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Ossigeno per l'Informazione e il "rosario" 2016 dei giornalisti: subite intimidazioni da 400 tra cui Giovanni Coviello, direttore di VicenzaPiù

Di Rassegna Stampa Domenica 11 Dicembre 2016 alle 16:56 | 0 commenti

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di Alberto Spampinato da Ossigeno per l'Informazione

Gli ultimi episodi. Il primato del Lazio. Sette-dodici anni per essere prosciolti da un’accusa di diffamazione. Il ruolo di Ossigeno

Sono 400 i giornalisti italiani che nel 2016 hanno subito intimidazioni, minacce e gravi abusi a causa del loro lavoro (e tra questi c'è anche il nostro direttore, Giovanni Coviello, a cui Gianni Zonin ha "chiesto" addirittura un milione di euro di danni di fatto per aver "rivelato" documenti sul caso della Fondazione Roi, ndr). Nel solo Lazio, la Regione che veste la maglia nera, sono 103. Nella stessa Regione, nell’ultima settimana Ossigeno ha verificato e reso noti altri gravi episodi. A Frosinone è stata danneggiata l’automobile di una cronista.A Velletri e Latina è stato impedito con la forza ai cronisti di fotografare alcuni amministratori e funzionari comunali che uscivano dal carcere. In Sicilia, invece, un giornalista è stato querelato per avere pubblicato una petizione popolare di indubbio interesse.

Per fortuna questa settimana si registra anche l’esito positivo di alcuni dei tantissimi procedimenti giudiziari basati su accuse strumentali.

La Cassazione ha prosciolto due giornalisti del quotidiano Roma di Napoli che erano stati condannati, rispettivamente, a otto e a dieci mesi di detenzione. E’ una buona notizia, ma ci sono voluti ben dodici anni per affermare che avevano fatto nient’altro che il loro dovere.

A Bari, con la stessa motivazione, il Tribunale ha assolto tre giornalisti ai quali erano stati chiesti due milioni di euro di danni: l’articolo contestato è del 2009. Ora è stato considerato di pubblico interesse. Per ottenere questa sentenza di primo grado ci sono voluti sette anni e la difesa è costata diecimila euro.

A Roma, la Corte d’Appello ha chiuso con il proscioglimento dei giornalisti e il riconoscimento del diritto di cronaca una delle celebri cause di Silvio Berlusconi contro il quotidiano l’Unità. L’allora premier voleva un milione e 800 mila euro per quattro articoli del 2009 sulle cene ad Arcore. Anche in questo caso per dare ragione ai giornalisti ci sono voluti sette anni e migliaia di euro di spese legali.

Tutto ciò è la riprova di quell’andamento punitivo, tuttora incontrastato, dei procedimenti giudiziari per diffamazione a mezzo stampa descritto e dimostrato in modo inoppugnabile da Ossigeno, con dati ufficiali, nel dossier pubblicato il 24 ottobre scorso (leggi). Quei dati hanno fatto gridare allo scandalo, ma non cambiano lo stato delle cose.

Non è piacevole continuare a sgranare il rosario delle minacce e delle intimidazioni contro i giornalisti e dimostrare che non si è approntato finora alcun rimedio. E’ triste, ma è doveroso dirlo. Dà forza ai tanti giornalisti che fanno nient’altro che il loro dovere e prima di vederlo riconosciuto devono subire processi lunghi e costosi e, in molti casi, anche la derisione e l’isolamento. Questo è uno dei gravi problemi irrisolti del nostro paese. Ossigeno continua a ricordarlo a chi ha il dovere di risolverlo.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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