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La manipolazione informativa ovvero la disinformazione di massa

Di Citizen Writers Sabato 16 Agosto 2014 alle 13:42 | 1 commenti

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Riceviamo da Luc Thibault, delegato RSU/USB GRETA Alto Vicentino, e pubblichiamo un intervento con cui in buona parte concordiamo e su cui vale la pena di riflettere
Su VicenzaPiù del 16 agosto, Giorgio Langella si ferma sull'abbattimento del volo MH17 in Ucraina. Questo "caso" è emblematico di come la stampa, disinforma quotidianamente, con un bombardamento mediatico, il cervello delle masse abbrutite. Ci vorrebbe un' articolo troppo lungo forse per dare un'idea dell'ampiezza di tale manipolazione.

Siamo stati accusati, in luglio, da lettori di questo giornale di "difendere" i cosiddetti gruppi fondamentalisti islamici. Di non citare i morti in Afganistan, in Iraq o in Libia perché presi dai morti di Gaza. All'epoca non avevamo creduto utile rispondere a tali fesserie. Le dichiarazione di Hilary Clinton e Edward Snowden ci danno l'occasione di riprendere tale argomento. "Secondo quanto rivelato dai documenti resi pubblici dall'ex agente della National Security Agency Edward Snowden, ora riparato in Russia, sarebbero stati proprio la Cia e il Mossad ad addestrare e ad armare l'Isis all'interno di un'operazione denominata "Nido dei calabroni". "L'unica soluzione per proteggere lo Stato ebraico è quella di creare un nemico alle sue frontiere e di indirizzarlo contro gli Stati islamici che si oppongono alla sua presenza» afferma un documento della Cia reso noto da Wikileaks". (fonte: http://www.senzasoste.it/internazionale/quando-washington-sosteneva-lo-stato-islamico. Fonte: http://time.com/2992269/isis-is-an-american-plot-says-iran/
(Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2014/08/12/clinton-obama-politica-estera-america_n_5670992.html).
(fonte: http://www.globalresearch.ca/isis-leader-abu-bakr-al-baghdadi-trained-by-israeli-mossad-nsa-documents-reveal/5391593)
Per capire quello che succede in Iraq bisogna partire dalla Siria. Quello che si è svolta in Siria è stata una insurrezione armata, sostenuta segretamente da potenze straniere tra cui Stati Uniti, Turchia e Israele. La verità è che gli Stati Uniti, così come d'altronde Turchia, Arabia Saudita e "petromonarchie" varie hanno sostenuto la nascita e la crescita del gruppo fondamentalista sunnita che nel giro di pochi anni è diventato una vera e propria potenza militare e politica, mettendo a rischio gli stessi interessi nella regione dei paesi sponsor. Di fatto oggi i tagliagole di Al Baghdadi mettono a rischio le frontiere della Turchia e assediano il Kurdistan iracheno, due baluardi - con tutte le contraddizioni del caso - della presenza occidentale nella regione, e a Washington hanno deciso di non lasciarli fare. Ma non per motivi "democratici"! Ora vogliono massacrare gli 80.000 mercenari scappati perché sconfitti dalla Siria e non sanno più cosa farne, questo è il vero problema in gioco.
Gli insorti armati, appartenenti ad organizzazioni islamiche hanno attraversato il confine con la Turchia, Libano e Giordania. Da subito il Dipartimento di Stato statunitense ha confermato che sosteneva l'insurrezione. La destabilizzazione della Siria e del Libano era sul tavolo dell'alleanza militare USA-NATO-Israele da almeno dieci anni. Secondo l'ex comandante generale della NATO, Wesley Clark, il Pentagono aveva chiaramente individuato Iraq, Libia, Siria e Libano come paesi bersaglio di un intervento USA-NATO. L'Iraq come Stato è distrutto, conflitto religioso sunniti/sciiti. Libia paese distrutto, conflitto tribale. (http://www.eurasia-rivista.org/la-distruzione-della-libia-una-crescente-minaccia-per-la-russia/11019/). Siria, là le cose sono andate male per gli USA... Le violenze in Siria sono state sostenute dall'estero, con l'obiettivo di sfruttare le tensioni interne. A parte la reazione violenta dell'esercito siriano, i media hanno mentito e dei filmati fasulli sono stati mandati in onda) Carla Del Ponte, che non crediamo sia un' estremista, ha dichiarato apertamente che il gas utilizzato in Siria non proveniva da regime di Assad ma ddi "ribelli". (Fonte: eastjournal.net/siria-armi-chimiche-si-in-mano-ai-ribelli-lo-dice-carla-del-ponte/31189). Ma nessuno ne ha parlato
Già durante l'amministrazione Clinton, un'intesa militare triangolare tra Stati Uniti, Israele e Turchia era stata presentata. Questa "triplice alleanza", dominata dall'US Joint Chiefs of Staff, integra e coordina le decisioni dei comandi militari tra i tre paesi, pertinenti al più grande Medio Oriente. Si basa sugli stretti legami militari, rispettivamente di Israele e Turchia con gli Stati Uniti, accoppiati a un forte rapporto bilaterale militare tra Tel Aviv e Ankara. La triplice alleanza è anche accoppiata all'accordo di cooperazione militare del 2005 tra NATO-Israele, che riguarda "molte aree di interesse comune, come la lotta contro il terrorismo e le esercitazioni militari congiunte". Questi legami di cooperazione militare con la NATO sono visti dai militari israeliani come un mezzo per "rafforzare la capacità di deterrenza d'Israele verso potenziali nemici che lo minaccino, soprattutto l'Iran e la Siria." (Vedi Michel Chossudovsky, "Triple Alliance": The US, Turkey, Israel and the War on Lebanon, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=2906, Global Research, 6 agosto 2006).
Israele e la NATO hanno firmato un ampio accordo di cooperazione militare nel 2005. Secondo questo accordo, Israele è considerato un membro de facto della NATO. Se un'operazione militare dovesse essere lanciata contro la Siria, Israele sarebbe con ogni probabilità coinvolto nelle operazioni militari a fianco delle forze della NATO (sotto l'accordo bilaterale NATO-Israele). Non a caso l'aviazione Israeliana si addestra in Sardegna! (Fonte: http://www.dalmondoarabo.com/info/41-aviatori-d-israele-si-addestrano-in-sardegna.html).
L'intervento militare in Siria, in Iraq per falsi motivi umanitari, sta portando a un escalation della guerra USA-NATO su una vasta area, che si estende dal Nord Africa e dal Medio Oriente all'Asia centrale, dal Mediterraneo orientale al confine occidentale della Cina con l'Afghanistan e il Pakistan. Sta contribuendo anche al processo di destabilizzazione politica in Libano, Giordania e Palestina. Sarebbero così poste le basi anche per un conflitto con l'Iran. I gruppi fondamentalisti che operano in Siria dal 2011, e che hanno appena fatto esplodere il controllo delle regioni in Iraq, fanno parte di una strategia volta a promuovere la divisione e lo scontro razziale e religioso tra fazioni arabo-musulmane, delegando i compiti sporchi dell'occupazione militare a gruppi mercenari motivati dal denaro, dal fondamentalismo religioso, o da entrambi contemporaneamente, che sostituiscono le forze militari imperiali convenzionali in operazioni di invasione e acquisizione di mercati e paesi.
Con questa strategia gli Stati Uniti e le potenze "alleate" acuiscono la divisione tra le fazioni, suscitano tensioni interne in ogni stato e aprono uno spazio per la conquista militare senza l'utilizzo di truppe militari. Inoltre, con la nuova metodologia tentano di nascondere la loro responsabilità nei massacri di massa che organizzano per l'acquisizione dei mercati e delle risorse strategiche, principalmente di petrolio e gas, in diverse aree di conflitto in Asia, Africa e Medio Oriente. Dopo vari fallimenti di operazioni militari in Asia, Africa e Medio Oriente, Washington, il Pentagono e le potenze alleate della NATO, hanno imparato. Così hanno deciso di non pagare più il costo umano, politico e finanziario delle occupazioni militari eseguite a viso aperto dalle loro forze regolari. Iraq e Afghanistan hanno fatto traboccare il vaso.
Miliardi di dollari di costo per il Tesoro, decadimento dell‘"immagine" dell'impero locomotiva, delegittimazione, interna ed esterna delle guerre militari di conquista, hanno insegnato a strateghi del Pentagono che è meglio fare la "guerra con altri mezzi" senza esporsi o pagare i costi finanziari e politici. In Iraq, per esempio, il finto "ritiro" delle truppe statunitensi (che conservano le loro basi e postazioni in periferia), ha fatto spazio ad una guerra civile programmata (tra sunniti, sciiti e curdi) per finire di dividere e distruggendo la resistenza irachena. Si tratta di un piano, elaborato durante la gestione di Bush jr., orientato a tirar fuori le forze statunitensi dalla prima linea di fuoco, controllare il paese dalle basi militari segrete, e lasciare che gli iracheni si distruggano a vicenda per mezzo di una sanguinosa guerra di "tutti contro tutti". Dopo aver fallito in Siria, ora la strategia è stata proiettata di nuovo in Iraq. Il destino progettato per l'Iraq con l'attuale operazione terroristica lanciata oggi è quello della "Somalizzazione petrolifera" come hanno fatto con la Libia dopo averla distrutta attraverso la NATO.
In breve, gruppi fondamentalisti islamici, controllati dalle forze speciali della CIA e del Pentagono, giocano insieme controllando pezzi di petrolio iracheno e i beneficiari diretti sono gli Stati Uniti, l'Unione Europea e le monarchie del Golfo alleate. E' l'obiettivo che non è riuscito in Siria! Che i musulmani si uccidano a vicenda, sembra essere la parola d'ordine della nuova strategia per l'invasione imperiale che ha avuto il suo primo esperimento in Libia con la morte di Gheddafi e la fine del suo regime, e che hanno cercato di proiettare in Siria e ora in Medio Oriente.
Al tempo del dittatore Somoza, a Washington gli ufficiali avevano l'abitudine di dire "Somoza è forse un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana. Ormai i dirigenti occidentali e americani potranno dire a proposito dei jiadisti, "sono dei mostri, ma sono i nostri mostri".

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Commenti

Inviato Lunedi 22 Dicembre 2014 alle 15:08

a proposito di manipolazione.... vi segnalo un bel libro..... http://www.macrolibrarsi.it/autori/_tiziano_motti.php
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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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