Vicenza capitale europea della cultura: è l'occasione giusta
Martedi 30 Aprile 2013 alle 21:35 | 0 commenti
Giovanni Bertacche, Presidente Associazione "Vicenza in centro" - Quando mesi orsono l’associazione “Vicenza in Centro†lanciava la candidatura di Vicenza a capitale della cultura europea, si è levata una voce indispettita: c’è già la candidatura di Venezia. Chiuso. In effetti il progetto Venezia Nordest capitale europea della cultura 2019 è stato avviato nel 2008 e via via ha raggruppato numerosi soggetti: le Regioni del Triveneto, Province, Comuni, associazioni di categoria.
Il titolo di capitale della cultura viene assegnato dalla comunità europea ad una città per un anno; evidente il prestigio e l’interesse per le ovvie ricadute di carattere sociale, turistico ed economico. Ora Venezia, la capofila si ritira dalla candidatura, facendo così cadere l’intero progetto internazionale. Il sindaco Orsoni, pentito per l’avance, sostiene che Venezia non ha bisogno di eventi per nuovi turisti di invasione di massa; non è questo, ha soggiunto, il progetto culturale che serve alla città lagunare. Senonchè nella cordata si è inserita anche Vicenza che ora, in mancanza del traino, dovrà decidere se ritirarsi oppure porsi a capo del gruppo in luogo di Venezia. Riteniamo questa l’occasione per Vicenza. Senza complessi, Venezia si chiama fuori, ha già dimostrato di avere i numeri per eventi di questa portata. La mostra “Raffaello verso Picasso†con gli oltre 300mila visitatori ne è la riprova. Certo una mostra non fa una città come una rondine non fa primavera, ma le premesse ci sono. Intanto costruita tutta da un solo architetto, quel sommo Palladio invidiatoci dall’universo globo e perfino venerato negli Stati Uniti d’America ove di recente il Congresso, all’unanimità , lo ha dichiarato il padre dell’architettura americana. Non solo, ma grazie a queste caratteristiche urbatettoniche Vicenza è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco, cioè posta sotto la tutela dalle Nazioni Unite (ONU). Che vogliamo di più? Si tratta di crederci e di adoperarci perché questa ricchezza estetica si traduca in industria culturale, con tutto ciò che ne consegue. E mentre Venezia con i suoi 24 milioni di turisti all’anno non ce la fa più, Vicenza (un proverbio veneziano afferma: Venezia l’è bela, Vicenza so sorela) con le caratteristiche che possiede potrebbe attrarre una quota di quel turismo. Facilitata in questo dal flusso per la città lagunare, che potrebbe essere catturato solo se Vicenza, e il suo interessante territorio, lo volessero. Le ville, le industrie, le arti, la creatività , le attività enogastronomiche, uniche al mondo, non meno delle bellezze naturali, i nostri monti, i paesaggi, il contesto paesaggistico! Che aspettiamo a farli valere, mettendoli in rete: la metropolitana ferroviaria superficiale (ricordate le gloriose ferrotramvie che fino agli anni ’70 collegavano il capoluogo con l’intera provincia) potrebbe essere una soluzione al caos del traffico su strada. Ed ancora: la ricettività che ha deluso il visitatore in occasione della mostra in Basilica. Questi, solo accenni sulle infrastrutture. Naturalmente Enti, pubblici e privati, dovrebbero formare subito un comitato e mettere allo studio un progetto per una città metropolitana. Insomma Vicenza con il suo hinterland si merita il titolo di capitale europea della cultura 2019; ma bisogna fare presto perché la candidatura scade il 20 settembre.
Accedi per inserire un commento
Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.