Crac Veneto Banca, Il Mattino di Padova: il pm di Treviso firma la richiesta di stato di insolvenza
Sabato 13 Gennaio 2018 alle 22:51
La Procura di Treviso ha chiesto lo stato di insolvenza per Veneto Banca. La richiesta è stata firmata nelle scorse ore dal pubblico ministero Massimo De Bortoli, titolare del filone trevigiano dell'inchiesta sull'istituto di credito. Si tratta di un passo importantissimo perché, se il "fallimento" della banca verrà dichiarato dal tribunale, i risparmiatori vedranno aprirsi nuove possibilità per avere giustizia; gli inquirenti potranno infatti procedere anche per bancarotta, reato grave con tempi di prescrizione lunghi.
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Prima del decreto Renzi su Popolari Carlo De Benedetti ne acquistò i titoli, ma non quelli di BPVi... Lui sapeva che non era di "elevato standing", Bankitalia no?
Sabato 13 Gennaio 2018 alle 11:09
Nelle varie audizioni alla commissione bicamerale di inchiesta, trasmesse in diretta web tv, abbiamo tutti assistito ad un valzer di autoassoluzioni, dopo un primo round in cui sono volati gli stracci tra Banca d'Italia e Consob proprio sulla vicenda dei controlli sulle banche venete, finite a giugno 2017 in LCA (leggasi fallimento). Dopo questa parentesi, in ogni caso poco edificante, tutti i vigilantes del sistema bancario chiamati in audizione hanno reso testimonianze avanti la Commissione di Inchiesta sulle banche dichiarando come in realtà avessero svolto il compito loro affidato facendo tutto quanto era nelle rispettive competenze, riconoscendo talvolta qualche difetto di comunicazione tra le Authority e scaricando le colpe maggiori sulla novellata normativa voluta dall'Europa.
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Processo Veneto Banca, quattro ore di acceso confronto tra i difensori degli imputati e quelli delle 5.000 aspiranti parti civili. Anche Consob e Bankitalia tra i danneggiati?
Venerdi 12 Gennaio 2018 alle 15:11
Roma, nostro servizio. Quattro ore di acceso confronto tra le parti nella nuova seduta dell'udienza preliminare per il processo sulla liquidazione di Veneto Banca ripresa stamane, dopo la pausa per le festività , nella sala "Occorsio" della Corte d'Assise, al piano terra dell'edificio A di piazzale Clodio. Schermaglie ripetute tra i difensori degli imputati e quelli delle aspiranti parti civili hanno animato l'udienza, con il pubblico ministero spesso in soccorso di queste ultime, soprattutto sul nodo cruciale dell'ammissibilità in riferimento al reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza.
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"Il valore delle azioni Zonin lo decideva alla cena degli uccelli. Le baciate le proponeva lui dopo i buchi sui derivati, mi fidavo ma il peggio deve arrivare": esclusiva VicenzaPiù con collega di M di Michele Santoro
Lunedi 8 Gennaio 2018 alle 23:09
Chi volesse andare subito al dunque del titolo salti alla parte in corsivo in fondo* e, poi, magari torni qui per conoscere come si lavora per fare del buon giornalsimo. A novembre e dicembre, quindi, ho accompagnato nel Vicentino (geograficamente) e non solo (per le provenienza degli "incontrati") un giovane e bravo collega, collaboratore di livello della nuova rubrica M (come Mostro o Mistero) di Michele Santoro su Rai 3 che parte l'11 gennaio in prima serata con un servizio sulle... banche. L'ho accompagnato affascinato da una sua promessa di parlare della BPVi anche dalla prospettiva nuova e mai finora percorsa, se non da noi, della Fondazione Roi, portata anch'essa al disastro come la Banca Popolare di Vicenza e col solito beneplacito dei poteri locali, da Gianni Zonin.
Continua a leggereIn attesa regolamento Fondo per ex soci vittime di BPVi e Veneto Banca, Franco Conte di Codacons: passi contro Banca d'Italia, Consob, KPMG, PWC e sindaci
Lunedi 8 Gennaio 2018 alle 00:11
Questi giorni di vacanza sono stati utili per un esame della situazione per le iniziative iniziate e per quelle da rilanciare. 1) è imminente l'indicazione della data per presentare la domanda di ammissione al passivo di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca in LCA. 2) nei giorni prossimi sapremo se sono state accolte le domande di costituzione di parte civile offesa verso Consoli, Zonin e compari, in particolare quelle di chi ha aderito alla transazione del 15%. 3) Lettera di contestazione a Banca d'Italia e Consob. E' agli atti della Commissione d'inchiesta parlamentare che l'azione di controllo e di tutela dei risparmiatori non stata adeguata.
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Lo "smemorato di Vicenza" Gianni Zonin mai decise di crediti: e i 93 mln dati d'urgenza a Stefano Ricucci e rivelati da un'ispezione choc del 2007-2008 in piena era Mario Draghi?
Martedi 26 Dicembre 2017 alle 23:35
Gianni Zonin, tra i mille "non ricordo" e "non era compito mio", in commissione parlamentare ha detto, quindi, di non aver mai fatto nulla, in Bpvi, anche se era pagato oltre un milione di euro all'anno. Gli interrogatori durante il per ora claudicante processo vicentino daranno ragione o meno a questa ridicola dichiarazione. In ogni caso "emblematico", come lo definsce La Stampa, è "il caso dei 96,5 milioni concessi nel 2004 «dal presidente», ovvero Zonin, alla Magiste di Stefano Ricucci senza attendere la delibera degli organi della banca».
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Il commissariamento fast di Bene Banca e la telenovela di BPVi e Veneto Banca: dopo lo smemorato di Vicenza al senatore Gianni Girotto (non) rispondono gli smemorati di Palazzo San Macuto
Martedi 26 Dicembre 2017 alle 10:56
La carta stampata e l'opinione pubblica non avevano ancora smaltito lo stupore scaturito in seguito all'audizione di Gianni Zonin, il Presidentissimo di Banca Popolare di Vicenza che, alle incalzanti domande dei parlamentari interroganti della Commissione Bicamerale di Inchiesta sulle banche, ha costellato le proprie risposte con una serie interminabile di "non ricordo", "non so", "non avevo poteri esecutivi" che gli sono valsi l'appellativo di "smemorato di Vicenza", che a Palazzo San Macuto sono andate in onda, in diretta webtv, altre audizioni caratterizzate da altrettanta invocata amnesia, senza tuttavia che i media se ne accorgessero o riportassero la notizia.
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Oltre Maria Elena Boschi, Giorgio Meletti su Il Fatto: Padoan, Visco, Vegas sono le magagne scoperte dalla commissione
Domenica 24 Dicembre 2017 alle 09:57
Osservatori distratti o in malafede raccontano una storia fantasiosa: la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla crisi bancaria non si sarebbe occupata dei "problemi veri" per dedicarsi a scrutare "dal buco della serratura" (Gianni Dal Moro, commissario Pd) gli affari privati di Maria Elena Boschi. La verità è che, su oltre 200 ore di audizioni, la commissione si è occupata del conflitto d'interessi del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per non più di cinque o sei ore in tutto in tre audizioni (anche se, poi, proprio l'interesse dei media si è concentrato su quelle cinque o sei ora", ndr).
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La telenovela delle bugie di Maria Elena Boschi copre anche quelle di Bankitalia su BPVi, Veneto Banca e non solo: e intorno c'è odore di massoneria e uno spruzzo di mafia
Sabato 23 Dicembre 2017 alle 10:22
Pubblicato il 22 dicembre alle 22.53, completato e aggiornato il 23 alle 10.22. Molti indizi c'erano da tempo, ma la serie delle conferme giunte in meno di una settimana, quella conclusiva e decisiva per l'esito dei lavori, dinanzi alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, è impressionante e chiude ogni discussione, senza appello, su uno dei quesiti che da tempo agitavano il dibattito politico: è possibile che il più potente ministro del governo-Renzi, figura non secondaria - insediata a palazzo Chigi - anche nell'esecutivo Gentiloni, abbia così palesemente violato il dovere etico fondamentale assunto con il giuramento sulla Costituzione di servire esclusivamente gli interessi della Nazione e non altri, tanto più se privati e addirittura propri e della propria famiglia?
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Esaurita la morbosa curiosità su quel "giglio" di Maria Elena Boschi ecco "le" domande per l'audito Pier Carlo Padoan su "zero sequestri" a Zonin, insolvenza, Stato "creditore first", Viola liquidatore...
Venerdi 22 Dicembre 2017 alle 00:37
Il trait d'union tra le audizioni della Commissione d'inchiesta sulle banche è stato il gossip istituzionale su Maria Elena Boschi, che, lo ripetiamo, se ha detto bugie vada a casa ma finiamola quì con la storia dei conflitti di interessi sui quali è nata ed è stata fondata la seconda Repubblica, Silvio Berlusconi docet. Ebbene la morbosa curiosità sul più bel petalo del "giglio magico" ha fatto il gioco di chi voleva stendere una ulteriore cappa sulle tragiche mancanze dei controllori, Bankitalia e Consob, che hanno permesso e alimentato il crac "impostato" dai controllati, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca qui da noi, altri istituti altrove.
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