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Epifania della Terra contro SPV. Rigon (PD): un "dissociarsi" pacifico ma non silenzioso

Di Edoardo Andrein Martedi 6 Gennaio 2015 alle 10:32 | 0 commenti

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“Diamo un segno per la nostra terra”. Alberto Rigon, membro dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico e del Direttivo Pd di Breganze lancia per oggi 6 gennaio 2015 giorno della Befana l’iniziativa organizzata tra gli altri da Tiziano Rizzato del Coordinamento tutela territorio Breganze e dai Beati i costruttori di pace, la onlus di don Albino Bizzotto: “il progetto della Spv Pedemontana Veneta – afferma Rigon - ogni giorno di più si sta dimostrando sbagliato, anacronistico e devastante. L’Epifania della Terra è un modo per fare sentire insieme il nostro "dissociarsi" pacifico ma non per questo silenzioso”.

L’Epifania della Terra si svolgerà alle ore 14.30 a Breganze (VI) in via F.lli Laverda (vedi Mappa), accesso da Via Chizzalunga, ampio Parcheggio.

Il Programma prevede il ritrovo a partire dalle ore 14 e l’Eucarestia ore 14,30.

Di seguito pubblichiamo un testo di Don Albino Bizzotto intitolato “Il futuro del Veneto è quello della Terra”:

Se andassimo dal medico per una tosse persistente e ci venisse diagnosticato un tumore ai polmoni come reagiremmo? Penso che la salute, usata come mezzo per vivere, diventerebbe il fine principale delle nostre attività e del nostro impegno. La nostra vita non sarebbe più la stessa. Fuori metafora. I 772 scienziati di tutto il mondo dell' IPCC (Gruppo intergovernativo per i cambiamenti climatici) voluto dall'ONU, il WMO (Organizzazione Mondiale della Metereologia) il PNUA (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) e l'IPSO (Programma Internazionale sullo stato degli Oceani) non riescono a capacitarsi perché né Governi né popoli vogliono prestare attenzione e preoccuparsi per la gravissima situazione in cui versa la Terra. La diagnosi è drammatica non in base agli allarmi, ma in base ai dati. Siamo testimoni già oggi delle conseguenze del cambiamento climatico. Si parla di bombe d’acqua, clima impazzito, disastri ambientali…nessuno dei responsabili politici ed economici ha mai nominato i cambiamenti climatici. Ci comportiamo come se il pianeta Terra fosse quello di 30-40 anni fa; invece è vicino alla metastasi. Siamo già in presenza di fenomeni atmosferici sempre più estremi. L’aumento della produzione di anidride carbonica procede in forma lineare; le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno già raggiunto i più alti livelli in 800 mila anni, gli oceani sono più acidi ora di quanto lo siano stati per almeno 300 milioni di anni. “Stiamo per entrare in un territorio sconosciuto di cambiamento dell’ecosistema marino e stiamo esponendo degli organismi a una pressione evolutiva intollerabile. La prossima estinzione di massa potrebbe già essere iniziata”(fonte IPSO). La più grande discarica del mondo oggi è l’Oceano Pacifico con la formazione di arcipelaghi compatti di rifiuti, principalmente plastica, portati dalle correnti marine ed estesi per più di 15 milioni di chilometri quadrati. Secondo il PNUA ogni miglio quadrato di oceano ospita 46 mila pezzi di plastica galleggiante. Nel Mediterraneo galleggiano 500 tonnellate di plastica. Molti pesci si nutrono come plancton di molte particelle fotodegradate di plastica, assieme a tutti gli altri inquinanti, prodotti dall’attività dell’uomo: un mix micidiale di perdita di specie in particolare coralli e crostacei e di aumento di pesci inquinati. L’aumento della temperatura procede inesorabile provocando lo scioglimento delle calotte polari, con conseguenze imprevedibili. Venendo più vicino a noi: la pianura padana è tra le zone più inquinate e inquinanti d’Europa. Le polveri ultrafini, cento volte inferiori alle particelle di Pm 10, e non inserite in nessuna normativa , soffocano la pianura padana; sono connesse con le patologie polmonari e cardiovascolari. Negli ultimi 20 anni per abbandono, o per invasione di cemento e asfalto, nel Veneto abbiamo avuto un consumo di suolo pari a 38 ettari al giorno.
Il Veneto ha una “bio-capacità” di 1.62 ettari/abitante. Abbiamo un tenore di vita che ha bisogno di 6.43 ettari di terreni “biologicamente attivi” pro capite. Per questo, per gli interessi privati di pochi, stiamo perdendo in continuazione autonomia alimentare. Si continua con perversione a perseguire progetti di ulteriore consumo di suolo agricolo. Tutti come un mantra riportano la parola “crescita”, ma crescita di che cosa e per chi? Nessuno, proprio nessuno, risponde a questa domanda. Non si vuol prendere atto che i conti non tornano comunque e continuiamo ad accelerare la distruzione del territorio e del pianeta. A presiedere le nostre scelte non può più essere il criterio della crescita economica. È un passaggio culturale urgente e ineludibile “ci troviamo nel mezzo di una convulsione senza precedenti, una scossa di proporzioni geologiche – afferma David Molineaux – Di fronte a questa sfida suprema è impossibile esagerare la grandezza dei cambiamenti che saranno necessari…Sarà necessario un riorientamento del che fare dell’essere umano, …, bisogna niente di meno che reinventarci come specie. Essenziale sarà un profondo cambiamento di prospettiva: il riconoscimento (o meglio la riscoperta) del fatto che la Terra, la biosfera vivente, è primaria. E tutto ciò che è umano, nonostante tutta la sua nobiltà e trascendenza, è un derivato.” e tutta la progettazione delle grandi opere in cantiere da anni va fermata non perché non possano essere utili e non abbiano una ricaduta sulla crescita economica, ma semplicemente perché non si può più sottrarre un metro quadro di suolo in più per restituire alla Terra la capacità di rigenerarsi per poter espletare la sua funzione di sostegno a tutta la vita, la Terra da mezzo di produzione a fine principale dell’attività umana.


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Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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