Quotidiano | Categorie: Lavoro

I caduti sul lavoro sono sempre di più. E tutto tace

Di Giorgio Langella Domenica 6 Agosto 2017 alle 09:15 | 0 commenti

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In questi giorni avete letto qualcosa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro? Avete sentito qualche ministro o qualche parlamentare parlarne? Eppure di lavoro e nel lavoro ci si infortuna, ci si ammala, si muore. Come e più di prima. L'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che monitora tutti i decessi e non solo quelli degli assicurati INAIL, scrive: "I morti sul lavoro dall'inizio dell'anno al 5 agosto 2017. Sono diventati 411 sui luoghi di lavoro e oltre 900 con le morti sulle strade e in itinere". In questi 5 giorni di agosto, i morti nei luoghi di lavoro sono 12 (nella foto Andrea Gagliardini morto in modo orribile, con con la testa schiacciata da una pressa).

Una media spaventosa di oltre 2 decessi ogni giorno. A fine luglio i morti nei luoghi di lavoro erano il 6,3% in più rispetto al 2016 e l'11,2% in più rispetto al 2008.

Periodicamente ci troviamo a dover ripetere sempre le stesse parole. Che non si può concepire il lavoro come qualcosa per il quale si può perdere la vita. Che, evidentemente, questi morti non sono dovuti al caso, a sfortuna o a sottovaluzione del pericolo.

Chiediamo ogni volta che si agisca. Che almeno si affronti il problema.

Ormai, invece, quasi tutti quelli che dovrebbero interessarsi dei problemi del lavoro e della sicurezza sono impegnati in altre cose. L'unico interesse che può smuovere questi "signori" è quello personale, monetizzabile in qualche modo (denaro o voti, non importa, basta avere qualcosa di tangibile in cambio). E i lavoratori che si infortunano, che si ammalano, che muoiono non danno niente in cambio. Non possono dare altro che la loro salute, la loro vita. Un ricordo appena. Cose che non hanno prezzo.

Qualcuno di "lorsignori" darà solidarietà più che altro per apparire, altri si dimostreranno affranti. Puoi continueranno a discutere di vitalizi, di come tagliare le pensioni, di costo del lavoro che è necessario abbattere, di migranti che "ci rubano lavoro e soldi".

Così i lavoratori (senza distinzione di sesso, razza, credo religioso, ideale politico...) continuano e continueranno a morire in silenzio, senza nome né volto.

La "grande" informazione ne parla e ne scrive poco. Non indaga presa com'è a pubblicare le veline che le vengono passate e che vengono trasformate in notizie tutte uguali. Al massimo fa risaltare il dato INAIL secondo il quale i morti sul lavoro stanno diminuendo. Non è vero ma va bene così. Basta non verificare.

Bisogna allora affidarsi a chi, come l'Osservatorio di Bologna, con ostinazione continua a raccogliere i dati, a controllarli, a far emergere una realtà che è, a dir poco, spaventosa. E a quegli "utopisti arrabbiati" che continuano a credere che il sistema nel quale viviamo non è né giusto né equo e che non è umano lavorare e morire per il profitto personale di qualcuno.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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