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Statuto Veneto o Catalano? No, statuto serio!

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 15 Agosto 2010 alle 19:29 | 0 commenti

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Il vice governatore della Catalogna, Josep-Lluis Carod-Rovira (nella foto), 58 anni, storico rappresentante di Esquerra Republicana de Catalunya, dell'opposizione al dittatore Francisco Franco e delle battaglie indipendentiste, mostra il massimo rispetto per le aspirazioni autonomiste di chiunque, ma (come ha detto a Elisabetta Rosaspina de Il Corriere del Veneto di sabato) "per noi l'identità nazionale è un'altra cosa" rispetto a quella disegnata nella bozza dello statuto del Veneto dalla maggioranza PdL - Lega Nord Padania.

"Il nostro è un progetto nazionale, più che nazionalista", sottolinea e distingue il vice presidente della Generalitat. E per specificare che la Catalogna non ha mai inserito nel suo statuto autonomista il privilegio di "prima i catalani", Carod-Rovira aggiunge nella stessa intervista: "La nostra identità nazionale sta nella nostra storia, nella nostra cultura, nella nostra lingua e nella nostra struttura economica; ma quel che più conta è la volontà democratica di un progetto di vita in comune ... Chiunque è presente legalmente sul territorio ha gli stessi diritti dei catalani. Il progetto nazionale catalano non è etnico. È civico, e inclusivo. Democratico. Per noi è più importante costruire un progetto di vita con tutti gli abitanti della Catalogna, indipendentemente dalle origini delle loro famiglie e dalla loro lingua natale. Essere catalano non è un'eredità, né un'imposizione. È una volontà, una scelta di essere. Tra noi ci sono argentini, spagnoli, marocchini ora diventati anche catalani ... Vogliamo costituire una nazione con chi ha la coscienza, non necessariamente le origini catalane. Se non si capisce questo aspetto, non si può capire neanche la realtà della Catalogna. Sappiamo di essere diventati un paese di moda: abbiamo manifestato, difeso la nostra volontà contro le decisioni del tribunale costituzionale spagnolo".
Premesso che il ‘famigerato' comma 6 dell'articolo 4 recita "la Regione si adopera in particolar modo a favore di tutti coloro che dimostrano un particolare legame con il territorio" e che tale frase può essere interpretata, se i firmatari e chi l'approverà, lo confermeranno e, magari, lo espliciteranno meglio, nello stesso senso ‘catalano', che il presidente leghista del Veneto Luca Zaia considera un buon riferimento, il vice governatore della Catalogna ha aggiunto di avere il "massimo rispetto per il Veneto, ma ogni realtà è differente.

Il parlamento catalano ha approvato una legge intitolata ‘Dell'accoglienza', pensata per tutti gli immigrati in Catalogna. Intende favorirne la piena integrazione e trasformarli in cittadini catalani. Sottolinea l'enorme importanza della dimensione civica e inclusiva", purchè, ovviamente, si impari presto il catalano, perche "come si condivide un sistema sanitario, si condivide anche la lingua".
Se poi per vivere a Venezia si debba conoscere il veneto Carod-Rovira, nell'intervista, si pronuncia così: "Sono decisioni che dipendono dai veneti e dai loro rappresentanti politici, da una votazione in parlamento e, possibilmente, da un referendum. Non so in Veneto, ma in Catalogna la lingua catalana è la lingua dell'amministrazione, della politica, del parlamento, dell'educazione e delle municipalità del paese. E poi, non so il veneto, ma tra le seimila lingue parlate al mondo, il catalano è l'84esima per diffusione. La numero 8 nella blogosfera, la numero 10 nelle traduzioni, la 13 in Google, la 15 in Wikipedia, la 20 nella produzione editoriale. Nel mondo ci sono 165 università che offrono corsi di lingua e letteratura catalana. Ci sono più possibilità di studiare il catalano che l'olandese o il greco. Soltanto in Italia ci sono 23 scuole o facoltà che impartiscono lezioni di cultura e lingua catalana. E di veneto?».
E sull'eventuale referendum per l'autonomia anche in Veneto il vice governatore catalano chiude la sua intervista: "Non sono nessuno per dire che cosa fare in Veneto. Ma posso ricordare che legalmente la Catalogna è dal 1979 una nazionalità, riconosciuta dalla Costituzione spagnola e dallo Statuto di autonomia della Catalogna. Non so quante nazionalità preveda la Costituzione italiana. Ma è su quella base che noi rivendichiamo il diritto di dire: siamo una nazione".
Insomma, look catalano o non catalano, sullo Statuto Veneto ci sarà da discutere perché, al di là di forzature dannose e magari solo elettorali, le peculiarità e le differenze storiche e costituzionali tra Veneto in Italia e Catalogna in Spagna sono notevoli. Solo a volersi soffermare sulla lingua veneta, a differenza di quella catalana, come detto prima da Carod-Rovira, quale sarebbe il veneto? Quello vicentino, quello padovano, quello veneziano o quale altro ancora? La questione complessiva è complessa e andrà affrontata, slogan a parte, per 'produrre' uno statuto serio.
E non è un caso che già siano stati espressi molti distinguo tra PdL e Lega proprio e anche sul concetto di residenza: "Quel principio non c'è, non c'è scritto ‘prima i veneti', la parola residenza non c'è", ha precisato il vicepresidente del Consiglio Regionale, Marino Zorzato (PdL), per rispondere a Federico Caner, Capogruppo della Lega e firmatario della bozza. E, ad abundantiam, nel sito del gruppo consiliare del Pdl (www.gruppopdlveneto.it ) è stato pubblicato l'audio della conferenza stampa di mercoledì scorso per ‘ufficializzare' che il PdL di residenza non ha mai parlato.
Sulla Padania, però, il costituzionalista Luca Antonini, consulente di Zaia per il federalismo, spiega che non ci sarebbe nulla di incostituzionale nel fatto che una norma prevedesse per l'assegnazione degli alloggi popolari la preferenza a chi risiede nel territorio, "anche se al suo interno c'è certamente un'interpretazione forte del principio di territorialità".

Per evitare altri equivoci o per prepararsi già a quella che sara ottimistico definire bagarre futura il consigliere PdL Carlo Alberto Tesserin, che in questa fase deve essere super partes come presidente della Commissione statuto regionale, ha affermato con ‘ferma ... diplomazia' che "quello che è scritto è condiviso, quello che è dichiarato è oggetto di discussione. Il testo di PdL e Lega, che si migliorerà sugli altri testi (quello dell'Udc ad esempio, è stato dichiarato un testo aperto. Come presidente non considero che ci sia una posizione di guida: certo, quella è la bozza della maggioranza e avrà un peso diverso rispetto alle altre. Ma io considero alla pari tutte le proposte".
Intanto Pd, Udc, Idv e, buoni ultimi, i finiani, insieme ai mille e uno movimenti pronti a dire la loro, non possono che prendere atto di questi ‘buoni propositi' salvo il dovere, oltre che il diritto, di verificarli sul campo portando proposte e apportando modifiche alternative e funzionali allo sviluppo di una Regione che, comunque, nel panorama generale vuole e ha il diritto di dire la sua.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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