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Dopo scarsa affluenza al voto Consiglio degli stranieri è chiamato alla prova della qualità. Una parte del PD e dell'amministrazione ha fatto come Totò: armiamoci e combattete

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) Domenica 21 Febbraio 2016 alle 20:07 | 0 commenti

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Sono ingegnere elettronico per laurea e, quindi, i numeri li reputo importanti. Ma ho anche le basi umanistiche del liceo classico che ho frequentato prima dell'università per cui so anche che i numeri vanno interpretati e "sentiti" nelle situazioni che descrivono. Non basta, quindi, la logica del semplice  0 - 1 (vero - falso) ma vanno valutate tutte le combinazioni di tanti 0 e tanti 1 per esempio per commentare le elezioni appena svoltesi per scegliere i 21 rappresentanti nel primo consiglio degli stranieri, esperimento di democrazia allargata che Vicenza ha saputo attivare ma... 

Ma le stesse forze di governo cittadino che tanto hanno fatto, dopo dieci anni di lotte dei comitati locali a supporto dell'Unione Immigrati e delle sue successive emanazioni, per rispondere con un "sì" alle richieste di poter salire un primo gradino di partecipazione (i consiglieri stranieri discuteranno e proporranno ma non potranno votare), poco o nulla hanno fatto (a parte il sindaco Variati, che però, non può far tutto, l'assessore Isabella Sala e pochissimi altri) così da far sembrare un infaticabile agit prop Mattia Pilan, un militante di Sel senza ruoli di rappresentanza ufficiale in Comune, ma che ha lottato prima per far conquistare il primo loro diritto di voto agli stranieri e poi ha lavorato giorno e notte per far svolgere al meglio le elezioni.

Lo scarso impegno a promuovere il voto allargato da parte delle forze politiche di maggioranza, che tra l'altro avrebbero riscosso il dovuto dopo aver votato per il "sì" al nuovo diritto, si è riscontrato nell'informazione, tra cui quella locale "ufficiale", di fatto, però, poco letta da quel settore, e che aveva scarso interesse a parlare agli stranieri dell'opportunità che avevano.

E, quindi, ha pesato ancora di più lo scarso impegno delle forze di governo della città nello sfruttare le proprie leve per trovare mezzi alternativi di informazione che non fossero i soliti incontri per pochi e ad uso soprattutto mediatico di chi li organanizzava per dire "io c'ero".

Pochissimo e di meno ancora, poi, hanno fatto le forze politiche che pure avrebbero dovuto essere più vicine e sensibii alla conquista dei nuovo votanti, in primis il PD cittadino di Enrico Peroni e del "giovane" capogruppo Giacomo Possamai che non ha saputo neanche appropriarsi dei meriti possibili dell'iniziativa e non ha fornito neanche un volantino ai suoi militanti (ci sono ancora nel Partito di Renzi quelli che militano e vanno in giro tra la gente, vecchia e nuova, o ci rimangono solo quelli che si tesserano per appartenere al gruppo dei vincitori?).

Direte che a muoversi dovevano essere soprattutto i nuovi elettori.

Giusto, ma, a giudizio di noi che con VicenzaPiu.Tv, pagati e ripagati solo, ma non poco, dalla nostra idea di informazione democratica, abbiamo dedicato alle prime elezioni "foreste" ben 10 ore di video presentazioni e dibattiti, i nuovi candidati e i nuovi elettori (a parte gli impegni di lavoro e di... disoccupazione oltre alla mancata conoscenza dei sistemi di accesso all'informazione) quello che potevano fare lo hanno fatto: presentare le liste sensibilizzando in primis i candidati e poi subito, e per quel che potevano in tre sole settimane, gli elettori nonostante le motivazioni alla candidatura e al voto non fossero, poi, così forti visto che si andrà a parlare ma non a  decidere.

Se sarebbe stato opportuno almeno organizzare più seggi vicini ai votanti per aiutarli an andare a votare (erano sei le urne in solo tre postazioni in una città con 110.000 abitanti e 11.000 potenziali votanti), ora non serve discutere se i 1.500 erano pochi (ma se avessero votato non in 1.500 o poco più ma in 3-4.000 non avrebbero creato, cari amministratori, seri problemi organizzativi?), ora sarà importante, scontate le prevedibili e talvolta demagogiche critiche malpanciste, che i 21 eletti sappiano scegliere subito il presidente e il vice presidente non facendosi contagiare nella loro scelta, come qualche sintomo parrebbe già far temere, dai giochini all'italiana: sarebbe il modo peggiore per integrarsi.

Scelgano i 21 consiglieri due persone intelligenti (lo sono tutte se sis ono impegante) ma semplici, capaci non di parlare nulla dicendo ma di unire le varie etnie per individuare pochi, ma chiari e comuni problemi su cui il Consiglio comunale, quello votante, possa intervenire realisticamente.

Scelgano due eletti non ammalati di protagonismo (questa malattia l'abbiamo diagnosticata in alcuni durante le nostre trasmissioni) ma due "persone"  semplici, un uomo e una donna (11 sono i maschi eletti e 10 le donne, che bell'esempio!).

Per noi meglio sarebbe se scegliessero anche un musulmano, stupendo sarebbe se scegliessero una musulmana (che altro bel messaggio simbolico e pratico per i vicentini e per il resto d'Italia sarebbe in un consiglio ricco di religioni!).

E dopo la scelta, umanamente complesa, ma da fare subito e in armonia, i 21 eletti, tutti e non pochi (non sarà facile resistere ai primi scoramenti, ma sarebbe tragico farlo se vorranno far maturare questa esperienza e coglierne i frutti nel tempo e non una tantum) comincino subito ad affrontare argomenti concreti.

Se questi temi, poi, riguarderanno non solo loro, vicentini di originini straniere, ma anche i vicentini indigeni o di origini italiane, allora sì che il "modello Vicenza" potrà essere allargato e esportato.

A dispetto del volantinaggio e del supporto assenti anche da parte di chi (nel PD e nell'amministrazione di centro sinistra) si è addormentato su un tema così qualificante da squalificarsi politicamente.

Non basta impostare una battaglia per poi vincerla come faceva il generale interpretato dal comico Totò che disse ai suoi soldati tebani chiamati a lottare contro Maciste: armiamoci e combattete!


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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