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Turismo, famiglie e lavoro nelle linee guida per il nuovo piano del centro storico

Di Redazione VicenzaPiù Mercoledi 3 Aprile 2013 alle 17:20 | 0 commenti

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Comune di Vicenza  -  "Il centro storico che rappresenta le nostre radici diventa occasione di futuro per la città. Ma deve potersi trasformare intersecando turismo, residenzialità e lavoro". Ha sintetizzato così il sindaco Achille Variati lo spirito dell'ultimo atto urbanistico della sua amministrazione: un masterplan che delinea le strategie per la redazione del nuovo Piano del centro storico.

"Non uno strumento normativo - ha precisato l'assessore alla progettazione e innovazione del territorio Francesca Lazzari - ma linee guida pluridisciplinari da cui la prossima amministrazione possa partire, a 34 anni dall'approvazione del piano Coppa, per la redazione del nuovo piano urbanistico. La pianificazione del nostro centro storico, del resto, non poteva seguire un percorso tradizionale, ma aveva bisogno di un itinerario che collegasse in un unico scenario città storica e città contemporanea, architettura e territorio".

L'innovativo documento, redatto dal settore Urbanistica del Comune di Vicenza con la collaborazione di "ARCHISTUDIO" delle architette vicentine Marisa Fantin e Irene Pangrazi e un primo coinvolgimento di ordini professionali e categorie economiche, questa mattina è stato esaminato dalla giunta comunale. Mercoledì 10 aprile alle 17, nella sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, sarà presentato al pubblico come prima azione strategica verso la pianificazione del centro storico del futuro, come documento preparatorio "alto" su cui la prossima amministrazione potrà ragionare, confrontandosi con la città e non solo con essa, considerato che Vicenza è patrimonio dell'Unesco.
"Occupandosi di pianificazione urbanistica per il centro storico - ha preannunciato il sindaco, elencando gli obiettivi principali indicati nel masterplan - non si potrà prescindere dalle relazioni: la parte storica dovrà essere in stretta relazione con il resto della città, e non solo in termini di accessibilità. La seconda parola chiave da tenere a mente in questo percorso sarà la qualità: la trasformabilità del centro storico si dovrà confrontare con essa. La vitalità sarà il terzo obiettivo fondamentale da perseguire, perché il centro storico di domani dovrà vivere attraverso la residenza, il lavoro, le relazioni, l'innovazione tecnologica".
"La città d'arte, la sua vocazione turistica - ha concluso Variati - andranno dunque intersecati con la vita di tutti i giorni. Il centro storico non potrà essere un museo da visitare, ma un quartiere da vivere. Particolarmente delicato, quindi da tutelare, ma che avrà bisogno di potersi trasformare".
Accanto a questi temi, l'assessore Lazzari ha ricordato "la necessità di rigenerare la città, attivando processi d'inclusione urbana e l'insediamento delle famiglie, e di puntare a una città storica più attraente, per i residenti, i lavoratori, i turisti e i potenziali investitori".
"Il centro storico di Vicenza - ha commentato l'assessore - si presta particolarmente a svolgere il ruolo di collettore di sviluppo civico e modello per la città sostenibile contemporanea, in quanto è il luogo in cui si esprime tutto il mondo simbolico su cui si costruiscono le moderne catene del valore: in altre parole, in esso si possono realizzare quelle condizioni ideali di laboratorio di ricerca e sviluppo per costruire e rendere accessibili le declinazioni più interessanti ed innovative dell'universo simbolico della cultura e della città".
Non a caso il percorso che ha condotto alla redazione del masterplan sarà pubblicato in un numero speciale della rivista di INU (Istituto nazionale urbanistica) Veneto, mentre il Comune di Firenze e la Biennale dello spazio pubblico di Roma già hanno chiesto di approfondire il caso Vicenza, a dimostrazione dell'interesse generato da questo nuova modalità di affrontare le tematiche di tipo urbanistico.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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