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Tom Perry, "l'uomo a piedi nudi". Antonio Peretti, "l'uomo del bene"

Di Antonio Seganfreddo Domenica 8 Gennaio 2012 alle 18:46 | 1 commenti

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"Ad un certo punto mi sono reso conto che le mie imprese da uomo che cammina scalzo sulle più impervie superfici che il nostro pianeta può offrire, non avrebbe più avuto senso senza uno scopo legato al bene dell'umanità". Con queste parole Tom Perry, nome d'arte di Antonio Peretti, esprime il senso profondo delle sue imprese da record, straordinarie dal punto di vista fisico e sportivo e nobili nel loro significato umano.

"Ho iniziato a discendere le montagne a piedi nudi quasi per scommessa con alcuni miei amici, e da li in poi una serie di vicissitudini mi hanno portato ad approfondire questa inconsueta pratica per una persona nata e cresciuta in provincia di Vicenza tra il XX ed il XXI secolo". "L'uomo a piedi nudi", dopo aver scoperto questo inconsueto modo di affrontare le montagne, ha iniziato a percorrere i sentieri più famosi delle Dolomiti e poi quelli di altre vette suggestive e di alcuni tra i principali vulcani della nostra Tom Perry col Dalai Lamapenisola. L'atto liberatorio di togliersi le scarpe e percorrere in maniera naturale quella che egli chiama "la madre terra" ad un certo punto ha generato una sorta di epifania interiore dell'alpinista il quale ha capito come le sue imprese avrebbero potuto essere più di un'inutile spot autoreferenziale: "Togliermi le scarpe e percorrere luoghi estremi mi ha fatto capire come noi della società occidentale siamo soffocati dalla nostra opulenza che ci rende schiavi di una vita disperatamente soggiogata all'apparire piuttosto che all'essere se stessi". Per questi motivi Tom Perry, nonostante abbia raggiunto una certa notorietà, si presenta al pubblico sempre con umiltà e senza falsa modestia, qualità per le quali lo si può definire "uno di noi". Non prova vergogna nell'esternare come sia una forte componente spirituale a guidarlo nelle sue imprese che da alcuni anni hanno anche lo scopo di raccogliere fondi per aiutare missionari impegnati all'estero in progetti umanitari. Forse proprio questa guida superiore lo ha portato ad incontri straordinari come quello con il Dalai Lama del 29 marzo 2006 a Dharm Sala in India, al quale ha portato la fiaccola olimpica disegnata da Pininfarina per le olimpiadi invernali di Torino e poi venduta per ricavarne una cifra sufficiente a costruire una scuola per gli orfani del Tibet. Questa esperienza e quella di seguire, ovviamente a piedi nudi, le tracce di papa Wojtyla nei luoghi di montagna che egli amava frequentare sono la testimonianza di come l'alpinista percorra anche un sentiero legato alla spiritualità ed all'incontro tra culture e religioni diverse: "L'umanità deve fare un passo indietro e fermarsi prima di realizzare la propria autodistruzione a livello morale, sociale ed ambientale". Con questa riflessione Tom Perry sta portando avanti delle nuove iniziative a partire dalla sua recente missione in Guatemala dove ha potuto toccare con mano l'inferno di una popolazione oppressa da quel perverso meccanismo di sfruttamento attuato dalle multinazionali a spese dei paesi del terzo mondo così ricchi di risorse ma impediti dallo sfruttarle per se stessi. Il passo indietro dell'umanità è anche nell'interpretazione della famosa profezia relativa al 2012 che Tom ha avuto il piacere di ricevere da uno sciamano discendente diretto del popolo Maya: "Una presa di coscienza rispetto a quanto stiamo distruggendo sarà necessaria da parte nostra". Il contatto con la Madre terra, la grande spiritualità in grado di sostenere la fatica psicofisica e l'obiettivo di contribuire al bene dell'umanità, sono diventati i punti di forza che hanno permesso ad Antonio Peretti di poter diventare Tom Perry l'"uomo a piedi nudi".

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Commenti

Gianluca
Inviato Lunedi 9 Gennaio 2012 alle 10:35

Complimenti, a volte anche io vorrei intraprendere la corsa a piedi nudi, non c'è miglior appoggio che la pianta del piede.
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Commenti degli utenti

Giovedi 27 Dicembre 2018 alle 17:38 da Luciano Parolin (Luciano)
In Panettone e ruspe, Comitato Albera al cantiere della Bretella. Rolando: "rispettare il cronoprogramma"
Caro fratuck, conosco molto bene la zona, il percorso della bretella, la situazione dei cittadini, abito in Viale Trento. A partire dal 2003 ho partecipato al Comitato di Maddalene pro bretella, e a riunioni propositive per apportare modifiche al progetto. Numerose mie foto del territorio sono arrivate a Roma, altri miei interventi (non graditi dalla Sx) sono stati pubblicati dal GdV, assieme ad altri come Ciro Asproso, ora favorevole alla bretella. Ho partecipato alla raccolta firme per la chiusura della strada x 5 giorni eseguita dal Sindaco Hullwech per sforamento 180 Micro/g. Pertanto come impegno per la tematica sono apposto con la coscienza. Ora il Progetto è partito, fine! Voglio dire che la nuova Giunta "comunale" non c'entra più. L'opera sarà "malauguratamente" eseguita, ma non con il mio placet. Il Consigliere Comunale dovrebbe capire che la campagna elettorale è finita, con buona pace di tutti. Quello che invece dovrebbe interessare è la proprietà della strada, dall'uscita autostradale Ovest, sino alla Rotatoria dell'Albara, vi sono tre possessori: Autostrade SpA; La Provincia, il Comune. Come la mettiamo per il futuro ? I costi, da 50 sono saliti a 100 milioni di € come dire 20 milioni a KM (!) da non credere. Comunque si farà. Ma nessuno canti Vittoria, anzi meglio non farne un ulteriore fatto "partitico" per questioni elettorali o di seggio. Se mi manda la sua mail, sono disponibile ad inviare i documenti e le foto sopra descritte. Con ossequi, Luciano Parolin [email protected]
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