Il sistema Zonin ha piegato Vicenza. Ma la "città ufficiale" non poteva non sapere quello che VicenzaPiù ha raccontato in sei anni e ora ha raccolto in "Vicenza. La città sbancata"
Domenica 5 Giugno 2016 alle 15:04
«Prestiti con "premio" in cambio di azioni così il sistema Zonin ha piegato Vicenza»: sotto questo titolo Franco Vanni, autore di due paginoni ieri sullo scandalo della Banca Popolare di Vicenza , racconta di nuovo e sempre su la Repubblica come sono stati costruiti i "finti" aumenti di capitale per oggi ammontanti a quasi un miliardo di euro. Nell'invitarvi a leggere a seguire* l'articolo ci e vi chiediamo dov'era e dov'è la Vicenza ufficiale, quella degli amici e degli amici degli amici di Zonin, da Giuseppe Zigliotto fino al leader indiscusso del territorio Achille Variati, che in un incontro avevamo addirittura messo in guardia sul presidente di Confindustria che lui diceva di ritenere "una persona valida e intelligente" e che, per essere vero e credibile leader, deve avere la capacità di capire e discernere?
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Pasquale Marino rescinde il contratto da nababbo con il Vicenza e incassa solo 300.000 euro di “buonuscita”. Gli stessi dello sponsor BPVi... che però lascia in piedi i fidi
Domenica 5 Giugno 2016 alle 13:34
Pasquale Marino ha concordato con il Vicenza Calcio la rescissione del contratto: l'allenatore siciliano, dopo la sorprendente stagione del primo campionato in biancorosso, era stato esonerato in questa pochi mesi prima della fine del campionato. Marino dice addio al Vicenza definitivamente, ma soprattutto a un contratto da nababbo, che gli era stato concesso, dopo il suo iniziale abbandono del Vicenza, anche se alla firma milionaria, dopo l'addio alla chance Catania, non aveva più alternative. Lo racconta l'esperto di calciomercato Alfredo Pedullà sul suo sito, svelando anche alcuni retroscena curiosi.
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Le responsabilità per BPVi? Alessandro Penati: "anche di Confindustria, sindacati e media!". Forse è utile rileggere gli articoli locali...
Sabato 4 Giugno 2016 alle 11:33
Alessandro Penati, presidente di Quaestio Capital Management, la Sgr che gestisce il Fondo Atlante, ora proprietario al 99,33% della Banca Popolare di Vicenza ieri, venerdì 3 giugno, al Festival dell'Economia a Trento ha risposto alla domanda su di chi sia la la responsabilità per la situazione delle due popolari venete, BPVi e Veneto Banca, come da tempo, ci si scusi l'immodestia stiamo rispondendo noi: "...È ovvio che c'è ha responsabilità della vigilanza. Ma avete sentito per caso qualcuno pronunciare la parola colpa all'indirizzo di Confindustria? Qualche colpa anche gli imprenditori ce l'hanno, erano tutti dentro a queste banche. E l'Abi, i sindacati, quando le banche compravano sportelli. E i media?". Tutti tacevano. "Il fatto che ci siano responsabilità vaste non significa che nessuno sia responsabile. Sono responsabilità ben precise, andrei di casa in casa"...
Continua a leggereBPVi e Veneto banca, l'accusa del Patriarca di Venezia. Mons. Moraglia: fiducia tradita. Domenica a Cà Vescono tre Ave Maria in più per Gianni Zonin?
Sabato 4 Giugno 2016 alle 10:48
«Popolari, l'accusa di Moraglia I vescovi: «Errori anche nostri». Il Patriarca: «Tradita la fiducia». Con i due crac spariti 11 milioni delle nostre diocesi»: con il titolo e sommario precedenti Sara D'Ascenzo riferisce oggi su Il Corriere del Veneto della denuncia "addolorata" anche del patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, che lamenta le perdite subite dai soci, tra cui le diocesi venete, per gestione delle due ex Popolari venete. Chissà se domani, quando Gianni Zonin si presenterà da lui in confessionale arrivando, come tutte le domeniche, dalla tenuta di Cà Vescovo, un nome che è un'ironia della sorte, il parroco di Terzo di Aquileia riferirà all'ex presidente della BPVi delle lagnanze e delle sofferenze del Patriarca di Venezia, per le diocesi e i fedeli o infedeli ma cittadini truffati dalla banca del re del vino? E chissà se lo ammetterà al "vino e sangue di Cristo", vino suo ma sangue della povera gente, dopo tre Ave Maria di penitenza in più?
Continua a leggereI "giochi" ai danni dei clienti sono continuati in BPVi anche durante la gestione di Francesco Iorio: la denuncia di Lettera 43
Venerdi 3 Giugno 2016 alle 22:09
«Senza prove non scrivo», inizia oggi Vincenzo Imperatore su Lettera 43, uno dei più prestigiosi quotidiani web, che, quando parla di BPVi, per sottolineare la sua indipendenza, ricorda che la ex Banca Popolare di Vicenza è tra i soci del suo editore. Ma ci sarebbe molto da preoccuparsi e molto di più si dovrebbe preoccupare l'Ad Francesco Iorio non solo davanti ai clienti che dovrebbe conquistare e riconquistare utilizzando quello che è l'asset più importante di una banca, la fiducia, ma prima ancora davanti al fondo Atlante che sta per confermarlo nel suo ruolo, se fosse verificato, magari su larga scala, quello che Imperatore ci racconta, in base alle sue prove, sotto il titolo "BpVi, le operazioni poco limpide sugli asset di raccolta" e col sommario "La banca fa vendere quote del fondo Arca. Per gonfiare la raccolta diretta. E la Consob?". Ma Vincenzo Iorio come punta il dito contro Ia gestione targata Iorio della raccolta o di una parte della raccolta? Leggete di seguito il suo articolo che avrà già letto Atlante...
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Il Corriere del Veneto. Banco Popolare, BPVi e Veneto Banca: 12,4 miliardi di euro di capitale bruciato
Venerdi 3 Giugno 2016 alle 08:10
Le condizioni sono diverse rispetto a Bpvi e Veneto Banca. Per il Banco Popolare l'aumento di capitale è la base della fusione con Popolare di Milano che darà vita al terzo gruppo bancario italiano. Ma anche in questo caso, nel momento in cui è stato fissato il prezzo delle azioni, il sacrificio per i soci è enorme. Bruciando fin qui un valore per 1,4 miliardi di euro. Un salasso che si aggiunge agli 11 miliardi bruciati con i drammatici aumenti di capitale di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Così il conto complessivo che stanno pagando gli azionisti delle banche venete per i rafforzamenti patrimoniali sale a 12,4 miliardi
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Tar annulla commissariamento CSV, ridà dignità a Marco Gianesini e Maria Rita Dal Molin e boccia Silvana Bortolami e gli "ispiratori". Ma la macchina del fango si inceppa quando il fango dovrebbe lavarlo
Giovedi 2 Giugno 2016 alle 22:35«Marco Gianesini, Maria Rita Dal Molin e il volontariato vicentino vincono la loro battaglia contro l'infamia: il Tar annulla il commissariamento del CSV": così scrivevamo martedì 31 maggio pubblicando la sentenza, che vi invitiamo a leggere senza neanche il nostro "filtro" interpretativo tanto è chiara, secca ed inequivocabile e con la quale il Tar del Veneto ha dato ragione a loro e a 72 associazioni che avevano sostenuto le loro onestà ponendo fine a una vicenda che ha tenuto banco su certa stampa locale per giorni e giorni. Infatti, scrivevamo all'epoca dei fatti, essenzialmente "mediatici", scoppiati da maggio 2015 in poi, lo spazio dedicato alle poche migliaia di euro spesi con dolo secondo gli accusatori e alla presunta assunzione di "favore" di una donna, ex presidente del Csv, che al volontariato ha sacrificato il suo precedente impiego, era stato ben maggiore, realmente e in proporzione, di quello speso per raccontare delle accuse documentate sfociate in condanna per Gianfranco Galan e in processo ora in corso, dopo gli arresti domiciliari, per Lia Sartori per lo scandalo megamilionario del Mose et similia.
Continua a leggereLapide su Torre Bissara: 1778, cacciato Camerlengo Boldù, ladro dei soldi "di tutti". Oggi la Vicenza derubata da BPVi non dedica una lapide a Zonin, Zigliotto, Marzotto & c. ma premia "famiglie" del Beato di Gambellara
Giovedi 2 Giugno 2016 alle 16:15
"Andrea Boldù fu De S. Andrea fu bandito li III ottobre MDCLXXXXVIII per gravissimo intacco di cassa fatto nella Camera di Vicenza essendo Camerlengo in questa città ": così è scritto su una lastra di marmo inserita nelle mura della Torre Bissara sita al centro di Vicenza (vedi foto) che ci ha incuriosito e indotto a cercare più informazioni sul Camerlengo ladro di soldi della città e perciò da questa scacciato con ignomina il 3 ottobre 1778. Ed ecco che sul sito "Miglioverde, la voce degli indipendentismi" leggiamo del trattamento riservato dalla "dominante" Repubblica di Venezia ai suoi pubblici ufficiali che si sono dimostrati infedeli: " Siamo esattamente al 3 Ottobre 1778 ed un alto funzionario dello Stato (nella repubblica di Venezia diversi magistrati sovrintendenti alle attività economiche portavano il titolo di Camerlenghi de Comùn) è bandito, perché si è impossessato di denari dell'erario, cioè di tutti, e ciò malgrado appartenga ad una delle famiglie patrizie che da sempre governano la repubblica..."
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La differenza tra immigrati e banche: 716,9 milioni di euro di tasse versate, 11 miliardi di euro spariti da BPVi e Veneto Banca
Mercoledi 1 Giugno 2016 alle 16:27
Secondo uno studio della Fondazione Leone Moressa, nel 2015, 2,2 milioni di immigrati hanno versato all'erario italiano 6.784.800.000 euro (circa 6,8 miliardi) di Irpef. In Veneto, l'anno scorso, le tasse versate dagli immigrati sono state calcolate in 716,9 milioni di euro. Sempre in Veneto gli italianissimi amministratori della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca hanno fatto sparire (letteralmente sottratti a centinaia di migliaia di cittadini) circa 11 miliardi di euro. Una bella differenza. Adesso proviamo a chiederci (e a chiedere in giro) chi "ruba il lavoro" e chi, invece, lavora onestamente; chi è l'onesto e chi il malfattore; chi "terrorista" e chi realmente vuole bene al nostro Paese.
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BPVi sponsor del Vicenza Calcio: “Di nuovo in campo, per vincere insieme”... La banca per sopravvivere grazie ad Atlante, il Lane per salvarsi con i soldi dei soci della fu Popolare
Mercoledi 1 Giugno 2016 alle 15:01
“Di nuovo in campo, per vincere insiemeâ€. L'altro ieri con il passaggio di proprietà del Vicenza Calcio abbiamo scritto anche dello sponsor principale della squadra Banca Popolare di Vicenza. Una notizia che non era ancora ufficiale ma che sui social network in riferimento al nostro articolo ha generato le preventivabili sensazioni opposte di tifosi biancorossi e soci risparmiatori della banca. Molti di questi sono anche innamorati della squadra cittadina ma non possono per questo dimenticare di aver subito il vero e proprio "esproprio" subito dei propri risparmi e che fanno fatica a capire come a fronte di una valutazione complessiva delle azioni di 118.000 soci passata da 6,5 miliardi circa a solo 10 milioni di euro, la fu Popolare di Vicenza possa spendere i "loro" soldi sia pure per quello che Achille Variati, notoriamente un... grande tifoso, ha definito un "patrimonio" della città .
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