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Vacanze 2014: sei gay? Ecco dove non puoi andare

Di Anna Barbara Grotto Lunedi 7 Luglio 2014 alle 10:35 | 0 commenti

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Da VicenzaPiù n. 271 - E' indubbiamente tempo di pensare alle vacanze; ma se sei lesbica o gay o transessuale non hai la stessa libertà di scelta della tua meta che invece ha una persona eterosessuale. Beh sempre che tu non voglia andare in vacanza fingendoti fidanzata al tuo migliore amico gay... La Confederación Española LGBT COLEGAS ha pubblicato una piantina del mondo, dove i Paesi in cui vigono leggi contro le persone LGBT sono evidenziati in rosso, che macchia sinistramente di color sangue parte dell'Africa, del Medioriente e ovviamente (triste recente realtà) l'intera Russia.

Che di per sé getta una fetta incredibilmente estesa del mondo nell'odio omofobico legalizzato.
In Spagna a questa ricerca è seguita una campagna di boicottaggio dei Paesi omofobi: "Decidere di andare in vacanza in un Paese in cui, se siete una coppia omosessuale, rischiate di essere maltrattati, incarcerati fino addirittura mettere a repentaglio la vostra vita, è un rischio davvero inutile da correre. Vi sono alternative al turismo LGBT molto più interessanti e sicure sia in Europa che in America", dice Javier Checa, coordinatore del turismo LGBT di COLEGAS.
I Paesi in cui gay, lesbiche e transessuali non sono ben accetti sono più dei 21 evidenziati da questa ricerca, ma l'elenco che segue rappresenta i luoghi da evitare tassativamente:
Afghanistan: le relazioni omosessuali sono punite con la morte per lapidazione.
Arabia Saudita: l'omosessualità è punita con carcere, multe, percosse, reclusione in istituti mentali, fino alla pubblica esecuzione per amputazione.
Brunei: recentemente introdotta la morte per lapidazione per gli omosessuali.
Egitto: arresti e carcere per i gay, che si sono intensificate negli ultimi mesi.
Emirati Arabi Uniti: carcere, multe, espulsione per gli stranieri, e in alcuni casi la pena di morte.
Gambia: fino a 14 anni di carcere.
Ghana: esistono gruppi che si organizzano in vere e proprie retate, in cui violentano e spesso uccidono le persone omosessuali.
Giordania: arresti anche solo per il fatto di radunarsi fra omosessuali.
India: nel 2013 è stato introdotto il reato di omosessualità.
Iran: la polizia, con l'aiuto di gruppi di cittadini, organizza le cosiddette "incursioni del terrore" per "pulire le strade e le città dai criminali", compresi gli omosessuali.
Mauritania: l'omosessualità è punita con la morte per lapidazione.
Nigeria: l'omosessualità è punita con frustate per gli uomini non sposati, e la prigione o la pena di morte per gli uomini sposati. Sono proibiti persino i rapporti di amicizia e qualsiasi interazione, anche lavorativa, con gli omosessuali.
Pakistan: è istituita la flagellazione fino a 100 frustate e la morte per lapidazione per avere rapporti omosessuali.
Russia: nel 2013 è stato istituito il divieto di ogni manifestazione pubblica della diversità sessuale attraverso la legge che vieta la cosiddetta "propaganda gay". I gruppi neo-nazisti sono aumentati, così come le azioni di giustizia fai-da-te al fine di applicare alla lettera tale legge.
Senegal: i "colpevoli di omosessualità" sono puniti con la reclusione di almeno sei mesi.
Siria: il clima di guerra ha portato ad un aumento di ricatti, torture e uccisioni di omosessuali.
Somalia: in alcune zone le relazioni omosessuali sono punite con la morte, in altre zone con il carcere.
Sudan e Sud Sudan: punizioni che vanno da 100 frustate alla lapidazione.
Uganda: nei primi mesi del 2014 è entrata in vigore una legge che condanna l'omosessualità con l'ergastolo. Conseguentemente, negli ultimi mesi le violenze contro le persone LGBT si sono intensificate.
Yemen: l'omosessualità è punita con la flagellazione e la lapidazione.
Zimbabwe: la comunità LGBT è già oggetto di violenze. Il Parlamento, inoltre, sta studiando l'entrata in vigore di una legge simile a quella ugandese.

FONTE

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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