Oo.Ss. e strutture residenziali per anziani vicentine, l'incontro del 22
Venerdi 25 Febbraio 2011 alle 19:21 | 0 commenti
Cgil Vicenza - Martedì 22 Febbraio i rappresentanti di Cgil Cisl Uil (Confederazioni, Categorie dei Pensionati e dei lavoratori dipendenti) e di alcune importanti strutture residenziali del vicentino (Ipab di Bassano del Grappa, Schio e Valdagno) si sono incontrati per valutare insieme le notizie preoccupanti concernenti il ridimensionamento del finanziamento della quota sanitaria garantita agli ospiti delle strutture residenziali per anziani da parte della Regione Veneto, la mancata risposta all'aumento della quantità di impegnative in essere e al problema complessivo della non autosufficienza.
Cgil Cisl e Uil hanno ribadito le seguenti posizioni e proposte:
1. l'invecchiamento progressivo della popolazione nel nostro Paese e nella nostra Regione è un dato noto a tutti. Così come l'aumento delle malattie collegate a questo fenomeno. Tutti ritengono che la risposta migliore da dare al problema socio-sanitario della non autosufficienza si debba trovare nel territorio attraverso il coinvolgimento pieno di vari attori (comuni, ulss, strutture residenziali, volontariato, associazioni di rappresentanza, etc.). Varie possono essere le tipologie d'intervento (di supporto economico e/o di erogazione di servizi pubblici/privati) al fine di lasciare all'ospedale la vera funzione di cura delle acuzie e liberare risorse (umane ed economiche) adeguate ad affrontare tale urgente priorità ;
2. negli ultimi tempi assistiamo ad un continuo ridimensionamento dei servizi in particolare quelli di natura domiciliare (causa anche l'innalzamento della domanda) collegato ad un preoccupante aumento della compartecipazione da parte dei cittadini;
3. in particolare, per quanto riguarda le strutture residenziali, ci si trova di fronte a rette alberghiere sempre più elevate (mediamente intorno ai 1.500 euro al mese) a fronte di una quota sanitaria sempre più lontana (sotto l'aspetto economico) dalle remunerazione di costi legati alle patologie sanitarie;
4. vi è il forte rischio che nel territorio e nelle strutture residenziali solo chi non possiede nessuna copertura economica (scaricando il problema all'ente locale) oppure, all'inverso, chi detiene grandi ricchezze, possano avere dei servizi adeguati ai bisogni socio-sanitari espressi;
5. il numero delle impegnative attualmente previste sono inadeguate al numero vero delle persone con problemi di non autosufficienza. Esse vanno aumentate in maniera credibile, valutando eventualmente una scala più ampia di gravità sanitaria, rispetto a quella attuale, cui erogare i contributi economici (attualmente su due livelli);
6. le strutture residenziali, in questo periodo appaiono molto più simili a lungodegenze, che non a case di riposo. La quota sanitaria, in molti casi non copre il 50%, dell'intero costo dell'ospite e la quota alberghiera appare spropositata rispetto ai servizi alberghieri effettivamente usufruiti dallo stesso. Sappiamo tutti che una giornata di degenza in ospedale costa molto di più di quella offerta in una struttura residenziale (indipendentemente da chi contribuisce o meno). Per questo va, in maniera più consistente, aumentato il peso economico della quota sanitaria e diminuita di quella alberghiera.
Si ritiene che sul tema della non autosufficienza, oggi più di ieri, c'è la necessità di fare squadra tra istituzioni, comuni e rappresentante sindacali.
L'impegno di Cgil Cisl e Uil sarà quello di dare priorità a questo tema: sia in termini di risorse da utilizzare, sia in quello dei servizi da erogare.
Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil, Fp Cgil, Fp Cisl, Uil
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