Quotidiano | Categorie: Politica

Ponte crollato, il presidente Roberto Ciambetti contro le vignette di Charlie Hebdo: "vomitevoli"

Di Lettere al direttore Giovedi 23 Agosto 2018 alle 15:28 | 0 commenti

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Charlie Hebdo, il periodico francese satirico, questa volta colpisce duro sul crollo del Ponte Morandi a Genova: “Costruito dagli Italiani... Pulito dai migranti”. Recita il testo e l’allusione alle politiche di gestione degli immigrati in Italia voluta dalla Lega è evidente. La satira al vetriolo ferisce, né più, né meno di quanto non era accaduto con il caso del terremoto di Amatrice con un’altra violenta vignetta.

In quel numero la notizia del terremoto viene ripresa dal giornale francese nell’ultima pagina con questa battuta “Circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa che il sisma abbia gridato “Allah Akbar” prima di colpire”. Alle proteste italiane, con tanto di querela del Comune di Amatrice, i vignettisti francesi risposero con un’altra "prodezza".

vignetta in prima paginaLa satira è sberleffo, derisione, non ha alcuna regola, come spiegò Dario Fo, mira a ferire e far male, poco si cura del buon gusto. Giustamente i vignettisti di Charlie Hebdo sono liberi di fare il loro mestiere. Noi tutti non possiamo dimenticare che, in nome della libertà di espressione, il giornale satirico francese è stato vittima di attentati dinamitardi, con i giornalisti oggetto di minacce fino al tragico assalto del 7 gennaio 2015 che portò alla morte di 17 persone tra cui giornalisti e vignettisti assassinati nella redazione parigina del periodico. Ma io, come cittadino e lettore, sono libero di dire che le loro vignette possono fare schifo ed essere vomitevoli, essere espressione di pregiudizi e stereotipi e soprattutto di un malinteso senso di superiorità, molto francese per altro, grazie al quale si sentono in diritto di insultare chiunque. La vignetta sulla tragedia del ponte Morandi, con l’immigrato (notate le labbra grosse e occhi grandi ingenuamente spalancati sul mondo né più, né meno, di come li rappresentavano le vignette che oggi definiremmo razziste nei primi decenni del Novecento in America come in Europa?) che pulisce le macerie, da questo punto di vista, deve far pensare. Temo che esse, più che risultato della satira, riflettano il pensiero e i preconcetti di molti transalpini sull’Italia. Chissà se l’immigrato della vignetta non sia un africano preso a randellate dalla gendarmeria francese a Ventimiglia o se non arrivi da quell’Africa Subsahariana succube della Francia, costretta ad adottare come moneta il franco francese africano al cambio paritario con l’euro. Chissà.

Roberto Ciambetti, Presidente Consiglio regionale Veneto


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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