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Flop Banca Popolare di Vicenza: è ancora Cross & Rinvio tra Marcotti e Coviello

Di Risposte agli azionisti Sabato 24 Settembre 2016 alle 17:11 | 0 commenti

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Dopo «Banca Popolare di Vicenza: ci stanno raccontando la verità? Giancarlo Marcotti "crossa" e il direttore di VicenzaPiù "rinvia"» Giancarlo Marcotti, oltre che esperto analista un "vivace polemista contro corrente", e il nostro direttore, Giovanni Coviello, si rendono protagonisti di un altro Cross & Rinvio sul caso Banca Popolare di Vicenza che, se i lettori lo gradiranno, commentandolo qui, sui profili FB di VicenzaPiù o di FinanzaInChiaro e tramite mail a [email protected], potrebbe diventare un vivace spazio di confronto in cui, come su tutto il network VicenzaPiù, mai impererà il "pensiero unico". Ancora una "crossa" Marcotti ma stavolta il direttore un po' "rinvia" e un po' di più applaude il gesto tecnico" di Marcotti, perchè gli schemi (dei ragionamenti) sono tanti e difficilmente unici.

 

Il nuovo cross di Giancarlo Marcotti. Carissimo Giovanni, non vorrei passare per il "difensore" della precedente dirigenza della BPVi, proprio io che posso vantarmi di essere stato il primo a mettere in guardia gli azionisti sulla quotazione evidentemente "fuori mercato" che, ricordiamolo a tutti, dopo esser stata considerata congrua da una "perizia giurata", veniva formalmente proposta dal Consiglio di Amministrazione ed approvata all'unanimità dall'Assemblea dei Soci.

E' chiaro che se siamo arrivati a questo punto errori ne sono stati commessi a profusione, anche se, personalmente, ritengo che la precedente dirigenza debba essere assolutamente censurata in particolare per un'unica scempiaggine: aver concesso linee di credito ad hoc da utilizzarsi per la sottoscrizione di nuove azioni che venivano emesse in occasione dei numerosi aumenti di capitale.

Ribadisco che ritengo gravissimo un simile comportamento, probabilmente determinato dalla "disperazione": quando non si vedono vie d'uscita... si prendono in considerazione anche idee malsane.

Ma voglio sottolineare che quel comportamento della Banca, ossia "creare moneta" per fornire la liquidità necessaria all'acquisto di azioni proprie è esattamente ciò che sta facendo da tempo Mario Draghi.

Il fantomatico, ma direi famigerato, Quantitative easing, infatti, altro non è che una creazione di moneta che viene poi utilizzata per l'acquisto di titoli del debito pubblico!

Si arriva così al paradosso che la Bce sanziona le Banche ordinarie per un "comportamento illecito" che essa stessa compie giornalmente, anzi gli Istituti di credito si limitano a qualche centinaio di milioni di euro, mentre la Bce fa operazioni di questo genere per 80 miliardi al mese!

Fatti notare questi aspetti "curiosi" della vicenda, tornerei sulla quotazione della BpVI.

E' evidente a tutti che nessuno sarà mai in grado di attribuire un valore oggettivo alle azioni della Banca, ma posso citare uno studio abbastanza autorevole che stimava come l'aumento di capitale deliberato dalla vecchia dirigenza nel 2013 fosse avvenuto ad un prezzo (62,5 euro) di quattro volte superiore rispetto alle valutazioni medie di Istituti quotati che, per dimensioni e struttura, potevano essere assimilabili alla BpVI.

Quindi, per puro diletto, dividendo 62,5 euro per 4 e troviamo 15,625 euro, considerando poi che dal 2013 le quotazioni dei titoli bancari si sono ulteriormente dimezzate arriviamo a 7,81 euro, ma ripeto e confermo: 0,10 euro non è un valore ammissibile.

Né ora, né mai.

 

Il rinvio con applausi di Giovanni Coviello. Quando si parla con Giancarlo è impossibile essere in significativo disaccordo con lui, perchè la sua è una testa pensante e non un ripetitore di slogan o un amplificatore di "marchette" mediatiche.

Quindi ancora una volta non posso non concordare con buona parte della sua analisi generale e particolare ma due "dissenzi" o parziali consensi li pongo alla sua attenzione:

1 - la "scempiaggine" della vecchia gestione da parte di Gianni Zonin & c. della Banca Popolare di Vicenza, come la definisce Marcotti, di "aver concesso linee di credito ad hoc da utilizzarsi per la sottoscrizione di nuove azioni" non è l'unica perchè a questa si è accompagnata, stando alle informazioni di stampa sui nomi ma soprattutto ai dati complessivi di bilancio quella di aver concesso, per giunta in costanza di una raccolta da tempo inferiore in maniera singolare e anomala agli impieghi, "crediti consistenti e ben poco garantiti agli amici degli amici" il cui ammontare, poi, ha contribuito ad aumentare i livelli di NPL, i cui effetti si sono pesantemente visti anche nella prima semestrale a guida Gianni Mion, Salvatore Bragantini e Francesco Iorio. E non finirà lì il loro peso sui futuri "rossi" che costringeranno a di altre immissioni di capitale.

2 - se Mario Draghi sta creando col Quantitative easing "moneta che viene poi utilizzata per l'acquisto di titoli del debito pubblico" con un comportamento che Marcotti definisce simile al finanziamento "baciato" degli aumenti BPVi, è innegabile e discriminante che il QE della BCE è stato deliberato e, per quanto poco logico per il nostro interlocutore (anche se in Usa ha funzioanto, eccome!) rispette le regole. Mentre gli aumenti "circolari" di capitale della Popolare vicentina (io ti dò i soldi e tu con quelli sottoscrivi le mie azioni) vanno contro le regole della vigilanza bancaria e, forse, anche contro quelle dello Stato.

Non trascurei, poi, ma di sicuro Marcotti lo sa, anche se in questo suo "secondo cross" non ne parla,che la gestione della BPVi di Zonin & c. sopportava dei costi di struttura e di inadeguatezza tecnologica così elevati da non poter generare utili tali da poter evitare o attenuare il rosso costante di bilancio reale.

Ma oggi i costi di struttura e l'inadeguatezza teconologica sembrano persistere nonostante la messa in campo di un squadrone (l'accrescitivo oggi è legato alle loro retribuzioni) per cui in prospettiva e sulla gestione economica si vede solo rosso daa ggiungeer ai rosi ancora latenti del passato...


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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