Archivio per tag: Settimana dell'Artigianato

Settimana dell'Artigianato: venerdì e sabato congresso nazionale degli insegnanti Cnis

Mercoledi 28 Marzo 2012 alle 12:02
ArticleImage Confartigianato Vicenza  -  Non è un caso che nel programma della Settimana dell'Artigianato di quest'anno rientri anche il 29° Congresso nazionale del Cnis (l'associazione per il Coordinamento Nazionale degli Insegnanti Specializzati e la ricerca sulla situazioni di handicap), che per la prima volta si svolge a Vicenza.

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Categorie: Eventi

Concorso Libero Accesso di Confartigianato: Girosvita vincitore 2011

Lunedi 26 Marzo 2012 alle 17:28
ArticleImage Confartigianato Vicenza - In occasione del lancio della terza edizione, premi ai progetti nati durante l'edizione 2011. È "Girosvita" il nuovo vincitore di "Libero Accesso", Il concorso di Confartigianato Vicenza dedicato ai prodotti di "Design for all". In occasione del lancio della terza edizione di Libero Accesso, l'iniziativa di Confartigianato Vicenza finalizzata alla realizzazione di prodotti innovativi secondo la filosofia del Design for All, vengono premiati oggi i progetti vincitori nati durante l'edizione 2011.

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Credito alle imprese, mercoledì convegno promosso da Confartigianato

Lunedi 26 Marzo 2012 alle 11:35
ArticleImage Confartigianato Vicenza  -  Per il credito alle imprese serve una filiera efficiente. Gli interventi (pubblici, privati, misti) di garanzia e finanziamenti ai "piccoli" vanno coordinati. Se ne parla mercoledì 28 al Centro Congressi Confartigianato nell'ambito della Settimana dell'Artigianato. Il tema-problema del credito è di centrale importanza nella vita di ogni azienda, ma diventa cruciale quando le crisi del sistema economico generano la restrizione del credito bancario, come sta ora accadendo.

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Imprese, Confartigianato: da lunedì 26 settimana dell'artigianato

Giovedi 22 Marzo 2012 alle 16:20
ArticleImage Confartigianato Vicenza  - I progetti concepiti sui criteri del Design for All diventano sempre più realtà di mercato. Nuovi prodotti per una nuova società. Per la settimana dell'artigianato, lunedì 26 a Vicenza parte la terza edizione di "Libero Accesso"  e si premiano i vincitori 2011. "Attàccati alla rete" è l'invito che Confartigianato Vicenza rivolge alle imprese avviando la terza edizione di Libero Accesso, l'iniziativa di promozione economica, sociale e culturale finalizzata alla realizzazione di prodotti innovativi secondo la filosofia del Design for All.

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Categorie: Musica

Settimana dell'Artigianato, prologo in musica giovedì al Teatro Comunale

Martedi 20 Marzo 2012 alle 11:55
ArticleImage Confartigianato Vicenza  -  Prologo in musica per la Settimana dell'Artigianato 2012 promossa dalla Confartigianato provinciale. Giovedì 22 infatti, al Ridotto del Teatro Comunale del capoluogo, si esibirà il soprano Céline Laly con l'accompagnamento al pianoforte di Fernando Scafati. Il concerto, che prenderà il via alle 21, proporrà brani di Bellini, Chopin, Fauré, Chausson, Hahn, Duparc, Haendel, Rossini, Verdi e Massenet. Inserita nel programma "Incontri sulla tastiera", la serata sarà un viaggio ideale nel variegato mondo del sentimenti che, attraverso canto e musica, troveranno la loro miglior espressione nei dialogo tra i due artisti.

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Domenica 20 marzo la 49ª premiazione in Fiera: Settimana dell'artigianato 2011

Venerdi 18 Marzo 2011 alle 22:56
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Confartigianato Vicenza  -  Settimana dell'artigianato 2011: ai maestri artigiani, ai dirigenti e pensionati benemeriti della categoria e ai dipendenti delle aziende il «grazie» di Confartigianato e della collettività vicentina

È un appuntamento fisso nel calendario della vita associativa, significativamente collocato a chiusura della tradizionale Settimana dell'Artigianato.

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L'artigianato del tuo paese: premiate le scuole vincitrici del concorso di Confartigianato

Martedi 15 Marzo 2011 alle 17:00
ArticleImage Confartigianato Vicenza - Vincono le medie di Montebello e Caldogno, a quella di Montorso il premio "speciale legno".
Premio ex aequo, quest'anno, per il concorso "L'artigianato del tuo paese" promosso dalla Confartigianato Vicenza, che ha visto vincere le scuole medie di Caldogno e Montebello.

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Settimana dell'artigianato: martedì 15 marzo convegno dedicato al "design for all"

Lunedi 14 Marzo 2011 alle 13:35
ArticleImage Confartigianato Vicenza - Convegno alle 18 al Centro Congressi Confartigianato, presente anche Pete Kercher, ambasciatore di "Design for All Europe". Settimana dell'artigianato: martedì 15 marzo convegno dedicato al «design for all» con la presentazione dei primi quattro progetti.

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Settimana dell'artigianato 2011: domenica 13 in San Pietro a Trissino la messa d'apertura

Venerdi 11 Marzo 2011 alle 10:44
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Confartigianato Vicenza - Come tradizione, la Settimana dell'Artigianato si apre con la santa messa in onore del patrono San Giuseppe: l'appuntamento è per domenica 13 marzo, ore 11, alla chiesa di S. Pietro a Trissino. A officiare il rito, assieme al parroco don Carlo Guidolin, sarà padre Bruno Ghiotto, missionario e fondatore di tre Scuole dei Mestieri in Burundi. Accompagnerà la cerimonia la Corale di Santa Cecilia diretta da Domenico Fusato.

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Relazione di Giuseppe Sbalchiero

Domenica 21 Marzo 2010 alle 12:22

Assoartigiani Vicenza                    

 

Assoartigiani VicenzaRelazione del presidente Giuseppe Sbalchiero
Premiazione maestri artigiani 2010
Fiera di Vicenza, 21 marzo 2010


Autorità, gentili ospiti, signore e signori, cari colleghi artigiani,

a nome della Confartigianato di Vicenza, vi porgo il più cordiale benvenuto a questa 48ª edizione della cerimonia dedicata ai Maestri, ai Dirigenti e ai Pensionati Artigiani Benemeriti.
Grazie a tutti voi per aver accolto questo invito, perché siete qui con noi a esprimere profonda riconoscenza e ammirazione a persone che si sono dedicate con capacità e passione al lavoro imprenditoriale nella piccola impresa: uomini e donne che sono divenuti protagonisti della crescita economica e sociale del nostro territorio, affermando quei valori profondi che l'artigianato da sempre traduce con continuità e perseveranza.

Ma oggi il mio primo pensiero va subito a quei tragici episodi, per fortuna numericamente limitati, accaduti nel recente passato e che hanno avuto per vittime proprio degli imprenditori artigiani. Imprenditori che non hanno più avuto il coraggio di continuare, perché è venuta meno in loro la forza di combattere una battaglia contro tutto e contro tutti.
Alla memoria di questi sfortunati colleghi chiedo un grande applauso di umana comprensione e di solidarietà.

Giusepe Sbalchiero (Presidente Assoartigiani)È indubbio che stiamo vivendo un periodo carico di incertezze, di sforzi eccezionali, di impossibilità, a volte, di trovare una soluzione che fino a ieri era possibile.
Ci siamo resi conto tutti che qualcosa è cambiato, a livello economico e sociale, lo stiamo vivendo da oltre un anno.
Ma ci chiediamo anche: perché l'ultimo anello della catena è quello che poi deve sempre pagare per tutti? Eppure, i nostri errori - ammesso che siano tali - sono di limitata entità. Come mondo della piccola impresa siamo stati valutati centinaia di volte. Siamo stati oggetto di studi, di analisi da parte di grandi esperti, di illustri economisti, di rinomati commercialisti e di famosi consulenti, tutti sempre pronti a dare consigli, suggerimenti.
Anche consigli del tipo: "Investi su questo o quel macchinario, risparmierai le tasse". Bravi, bel modo di aiutare le imprese! Adesso c'è il macchinario o il capannone da pagare, le rate del leasing che corrono tutti i mesi, e intanto... manca il lavoro. E spesso manca perché se ne è andato da qualche altra parte. O meglio, è stato portato da qualche altra parte.
E il consulente? Lui di certo non paga. Anzi, riceve - e molto - per i consigli che dà.
Ma vogliamo analizzarli, i nostri presunti errori? La litania è sempre la solita: sottocapitalizzazione dell'azienda, incapacità di affrontare i grandi mercati, mancanza di strumenti di promozione, dimensioni troppo piccole per guardare alla globalizzazione. Ce lo siamo sentiti rimproverare per anni, ce lo rimproverano ancora.
Salvo poi, specie quando si è diffusa la crisi, venirci a dire quello che sappiamo da sempre, e cioè che siamo noi l'ossatura, la spina dorsale dell'economia in Italia, siamo noi, piccoli operatori, che con il nostro lavoro creiamo occupazione, che con le nostre aziende fungiamo da ammortizzatori sociali, grazie alla flessibilità e alla capacità di assorbimento di manodopera espulsa da altri settori. E ancora, siamo noi quelli che rispondiamo con velocità ed efficacia alle richieste delle imprese più grandi; così come, purtroppo, siamo sempre noi ad essere messi in becera competizione nei sub-appalti, ad accettare condizioni-capestro pur di lavorare, e a dover subire poi le difficoltà di incasso da parte dei committenti, a ricevere contestazioni di tutti i tipi pur di non pagare.
Eppure siamo ancora noi quelli che, nella stragrande maggioranza dei casi, credono ad una società dove il valore della stretta di mano ha ancora un significato. Salvo poi doverci, spesso, amaramente ricredere.
Perché i ritardi nei pagamenti non sono prerogativa soltanto della pubblica amministrazione, delle sue macchinose e farraginose procedure. Quello è un problema importante, che la politica è obbligata a risolvere d'accordo: ma i privati, le aziende?

Al tempo stesso mi chiedo cosa è stato fatto per noi dalla politica e dai suoi strumenti operativi, dalla finanza al credito, dal fisco al lavoro.
Qualche timida riforma, qualche annuncio da verificare nella sua portata reale, e poi, di sicuro, altra burocrazia. Quella inutile, perniciosa, estenuante mole di adempimenti che la politica non riesce mai a governare nonostante le pompose promesse a tutti i livelli: locali, regionali e nazionali, ora anche europei. Come piccole aziende siamo condannate a scontare obblighi amministrativi e normativi uguali sia per noi che per le grandi industrie. Ogni anno salta fuori una incombenza nuova, ovviamente accompagnata da un corredo di sanzioni immediatamente escutibili, adesso abbiamo appreso che Babbo Natale nel 2009 ci ha portato in dono, per lo smaltimento dei rifiuti, anche il complesso sistema del Sistri. L'ennesimo strumento che sulla carta dovrebbe risolvere le problematiche di inquinamento e contrastare l'elusione delle regole, ma che in concreto aumenta ulteriormente i costi e le incombenze per le piccole aziende.
D'altra parte, a chi legifera, o a chi deve fare applicare le nuove norme, non interessa minimamente la ricaduta sull'economia reale delle loro scelte. Tanto, non pagano mica loro!

E poi c'è il tema del credito. Un tempo si diceva che le banche ti danno l'ombrello quando c'e il sole e te lo tolgono quando piove. E oggi non è la stessa cosa, o peggio? Di recente c'è stato un periodo in cui il credito pareva a disposizione di tutti, anche più del necessario, con mutui concessi al 100% per trent'anni, e non si dovevano fornire neppure grandi garanzie. Adesso si è fatta marcia indietro, il credito è merce rara.
Ebbene, si sappia che i nostri artigiani, prima di chiudere o di fallire, hanno sempre messo in campo tutto quello che avevano, compresa la famiglia.
Per questo andrebbero potenziati i fondi rischi dei Confidi, visto il ruolo importante da essi assunto - come dimostra l'esperienza del nostro ArtigianFidi Vicenza - in questa fase di congiuntura negativa e di incremento generale delle sofferenze.
E c'è anche un problema di "democrazia economica": leggere che la quota dei prestiti bancari alle imprese con oltre 20 addetti si aggira sull'82% del totale, contro il 18% della quota dei prestiti concessi alle imprese con meno di 20 addetti, è un dato che fa riflettere e che non può dipendere soltanto dalla dimensione aziendale: è una testimonianza di preconcetta mancanza di fiducia nei confronti del 97,6% delle aziende del Paese.
Ripeto, a beneficio di chi non lo sapesse: in Italia il 97,6% delle imprese ha meno di venti addetti.
E, dato che siamo in tema di cifre, ricordo che nella sola provincia di Vicenza le aziende artigiane sono 26.548, ovvero il 35% del totale delle imprese, e danno lavoro a 83mila addetti.
Oggi i nostri artigiani soffrono, spesso per gli errori indotti da altri, ma sono ancora lì in prima linea a tener duro per l'azienda, per non lasciare a casa i propri collaboratori, per la famiglia, soprattutto per il proprio futuro e per quello dei loro figli. E, a onor del vero, in qualche sportello creditizio locale, dove ci si conosce di persona e non si è numeri di un conto corrente, essi trovano ascolto.
Ma intanto quei presunti grandi banchieri-finanzieri che hanno dato a piene mani somme impensabili alla Parmalat, alla Cirio, alle società di calcio che producono il nulla salvo illusioni, all'Alitalia, ai grandi monopolisti, dalla telefonia alla televisione, dall'energia alle autostrade, dalla sanità agli ospedali unici, concedendo milioni di euro pari ad un numero infinito di Finanziarie dello Stato, quei banchieri hanno il coraggio di trattare le nostre imprese come dei pezzenti; e sono disposti a farle chiudere per non mettere in difficoltà i loro bilanci, senza avere altrettanta severità nei confronti dei furbetti, dei truffatori, delle varie Fastweb e compagnia.

Quanto al fisco, il discorso è altrettanto ovvio: siamo sempre noi, i piccoli, le partite Iva, gli autonomi, quelli che evadono. È un luogo comune che - siamo noi i primi a saperlo - non è privo di fondamento. In alcuni settori abbiamo una dichiarazione media dei redditi molto bassa. Ma è un fenomeno che noi per primi vogliamo combattere, perché siamo poi sempre noi che paghiamo le conseguenze di una competizione sleale. E questa campagna la stiamo conducendo come Associazione, anche correndo il rischio di perdere qualche iscritto che crede di trovare risposte più accomodanti rivolgendosi a certi sedicenti consulenti, come quelli cui accennavo prima, e che hanno un solo obiettivo: non pagare!
Del resto, leggiamo ogni giorno sui quotidiani quanto brave siano le grandi società ad evadere l'Iva, o i vari aspetti della tassazione, leggiamo di grandi barche ormeggiate nei porti dove solo l'affitto è pari al reddito di molti nostri artigiani, intestate a società che nei bilanci dichiarano pareggi o, peggio, perdite. Ogni tanto si alza il polverone di qualche indagine, qualcuno casca nella rete, ma in tanti casi come va a finire? Che sono ancora lì sia le barche che le società. Difficile non sentirsi presi in giro.

Nelle cronache relative alla crisi, qualcuno ha "scoperto" di recente che per i lavoratori autonomi e per i piccoli artigiani non ci sono ammortizzatori sociali; e adesso qualcuno si è impegnato per crearli, per mettere a disposizione delle risorse per questi soggetti quando sono in difficoltà, in modo da guardare avanti con più serenità.
A molti colleghi, questo sembra un amaro paradosso: prima si lascia che ci sia il massacro e poi, una volta soddisfatte le esigenze delle industrie, a chi resta si vede di dare qualcosa. Grazie, troppo buoni.
Sapete, invece, cosa mi dicono i colleghi artigiani che incontro giornalmente? Dicono: "Che ci lascino lavorare in pace. Che si agevoli chi ha voglia di fare. Che non lo si mortifichi sotto il peso insostenibile delle norme, dei cavilli, della burocrazia. Che famiglie e privati siano messi nelle condizioni di pagare i crediti, che le banche si comportino con serietà, intelligenza e con lo scopo principale di salvaguardare occupazione".

C'è anche molto altro da fare, in questo senso. Pensiamo agli appalti, pubblici o privati, vinti dai grandi centri di progettazione specializzati in materia. Poi si distribuiscono subappalti a iosa, sempre al massimo ribasso e sempre con lo stesso obiettivo: io riduco l'offerta e mi porto a casa l'appalto, tanto poi trovo sempre chi, anche per disperazione, mi fa il lavoro e io il guadagno me lo ritrovo comunque, anche perché non pago nessuno fintantoché non incasso. E inoltre ci sono schiere di avvocati per le penali per i ritardi o contestazioni, e avanti cosi.
Vogliamo parlare dell'iniziativa del Governo e della Regione chiamata Piano Casa, nata per snellire i processi decisionali e permettere di ricreare opportunità per l'edilizia e molto attesa da famiglie e privati? Soffocato completamente dalla burocrazia: provare per credere a informarsi a che punto siamo, quali sono stati i benefici finora espressi, quanti sono i Comuni che lo hanno adottato, e in che modo.
Un anno fa, proprio in occasione di questa manifestazione, usavo queste parole: "Molto, troppo spesso si parla di etica, etica di impresa, etica di comunicazione, etica di comportamenti. E l'etica del controllo a chi spetta?
Se vogliamo affermare princìpi di migliore convivenza sociale e di leale competizione commerciale, dobbiamo realizzare - a tutti i livelli di responsabilità - le condizioni perché sussistano sane e solide fondamenta".
Ebbene, i fatti che leggiamo sui giornali - anche locali - da qualche mese a questa parte hanno purtroppo evidenziato che l'ETICA latita a tutti i livelli, e che quella peggiore è proprio l'etica del controllore, troppo spesso disposto a trovare comunque una soluzione di comodo.

Cari colleghi artigiani,
l'elenco delle cose che non vanno potrebbe continuare a lungo. Così come potrei ricordare tutte le occasioni in cui il forte impegno del nostro sistema Confartigianato, dal livello provinciale a quello regionale a quello nazionale, è riuscito a migliorare leggi e situazioni, a scongiurare pericoli maggiori, a far sì che il mondo della piccola impresa, come del resto solennemente sancito anche dall'Unione Europea, venisse adeguatamente considerato da chi è chiamato a legiferare.
E potrei indicare i tanti esempi che ci dimostrano come le aziende dell'artigianato sappiano guardare avanti, abbiano iniziato a operare con decisione in comparti che parlano la lingua del futuro. A cominciare dal settore delle energie sostenibili e delle tecnologie che migliorano la nostra vita con una qualità "compatibile" con l'ambiente, o nel campo delle aggregazioni per poter essere più competitivi, nell'affrontare mercati globalizzati sempre pronti alle nuove sfide, e nel settore del credito portando il nostro strumento di cooperazione e garanzia, l'ArtigianFidi, al rango di Intermediario Finanziario riconosciuto dalla Banca d'Italia, per meglio rispondere alle esigenze delle nostre imprese.
Ma questa mattinata è anche quella in cui, senza retorica, vogliamo ribadire il nostro "orgoglio artigiano" con quei riconoscimenti di Maestro e Benemerito per i quali, ogni anno, ci arrivano tante candidature, rendendo davvero difficile la scelta dei premiati e spesso non riuscendo ad accontentare molti colleghi, a testimonianza di un tessuto vivo e vitale.
Abbiamo visto che quella di quest'anno è anche un'edizione che porta con sé i riflessi della crisi economica. Di un'ombra, cioè, alla quale si contrappone comunque una luce: la voglia di farcela che caratterizza le piccole imprese vicentine, di migliaia di aziende che, a fronte di una congiuntura mondiale, hanno dimostrato di non demordere e di continuare a operare, con lodevole tenacia e la consapevolezza che, uniti, si ha più forza.
Per questo, in occasione dei recenti fatti drammatici che ricordavo all'inizio, ho invitato a far riferimento all'Associazione quando qualche difficoltà sopraggiunge: abbiamo in atto tanti strumenti, a cominciare dal credito, perché l'artigiano non debba sentirsi solo.
I problemi legati alla congiuntura, le delusioni verso uno Stato strabico che privilegia sempre altri, la mancanza di qualsiasi etica in nome del profitto, sono altrettanti colpi inferti allo spirito imprenditoriale, ai tanti uomini e donne che lo incarnano. Eppure, nonostante tutto questo, quello spirito imprenditoriale resiste.
Noi siamo quelli che si rimboccano le maniche ogni giorno, che preferiscono stringere i denti piuttosto che lamentarsi, che hanno fatto della concretezza la loro bussola, che sanno quanto sia socialmente importante un ambiente di lavoro dove ci si conosce di persona, ci si chiama per nome, operando gomito a gomito titolare e dipendenti, adulti e giovani, sapendo che siamo tutti sulla stessa barca e che serve remare sempre nella stessa direzione.
Di questa concezione di vita, i nostri premiati di oggi sono l'esempio più bello e reale. Ed è guardando a figure come queste che ci sentiamo ancora una volta, nonostante tutto, disposti a scommettere sul domani.

Grazie a voi, Maestri, e grazie a tutti gli artigiani vicentini.

 

Giuseppe Sbalchiero (PResidente Assoartigiani)

 

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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