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Federmanager Vicenza: servono manager per la “grande bellezza” del Veneto

Di Redazione VicenzaPiù Sabato 6 Giugno 2015 alle 20:26 | 0 commenti

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Il resoconto di Federmanager Vicenza sull'assemblea annuale

«I musei andrebbero fatti gestire a dei manager. Se il Louvre ha 2.900 addetti e gli Uffizi solo 190 dipendenti è solo perché il primo è un azienda, il secondo una sede distaccata della Soprintendenza». Il messaggio arriva dal dibattito tenutosi ieri alla Fondazione Cuoa nell’ambito della 70ma assemblea di Federmanager Vicenza. 

A lanciarlo è Giulio Muratori, capo delegazione del Fondo per l’ambiente (Fai) di Padova, che insieme al giornalista Gian Antonio Stella e a Paola Gasparini, ad di Smalvic, ha discusso di “La nostra ‘grande bellezza’: gente, lavoro, arte”. Moderatore il giornalista Stefano Ferrio, che ha aperto l’incontro con un brano tratto dal “Viaggio in Italia” nel quale Guido Piovene descrive l’imprenditore vicentino Pellizzari.

E a proposito di turismo Stella rincara la dose: «Il Mezzogiorno ha 17 siti Unesco come il Regno Unito, ma ne ricava 5 miliardi di euro contro 41. Il Louvre nel 2012 ha avuto incassi propri per 125 miliardi, 8 in più di tutti i musei, gallerie e siti archeologici pubblici italiani messi assieme. Nel 1970 eravamo il Paese più visitato al mondo, ora siamo quinti e ci incalzano. Per rapporto qualità/prezzo siamo al 57° posto. Vogliamo continuare a truffare il turista cinese “perché tanto non torna”? Ma va a casa e parla. Nel Dopoguerra investivamo lo 0,8% del Pil in cultura, ora lo 0,19%. Com’è possibile con tutto ciò che abbiamo che dal turismo arrivi solo il 4% di Pil?».

L’importanza del turismo è ribadita da Muratori. «I dati del settore sono positivi contrariamente a quelli del manifatturiero, perché sono cambiati i consumi, ora si cerca qualcosa di emozionale. E il comparto è destinato a raddoppiare. Dobbiamo vendere prima il Paese, poi il territorio. Perché non c’è, ad esempio, un pacchetto con le ville venete? E costruire nuova bellezza, come si sta facendo in Francia, riqualificando le città, come si è fatto a Novoli a Firenze».

Sull’importanza dell’emotività e della cultura concorda anche Gasparini. «Una volta il rapporto tra azienda e cultura era solo di committenza – afferma – ora si dà ai prodotti un messaggio culturale e succede che una pressa sia venduta perché più bella. Perché non portare i turisti nelle nostre aziende, nei calzaturifici della Riviera del Brenta o nelle cantine della Valpolicella?».

La mattinata, nella sua parte prettamente associativa, è stata aperta dalla relazione di Maurizio Pini, presidente di Federmanager Vicenza, che ha illustrato lo stato della professione, che nel Vicentino dopo un 2014 chiusosi con 40 transazioni per cessazione del rapporto di lavoro e 15 per demansionamenti o passaggi a quadro o sensibile riduzione della retribuzione (dai quali sono escluse le situazioni nelle quali non si è giunti ad un accordo), nel 2015 ha già visto 25 licenziamenti di dirigenti.

Pini ha quindi spiegato le iniziative intraprese dall’associazione per aiutare chi ha perso il lavoro: la convenzione con Adhoc, cooperativa di temporary management che conta oltre 100 iscritti con più di 30 progetti avviati, che interessano una trentina di manager; quella con Backtowork, società che mette in contatto piccole e micro aziende con manager potenziali investitori; l’accordo con S&A Change, società di outplacement e coaching a beneficio di chi perde il lavoro; l’acquisto di una quota di Cdi Manager, srl che offre alle aziende le professionalità presenti nei database di Federmanager.

Ma Pini si sofferma anche sull’importanza del manager nel settore turistico e culturale. «Oggi le città vanno vissute, non visitate – afferma – il museo non si può gestire solo dando le chiavi al custode. Un manager può stilare un business plan e farlo rendere, questo è il valore aggiunto che la nostra categoria può dare al settore e al territorio, un lavoro per cui servono competenze sia professionali che culturali».


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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