serenissima a Carrus. BPVi studia l'azione di responsabilità e definisce l'assemblea per cda del Fondo Atlante
Martedi 24 Maggio 2016 alle 09:09
Veneto Banca, il cda conferma il progetto Serenissima nelle mani di Carrus e fa partire le conciliazioni. E da Banca Apulia torna con i gradi di vicedirettore Dario Accetta. Cda-fiume ieri a Montebelluna, partito alle 11 e chiuso dopo le 20, per sciogliere una serie di nodi decisivi. A partire dall’assetto di vertice, dopo il cambio del cda e la conferma dell’Ad uscente Cristiano Carrus come direttore generale, che siede però pur sempre in cda da consigliere di minoranza. A chiedere chiarezza è stata ancora una volta la Bce, con una lettera giunta nel fine settimana.
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Raddoppio dei beni confiscati alle mafie, dieci a Vicenza. Presentati i dati del report di Unioncamere Veneto e Libera
Martedi 24 Maggio 2016 alle 08:04
Gomorra è liquida, per come riesce a insinuarsi negli appalti, silente e invisibile. Gomorra è vicina e, soprattutto, è sempre più viva, come confermano i dati 2015 di Unioncamere Veneto che confermano un raddoppio dei beni confiscati alle mafie negli ultimi due anni. Il report, realizzato insieme a «Libera», è stato reso pubblico ieri, in occasione della ricorrenza della strage di Capaci e in concomitanza con la giornata di studio «Costruire la cultura della legalità » organizzata dall’Università Ca’ Foscari e dall’ufficio scolastico regionale, anche con il patrocinio di Unioncamere Veneto.
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Nel clima del Referendum secondo Gaetano Azzariti "la sinistra è evaporata"
Lunedi 23 Maggio 2016 alle 14:58
Sabato era il Referendum day. È partita la campagna per il sì, inaugurata dal premier di persona personalmente, come in una canzone di Ron (“È l’Italia che vaâ€). Dunque basta un sì, per l’Italia che dice sì. Perché il sì, è noto, è meglio del no e le ragioni le spiega il ministro Boschi, da Reggio Emilia: “Il sì è per cambiare. Per avere un’Italia più semplice, che funziona meglio, più efficiente. Noi diciamo sì per quello che è scritto nella nostra riforma costituzionale: meno potere alle Regioni, superare il bicameralismo perfetto, leggi in tempi certi, meno parlamentari, meno costi per la politica. Ma non meno politica, anziâ€.
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Categorie: Banche
I davanzali hanno fiori alla tirolese, le chiese codici a barre perché i passanti possano rileggerne la storia medievale negli smartphone. Montagnana, cinquanta chilometri a sud-ovest di Padova, è un idillio ricco e civile. Solo che un paio di settimane fa lungo i portici del centro gli abitanti hanno trovato un cartello che è apparso subito come uno squarcio nel paesaggio. «Avviso alla clientela», era il titolo. La banca cooperativa fondata qui nel 1909, al cui capitale partecipa praticamente ogni cittadino adulto del borgo, non c’è più. Restano la targa di ottone e il palazzo della sede, curato ed elegante. Per il resto, ai correntisti sarebbe stato comunicato un nuovo numero di conto «a breve».Da qui non sono usciti trader con scatole di cartone in mano, come ai tempi del crash di Lehman. Sono usciti padri di famiglia un po’ smarriti, ma diretti alle solite destinazioni: gli incontri in parrocchia, le riunioni dei genitori in una scuola materna di una perfezione disumana.
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Le tredici banche in crisi del Veneto. Gianfranco Rigon, ex vicepresidente di BPVi: si è sviluppato un sistema di corruzione
Lunedi 23 Maggio 2016 alle 08:03
I davanzali hanno fiori alla tirolese, le chiese codici a barre perché i passanti possano rileggerne la storia medievale negli smartphone. Montagnana, cinquanta chilometri a sud-ovest di Padova, è un idillio ricco e civile. Solo che un paio di settimane fa lungo i portici del centro gli abitanti hanno trovato un cartello che è apparso subito come uno squarcio nel paesaggio. «Avviso alla clientela», era il titolo. La banca cooperativa fondata qui nel 1909, al cui capitale partecipa praticamente ogni cittadino adulto del borgo, non c’è più. Restano la targa di ottone e il palazzo della sede, curato ed elegante. Per il resto, ai correntisti sarebbe stato comunicato un nuovo numero di conto «a breve».Da qui non sono usciti trader con scatole di cartone in mano, come ai tempi del crash di Lehman. Sono usciti padri di famiglia un po’ smarriti, ma diretti alle solite destinazioni: gli incontri in parrocchia, le riunioni dei genitori in una scuola materna di una perfezione disumana.
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Categorie: Infrastrutture
«Incatenarsi», come atto simbolico, per salvare i gioielli di Vicenza. Il rischio che la città perda il riconoscimento Unesco, uscendo dalla lista dei «beni patrimonio dell’umanità », non lascia indifferente il Cisa. Il Centro studi di architettura intitolato ad Andrea Palladio negli ultimi anni ha cercato di porre dei «paletti» alle costruzioni nelle vicinanze dei monumenti palladiani, riuscendo a far inserire nel Pianto territoriale di coordinamento provinciale delle «aree di rispetto». Ed ora la sua priorità è la difesa di villa La Rotonda, il capolavoro del Palladio per eccellenza. «Deve essere intoccabile – avvisa Guido Beltramini, direttore del Centro studi -, Palladio l’ha collocata lì perché è un sito unico».
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Vicenza rischia di perdere il riconoscimento Unesco. Beltramini: non si costriusca male vicino all'architettura di Palladio
Lunedi 23 Maggio 2016 alle 07:53
«Incatenarsi», come atto simbolico, per salvare i gioielli di Vicenza. Il rischio che la città perda il riconoscimento Unesco, uscendo dalla lista dei «beni patrimonio dell’umanità », non lascia indifferente il Cisa. Il Centro studi di architettura intitolato ad Andrea Palladio negli ultimi anni ha cercato di porre dei «paletti» alle costruzioni nelle vicinanze dei monumenti palladiani, riuscendo a far inserire nel Pianto territoriale di coordinamento provinciale delle «aree di rispetto». Ed ora la sua priorità è la difesa di villa La Rotonda, il capolavoro del Palladio per eccellenza. «Deve essere intoccabile – avvisa Guido Beltramini, direttore del Centro studi -, Palladio l’ha collocata lì perché è un sito unico».
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Categorie: Diritti umani
A causa di un vuoto legislativo, se un bimbo tra i 10 e i 14 anni subisce un abuso, il responsabile non può essere perseguito. Così l'ha fatta franca l'americano che adescava a Termini. Gli appelli per porre rimedio all'errore
di Maurizio Ceccato, da l'Espresso del 19 maggio
Lui, "l'inglese", come lo chiamavano i bambini che comprava, percorreva da giorni poche strade in cerca di minorenni stranieri. Avanti e indietro, instancabile e insaziabile, sentendosi libero di agire. Una sera d'inverno è salito al quinto piano della casa vacanze nel cuore di Roma, a due passi dalla stazione Termini. Dietro di lui un ragazzino con le scarpe rotte e una felpa di due taglie più grandi. Quella sera era solo una delle tante della sua vacanza dell'orrore e invece - come ha raccontato "l'Espresso" nell'inchiesta "Noi, i ragazzi dello zoo di Roma"- grazie alla segnalazione di Abdul, sedicenne egiziano costretto a vivere nei cunicoli sottoterra e a prostituirsi per mangiare, gli agenti del commissariato Viminale sono entrati nell'appartamento e hanno messo fine agli abusi. Continua a leggere
La denuncia della settimana su L'Espresso: pedofili impuniti, per un vuoto legislativo indifesi bambini tra i 10 e i 14 anni
Sabato 21 Maggio 2016 alle 23:40
A causa di un vuoto legislativo, se un bimbo tra i 10 e i 14 anni subisce un abuso, il responsabile non può essere perseguito. Così l'ha fatta franca l'americano che adescava a Termini. Gli appelli per porre rimedio all'erroredi Maurizio Ceccato, da l'Espresso del 19 maggio
Lui, "l'inglese", come lo chiamavano i bambini che comprava, percorreva da giorni poche strade in cerca di minorenni stranieri. Avanti e indietro, instancabile e insaziabile, sentendosi libero di agire. Una sera d'inverno è salito al quinto piano della casa vacanze nel cuore di Roma, a due passi dalla stazione Termini. Dietro di lui un ragazzino con le scarpe rotte e una felpa di due taglie più grandi. Quella sera era solo una delle tante della sua vacanza dell'orrore e invece - come ha raccontato "l'Espresso" nell'inchiesta "Noi, i ragazzi dello zoo di Roma"- grazie alla segnalazione di Abdul, sedicenne egiziano costretto a vivere nei cunicoli sottoterra e a prostituirsi per mangiare, gli agenti del commissariato Viminale sono entrati nell'appartamento e hanno messo fine agli abusi. Continua a leggere
Paolo Angius, l'Espresso racconta il "signor Nessuno" BPVi, l'amico di Zonin entrato nei palazzi romani e siciliani
Venerdi 20 Maggio 2016 alle 16:23
Tra i pochi Consiglieri d'amministrazione della Banca Popolare di Vicenza presenti alla storica assemblea del 5 marzo 2016, c'era anche lui, l’avvocato Paolo Angius: "personalmente ho sentito come un dovere andarci: lo dovevo ai dipendenti e ai mille soci giunti da Sicilia e Calabria" aveva dichiarato. Il settimanale l'Espresso nell'ultimo numero ne traccia un profilo dettagliato ricostruendo gli intrecci da Vicenza alla Sicilia, passando per Roma, dell'intricata serie di incarichi di quello che viene definito l'amico di Gianni Zonin, l'ex patron della BPVi.
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Categorie: Banche
La storia di Cariveneto, dal 1892 in crescita continua. Bazoli: abbiamo sempre investito nella cultura vicentina
Venerdi 20 Maggio 2016 alle 08:12
In un Veneto squassato dalle note vicende delle banche popolari, quella della Cassa di Risparmio del Veneto suona come una storia felice, sancita com’è dai principali dati della trimestrale 2016, che raccontano in sintesi il lavoro di 299 filiali: oltre 13 miliardi di impieghi e 26,6 miliardi di raccolta totale (di cui diretta 11,4) e circa 813.000 clienti, con l’erogazione di credito a medio e lungo termine per 585 milioni, con un incremento del 50% rispetto allo stesso trimestre del 2015, anno che ha visto erogazioni a medio e lungo termine per 2,14 miliardi, in crescita del 47% rispetto al 2014, e con i mutui ai privati cresciuti del 121,5%.
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Categorie: Banche
Veneto Banca si avvicina all’aumento di capitale, premessa per l’attesa quotazione in Borsa. Parte da oggi il pre-marketing sull'aumento di capitale da un miliardo di euro. Permetterà di valutare l’appeal dell’istituto presso gli investitori istituzionali in un momento non facile per le richieste di nuovi mezzi, soprattutto da parte degli istituti di credito. Al termine del periodo di pre-marketing, che durerà al massimo due settimane, in base alle risposte del mercato le banche del consorzio di garanzia guidate da Banca Imi valuteranno l’eventialità di chiamare in soccorso il fondo Atlante. Come è avvenuto di recente per la Banca Popolare di Vicenza.
Da Il Sole 24 Ore Continua a leggere
Veneto Banca, parte il pre-marketing alla "ricerca" di un miliardo di euro
Venerdi 20 Maggio 2016 alle 08:02
Veneto Banca si avvicina all’aumento di capitale, premessa per l’attesa quotazione in Borsa. Parte da oggi il pre-marketing sull'aumento di capitale da un miliardo di euro. Permetterà di valutare l’appeal dell’istituto presso gli investitori istituzionali in un momento non facile per le richieste di nuovi mezzi, soprattutto da parte degli istituti di credito. Al termine del periodo di pre-marketing, che durerà al massimo due settimane, in base alle risposte del mercato le banche del consorzio di garanzia guidate da Banca Imi valuteranno l’eventialità di chiamare in soccorso il fondo Atlante. Come è avvenuto di recente per la Banca Popolare di Vicenza.Da Il Sole 24 Ore Continua a leggere

