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“Ambientalismo da salotto” in Veneto, lettera di Silvia Benedetti al Ministro Salvini

Di Redazione VicenzaPiù Lunedi 5 Novembre 2018 alle 17:51 | 1 commenti

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Ministro Salvini, ho visto che lei è arrivato in Veneto a visitare alcuni dei luoghi devastati dal maltempo degli ultimi giorni. Assodato che far sentire la vicinanza dello Stato ai cittadini ed ai territori devastati dalla furia degli elementi è sempre buona cosa, non posso non farle notare che, a mio avviso, ha usato delle frasi ed avuto degli atteggiamenti fuori luogo e sconsiderati.

Quando parla, in modo irriguardoso, del “Ambientalismo da salotto” e gli attribuisce la colpa di quanto avvenuto in Veneto, offende le persone e sbaglia. Parlare in questo modo significa distorcere la realtà ed ingenerare nei cittadini l’idea, anche inconsciamente, che gli ambientalisti siano dannosi. Dannosi, perché non consentono di “abbattere un alberello per pulire l’alveo di un fiume”. A parte che si tratta un esempio ridicolo, lei viene a parlare di “ambientalismo da salotto” in una Regione dove spesso gli ambientalisti si trovano a dover fare i conti con le conseguenze di almeno due decenni di governo di centro destra, in cui la Lega ha sempre avuto un ruolo importante, se non fondamentale? 
In una Regione in cui non si riesce a imbastire uno straccio di gestione faunistica, nemmeno quando si tratta di attuare quel pacchetto completo di misure del “Life Wolf Alps” , che funziona in tutte le aree interessate tranne che in Veneto?
In una regione con il 12,2% di consumo di suolo, ovvero maglia nera in Italia, contro una media nazionale del 7,6% e circa il triplo rispetto alla media europea del 4,1%? Quella in cui vi sono città con 5 tra centri commerciali e supermercati entro 1 km di strada e si pensa di costruirne altri, magari a discapito di un parco? Oppure quella in cui una cementeria è sita all’interno di un parco regionale? Oppure ancora quello che vede il peggior disastro ambientale d'Europa -i PFAS- con la lega che per anni ha fatto finta di nulla ?
Il vero ambientalismo sarebbe quello della Lega, che perora la Pedemontana in una delle regioni con più strade di tutta Italia?
Quello che si loda per Venezia e poi si disinteressa del fatto che la Laguna stia diventando sempre più mare per il traffico navale che subisce?
Quale sarebbe l’ambientalismo “reale”, quello di una forza politica che da anni ottiene voti parlando esclusivamente di immigrazione come primo (e forse unico) problema italiano, con tra l’altro alcuni immigrati che subiscono il fenomeno del caporalato da imprenditori che spesso la votano, ma non ha mai proferito parola sul dissesto idrogeologico che coinvolge oltre 3 milioni di famiglie residenti in zone a rischio?
Quello della Regione maglia nera per il traffico in Italia? Oppure quello di chi ha votato contro la ratifica nel 2016 il Protocollo di Parigi contro gli stravolgimenti climatici? Perché il cosiddetto “ambientalismo da salotto” sta evidenziando, sempre con maggior forza, che se non cambiamo tutti il nostro stile di vita verso una forma più sostenibile, il nostro pianeta ne subirà tragicamente le conseguenze. Ed i primi sintomi sono le calamità che tutti abbiamo visto in questi giorni. Mi devo ritenere fortunata perché, a differenza degli USA, in Italia non vi sono miniere da cui riprendere l’estrazione di carbone, altrimenti immagino saremmo regrediti di oltre un secolo. Credo che lei di verde abbia solo la felpa e che dovrebbe scusarsi con chi lotta veramente per la salvaguardia dell'ambiente.
Un'ultima cosa, Sig. ministro: fare politica significa analizzare in maniera razionale i fatti, andare alla ricerca delle cause e non sventolare critiche sugli effetti. Significa programmare una gestione del rischio, non distorcere la dimensione dei problemi e non utilizzare le emozioni della gente per prendere voti. Significa anche capire che farsi un selfie sorridente non rappresenta sempre la scelta più adatta. Nella politica italiana però, devo constatare con amarezza, ormai i selfie e gli slogan valgono più delle opere concrete e del rispetto. Ed il merito in questo caso è anche suo e non glielo toglie nessuno.
Onorevole Silvia Benedetti


Commenti

Inviato Martedi 6 Novembre 2018 alle 08:28

i Verdi in Italia dopo le vicende di Pecoraro Scanio, hanno perso credibilità e non è certo facile recuperarla.
Forse sarebbe meglio una prospettiva di rispetto della natura nelle sue varie espressioni comune a tutti gli uomini e cittadini. ma...
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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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