Fondazione Roi, Enrico Cappelletti e Liliana Zaltron (M5S): "oltre al danno al capitale, la beffa di non voler procedere in giudizio. Cosa dice Variati?"
Mercoledi 15 Marzo 2017 alle 16:29 | 0 commenti
La Fondazione Roi, tanto ringraziata ieri dal vice dg della Banca Popolare di Vicenza Gabriele Piccini, con alla sua presidenza Ilvo Diamanti si è prestata al gioco della Popolare. Diamanti ha pronunciato un "sì" che vale 4 milioni 158 mila euro, il valore del potenziale incasso della onlus a fronte dell'adesione, deliberata dal Consiglio di amministrazione, all'offerta di rimborso a 9 euro per azione formulata dalla BPVi. Oggi, in una nota, il senatore del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti e Liliana Zaltron, consigliere comunale M5S, ha dichiarato che la decisione della Fondazione Roi di aderire all'offerta di BPVi e l'atteggiamento del sindaco di Vicenza Achille Variati, che come succede spesso tace e non prende posizione, non sono altro che uno specchietto per le allodole.
Cappelletti e Zaltron affidano alla nota queste parole: "La finalità statutaria della Fondazione Roi era quella di destinare il lascito del suo fondatore esclusivamente alla promozione della cultura e dell'arte vicentina. La gestione del patrimonio da parte di Gianni Zonin, che da presidente della Fondazione ha investito in migliaia di azioni della Popolare di Vicenza che ora valgono poco più di nulla dilapidando buona parte del capitale, ha avuto poco di "artistico" e di "culturale". Ed ora come se non bastasse, l'attuale presidente della Fondazione ha ritenuto di dover accettare la biasimevole offerta di rimborso a 9 euro per azione, notoriamente nulla rispetto al danno arrecato alla fondazione ed ai musei civici della città di Vicenza, a cui è destinata gran parte delle elargizioni. A questo punto saremmo curiosi di sapere quale sia stata la posizione del rappresentante del Comune in seno alla fondazione e se il sindaco Variati si sia opposto alla decisione di accettare l'irricevibile offerta di BpVi in cambio della rinuncia ad azioni legali nei confronti della banca"
"Ci chiediamo - continuano il senatore e la consigliera comunale M5S - perchè il sindaco Variati ad oggi non ha mai pensato di agire legalmente nei confronti di Zonin per i buchi causati alla fondazione; se rispetto a tale decisione del Cda della fondazione il sindaco ha continuato a non muovere un dito per difendere il patrimonio artistico e culturale della città . Ed infine, ci chiediamo se le leve del potere economico in mano a Zonin riescano ancora a influenzare la politica" concludono i pentastellati.
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