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Zanetti:bar Cancelletto,soluzioni da condividere

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 11 Luglio 2010 alle 21:14 | 0 commenti

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Filippo Zanetti, Vicenza Capoluogo  -  L'ordinanza di chiusura anticipata del Cancelletto (nella foto esclusiva Alessandra Moretti, Lista Per Variati, sulla botte e alla sx Filippo Zanetti, Vicenza Capoluogo, e Diamanti, Lista per variati, n.d.r.) e l'incontro con i ragazzi ieri sera ci offre l'opportunità per ragionare di politiche giovanili.

Molte sono le domande che mi pongo:
Questa città è accogliente per i giovani? Il nostro centro storico consente ai giovani di poter stare assieme liberamente e spensieratamente? Cosa cercano i giovani? O meglio cosa chiedono e come si divertono? Le degenerazione: fumo (non sigarette), alcolismo, maleducazione, sporcizia sono generalizzate, sono fenomeni isolati, devono preoccupare?
 

Da sx Alessandra Moretti, sulla botte, Filippo Zanetti e Giovanni DiamantiI ragazzi che si radunano al Cancelletto tutte le sere cercano un luogo dove stare assieme ai loro amici, bere spendendo poco, e starsene all'aperto col bicchiere in mano senza rotture e limitazioni di sorta.
Se vuoi trovare qualcuno vai a farti l'aperitivo lì e di sicuro incontri gente che conosci.
Poi essendoci lo spritz che costa meno di tutta la città risparmi, o meglio riesci a bertene di più.
Bene, se è questo che cercano i ragazzi, allora cerchiamo di offrire loro luoghi informali, senza limitazioni percepite, dove le regole sono "naturali" e non imposte, dove vi sia un discreto livello di tolleranza per l'inevitabile rumorosità che certe aggregazioni producono.
Un centro molto frequentato da ragazzi può offrire loro delle opportunità, piccoli concerti, piccole esposizioni d'arte nelle piazze, iniziative anche di sensibilizzazione ma sempre molto creative, attraenti, propositive. Ecco allora che il centro prende vita, per giovani ma no solo, per turisti ad esempio. Ecco che la città, con la bellezza artistiche e le sue attrattive può veicolare anche dei valori positivi, può aiutare la gente ad uscire dalle case e a ritrovare il piacere delle relazioni sociali. Se ne guadagna in qualità della vita, in sicurezza (se ci sono molte persone per le strade non si ha paura di uscire), e magari si scopre anche un divertimento più autentico ed economico.
Accanto a questo non dobbiamo chiudere gli occhi rispetto ai casi che invece sono più problematici: evitare di avere generazioni di adolescenti che sono ubriachi alle 21 (i casi patologici di chi esce di casa digiuno, così a stomaco vuoto ci si ubriaca più velocemente spendendo meno), evitare che la balla sia l'obiettivo della serata, evitare il deturpamento del centro e l'eccessivo disturbo dei residenti, evitare il consumo e lo spaccio di stupefacenti.
Dobbiamo inventare e percorrere nuove strade, la chiusura di un locale non basta da sola, se accanto a questa non pensiamo a percorsi paralleli:
 attrezzarci innanzitutto perché non si sporchi per terra: cestini e portacicche in abbondanza, soprattutto in prossimità dei luoghi più frequentati, magari cerchiamo di trovare qualche soluzione per aumentare il numero servizi igienici;
 Coinvolgere operatori sociali e animatori di strada in grado di avvicinare i casi più problematici, per evitare danni e pensare a percorsi di recupero;
 Osservare degli orari di chiusura in modo tale da evitare di arrecare eccessivi disagi ai residenti;
 Controllare che vengano rispettate le regole di convivenza civile.

Chi deve farsi carico di tutto questo?
Io penso che non debba essere solo il Comune, ma debbano collaborare anche gli operatori economici che da queste attività commerciali traggono dei profitti. Perché è il loro locale il luogo d'attrazione, e se ciò che viene venduto è consumato nel luogo pubblico antistante, essi aumentano "naturalmente" quella che è la capienza del locale. E non è giusto che lui si tenga i profitti e solo il comune si carichi i costi.
Un Barista poi che ha a che fare con centinaia di giovani deve sentire anche la responsabilità sociale della sua attività: per evitare gli eccessi e gli abusi di alcool, per segnalare le realtà più problematiche, per provare ad indurre un miglior rispetto della cosa pubblica e del prossimo.
C'è da fare un bel lavoro (L'assessore John Giuliari ha già convocato un tavolo con esperti e cooperative sociali per offrire delle soluzioni non solo repressive), io penso che sia questa la strada da percorrere.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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