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Coldiretti Vicenza: stalle vicentine e venete a rischio chiusura. Il 40% della carne arriva dall’estero

Di Note ufficiali Mercoledi 25 Gennaio 2017 alle 15:27 | 0 commenti

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“L’inganno non passa soltanto per il Brennero, dove arrivano nel nostro Paese prodotti di ogni tipo, spesso spacciati per italiani e commercializzati nelle tradizionali reti di distribuzione, dove il consumatore, non sempre con la dovuta attenzione, a causa del poco tempo a disposizione per fare la spesa, si approvvigiona. Il caso della carne è uno dei più emblematici, con il 40% di carne straniera che arriva sulle tavole vicentine”. Con queste parole in una nota ufficiale di Coldiretti Vicenza il presidente provinciale, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù commentano quanto accaduto oggi 25 gennaio, in prossimità di uno svincolo autostradale, dove un camion refrigerato austriaco apre lo sportello e svela un carico di carne bovina a qualche curioso o interessato.

Non si tratta di un controllo autorizzato, prosegue la nota: ci troviamo in una piazzola lungo una strada trafficata, dove chiunque poteva notare questa insolita situazione che potrebbe aver determinato, è legittimo il dubbio, una non corretta applicazione delle regole della sicurezza ed igiene alimentare, in questo caso della carne. Non è la prima volta che Coldiretti denuncia l'arrivo dall’estero del 40% della carne bovina consumata in Italia ed il 35% di quella di maiale, mentre le importazioni sono marginali per la carne di pollo/tacchino. “Gli arrivi da Paesi comunitari ed extracomunitari di carne a basso prezzo senza il valore aggiunto di sicurezza e sostenibilità garantiti dall’Italianità – sottolineano il presidente Cerantola ed il direttore Palù - provoca la chiusura delle stalle, impoverisce le attività di trasformazione e distribuzione ad esse legate e fa venir meno il presidio ambientale e di legalità di interi territori, mettendo a rischio 180 mila posti di lavoro in tutta la filiera delle carni, che genera in Italia un valore economico sull’ordine di 30 miliardi di euro, con una ripartizione praticamente equivalente tra carne bovina, di maiale e di pollo/tacchino”. Le carni nazionali, come evidenzia Coldiretti, sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni (a differenza di quelle americane) ed ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione “Dop” che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali. “Quando una stalla chiude – concludono Cerantola e Palù - si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni”. Nonostante un’importante attività di recupero, in Italia sono minacciate di estinzione ben 130 razze allevate, tra le quali ben 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di sviluppo rurale della precedente programmazione. Ma in pericolo sono anche pezzi pregiati dell’enogastronomia nazionale, che può contare sul primato mondiale con 49 formaggi Dop riconosciuti dall’UE addirittura, ma a rischio ci sono anche i prelibati prodotti della norcineria nazionale, dal culatello di Zibello alla coppa piacentina, dal prosciutto di San Daniele a quello di Parma, per un totale di 41 salumi made in Italy tutelati in Europa.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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