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Dimezza utili editore del Giornale di Vicenza, che perde lettori e ancora di più pubblicità

Di Giancarlo Marcotti Lunedi 26 Agosto 2013 alle 23:28 | 0 commenti

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Come va il comparto editoriale in Italia? E' ancora il grande malato? Sono note a tutti, infatti, le difficoltà di carattere economico in cui si dibattono le società che pubblicano giornali e riviste, le vendite sono in calo e diventa sempre più difficile far quadrare i conti. Per quanto riguarda poi i quotidiani di partito, ormai vivono quasi esclusivamente di sovvenzioni pubbliche.

Ma queste sia pure in minor misura, sotto forma di varie agevolazioni, vanno anche a gran parte  della stampa (fatte salve poche eccezioni come Il Fatto a livello nazionale e i media VicenzaPiù a livello locale).

L'avvento di internet ha dato un colpo durissimo al comparto, viene spontaneo pensare, però, che il diritto all'informazione è un pilastro fondamentale di una società democratica, per cui non può essere strettamente assoggettato alle “leggi” economiche, in gioco, si dice, c'è qualcosa di talmente importante da far passare in secondo piano tutto il resto.

Siamo tutti (o quasi) per la libera concorrenza e per le leggi che regolano “il mercato”, ma quando di mezzo ci sono le stesse fondamenta democratiche della società, sembra lecito “fare un'eccezione”.

La vicenda Rcs ci dice come da un punto di vista economico/finanziario il comparto editoriale si trovi ancora in uno stato comatoso, ma, nonostante ciò, risulti ancora “appetibile” (forse per motivi meno nobili) visto che la famiglia Agnelli ed i Della Valle hanno battagliato per avere il controllo di Via Solferino nonostante i disastrosi bilanci.

Ma al di là del Corriere, qual è lo stato di salute dei quotidiani locali?

L'occasione per fare il punto della situazione ci viene data dalla legge 650 del 1996 che obbliga i giornali italiani a pubblicare il loro bilancio, quindi andiamo ad analizzare i dati ufficiali della Athesis che, come noto è la società editrice del “nostro” Giornale di Vicenza (oltre che dello scaligero L'Arena, di Brescia Oggi, Tele Arena ...).

Curiosi, come un lettore di un giallo che vuole subito sapere chi è l'assassino, partiamo dal fondo per vedere se la società ha avuto un utile oppure una perdita.

Un utile.

Bene!

Almeno il giornale della nostra città (o meglio la corazzata del suo editore che fa capo a Confindustria Vicenza e a Confindustria Verona, dopo che Amenduni e Ingui sono usciti nel momento migliore con in tasca un bel gruzzolo di milioni, ndr) guadagna, ma … se poi andiamo a vedere a quanto ammonta l'utile del 2012 (1,3 milioni di euro) scopriamo immediatamente che è circa la metà rispetto a quelli costanti dei due anni precedenti, e questo non è proprio un buon segnale.

Si dirà, ma la crisi ha colpito tutti! Certo, ma se pensiamo che il nostro quotidiano, viste le vicissitudini del “Corriere del Veneto” e del “Gazzettino” è rimasto praticamente monopolista sulla piazza, non avrebbe dovuto subire una perdita di lettori o almeno non così consistente come appare dai dati Ads sulla singola testata ancora più netti dei dati aggregati dei ricavi di tutti i media dell'editore.

Ma vado a controllare questi ricavi ed in particolare le due voci principali che li compongono, ossia quelli derivanti dalla vendita delle copie e dalla pubblicità, ed entrambe hanno avuto una flessione (-4,75% e -8,83% rispettivamente).

In effetti i dati non stupiscono perché, come noto, gli investimenti pubblicitari delle aziende sono diminuiti e ne hanno risentito in maniera significativa un po' tutti i media, con l'esclusione di internet.

A proposito di internet, ci si potrebbe attendere che la riduzione delle copie cartacee vendute sia perlomeno compensata dall'aumento degli introiti derivanti dal canale online … eh no! Purtroppo quello che si raccoglie dalla “rete” sono ancora briciole (813.845 euro fra abbonamenti ai quotidani e pubblicità online) specifica.

Ed allora, visto che i costi sono rimasti pressoché invariati (-2,19%), a soffrirne è di conseguenza l'utile, quello ante imposte passa così da 5,253 a 3,337 milioni di euro, e togliendo le esose imposte che vanno al nostro Stato, sono rimasti, netti 1,315 milioni di euro (erano stati 2,577 milioni di euro nel 2011).

Insomma che dire? Se il trend in atto dovesse continuare la situazione potrebbe anche farsi preoccupante soprattutto perché ad una costante diminuzione dei ricavi occorrerà necessariamente far seguire una analoga riduzione dei costi.

E qui viene il difficile, perché oltre ai costi relativi alle materie prime ed ai servizi, sui quali non è facile andare ad incidere, rimane solo la voce “personale” che, ci auguriamo, sia l'ultima alla quale appellarsi dopo alcuni tagli già di fatto effettuati nelle redazioni.

Non c'è che da augurarsi che la crisi molli un po' la sua morsa e si possa così tornare a vedere un aumento delle entrate pubblicitarie.

A proposito di entrate pubblicitarie, però, ci risulta “curioso” il fatto che la concessionaria unica di pubblicità, Publiadige srl, società controllata dalla stessa Athesis spa, ormai da anni mostri bilanci in rosso.

Per il 2012 la perdita d'esercizio si è attestata a 657.000 euro in aumento rispetto, sempre alla perdita, di 567.000 euro registrata l'esercizio precedente. Gira troppi ricavi ai mezzi di cui vende la pubblicità per abbellirne i conti, potrebbe essere il commento malizioso di chi esaminasse i due bilanci in parallelo, ma dai bilanci ufficiali certi dubbi non possono trovare conferme. Ma neanche smentite.

Vogliamo però concludere con una nota qualitativa e non solo numerica. A nostro avviso, infatti, i vicentini hanno ancora una grande “fame” di informazione, ma forse la vorrebbero meno paludata.

Magari ci sarebbero così i margini per poter anche aumentare le vendite, e non solo la pubblicità.

Non è facile, ma solo chi sa accettare le sfide coglie le opportunità (il bilancio di Media Choice editore del network VicenzaPiù, sia pure un Davide nei confronti del Golia dei media locali, nel 2011 era in rosso, nel 2012 ha chiuso in utile e ha triplicato i suoi ricavi ..., ndr). 

Leggi tutti gli articoli su: Il Giornale di Vicenza, Athesis, bilancio, Publiadige

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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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