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Una nuova concezione di disabilità: ce ne parla Orianna Zaltron

Di Alessandro Pagano Dritto Sabato 13 Luglio 2013 alle 15:08 | 0 commenti

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Il 12 e 13 luglio 2013 si sta svolgendo a Bologna la IV Conferenza nazionale sulle pratiche della disabilità. VicenzaPiù ne parla con un’esperta: Orianna Zaltron, Responsabile del Servizio Disabilità del distretto socio sanitario di Schio, azienda ULSS 4 (nella foto come organizzatrice di Hyppo). Da più di 30 anni lavora nel settore, trasferendo le sue conoscenze anche a studenti dell’Università di Padova grazie a corsi specifici tenuti come Tutor. 

Cos’è la disabilità?

«Il termine ha subito un’evoluzione nel corso del tempo. Dal 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la disabilità non solo nei limiti della patologia dell'individuo, ma nei rapporti tra questo e il mondo delle relazioni circostanti».

A questa nuova definizione sono seguite anche nuove normative?

«L’invito per gli Stati ad adottare politiche che eliminino le barriere fisiche e relazionali e che non si limitino al recupero delle funzioni deficitarie. Al contempo è stata proposta una Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (International Classification of Functions, ICF), che l’Italia ha adottato nel 2001 insieme a 191 paesi. Nel 2009 l’Italia ha inoltre recepito la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e ha istituito l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone disabili».

Nel complesso com’è la situazione italiana nei confronti della disabilità?

«In generale l’Italia ha avuto una legislazione ottima e in alcuni casi di vera avanguardia nel campo della disabilità, ma a partire dagli anni 2000 si è osservato un reflusso, anche in concomitanza con la crisi economica. Oggi la responsabilità nel settore è demandata a regioni, provincie e comuni, così non tutto il territorio nazionale, né quello delle varie realtà locali, risulta uniforme nella qualità dei servizi offerti. In Veneto la rete dei servizi è ben sviluppata, ma per garantire il mantenimento e la necessaria implementazione è necessario disporre di risorse adeguate».

La Conferenza di Bologna. Come ci si è arrivati? Cosa si discuterà?

«Le edizioni precedenti sono state quelle del 1999, del 2003 e del 2009. La prima fu ricca di spunti e portò a provvedimenti importanti; la seconda ebbe il difetto di puntare quasi esclusivamente sulle tecnologie; la terza, a Torino, ebbe una scarsa partecipazione istituzionale, ma portò comunque alla ratifica delle convenzioni Onu e alla nascita dell’Osservatorio Nazionale per Persone Disabili.

A Bologna nel 2013 l’Osservatorio presenterà un piano di azione biennale basato su queste linee di intervento: 1. Revisione del sistema di accesso, riconoscimento e certificazione della condizione di disabilità. 2. Lavoro e occupazione 3. Politiche per la vita indipendente e l’inclusione sociale. 3. Accessibilità e mobilità. 4. Formazione e inclusione scolastica. 5. Salute, abilitazione e riabilitazione. 6. Cooperazione internazionale.

In riferimento al primo punto, l’Italia ha un sistema di riconoscimento della disabilità che risale al 1971; richiede una semplificazione normativa e un aggiornamento alla nuova e più attuale concezione di disabilità. Da investire, questa, anche sul tema del lavoro, dove l’Italia, nonostante qualche esperienza positiva come il Veneto, risulta particolarmente deficitaria, tanto da essere in questi giorni sanzionata dalla Corte di giustizia europea per non aver applicato norme adeguate sull’inserimento nel lavoro».

Si è parlato all’inizio di una nuova definizione di disabilità, per cui bisogna intervenire non solo su chi ne è affetto, ma anche su chi lo circonda.

«Esatto. Ci si dovrebbe abituare a vedere la persona disabile non come una persona con bisogni speciali, perennemente da assistere e da curare. Chi vive con una disabilità ha soprattutto bisogni di normalità e chi lo circonda deve essere aiutato a concederla. È questa l’idea che muove il Servizio Disabilità e realtà come il progetto Caleidoscopio da noi gestito alla Ulss 4».

Umanamente, oltre che professionalmente, cosa vuol dire relazionarsi con una persona disabile?

«Una patologia è una minima parte di ciò che è una persona, e ogni persona ti apre quindi un mondo diverso. Un operatore deve capire come mettersi in ascolto, come trovare un canale di ascolto, di relazione. Deve poi saper gestire la relazione in modo adeguato per ottenere l’autonomia della persona. La persona disabile deve emanciparsi e rendersi autonoma. E questa è la cosa più difficile».

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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