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"Obiettivi di Fuoco": tre proiezioni accompagnano la mostra sulla Grande Guerra

Di Comunicati Stampa Mercoledi 25 Gennaio 2017 alle 17:05 | 0 commenti

 

Questa mattina a Palazzo Chiericati è stata presentata la rassegna cinematografica dedicata al Centenario della Grande Guerra "Obiettivi di Guerra" che si terrà per tre lunedì, il 30 gennaio, il 6 e il 13 febbraio, alle 20.45, al Cinema Odeon, in corso Palladio 176.
Il progetto, che vedrà la proiezione di 3 pellicole storiche mute - "Maciste alpino", "La guerra e il sogno di Momi" e "Guerra nostra" - con accompagnamento musicale dal vivo, è a cura di Denis Lotti dell'Università degli Studi di Padova e costituisce un evento collaterale alla mostra "Ferro, Fuoco e Sangue! Vivere la Grande Guerra", aperta a Palazzo Chiericati fino a domenica 26 febbraio.

Erano presenti alla conferenza il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci, il curatore della rassegna cinematografica Denis Lotti, il conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza nonché curatore della mostra "Ferro, Fuoco e Sangue!" Mauro Passarin, il presidente di Odeon srl Vincenzo Rossi, il direttore della Casa di Cultura Popolare Silvio Rizzi e i musicisti che accompagneranno le proiezioni.

"Si tratta di una piccola ma preziosa iniziativa di rara bellezza, che ben si inserisce all'interno dell'articolato calendario di eventi sul tema della Grande Guerra - ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci -. Assieme al Cinema Odeon, a Denis Lotti, studioso del cinema italiano delle origini, a Mauro Passarin e alla Casa di Cultura Popolare, abbiamo costruito un progetto di particolare prestigio che ben si sposa al tema della mostra "Ferro, Fuoco e Sangue!". Pur rimanendo nella stessa logica che ci ha portato a costruire la mostra come un progetto originale e atipico che non si limitasse al semplice racconto storico e che fosse in grado di restituire un'esperienza fisica della Grande Guerra a generazioni che con questo conflitto hanno un rapporto mediato, abbiamo cercato di coinvolgere il pubblico in una prospettiva diversa attraverso il recupero di una serie di pellicole d'epoca molto originali che ben descrivono i fatti della guerra e possiedono un elevato valore culturale".
"Il cinema è stata la forma di comunicazione più importante durante la prima guerra mondiale - ha spiegato il curatore della rassegna cinematografica Denis Lotti, docente di Studi sull'attore nel cinema all'Università degli Studi di Padova -. Gran parte della popolazione, infatti, era analfabeta e, quindi, la propaganda pro bellica si serviva del cinema per arrivare a tutti. La rassegna riflette su due momenti importanti della Grande Guerra: i fatti accaduti prima e dopo la battaglia di Caporetto che vide l'esercito italiano soccombere disastrosamente alle forze austro-ungariche e tedesche. I primi due film ("Maciste alpino" e "La guerra e il sogno di Momi") sono legati all'epoca pre Caporetto.

La prima pellicola sfrutta il divismo di un grande attore dell'epoca, quale Maciste, per far passare il messaggio dell'arruolamento volontario attraverso un film apparentemente ingenuo, considerate le caratteristiche del protagonista. Il secondo, invece, parla al fronte interno, ovvero alle famiglie, a chi rimane a casa, visto che i protagonisti sono mamma, nonno e bambino. Si tratta di un film straordinario: la prima parte è recitata, con attori in carne ed ossa, mentre la seconda è realizzata con sequenze di ripresa a passo uno. La pellicola ben descrive il popolo prendendo in giro, al tempo stesso, i luoghi comuni sulla guerra. Il terzo film ("Guerra nostra"), invece, utilizza riprese dal fronte, e, come era consuetudine dell'epoca, veniva utilizzato anche da chi sperava di vedere i propri cari al cinema".
"Si tratta di un'iniziativa di notevole spessore culturale che presenta tre pellicole straordinarie, soprattutto le prime due ("Maciste alpino" e "La guerra e il sogno di Momi"), recentemente restaurate - ha aggiunto il conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza nonché curatore della mostra "Ferro, Fuoco e Sangue!" Mauro Passarin -. Sono proiezioni completamente inedite per Vicenza dopo gli interventi di restauro delle pellicole, che vedranno non solo un accompagnamento musicale ma anche la presenza di tre esperti. Prima di ogni proiezione, inoltre, ci sarà un momento dedicato alla presentazione della mostra, la quale sta godendo di un notevole riscontro sia nel territorio che al di fuori, e il cui legame con iniziative di qualità come quella della rassegna ci gratificano ampiamente".
L'evento gode del patrocinio del Comune di Vicenza, del Dipartimento dei Beni Culturali, Archeologia, Storia dell'Arte, del Cinema e della Musica dell'Università degli Studi di Padova e dell'AIRSC - Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema.
L'iniziativa è realizzata dall'assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e dal Cinema Odeon in collaborazione con la Casa di Cultura Popolare di Vicenza, Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna e il Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Grazie a una particolare convenzione tra la rassegna cinematografica "Obiettivi di guerra" al Cinema Odeon e la mostra "Ferro, Fuoco e Sangue!" allestita nei sotterranei del palladiano Palazzo Chiericati, agli spettatori presenti alle serate sarà consegnato un coupon che consentirà l'ingresso alla mostra con biglietto ridotto. A questo proposito, prima di ogni proiezione il curatore della mostra, Mauro Passarin, conservatore del Museo del Risorgimento e della Resistenza, introdurrà un tema legato all'esposizione di Palazzo Chiericati.

Programma

Lunedì 30 gennaio, alle 20.45, dopo la presentazione della mostra "Ferro, Fuoco e Sangue!" a cura di Mauro Passarin, sarà proiettato il film "Maciste alpino", regia di Luigi Maggi e Luigi Romano Borgnetto, supervisione di Piero Fosco (Giovanni Pastrone), Itala Film, Torino 1916, restauro e integrazioni del 2014 (durata: 1 ora e 35 minuti).
L'introduzione alla pellicola sarà a cura del professor Gian Piero Brunetta, storico e critico del cinema, i cui libri sono tradotti in tutto il mondo, nonché docente all'Università degli Studi di Padova.
È previsto un accompagnamento musicale dal vivo a cura dei musicisti Juan Martin Oyhenart Dublanc (chitarra elettrica) e Francesco Russo (sintetizzatori, sequenze e pianoforte elettrico).
"Maciste" è l'avventura cinematografica di un gigante forzuto dal cuore buono, che nel 1916 si arruola volontario contro il nemico asburgico. Dal punto di vista narrativo il film tratta con efficacia e in tono leggero temi drammatici, riuscendo a meravigliare: gli orrori della guerra (deportazione di civili, vita di trincea, violenza sulle donne) sono rappresentati in funzione apertamente catartica.
Il restauro della pellicola del 2014 integra intere sequenze spettacolari girate in alta montagna che si credevano perdute o rese non visibili dalle cattive condizioni conservative (come l'apparizione di un attore nei panni di Vittorio Emanuele III, o la minaccia a Maciste scritta in italiano maccheronico dal suo nemico giurato Pluffer e l'ignominiosa fuga dalla prigionia di quest'ultimo travestito da crocerossina).

Lunedì 6 febbraio, alle 20.45, dopo la presentazione di Mauro Passarin, sarà proiettato il film "La guerra e il sogno di Momi", regia di Segundo de Chomón, Itala Film 1917, restauro del 1991 (durata: 42 minuti).
L'accompagnamento dal vivo sarà affidato a "Sagra delle Cose Strane", trio composto da Juan Martin Oyhenart Dublanc (chitarra classica), Francesco Russo (pianoforte) e Davide Zeta (marimbista e percussionista), mentre l'introduzione alla pellicola sarà a cura del professor Denis Lotti, storico del cinema, docente di Studi sull'attore nel cinema all'Università degli Studi di Padova e curatore dell'intera rassegna "Obiettivi di guerra".
Il film, che festeggia il centenario dal suo debutto in sala e che fu tra i primi in Italia a utilizzare tecniche d'animazione per effetti speciali, racconta la storia del padre soldato del piccolo Momi, le cui lettere dal fronte vengono attese con trepidazione dai familiari. In una di queste l'uomo racconta l'avventura del piccolo montanaro Berto che salva la madre dall'attacco degli austriaci correndo ad avvisare le truppe italiane. Momi è impressionato dal racconto e si addormenta sul divano abbracciato ai suoi pupazzi preferiti, il buon Trick e il cattivo Track. Da qui inizia lo spettacolare sogno del bimbo che immagina scene di fatti d'armi e di scontri sostenuti da soldatini, condotti dal valoroso padre, fino al trionfo finale.
Il restauro del film, dedicato alla memoria di Maria Adriana Prolo, è stato realizzato dal Museo Nazionale del Cinema nel 1991 nel laboratorio Bruno Favro.

Lunedì 13 febbraio, alle 20.45, dopo l'ultimo approfondimento sulla mostra di Mauro Passarin, sarà proiettato il film "Guerra nostra", Istituto Luce 1927, edizione in formato Pathé Baby 9.5 mm 1929, copia a cura di Home Movies, restauro del 2015 (durata: 45 minuti).
Raro documentario d'epoca commissionato nel 1927 dall'Istituto Luce, che monta, con intenti propagandistici, immagini cinematografiche riprese "dal vero" durante il conflitto, il film sarà accompagnato dal musicista di fama internazionale nonché artista visivo, regista e compositore, Roberto Paci Dalò, e sarà arricchito dalla testimonianza di Home Movies - Archivio del Film di Famiglia, che ha curato il restauro della pellicola.
L'introduzione al film sarà a cura del professor Alessandro Faccioli, specialista di cinematografia della Grande Guerra e docente di Storia e Critica del cinema all'Università degli Studi di Padova.
Si tratta di uno dei primi film sulla Grande Guerra realizzato assemblando materiali d'archivio, girati durante gli anni dello stesso conflitto. La pellicola è un caso di rievocazione storica di propaganda del regime fascista, nonché un modello a cui si richiameranno le produzioni successive, in particolare il più noto Gloria - La Grande Guerra, diretto per il Luce da Roberto Omegna nel 1934.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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