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Rifugiati trasferiti da Pian delle Fugazze a Corzati, una sperduta frazione di Valli del Pasubio. E affidati ancora alla "discussa" Csfo

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 1 Novembre 2015 alle 10:36 | 0 commenti

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«Caro Direttore Giovanni Coviello, a seguito della nostra conversazione telefonica di oggi, ti faccio un breve report sulla nostra piccola indagine su un gruppo di rifugiati che sono stati dislocati, ma forse sarebbe meglio dire esiliati, nella minuscola frazione di Valli del Pasubio di nome Corzati...». È così che inizia una mail pervenutaci da uno dei sempre più numerosi "italiani" o "italianizzati" che, personalmente o per il ruolo che non solo hanno ma soprattutto "sentono" di avere nella cosiddetta società civile,  si rivolgono a noi.

Lo fanno perchè, ci dicono, identificano noi come informatori indipendenti dopo 10 anni in cui l'indipendenza è stata il nostro comandamento e dopo i racconti e le documentazioni di fatti, come quelli dell'Hotel Adede e di Cesuna,  che rivelano profili di illiceità se non di disumanità nel trattamento dei profughi, politici od "economici" che siano.

In questo crescente passa parola, e passa fatti, avevamo incontrato nell'Alto Vicentino chi, poi, ci avrebbe ricontattato per inviarci, da noi richiesto, un ennesimo documento su cui riflettere e da rendere pubblico. Gli avevamo assicurato, a fronte della credibiltà di quanto avrebbe denunciato, che noi avremo cura di verificare, e, soprattutto, dell'accesso assicuratoci alle fonti, l'anonimato, se avesse voluto.

La questo ennesimo "lui" ha voluto, con nostra sempre meno infrequente sorpresa, metterci firma  e faccia con questa dichiarazione che seguiva la premessa prima riportata: «A tal proposito, riprendendo la nostra conversazione, penso che noi abbiamo l'obbligo morale di metterci la faccia; per cui, laddove tu ritenga necessario, puoi citarmi senza problemi...»

Per cui pubblichiamo la sua lettera-documento così come ci è pervenuta, perchè i fatti raccontati li verificheremo, anche se alcune conferme di comportamenti simili le abbiamo già avute anche ieri alla Festa multietnica al Baronio, ma la sua apprensione per "persone" meno fortunate di noi è documentata proprio da questa lettera.

Grazie, Marcello Limoli.

Ecco, quindi , come prosegue il racconto.

 

...Avevamo avuto più voci di un gruppo di rifugiati che erano stati trasferiti dal Pian delle Fugazze, invece che col più folto gruppo di Cesuna, in una sperduta frazione di Valli del Pasubio. Dopo una serie di incroci di telefonate con vari migranti con i quali siamo in contatto, siamo infine riusciti a trovare i giusti riferimenti. Abbiamo preso telefonicamente degli accordi ed oggi (sabato 31 ottobre, ndr), nel primo pomeriggio, ci siamo trovati con tre di loro (in tutti sono 14 presenti in questa località) lungo la strada che da Valli porta a questa frazione.
La prima impressione è che fossero piuttosto intimiditi, se non impauriti, e ci hanno chiesto di andare a Valli per parlare.
Li abbiamo fatto salire in auto e siamo andati in un posto tranquillo del paese.
La prima questione che hanno posto e che ci siamo posti è per quale motivo questo gruppo sia stato dislocato in un posto talmente sperduto; e, legata direttamente a questa domanda, ci siamo chiesti come mai il prefetto li abbia lasciati sotto le "cure" di quel presunto "speculatore" della cooperativa Csfo di Monselice, a cui era stato revocato, dallo stesso prefetto, per le infami condizioni in cui aveva tenuto i migranti nella ex colonia Città di Schio del Pian delle Fugazze, l'appalto per l'accoglienza degli stessi. Al momento sappiamo con certezza che, oltre a questo gruppo di Corzati, continua a gestire altri due gruppi di rifugiati a Velo d'Astico e a San Pietro Valdastico.
L'altro grande problema è che questo "individuo" continua a negare il rilascio del "permesso di soggiorno" (in effetti il documento che attesta l'avvio delle procedure di verifiche dei requisiti di accoglienza, ndr) a quasi tutti i componenti del gruppo (solo due persone lo hanno avuto), che sono sotto la sua "tutela" da ben 4 mesi. E, da quello che ci hanno confermato tanto la questura che la cooperativa che gestisce attualmente il centro di Cesuna, la Ecofficina, il permesso di soggiorno deve essere rilasciato dalla cooperativa non appena identificati, cosa già avvenuta da lungo tempo.
Anche il cosiddetto "pocket money" viene rilasciato dal suddetto individuo col contagocce secondo una logica, riteniamo, ricattatoria o premiale (per chi si comporta secondo i suoi ordini).
Altro problema è che il riscaldamento, pur presente, e del tutto inadeguato a scaldare lo stabile, per cui, soprattutto di notte il freddo si fa sentire. Quasi tutti, inoltre, pur avendo vestiario sufficiente, hanno calzature del tutto inadeguate per il freddo.
Esiste, inoltre, un problema igienico che pensiamo possa essere anche pesante: nella cucina cade dal soffitto acqua degli scarichi del gabinetto, ma questo è da documentare, dal momento che oggi (sabato 31 otobre, ndr) non abbiamo potuto visitare l'interno. Però, l'unica foto (del offitto marcio sopra la cucina di Corzati a Valli di Pasubio, ndr) che siamo riusciti ad avere è quella del soffitto del bagno (fatiscente come puoi vedere), da cui passa l'acqua degli scarichi.
...
Ti ringrazio per l'attenzione e, soprattutto, per la sensibilità verso questi problemi.
Marcello Limoli

Soffitto marcio sopra la cucina di Conrzati a Valli di Pasubio335 6432533370 3286647


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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