Quotidiano | Categorie: Ambiente, Associazioni

Comitato Pomari: "veleni sepolti nei terreni, cosa nasconde il Comune?"

Di Comunicati Stampa Sabato 19 Maggio 2018 alle 18:33 | 0 commenti

ArticleImage

Da anni ci stiamo impegnando - scrive in questa nota il Comitato Pomari che sabato mattina ha protestato (foto) - per strappare al cemento importanti aree del quartiere Pomari e per valorizzarne altre. In particolare nel 2017 l’Assessorato alla Cura Urbana ci ha comunicato l’avvio dei lavori per l’installazione di nuove panchine, la sistemazione di un percorso pedonale, la creazione di un’area cani, la messa a dimora di nuove piante, oltre ai tanto attesi nuovi orti urbani. I lavori sono partiti da oltre un anno (16 maggio 2017) e si sarebbero dovuti concludere entro soli 60 giorni. Ad oggi restano ancora da completare gli orti urbani.

I lavori però sono fermi ormai dallo scorso autunno anche se nel frattempo il Comune ha avviato il bando e l’assegnazione dei 20 nuovi orti. La situazione risultava alquanto anomala, per cui negli ultimi mesi abbiamo continuato ad interpellare il Comune senza tuttavia ricevere alcuna risposta sullo stop ai cantieri.

Dopo mesi di pressioni nelle scorse settimane é trapelata qualche notizia e l’inquietante scoperta: i lavori sono fermi in seguito alle indagini ambientali svolte sui terreni, le analisi hanno portato al ritrovamento di importanti anomalie rispetto ad alcune sostanze inquinanti, di piú non é dato sapere. Forse perché si tratta di una pentola a pressione che potrebbe esplodere in piena campagna elettorale?
La situazione quindi é gravissima! Il Comune non sta gestendo in modo trasparente la questione tant’é che non sappiamo quale sia la natura degli inquinanti, né il livello di contaminazione, né se vi sia un rischio per la salute pubblica. L’unica certezza che abbiamo é che l’area verde in oggetto fa parte delle opere di urbanizzazione del quartiere Pomari, si tratta infatti di una parte di quei terreni ceduti al Comune dalle ditte che hanno costruito il quartiere, tra cui Incos Italia Spa. Gli stessi che vorrebbero continuare l’opera di cementificazione e devastazione del territorio. A questo punto il dubbio sorge spontaneo, che veleni sono nascosti sotto le nostre case e il nostro verde? Viviamo sopra una bomba ecologica? Non avendo elementi per giudicare chiediamo all’Amministrazione trasparenzainformando la popolazione sulle procedure di controllo, rendendo pubblici i risultati delle analisi ambientali e il livello di rischio esistente. Riteniamo inaccettabile che finora il quartiere sia stato tenuto all’oscuro di tutto questo e che l’amministrazione abbia snobbato la voce del Comitato per chiudersi nella sua arroganza. Tenere gli abitanti all’oscuro di tutto corrisponde a schierarsi dalla parte di Incos, proteggerlo e tutelarlo.Allo stesso tempo chiediamo che venga coinvolta l’ARPAV per la messa a punto di un’indagine ambientale approfondita, le analisi devono prevedere campionamenti nell’area in questione e soprattutto nelle aree limitrofe del quartiere. Le indagini devono essere disposte quanto prima al fine di individuare eventuali rischi e, in tal caso, predisporre un progetto di messa in sicurezza e bonifica. Se per le procedure di indagine devono attivarsi le autorità pubbliche, va da sé che per eventuali operazioni di bonifica il conto debba essere mandato ai privati responsabili dell’inquinamento secondo il principio «chi inquina paga».
Nel frattempo l’obiettivo del Comitato Pomari rimane sempre quello di sottrarre i terreni di Incos dalla cementificazione, oggi piú che mai chiediamo che venga bloccata qualsiasi tipo di nuova costruzione in quartiere. Con la revisione del Piano Interventi che la futura amministrazione dovrà eseguire, chiediamo di rimettere in discussione tutte le previsioni urbanistiche dell’ex Piruea Pomari, ormai decaduto nel 2016.Siamo arrivati al momento nel quale i nodi vengono al pettine: il Comune deve decidere da che parte schierarsi, con il privato o con il quartiere, senza soluzione intermedia, a maggior ragione nell’eventualità che l’area risulti inquinata perché stare dalla parte di chi avvelena i territori non può che essere un abuso ed un sopruso nei confronti di chi, quei territori, li abita.

Leggi tutti gli articoli su: Comune di Vicenza, inquinamento, Pomari, Comitato Pomari

Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
Gli altri siti del nostro network