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Palladio, fine del salotto buono veneto. E Roberto Meneguzzo "passa" al figlio Jacopo

Di Redazione VicenzaPiù Domenica 24 Agosto 2014 alle 23:16 | 0 commenti

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Di Carlotta Scozzari*

Chissà se il 7 maggio 2014, giorno della riunione dell'assemblea dei soci sul bilancio del 2013, l'amministratore delegato di Palladio Finanziaria, Roberto Meneguzzo, avrebbe immaginato che nel giro di un mese per lui sarebbero scattate le manette nell'ambito dell'inchiesta sul Mose di Venezia. Un provvedimento che l'ha spinto, pochi giorni fa, a cedere al figlio Jacopo le proprie quote nella finanziaria vicentina, che un tempo sognava di diventare la Mediobanca del Nord-est.

Sta di fatto che a inizio maggio i soci di Palladio, a sua volta azionista forte dei gruppi quotati Snai e Generali, si sono riuniti per approvare un bilancio di esercizio che, sia pure in miglioramento dalla perdita di 45 milioni del 2012, resta in rosso, per 7,65 milioni. Colpa soprattutto dei 20,75 milionidiperdite dalle partecipazioni e delle svalutazioni da 6,46 milioni su alcuni crediti, voci soltanto parzialmente compensate da 6,89 milioni di dividendi e dai 19,29 milioni fruttati dall'attività di negoziazione. La posizione finanziaria netta è, invece, positiva per 18,7 milioni, cifra che risulta dal saldo tra liquidità, titoli quotati e attività liquidabili per 88,76 milioni e debiti con le banche per 70,06 milioni.
All'assemblea di Palladio di maggio, che ha approvato i conti, oltre alla prima socia, la cassaforte Pfh1 di Jacopo Meneguzzo e Giorgio Drago, hanno preso parte, in audio conferenza, anche gli istituti credito soci: Veneto Banca (9,85 per cento), Intesa Sanpaolo (9 per cento) e Banco Popolare (8,59 per cento), mentre Monte dei Paschi (0,47 per cento) ha dato forfait. Il bilancio della finanziaria vicentina segnala, poi, investimenti per 54,8 milioni nel gruppo Est Capital, la cui società di gestione del risparmio (sgr), che si era occupata anche di alcuni immobili del Lido di Venezia, è da poco stata posta in amministrazione straordinaria dal ministero dell'Economia per presunte operazioni in conflitto di interessi. Il business in Laguna non sembra proprio avere portato fortuna a Meneguzzo.

da Il Fatto Quotidiano del 21 agosto 


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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