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Nuovi imprenditori vicentini. Si, ma palestinesi e burkinabe

Di Giulio Todescan Sabato 19 Novembre 2011 alle 11:48 | 1 commenti

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Nascono e crescono le aziende nate da immigrati che aprono nuovi mercati in Africa e Asia

Immigrati e imprenditori, nella crisi: e se il risveglio dell'economia passasse anche per un rapporto diverso con i paesi di origine dei migranti che vivono in Italia? Due storie vicentine sembrano illuminare questa possibilità, due storie in cui sono i migranti in prima persona ad «aprire nuovi mercati», ad immaginare rapporti anche commerciali con i paesi dell'Africa o dell'Asia.

Reda Al Quraini è un signore palestinese (di cittadinanza giordana) che vive in Italia dal 1997. Nato nel campo profughi di Nablus 54 anni fa, ha studiato oreficeria in Giordania, e negli anni '90 si è spostato in Italia per fare dei corsi di formazione. Le fatiche dell'emigrazione, per trovare casa mentre studiava alla scuola di arti e mestieri, e poi il lavoro da orafo, trovato presso l'azienda Sigior di Bolzano Reda al QurainiVicentino. Una storia finita male nel 2010, con il fallimento pilotato della ditta e tanti operai lasciati a spasso (della sua vicenda ce ne siamo occupati altre volte, vedi VicenzaPiu.com, ndr). «Il fallimento è stato a giugno dell'anno scorso, ci hanno rubato tanti soldi, eravamo in quindici dipendenti» racconta Reda Al Quraini. Da quel giorno ha iniziato a pensare a come rimettersi al lavoro, fino alla decisione di aprire un laboratorio tutto suo. «Durante la mia esperienza lavorativa avevo conosciuto molti commercianti e operatori del settore orafo - spiega - provenienti dall'estero e in particolare dai paesi arabi. Erano grossisti che acquistavano prodotti in argento fatti al laboratorio della Sigior. Mi conoscono, e visto che io conosco l'arabo e so cosa va in quel mercato, ho iniziato a collaborare con loro autonomamente. Il settore lo conosco bene, ci lavoro da 15 anni ormai».
Nella piccola ditta, la Smeraldi srl fondata a Bolzano Vicentino da Reda, lavorano anche la moglie e un giovane. L'azienda è ancora ai primi passi, ma la direzione è quella di un rapporto privilegiato con i paesi del mondo arabo: «Stiamo decidendo se produrre pezzi o se occuparci solo del commercio - racconta Redi -. Di certo con la crisi i prezzi sono calati, e sebbene la condizione del settore sia ancora critica, all'estero l'argento è in forte crescita, perché è un materiale meno costoso dell'oro. I mercati con cui sono in contatto sono quelli del nord Africa, dal Marocco all'Algeria, e dell'Asia, col medio oriente in particolare».
Guarda all'Africa, ma a quella subsahariana, Aziz Banse (prima foto), presidente dell'associazione giovanile del Burkina Faso che riunisce tremila burkinabe residenti nella provincia di Vicenza. Una comunità da tempo attiva e organizzata, che nei mesi scorsi aveva mobilitato anche i vicentini per raccogliere materiali e medicinali da destinare alla popolazione del paese africano, colpito da una devastante alluvione. Da Vicenza sono partiti dei container pieni di materiali donati alle vittime dell'alluvione. Forse a partire da quell'esperienza, Aziz Banse ha pensato di aprire un'attività di import export.
Ha fondato "Faso import export", società con sede ad Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. «Presto aprirò anche una filiale a Vicenza e poi spero anche di allargare l'attività in altri paesi europei, anche se è ancora presto - spiega - L'azienda è nata grazie a un programma del governo burkinabe che promuove le nuove imprese, in Burkina Faso ho fatto un mese di formazione e ora questo progetto è diventato realtà». All'ufficio di Ouagadougou lavorano tre persone assunte dalla ditta, riconosciuta dalla Camera di commercio del Burkina Faso. Gestiscono un magazzino che raccoglie merci importate dall'Italia e che vengono rivendute nel paese africano. «Importo in Burkina Faso materiali elettronici, computer, materiali da palestra, auto usate, a volte anche camion, materiali domestici, forniture per cantieri edili - spiega Aziz Banse -. La maggior parte delle merci le compro in Italia, vivo da tanti anni qua, ho molte relazioni in Veneto. In Burkina Faso come in tutta l'Africa sta prendendo piede il commercio cinese, io voglio provare a inserire l'Italia nel commercio con l'Africa. Aiuto le aziende di qua a svuotare i loro magazzini: pago a un prezzo di favore, trattabile, visto che compro grandi volumi. Poi spedisco i container dal porto di Genova. In Africa quel tipo di merci sono molto apprezzate, perché manca una produzione locale. Specie se si tratta di materiali europei, di buona qualità, si riesce a vendere molto». In vista ci sono contratti esclusivi per la vendita di prodotti italiani in Burkina Faso: «In queste settimane sto trattando con un'azienda vicentina di materiale anti infortunistico e con una di forniture edili - spiega Aziz Banse -. L'Italia dovrebbe sfruttare questa opportunità commerciale. Ci sono tanti materiali che buttiamo via e che invece sarebbero apprezzati nei paesi del "terzo mondo". In alcuni casi è lo Stato del Burkina Faso a farmi richiesta di materiali nuovi o usati da importare dall'Europa».
I container viaggiano via nave, ma a volte sono proprio i camion "esportati" a salire sulle navi e a salpare verso le coste africane. E un'auto usata, spiega Aziz Banse, «in Africa si può vendere intorno ai tremila euro, se non è più vecchia di dieci anni e se va a benzina. Le auto le acquisto a Vicenza, senza le spese di dogana riuscirei a venderle a un prezzo inferiore, ma 500 euro se ne vanno per la tassa doganale».

VicenzaPiù n. 223, BassanoPiù n. 4 


Commenti

ouedraogo abdallah
Inviato Martedi 12 Febbraio 2013 alle 21:17

Salve mi chiamo ouedraogo abdallah e sono del burkina faso..vivo a brescia da poco ma
Mi sono fatto conoscenze nel settore automobilistiche e mi piacerebbe incontrare una
Persona con chi potrò colaborare nel settore..grazie
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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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