Inchieste | Quotidiano | Categorie: Diritti umani, Vita gay vicentina

Mattia Stella parla di gay, ambiente, handicap, profughi, musulmani, papa Francesco, chiesa

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Sabato 23 Gennaio 2016 alle 21:37 | 2 commenti

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Abbiamo intervistato per VicenzaPiu.Tv Mattia Stella, presidente di ArciGay Vicenza, a inizio mese ma oggi, in occasione, delle manifestazioni in tantissime piazze, in cui 1.000.000 di sveglie simbolicamente hanno dato la "sveglia" all'Italia sulle unioni civili e sulla discussa Sted child adoption e in attesa delle "contro manifestazioni" di sabto prossimo per il Family Day (ma anche questa contrapposizione (in piazza" la dice lunga sul nostro paese), ci piace riproporre la trascrizione completa dell'intervista che riguarda non solo i gay, ma il mondo delle diversità: profughi, ambiente, handicap, religione musulmana, l'Isis, la chiesa ... A volta vedere porta alla superficialità, leggere costringe a pensare. E Mattia Stella di stimoli, da condividere o da controbattere, ne dà, eccome.

Mattia Stella lei è un nostro “vecchio amico” ed è presidente Arcigay a Vicenza. Si parla molto e forse se ne parla molto male del fenomeno profughi, ma l’atteggiamento di mancanza di sensibilità verso il problema dei profughi mi sembra di averlo già visto non solo a Vicenza ma anche in altri aree prima per quanto riguardava i portatori di handicap poi il mondo LGBT. Dietro questo non voler considerare le diversità cosa c’è?

C’è innanzitutto la paura dettata negli ultimi anni si diceva dalla crisi economica, ma questa paura nasce anche noi momenti di difficoltà come questi in cui le persone si sentono sotto attacco. Vediamo quello che sono state le esperienze in Francia, in Belgio e in altri paesi. In questi momenti così duri la gente tende a rinchiudersi nelle poche certezze che ha e quelle certezze molto spesso non sono l’accoglienza verso qualsiasi tipo di diversità. Quindi è importante dare soprattutto da parte delle istituzioni e da parte di chi si occupa dei diritti e così via dei messaggi positivi in modo tale che le persone sappiano accogliere la diversità come un fatto quotidiano. Credo che questa sia la chiave.

Pochi giorni fa mi è capitato di ascoltare alcune frasi di Crozza. Lei sa che in Italia ormai i comici fanno politica, e Crozza diceva una cosa che poi ho letto anche sul’Espresso scritta dal vice direttore Damilano: noi vogliamo ribadire la nostra identità esaltando il valore del il presepe ma dimentichiamo che i personaggi del presepe erano tutti arabi e che i re Magi, diceva Damilano e poi ribadiva Crozza, erano curdi. Forse l’identità esasperata non porta all’amore globale che qualunque religione in fondo professa.

Certamente, si registra una associazione tra mondo arabo ed Isis in queste settimane e questo è un atteggiamento molto pericoloso perché vanno distinte quelle che sono le forme di violenza da quella che invece è una cultura che esiste da secoli ed è importante tanto quanto quella cristiana. Noi molto spesso dimentichiamo che la storia del nostro paese è spesso intrecciata con l’esperienza araba o comunque con quella dei paesi medio orientali. Noi viviamo in Veneto, la Serenissima è un esempio di questo scambio culturale che c’è sempre stato tra questi due mondi. Forse rileggere alcuni passaggi della storia ci aiuterebbe a leggere meglio anche il presente e non accadrebbe quello che sta accadendo ad esempio in questi giorni in cui un candidato repubblicano degli Stati Uniti propone la chiusura del suo paese alle persone di fede mussulmana. Quindi non dobbiamo farci trascinare dal populismo facile, le riposte ci sono, non sempre sono facili, non sempre sono rapide, ma si possono trovare.

Lo stesso candidato che emula Le Pen vorrebbe anche la chiusura di internet, questo basterebbe forse a metterci, uso un termine brutale, una croce su… Ma il mondo gira anche perché i politici spesso parlano alla pancia della gente, spesso non dicono quello che pensano ma quello che porta consenso e questo è molto triste perché il politico dovrebbe anche un po’ guidare le persone. Andando oltre lei mi ha suggerito un tema. Si parlava prima di arabi, di diversità, di globalizzazione quindi non di chiudersi in se stessi. Recentemente c’è stata la conferenza mondiale per l’ambiente e gli stessi leader che blaterano o promettono di curare meglio l’ambiente sono proprio quelli che si lanciano le bombe addosso, diciamo la verità, e finanziano in un modo o nell’altro l’Isis oggi come altri movimenti prima per conquistare il petrolio che è uno degli inquinanti maggiori nel mondo. Anche qui c’è una contraddizione di fatto, belle parole da un lato ma interessi economici che vincono.

La sfida del nuovo secolo è sicuramente definire meglio quale sia la distinzione tra potere politico e potere economico. Un tempo sicuramente il primo dominava sul secondo, al giorno d’oggi è veramente  difficile dire questo. Il rispetto dell’ambiente è rispetto verso noi stessi, accogliere l’ambiente è anche un esercizio che noi possiamo fare nel saper accogliere tutto quanto non è esattamente come noi e che è un esempio di diversità. Il mondo politico spesso pecca in questo e talvolta anche la comunicazione è poco attenta a quelle che sono le evoluzioni, a quello che sta accadendo intorno a noi che non siano in termini puramente politici o economici e speriamo che anche questo messaggio che ha lanciato ultimamente il papa a favore del rispetto dell’ambiente venga accolto maggiormente da tutti.

Lei ha lanciato ora una delle domande che volevo farle. Papa Francesco si è proposto come il nuovo riprospettando Francesco che sarebbe l’anima veramente cristiana della religione che accomuna molti italiani. Ecco papa Francesco ha fatto varie dichiarazioni dirompenti e una riguardava il mondo omosessuale domandando agli altri e a se stesso a che titolo possa lui stesso giudicare un omosessuale. Questa grandissima apertura culturale umana del papa poi ha trovato dei freni, non so quanto in lui stesso o nel potere vaticano sinodale che ha impedito che questo discorso continuasse con la velocità  che sembrava gli stesse imprimendo il papa. Dalla sua visuale vicentina come vede questo doppio papa, un papa molto aperto che però non ha la forza o non vuole avere la forza per scardinare dei tabù che ormai direi che culturalmente dovrebbero essere più che superati?

Io credo che da quando questo papa è stato eletto è stato scoperchiato quel contrasto interno che esiste all’interno della chiesa di due anime molto distinte: un’anima diciamo più conservatrice, più legata a un rapporto ristretto nei confronti della modernità, del mondo, della sua evoluzione e dall’altra parte una parte di chiesa che sicuramente è più aperta, chiamiamola democratica. Questo scontro c’è, c’era già ma con l’elezione di questo papa pare che queste due posizioni si stiano scornando molto più facilmente e anche molto più spesso. È difficile per chi è laico come me e come lei sapersi posizionare all’interno di questa chiesa. Io rivendico la mia laicità e nel farlo le dico che sto riscoprendo quel messaggio rivoluzionario che è contenuto nel vangelo, che è un messaggio che molto spesso noi trascuriamo e sono convinto molti trascurano all’interno della chiesa stessa.

Il papa di cui lei parla, questo papa bello da ascoltare ma frenato o che si auto frena nei fatti, io lo riscontro anche in altri episodi, veda adesso quello che sta succedendo per l’ennesimo scandalo economico del Vaticano in cui sono conclamate realtà che ha tirato fuori il papa stesso istituendo commissioni di indagine su cardinali che vivono nella ricchezza, su un utilizzo dello Ior come strumento di riciclaggio di denaro. Però questa stessa chiesa processa i due giornalisti che hanno rivelato quello che il Vaticano sta indagando, questo stesso papa è quello che professa aperture e poi guarda caso sicuramente è stato una componente fondamentale se non decisiva nel far fuori, uso un termine brutale, Marino dalla poltrona di primo cittadino di Roma. Perché è storia ormai che l’opposizione anche “violenta” di questo papa a Marino è nata quando Marino ha legalizzato, ha istituito un registro  delle unioni civili e che sia storia lo dimostra quell’intervista abbastanza dura, non rituale per un papa che addirittura usa i media per dire “no, non lo ho invitato io a Philadelfia. Mi sembra un piccolo modo per fare un grande sgambetto. Questo papa è sempre Francesco o c’è questo potere della chiesa che è così incrostato all’interno che non basta che lui viva fuori del Vaticano per portare a compimento quelli che sembrerebbero i suoi obbiettivi?

Banalmente mi verrebbe da dire che tutto il mondo è paese, che quello che succede in Italia succede anche in Vaticano. Diciamo che quello che emerge, ed è interessante, è che parliamo di un mondo in cui è importante la spiritualità ma pare che l’aspetto umano stia predominando e che non esista infallibilità, quando si è uomini e si è donne certi errori sono costanti e quindi non ci sono scuse, non c’è un ombrello sotto cui ripararsi. Poi potremmo discutere sul grado di democraticità all’interno di un paese o di uno stato come il Vaticano ma queste sono cose che per noi comuni cittadini sono difficili da comprendere. La speranza è che questa voglia di cambiamento che emerge dal basso riesca ad avere una spinta tale da far in modo che giunga anche in alto.

 

… che riesca a permearsi nella cultura di ognuno perché diventi obbligatorio prenderne atto in qualche modo. Comunque, è importante che se ne possa parlare anche se alcuni mezzi di comunicazione non sono così aperti. Torniamo a Vicenza anche se le cose di cui abbiamo parlato e tutto quello che avviene nel mondo interessano Vicenza perché Vicenza è parte del mondo. Io ho visto questa influenza grossa della chiesa, parlo anche io da laico, anche sulla realtà vicentina che tipicamente è fortemente condizionata e forse ancora di più perché Veneto bianco si dice così proprio per  questo tipo di rapporto tra politica e religione. Si è visto anche con il vescovo Pizziol. Qualche mese fa grandissime polemiche in città su uno spettacolo che sarebbe stato blasfemo, il nostro quotidiano locale un giorno sì… ma anche la sera e anche la notte non faceva altro che sparare a zero, politici di opposizione che sembrava che stesse arrivando uno tsunami morale a Vicenza con questo spettacolo… quando poi il vescovo ha deciso “fermi tutti perché ho verificato che questo spettacolo è tutt’altro che blasfemo”, all’improvviso tutte le voci di dissenso si sono zittite. È ancora così potente la chiesa oltre che in Italia anche a Vicenza?

Secondo me dovremmo provare a capovolgere la domanda, invece di chiederci quanto è potente la chiesa dovremmo chiederci quanto è debole il nostro sistema politico e quanto i nostri rappresentanti politici siano capaci di elaborare le situazioni, di cogliere i messaggi  e di cogliere quel cambiamento in modo indipendente senza rinchiudersi dietro le ideologie dietro gli interessi di parte e così via. Forse questo è qualcosa che ha accompagnato la storia democratica del nostro paese, un certo servilismo che purtroppo è storico e ancora oggi si sente.

Le faccio ora una domanda che vuole essere una provocazione per lei. Perché in questo mondo di aperture, a parole, in questo mondo di globalizzazione, a parole, a Vicenza quando c’è da criticare qualcuno o in certi casi quando c’è da criticare il potere gli si associa l’etichetta in senso negativo di gay. Adesso stiamo scoprendo che tutto quello che non fa piacere in certi settori è dovuto alla cosiddetta lobby gay: lei fa parte di questa lobby gay oppure no?

Se esistesse vorrei conoscerla e mi piacerebbe farne parte sinceramente Mi pare che quando si parla di lobby gay si parli di un mondo fatto di persone assolutamente ricche, potenti, che riescono a piegare multinazionali, che riescono a piegare governi. Nemmeno nei peggiori incubi di Giovanardi questo esiste e quindi secondo me sono costruzioni che non trovano nessun tipo di riscontro.

Ho visto un bel film con la Paola Cortellesi, in cui da architetto donna geniale deve fingersi assistente di un uomo per avere incarichi che altrimenti non avrebbe e quell’uomo, un omosessuale, la aiuta ad imporre la sua vera identità . Lo ha visto questo film cosa ne pensa?

Non ho ancora avuto il piacere di vederlo , è interessante che negli ultimi due anni nelle sale siano giunti molti film interessanti che danno anche una prospettiva diversa del mondo LGBT, una volta quando si accendeva la Tv l’omosessuale o lesbica che comparivano, se comparivano erano macchiette e quindi anche l’esempio che noi abbiamo oggi non sono più i Platinette, i Malgioglio ma esistono tante persone omosessuali e lesbiche che nella loro assoluta normalità compaiono in Tv e hanno tanto da dire.

C’è, comunque, una parte del mondo omosessuale che ama l’esibizione anche se questo vale anche per gli eterosessuali. È positivo o negativo questo volersi mostrare in maniera, uso un termine sbagliato ma lei sicuramente mi capirà, folcloristica che poi si espone al pubblico ludibrio ammesso che abbia senso il pubblico ludibrio: esporsi in questo modo è una provocazione o è un mostrarsi come ci si sente?

Secondo me la questione è un  po’ complessa nel senso che l’esibizionismo, chiamiamolo così, esiste nel mondo eterosessuale come nel mondo omosessuale, ma ho l’impressione che si rimanga molto più colpiti, molto più “offesi” se a comparire in pubblico sono delle persone omosessuali in un modo che noi personalmente potremmo ritenere, non so, succinto ecc. Quando invece, se lo fanno delle persone eterosessuali, potrebbe essere giudicato in modo diverso. Questa è la mia impressione poi il mondo è assolutamente bello

Lei lo farebbe?

Io lo farei? Probabilmente sì, uno dei miei eroi preferiti si chiama Harvey Milk che è stato il primo politico omosessuale dichiarato negli Stati Uniti e lui diceva una cosa molto bella, diceva “ognuno di noi dovrebbe celebrare quotidianamente la sua diversità” e quindi quella diversità, che sia una diversità puramente fisica, che sia una diversità mentale o di abilità, che sia una diversità nel modo di esprimersi o di creare è una diversità che va celebrata e che non va scoraggiata attraverso il giudizio altrui ma che semmai va potenziata.


Commenti

Inviato Domenica 24 Gennaio 2016 alle 18:28

La miseria, meglio del capo del governo Matteo Renzi. Tutto il programma con i soldi dei contribuenti. Amen.
Inviato Domenica 24 Gennaio 2016 alle 23:43

Non riesco a leggerlo tutto
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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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