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Renato Bertelle, avvocato e presidente dell'Associazione nazionale azionisti BPVi: lo incontriamo per continuare a unire chi vuole "ristorare" sul serio le vittime delle banche

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 25 Novembre 2018 alle 22:36 | 0 commenti

Come scrivevamo anche pochi giorni fa, bisogna serrare le fila tra le associazioni e i legali dei risparmiatori vittime del flop di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, oltre che delle quattro banche risolte e di altre quattro poste in Lca come le due venete, tutte banche i cui soci sono  interessati all'evoluzione impressa dal governo alla legge 205 e sfociata nel capo III articolo 38 della legge di bilancio in discussione presso le commissioni parlamentari e che arriverà in parlamento fra pochi giorni per il ristoro dei loro denari. 

Se ad agosto ho incontrato nella sua parrocchia di Dese don Enrico Torta, che non raccolse l'invito ad unire, la scorsa settimana sono andato a trovare anche l'avvocato Renato Bertelle nel suo studio.

In passato abbiamo polemizzato col professionista di Malo (Vi) che è anche presidente dell'Associazione nazionale azionisti BPVi ma lui e noi abbiamo proseguito nelle nostre battaglie in cui ci ha sempre unito anche la volontà di richiamare alle sue responsabilità chi è alla base del dramma per lo meno della BPVi: su quel chi, io da giornalista, che dal 13 agosto 2010 ha messo il naso nel sistema BPVi, e lui da avvocato e socio della banca, che ha disinvestito in tempo prevedendo quello che stava per succedere, abbiamo sempre concordato: Gianni Zonin e il suo circo ben poco magico, oltre ovviamente a chi non ha controllato e lo ha lasciato fare o gli ha "consigliato" cosa fare, da Bankitalia a Consob, dai sindaci alle società di revisione, come la KPMG per Vicenza.

Ci siamo incontrati a Malo, ci siamo quasi azzuffati (dialetticamente) di nuovo ma, poi, ognuno ha fatto un passo indietro fondamentale, quello di riconoscere all'altro la buona fede, il passo avanti, cioè, che volevo, invano, anche con don Torta ma che con Bertelle c'è stato, almeno mi sembra, per unire chi vuole "ristorare" sul serio le vittime delle banche.

Da quell'incontro è nata un'intervista venerdì che ho diviso in due parti: nella prima Bertelle racconta come  è arrivato a occuparsi dell'associazione, come abbia provato, invano anche lui, a coinvolgere Andrea Arman, senza egoismi, cosa pensi delle costituzioni di parte civile oggi di certo non più utile come quando il legale pensava, sperandolo invano, che gli imputati fossero tutti i membri del cda, i sindaci, KPMG, Banca d'Italia e Consob. La lotta al riguardo Bertelle la sta continuando chiedendo l'avocazione a Venezia del processo per coinvolgere più responsabili e, quindi, più patrimoni aggredibili, oggi di fatto limitati a quello di Zonin, su cui però ripete il dubbio che i beni mobili sequestrati siano "falsi",  anche se lo stesso avvocato confessa di non credere che mai nessuno in Italia processerà la banca di via Nazionale, che è al vertice di chi decide ed opera.

Vedete e valutate voi cosa dice l'avvocato, per me è stato già un successo allargare il più possibile l'area intorno all'obiettivo unico di fare il meglio possibile per i risparmiatori azzerati e dare una sensazione di maggior compattezza del fronte dei rappresentanti dei soci la cui cabina di regia i sottosegretari, Alessio Villarosa (M5S) e Massimo Bitonci (Lega) hanno convocato per il 27 novembre al Mef per una sintesi delle volontà comuni sulle modifiche da apportare a quell'articolo 38 del capo III della legge di bilancio.

A domani per la seconda parte dell'intervista.  


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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