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Asili alternativi presi d'assalto dai no vax, il reportage de laRepubblica dalla "collina di Valmarana (Altavilla) dove abita Roberto Baggio"

Di Rassegna Stampa Venerdi 7 Settembre 2018 alle 12:17 | 1 commenti

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Ore 12: pranzo al sacco seduti sui rami di un cedro secolare, vista orto bio e pollaio estensivo. I ventiquattro bambini mangiano il panino portato da casa e finiscono di costruire un riparo per il gioco del pomeriggio: tiro con l'arco, fatto da sé con i fusti di nocciolo. All'Asilo nel Bosco, aperto sulla collina di Valmarana dove abita l'ex calciatore Roberto Baggio, si vive all'aperto e nessuno sa se il compagno è vaccinato oppure no. Nessuna richiesta di certificati alle famiglie e totale libertà di scelta. 

«Ma non siamo la scorciatoia no vax - dice Giacomo Rumor, responsabile dei tre educatori - Io e i miei figli siamo vaccinati, senza la scienza la mia maggiore non si sarebbe salvata. Il fatto è che il nostro modello educativo, nato in Scandinavia, si fonda sugli insegnamenti della natura e precede di decenni l'attuale dibattito nazionale sull'obbligo vaccinale. Se una coppia mi chiede di iscrivere il figlio perché non vuole vaccinarlo, la risposta è no». Il fenomeno però, ancora sommerso, in Italia sta esplodendo proprio grazie al caos-vaccini che scuote la maggioranza Lega-M5S. «Se avessimo voluto cavalcare il business no vax - dice Davide Fattori, veronese, coordinatore dei dieci Asili nel Bosco del Nordest - nell'ultima settimana avremmo triplicato gli iscritti e saremmo diventati ricchi. Migliaia di famiglie cercano una scappatoia, anche all'autocertificazione. Per questo rifiutiamo l'etichetta di ribelli anti scienza e anti medicina. Qui molti bambini, figli di medici odi infermieri, sono iper-vaccinati. Per noi il punto è che al primo posto viene il bambino e che la responsabilità delle scelte che riguardano la sua salute spetta ai genitori. Noi ci occupiamo della sua crescita educativa e prima di tutto dobbiamo sapere se vorrà passare tre anni all'aperto, sempre e con ogni tempo».

Il boom degli asili alternativi anche all'obbligo vaccini è nei numeri. Oltre mille le «strutture fai da te» in Europa, un centinaio in Italia, tutte nate negli ultimi cinque anni. Non solo materne steineriane: nel silenzio ufficiale spopolano "gruppi genitoriali", "home-school", "tagesmutter". Una miriade di strutture private accolgono i bambini grazie ad associazioni e cooperative di genitori che, sfruttando un buco legislativo, sfuggono agli obblighi dell'istruzione pubblica. Tutte, a partire degli Asili nel Bosco, oltre a proporre modelli innovativi lasciano libertà di scelta sui vaccini e non schedano gli iscritti. Dato ufficioso: 50% vaccinati e 50% no. «Formalmente - dice Fattori - è la famiglia ad essere socia della cooperativa. I bambini è come se andassero a giocare al parco. Noi poi non offriamo nemmeno una struttura d'accoglienza fissa. Gli iscritti accedono ad una t'urta (la tenda mongola, ndr) solo quando neve e gelo sono insopportabili. Per il resto, d'inverno, si arrangiano con cappotti e stivali. Non essendoci fisicamente una scuola, non dobbiamo seguire le direttive ministeriali. Se cambieranno, ci adegueremo». Dieci, nel Nordest, gli asili regolarmente aperti ai non vaccinati: tre in Trentino, sei in Veneto e uno in Emilia Romagna, a Bologna. Nessun titolo obbligatorio nemmeno per maestre ed educatori. E la corsa alle "materne parallele" è tale che neanche il prezzo è un problema. La retta media è tra i 250 e i 400 euro al mese, i pasti vanno portati da casa.
Ogni asilo conta tra i 10 e i 25 iscritti. «Non riceviamo fondi pubblici - dice Rumor - e il rapporto è di un maestro ogni otto bambini. Accogliamo tutti, senza distinzioni: vegetariani, immigrati, rom, atei, non vaccinati, purché curiosi degli insegnamenti della natura. Nel Nord Europa simili strutture, nate in Danimarca, sono parificate da anni, in Italia accadrà presto a furor di popolo». In Valpolicella le mamme dei bambini che hanno scelto il neonato Asilo nel Bosco assicurano che «il vaccino non è mai stato un problema». «Stare sempre all'aria - dice Marta Dalben - alza naturalmente le barriere immunitarie, chi soffre di immunodepressione qui non si iscrive e comunque all'aperto il contagio è difficile. Ci proteggiamo solo da tetano e zecche, come i boscaioli, i bambini non si ammalano mai. Immagino le ironie, ma dietro i cosiddetti asili no vax c'è un movimento culturale molto più vasto, con cui la politica deve confrontarsi».

Dall'inviato de laRepubblica Giampaolo Visetti, Altavilla Vicentina 


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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