Archivio per tag: Par Condicio

Categorie: Politica, Economia&Aziende

Chi "boccia" opinioni contro sistema Variati? I primi da noi verificati amano i siti porno. E dopo dossier GdV pubblica sondaggio di Dalla Rosa: è informazione antifascista o da partito unico?

Venerdi 25 Maggio 2018 alle 23:06
ArticleImage In questi giorni pare che i vicentini e la loro "crema", cioè i candidati che, "eleggendoli", cioè scegliendoli, manderemo a governare la città, abbiano risolto tutti i loro problemi, da quelli economici a quelli del lavoro e fino a quelli dell'assistenza sanitaria e sociale per non parlare dell'onnipresente "sicurezza" (non quella sul lavoro, per carità, quella costa ai padroni e trascurarla fa solo morire i lavoratori), visto che il candidato di centro sinsitra Otello Dalla Rosa e i suoi supporter si sono concentrati ultimamente in campagna elettorale solo sul "dossier" anti fascista del Giornale di Vicenza che fu anch'esso fascista quando tutti lo erano, Nilde Iotti e Eugenio Scalfari inclusi.

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Categorie: Fatti

L'editoria impura inquina l'informazione e soffoca la democrazia. Il Psi si rivolge all'Agcom: Insieme discriminata a Vicenza

Martedi 27 Febbraio 2018 alle 20:41
ArticleImage Le dinamiche politiche, economiche, e finanziarie degli ultimi decenni hanno prodotto un processo di forte concentrazione nelle mani di pochi di quote crescenti di ricchezza, di potere decisionale, di capacità di allocare le risorse pubbliche. Anche l'editoria ha seguito queste dinamiche. Anche l'informazione, al netto delle possibilità offerte dalle nuove tecnologie, ne risente pesantemente. Il fenomeno, in Italia molto più che altrove, è una vera patologia per la totale mancanza in ambito nazionale, o l'assoluta rarità in quello locale, di editori "puri", ovvero imprenditori non mossi da interessi in altri campi produttivi, economici o finanziari.

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Par Condicio, Ciambetti: di overdose di renzismo muore la democrazia

Domenica 29 Maggio 2016 alle 16:23
ArticleImage Riceviamo da Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, e pubblichiamo

La legge della Par Condicio impone a tutte le amministrazioni pubbliche nel periodo di campagna elettorale di limitare la comunicazione istituzionale all’indispensabile e in una forma strettamente impersonale. La logica di questa norma mira a garantire “la condizione di parità tra soggetti del mondo politico nell’accesso ai mezzi di comunicazione di massa per propagandare le proprie idee”. Le norme vigenti, leggiamo nel sito dell’Agcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni,  “individuano nella tutela del pluralismo uno dei compiti principali dell'Autorità nel settore radiotelevisivo”.

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Par condicio, Ciambetti: non vale per la coppietta Renzi e Boschi che invade la Rai?

Domenica 22 Maggio 2016 alle 21:46
ArticleImage Riceviamo dal presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, e pubblichiamo

Mi chiedo che senso abbia la Par Condicio, che mette il bavaglio a tutte, dico tutte, le Amministrazioni pubbliche a partire dal 21 aprile perché il 5 giugno si vota. Dopo l'ennesimo show di Casa Boschi nella televisione di stato, dopo l'overdose di Renzi che ci viene propinata quotidianamente chiedo l'intervento dell'Agcom per riequilibrare l'inaccettabile spazio garantito al Governo e il silenziatore messo a qualunque forma di opposizione o a posizioni critiche di qualsiasi parte.

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Categorie: Politica, Televisione

Paura per gli arbìtri del centrodestra

Giovedi 4 Marzo 2010 alle 20:46

Marco Milioni, Idv     

 

L'ora della paura

Comincio ad avere paura per quello che sta succedendo in queste ore. Nel Paese il governo e le forze di centrodestra che lo sostengono hanno messo a punto una strategia basata sulla violazione e sulla scorretta interpretazione delle norme che regolano la cosiddetta par condicio, legge già bislacca di per sé peraltro. Il risultato è stato quello di far saltare l'unica piazzaforte televisiva con ampia platea di ascolto nella quale si fa un po' di controcanto a chi ha il potere in mano: sia esso parlamentare, esecutivo e mediatico. I programmi «riserva indiana» cui mi riferisco li conoscono un po' tutti. E sono tra gli altri "Ballarò", "Annozero", forse "Presa diretta".


E mentre il centrodestra capeggiato dal suo azionista di maggioranza Silvio Berlusconi travolge con la fiction del pluralismo le voci dissenzienti, anche politiche, in nome dello stesso pluralismo, sempre Lega e soprattutto Pdl, cominciano a fare balenare l'idea di una norma, un decreto urgente "ad listam" che permetta ai sodali del capo nel Lazio come in Lombardia, i quali al momento non rispettano i parametri di legge per la presentazione delle firme elettorali, di correre ugualmente alle prossime elezioni regionali. Sulla stampa si leggono già i nomi dei fiancheggiatori di una ipotesi del genere, siano essi notisti del Corsera come Massimo Franco, siano essi parlamentari (d'opposizione?) come il democratico (?) Luciano Violante.


Si tratta di uno stato di cose preoccupante, indicativo di come il quindicennio di Arcore abbia mutato e lacerato nel profondo la fibra degli italiani. Anche dei politici che più dovrebbero essere avvezzi alle manovre ordite nel sottobosco. Per cui arriviamo al paradosso in cui in un confronto tra un tank (Berlusconi coi suoi soldi, le sue tv, le sue liason trasversali) chiede all'avversario (l'opposizione) armato di schioppo e di una bomba a mano di buttare via la bomba, e anche qualche proiettile, perché i suoi si sono dimenticati di fare gasolio al carro armato.

In una guerra del genere, in una guerra impari, il soldatino ringraziando il cielo per l'occasione avuta su un nemico ben più armato dio solo sa come e con quali soldi, metterebbe la sua mina sotto il cingolo e fracasserebbe il blindato. Invece no. I corifei del fairplay alla matriciana ("non cominciare a mangiare fin quando non mi sono mangiato anche la tua porzione") sono già usciti allo scoperto spiegando che Berlusconi va battuto alle urne e non sul versante delle carte bollate.


Quale è il perché di queste voci? É chiaro a questo punto che la possibile mancata elezione di alcuni candidati di centrodestra metterebbe a rischio equilibri e assetti di potere che in qualche modo si amalgamano anche a gruppi in seno al centrosinistra. Non è un caso che vox populi indichi nella eventuale norma a garanzia della rielezione di Roberto Formigoni (Pdl) in Lombardia (oggi impossibile perché in terzo mandato non sarebbe legittimo) il presupposto per uno scambio alla pari con Vasco Errani (Pd) in Emilia, sul cui capo pendono le stesse incognite di Formigoni.


Ma la questione di base è un' altra. Quelle leggi la cui umiliazione a mezzo decreto viene invocata da destra come bisbigliata a sinistra, non sono regole che riguardano una partita tra lorsignori. Sono regole che garantiscono in primis il cittadino terzo; il quale proprio grazie a quelle procedure dovrebbe avere la certezza che le elezioni si svolgano secondo i dettami della stato di diritto. Ovvero quella condizione irrinunciabile e suprema, se dobbiamo dare credito alla democrazia costituzionale, per la quale tutti indistintamente, lo Stato per primo, sono soggetti alle leggi.


Per questo ho paura. Ho paura che il premier abbia capito benissimo che una parte non so quanto ampia dei suoi oppositori è molto attaccata a determinate rendite di posizione. E lo è così tanto che ogni volta che il capo del governo fa capire che potrebbe tirare fuori uno scheletro dall'armadio o chiudere un rubinetto, pezzi della minoranza arretrano. Anche quelle poche volte in cui potrebbero dare la zampata politicamente vincente. Dal 1994 va avanti così. C'è però un problema. Ad ogni nuovo strattone il Caimano si prende un pezzo in più della coperta. Al prossimo strattone potremmo rimanere tutti senza. E allora sarà il tempo delle barricate. Sempre che ci sarà ancora tempo. Ecco queste sono le ragioni per cui bisogna dire non a qualsiasi leggina "salva pasticcio". Se Pd, IdV, o chiunque altro sino ad arrivare al capo dello Stato (che non può firmare la porcata regionale) arretrerà solo un centimetro sarà la storia a iscrivere lorsignori sul registro degli indagati e dei colpevoli. Persino prima del nome di B.

 

Marco Milioni
candidato indipendente alle prossime regionali per l'IDV; collegio provinciale di Vicenza

da: http://marcomilioni.blogspot.com del giorno 4 marzo 2010

link originario: http://marcomilioni.blogspot.com/2010/03/lora-della-paura.html

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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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