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Giochi, Consiglio di Stato “riabilita” le distanze minime a Vicenza

Di Comunicati Stampa Mercoledi 11 Luglio 2018 alle 05:59 | 0 commenti

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Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar Veneto con cui nel 2013 era stata annullata la delibera del Comune di Vicenza, che imponeva almeno 500 metri di distanza tra le sale giochi e i luoghi sensibili come scuole e chiese. I giudici di Palazzo Spada, spiega Agipronews, cambiano le carte in tavola rispetto alla decisione di primo grado - che aveva accolto i ricorsi di tre società di gioco - secondo cui era necessaria una pianificazione nazionale per definire la ricollocazione delle sale.

A distanza di cinque anni, si legge nella sentenza del Consiglio di Stato, «risulta del tutto smentita l'affermazione del primo giudice secondo la quale "gli strumenti pianificatori di contrasto alla ludopatia devono essere decisi a livello nazionale o comunque essere inseriti nel sistema della pianificazione nazionale"». Un giudizio frutto dell'«evoluzione della giurisprudenza amministrativa» in materia di giochi: più volte, nel corso degli ultimi cinque anni, sia la Corte Costituzionale che il Consiglio di Stato hanno avuto modo di chiarire che le norme sul "distanziometro" non rientrano nel campo della sicurezza pubblica, di esclusiva competenza statale; i regolamenti sulle distanze minime sono in realtà misure socio-sanitarie per la tutela della salute pubblica, settore che invece concede più spazio agli interventi degli enti locali come Regioni e Comuni. Nel caso di Vicenza, i «limiti comunali posti nella materia in questione hanno finalità di carattere socio-sanitario», e dunque non è possibile sostenere «che il principio di libera iniziativa economica possa prevalere sulla tutela della salute».


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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